Recensione Narco Terror

Un twin stick shooter imperfetto, ma divertente

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Narco Terror
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Quello dei twin stick shooter è un "genere nel genere" sempre più in voga. Non passa mese senza che un nuovo team di sviluppo ne proponga una sua personale visione, affidandosi per lo più al mercato digitale che permette guadagni maggiori a fronte di investimenti più contenuti.
Il qui preso in esame Narco Terror è l'ennesimo esempio di quanto appena detto. Pur privo di qualsivoglia innovazione e per nulla esente da difetti, riesce comunque a divertire l'utente più che degnamente, puntando forte su un ritmo d'azione sostenuto. Fondendo l'atmosfera di alcuni film d'azione anni '80, con l'overdose di proiettili ed esplosioni così cara ai più recenti Mercenari capitanati dall'intramontabile Sylvester Stallone, la fatica di Zootfly riesce a ritagliarsi con onore un posto negli store digitali di PS3 e Xbox 360.
Non un capolavoro del genere, né un'esperienza che lascerà un solco indelebile nelle vostre vite da videogiocatori, ma un onesto passatempo che potrebbe regalarvi più di un pomeriggio di spensierata distruzione totale e indiscriminata.

Il terrore dei narcotrafficanti

Le premesse narrative che forniscono un valido motivo per dare il via alla carneficina sono scontate e raffazzonate al punto giusto: Rick Quinn è un ex agente speciale, che torna prepotentemente in servizio quando sua figlia viene rapita da un signore della droga. La sua epopea, che lo porterà a fare strage di delinquenti da Miami al Sud America, da semplice missione di salvataggio si tramuterà in vendetta non appena scoprirà che a capo del cartello c'è il suo vecchio collega Jay Delgado.
Coraggio, lotta alla malavita e qualche parolina forte si mescolano in un intreccio narrativo che ha la stessa profondità della millesima puntata di Beautiful. Un serio problema alla riuscita del gioco? Assolutamente no. Come ci hanno insegnato i film d'azione degli anni '80 non è tanto importante il perché si spara, ma come lo si fa. E in questo Narco Terror riesce piuttosto bene, fortunatamente.
I primi livelli non sono altro che un lungo riscaldamento. Come da prassi, uno stick serve per muovere l'avatar, il suo gemello direziona il fuoco. Un tasto serve per saltare, un altro per esibirsi in una provvidenziale schivata, l'ultimo della serie per sfoderare un attacco corpo a corpo piuttosto lento ma irrinunciabile in diverse situazioni. Agli scagnozzi armati di solo machete, che correranno all'impazzata verso di voi, si affiancano in fretta quelli dotati di pistola e altri che tenteranno di farvi fuori lanciandovi granate.
Vista la loro perpetua e schiacciante superiorità numerica, intuirete immediatamente che dovrete fare ben di più che schivarne i colpi ed eliminarli uno alla volta. Elemento fondamentale diventerà dunque l'interazione con lo scenario. Sparse un po' ovunque ci saranno proprio per questo casse infiammabili e automobili piuttosto inclini alla detonazione, da sfruttare a più non posso per seminare morte e distruzione. Oltre a premiarvi con un certo quantitativo di denaro, che andrà investito per potenziare le armi in dotazione, la serie di esplosioni a schermo vi aiuterà dunque nell'eliminazione -con stile- delle varie ondate di nemici.

Il livello di difficoltà standard non è così impegnativo da costringervi ad affinare sin da subito la vostra abilità con le pistole e le deflagrazioni, ma in certi passaggi sarete comunque costretti ad affidarvi all'istinto, alla prontezza di riflessi e all'immancabile pizzico di fortuna.
Via via che potenzierete la pistola d'ordinanza, il mitragliatore, lo shotgun e il mini-gun, vomitare piombo sui criminali diventerà un'attività sempre più ipnotica ed assuefacente. Le brevi schermaglie dei primi livelli si tramuteranno in giganteschi spettacoli pirotecnici, in un bagno di sangue capace di stimolare le stesse corde pizzicate durante la visione di un qualsiasi Terminator o Die Hard. Vestendo i panni di Rick Quinn proverete un chiaro senso di onnipotenza, che non mancherà di esaltarvi con una genuina semplicità.
Il merito va anche ad un level design piuttosto elementare, che si sforza però di offrire un minimo di varietà all'azione. Sezioni in cui sarete bombardati dal cielo vi spingeranno a muovervi di continuo. Altre, in cui dovrete resistere all'interno di un'arena per un certo lasso di tempo, a centellinare bombe a mano e casse esplosive. Salendo a bordo di un aereo, Narco Terror si tramuterà per alcuni minuti in uno sparatutto bidimensionale a scorrimento verticale. Non si resta mai con la bocca aperta, né si può annoverare uno di questi momenti tra quelli più riusciti del genere d'appartenenza; ciononostante gli sviluppatori hanno dato prova di talento, evitando la ripetitività di fondo che spesso si respira in produzioni di questo genere.
Il minimo comun denominatore resta il ritmo d'azione assolutamente sostenuto e adrenalinico. Sia a bordo del sopracitato velivolo che a piedi, Rick avrà ben poco tempo per pensare. Costantemente assediato da criminali di ogni genere dovrà affidarsi più all'istinto e alla rapidità d'esecuzione, che a intricate strategie.

Ogni emozione raddoppia quando si passa a giocare in co-op. Limitata al locale, ma impreziosita dal drop-in/out istantaneo, regala immense soddisfazioni se affrontata con l'amico giusto. Dandosi manforte aumenteranno esponenzialmente le esplosioni, i nemici e anche le imprecazioni.
Tutto perfetto dunque? Non proprio.
Tanto per cominciare manca il classico guizzo che avrebbe trasformato il più che degno Narco Terror in un capolavoro del suo genere. Ci si diverte alla grande, ma non manca qualche passaggio poco ispirato, e alla lunga si ravvisa una certa mancanza di profondità nel gameplay.
Secondariamente il sistema di controllo non è esente da qualche piccola critica. Se i due stick se la cavano alla grande, si lamenta un ritardo spesso eccessivo nell'esecuzione della schivata e dell'attacco corpo a corpo. Vista la velocità con cui il tutto si muove sullo schermo, spesso si resta interdetti nel constatare con quanto ritardo Rick risponderà a questi due fondamentali comandi.
Anche il comparto tecnico soffre di qualche magagna di troppo. Anche senza bug o glitch di sorta, le scorribande saranno spesso infastidite da rallentamenti, tearing e pop-up. Se artisticamente si nota come i designer si siano mossi con intelligenza, proponendoci persino qualche scorcio affascinante, il motore grafico mostra tutti i limiti in termini di investimento (di tempo e denaro). Nulla di così penalizzante, sia chiaro, ma le problematiche sopracitate saranno una costante dall'inizio alla fine dell'avventura.
Anche il sonoro, dal canto suo, non fa praticamente nulla per scampare a una sufficienza risicatissima. Il doppiaggio dei personaggi non vanta una grande qualità. Pessimi gli effetti. Ignorabili le tracce sonore che hanno, quantomeno, l'accortezza di restarsene sullo sfondo senza alcuna smania di protagonismo.
Per salvare la figlia di Rick e mettere in ginocchio il cartello, infine, vi serviranno almeno sette, otto ore di gioco: un lasso di tempo in linea con produzioni di questo genere.

Narco Terror Narco Terror è un onesto twin stick shooter che farà la felicità di chi gli darà una possibilità, ben consapevole dei compromessi a cui dovrà scendere. Grazie al ritmo sostenuto e a un level design sufficientemente vario, gli amanti del genere e chi è a caccia di uno sparatutto con poche pretese si divertirà alla grande. Purtroppo diversi problemi nel comparto grafico, nel sistema di controllo e una certa limitatezza di fondo del gameplay, fanno si che il prodotto Deep Silver rimanga relegato nel limbo della mediocrità, migliorando soprattutto se giocato in compagnia. Consigliato soprattutto a chi può contare su un amico con cui condividere l’esperienza grazie alla riuscita co-op in locale.

6.7

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