Naruto to Boruto Shinobi Striker Recensione: come diventare un ninja

Ci siamo calati nei panni di un ninja e l'abbiamo condotto in una scalata verso lo shinobi definitivo. Gli ostacoli sulla strada, però, non sono pochi.

Naruto to Boruto Shinobi Striker
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nonostante il manga di Naruto e il suo adattamento animato a cura dello studio Pierrot siano terminati da qualche anno, il fortunato franchise creato da Masashi Kishimoto è stato tutt'altro che dimenticato. Al di là del successo stratosferico riscosso dalle appassionanti avventure del ninja biondo, la saga è proseguita con Boruto: Naruto Next Generations, il sequel ufficiale di Naruto realizzato da Mikio Ikemoto e Ukyo Kodachi. La serie è incentrata sulle avventure di Boruto Uzumaki, figlio dell'eroe che tutti abbiamo imparato ad amare nel corso di 15 anni di serializzazione, e sembra essere intenzionata a ereditare in tutto e per tutto l'entusiasmo raccoltosi intorno all'opera madre, allungando le sue spire in ogni angolo mediatico: dal manga originale passando per l'anime, fino a merchandise di ogni tipo e arrivando ovviamente anche ai videogiochi. Il brand Naruto ha avuto una vita davvero fortunata nell'industria videoludica: a partire dalla serie Ultimate Ninja durante l'era PlayStation 2 fino alla giustamente acclamata saga di Ultimate Ninja Storm, iniziata nel 2008 con il primo capitolo su PS3 e terminata (dopo vari spin-off di transizione tra un episodio numerato e l'altro) nel 2016 con la quarta iterazione, che ha concluso la trama ispirata all'opera originale e ha segnato un capitolo importante nella storia dei te-in nipponici.
    Era questione di tempo, insomma, prima che anche Boruto ispirasse un nuovo progetto destinato a sbarcare su console: il tempo di un erede diretto della sontuosa creatura di CyberConnect2 sembra però non essere ancora giunto. Ecco perché Bandai Namco ha affidato al team di Soleil un esperimento che, sulla carta, aveva tutta l'aria di essere interessante: Naruto to Boruto: Shinobi Striker, giunto sui nostri scaffali in versione PS4, Xbox One e PC lo scorso 31 agosto. Il risultato, purtroppo, ci ha lasciati in parte con un po' di amaro in bocca.

    Due generazioni

    Già il titolo della produzione risulta, a nostro parere, piuttosto emblematico: quel "Naruto to Boruto" indica proprio il fatto che, a dispetto delle peripezie nella serie animata e nel manga, il giovane Uzumaki in versione videoludica non è ancora pronto a raccogliere la pesante eredità lasciata da suo padre dopo la conclusione della serie Ultimate Ninja Storm. Piuttosto, il gioco di Soleil segna una transizione ancora in corso, un passaggio generazionale non ancora completato che, nonostante le ormai solide basi dell'immaginario gettato dagli autori originali di Boruto: Naruto Next Generations, sente ancora pesante su se stesso l'ombra del franchise principale. Un'identità un po' ibrida che riconosciamo anche nella formula di gioco proposta in Shinobi Striker: non più un picchiaduro, quanto piuttosto un action game dalle tinte musou che sfrutta la profondità delle sue mappe verticali per dar vita a battaglie dinamiche e tridimensionale, il tutto seguendo un concept di gioco che premia tanto la cooperazione quanto la competizione. Naruto to Boruto: Shinobi Striker è infatti un titolo da vivere essenziamente in modalità multigiocatore, connettendosi con altri utenti e dando vita a scontri che possono ospitare fino a un massimo di 4 utenti contro 4.

    Una formula che vuole rappresentare un passaggio di testimone forte e deciso, da un'esperienza essenzialmente single player (con qualche scampolo di multiplayer online, ma comunque in minor misura) come Ultimate Ninja Storm a una puramente multiplayer quale Shinobi Striker. Un esperimento di cui, a nostro parere, va apprezzata l'idea, al netto tuttavia di una serie di difetti e perplessità che superano prepotentemente i pregi. Il nuovo titolo di Bandai Namco cerca di riprendere la stessa formula che ha fatto la fortuna di Dragon Ball Xenoverse e del suo sequel: un'esperienza cooperativa con elementi sociali, che riunisce i giocatori in un grande hub centrale nel quale è possibile interagire con altri utenti e organizzare missioni, scontri e tornei insieme ai propri amici.

    All'inizio dell'avventura, al giocatore viene chiesto di dar vita a un ninja di cui potrà modellare volto, capigliatura e look, scegliendo anche il suo villaggio di appartenenza tra Foglia, Sabbia, Nuvola, Roccia e Nebbia. Purtroppo i limiti della produzione emergono già a partire dalle possibilità offerte dall'editor di creazione, che fornisce soltanto una blanda serie di capigliature, volti e abiti ispirati unicamente ai personaggi più iconici dell'opera di Masashi Kishimoto, facendo sì che lo shinobi creato dall'utente risulti nient'altro che una pallida copia mista di uno o più eroi già esistenti nell'immaginario di riferimento.
    Una volta portato alla luce il proprio combattente, ci ritroveremo nella piazza principale del Villaggio della Foglia. Il vostro personaggio sarà accerchiato da una serie di strutture che fungono da punti di riferimento per le varie modalità di gioco: l'Arena per i combattimenti VR, presenziata da Kakashi Hatake, permette di accedere alle missioni, che possono essere giocate sia in solitaria che in co-op con altri tre giocatori. Tramite questo escamotage, che dà l'opportunità ai ninja della nuova generazione di rivivere grandi battaglie del passato, sarà possibile giocare al fianco (o impersonandoli direttamente) di alcuni dei principali eroi e antagonisti di Naruto Shippuden: il "roster" a disposizione, se sceglierete di non utilizzare il vostro avatar, comprende Naruto, Sasuke, Sakura, Sai, Kakashi, Yamato, Hinata, Rock Lee, Shikamaru, Choji, Gaara, Pain, Konan, Itachi, Kisame, Deidara, Kabuto, Boruto, Sarada e Mitsuki.

    Spostandoci attraverso le varie location, invece, alla Biblioteca delle Arti Ninja troveremo Sasuke Uchiha, presso il quale potremo scegliere quale dei personaggi sopra citati potrà essere il maestro del nostro shinobi: il sensei in questione può essere cambiato in qualunque momento e ciascuno di essi comprende un grado d'intesa da accrescere con l'acquisizione di punti esperienza.

    Aumentando di grado di familiarità con il proprio maestro sarà possibile sbloccare le varie tecniche di cui è in dotazione e assegnarle al nostro avatar: seguendo le orme di Naruto, per esempio, potremo ottenere mosse come il Rasengan e il Rasenshuriken, mentre Sasuke ci offrirà la chance di imparare varie abilità derivate dall'Arte del Fuoco o del Fulmine, come la Palla di Fuoco Suprema o il Mille Falchi. Infine, presso Ten Ten e Sakura, sarà possibile rispettivamente acquistare oggetti cosmetici o equipaggiabili e assegnarli al nostro eroe, che potrà padroneggiare 4 classi differenti: combattimento ravvicinato, a distanza, difensivo o ninja medico.

    Ciascuno di questi archetipi, che potrà essere accresciuto a seconda dei maestri che si sceglierà di seguire, propone uno stile di lotta e statistiche diversi: equipaggiare adeguatamente una determinata tipologia con i giusti outfit (che hanno a loro volta effetti diversi) e con le tecniche corrette, ma anche comporre una squadra di ninja variegata, sono le armi vincenti per diventare uno shinobi leggendario e salire di livello, scalando le classifiche di gioco. In realtà, un altro difetto da imputare alla produzione è proprio nello scarso bilanciamento delle classi: appare evidente, per esempio, che il tipo Attacco sia estremamente più avvantaggiato rispetto ad altri, sia poiché possiede un'elevata potenza offensiva, sia perché potremo dotarlo di mosse come il Rasenshuriken, che a dispetto della categoria di appartenenza può essere lanciato dalla lunga distanza.

    Io credo in me, nel cuore mio

    Al vertice massimo dell'hub centrale, lungo il quale avremo la facoltà di incontrare numerosi NPC che ci assegneranno varie missioni, troneggia la magione dell'Hokage: qui, al cospetto di Naruto o Shikamaru, ci si potrà imbarcare nel Campionato Mondiale, grazie al quale cimentarsi in scontri con altri giocatori e salire di grado a suon di vittorie. Tra missioni e battaglie, le tipologie di duelli proposte da Naruto to Boruto consistono solamente in normali combattimenti tra squadre, ruba bandiera, conquista di aree e trasporto di determinati oggetti, a cui si affiancano le missioni VR in cui spesso e volentieri affronteremo dei veri e propri boss. A tal proposito il matchmaking, sia in fase di ricerca di avversari che durante la selezione dei compagni, non ci ha dato alcun problema di sorta. Purtroppo è sul comparto tecnico che Naruto to Boruto: Shinobi Striker dimostra la sua scarsa solidità, sia in fase contenutistica che nell'esecuzione del gameplay: una volta scesi in campo, pur non apprezzando in toto un level design fin troppo abbozzato e approssimativo nei modelli strutturali, è impossibile non rimanere affascinanti dall'ampiezza e dal grado di verticalità delle mappe. Che sia nella Foresta della Foglia o nei Villaggi della Sabbia, della Nuvola o della Pioggia, i personaggi potranno percorrere ogni singola superficie di gioco, aderendo con grande semplicità e immediatezza a pareti di edifici o pendii rocciosi sfruttando l'iconica corsa che i ninja effettuano sulle strutture verticali convogliando il chakra sotto le piante dei loro piedi. Ciò dà vita a scontri dinamici e tridimensionali, nei quali aderire a qualsivoglia superficie diventa spesso un ottimo escamotage per sfuggire ai propri avversari.

    I pattern d'attacco e di movimento sono piuttosto semplici: abbiamo due comandi frontali adibiti ai colpi pesanti e leggeri, che possono anche essere concatenati senza tuttavia dar vita a combo particolarmente memorabili o spettacolari, mentre l'altra coppia di pulsanti è destinata all'utilizzo di strumenti ninja e al salto, che diventa fondamentale per aderire alle pareti, agli alberi o a qualsiasi struttura verticale.

    Il sistema di combattimento è poi coadiuvato dall'impiego di due Arti Ninja (che variano di tipologia in base alla classe a cui appartiene l'utilizzatore) e di una Tecnica Suprema, attivabile quando l'apposita barra si è riempita del tutto per dare vita a esecuzioni leggermente più spettacolari e coreografate. Chiude il tutto la possibilità di effettuare una parata (che può essere "spezzata" dopo aver subito un certo quantitativo di colpi) e l'iconica Tecnica della Sostituzione, che vi permetterà di teletrasportarvi altrove dopo aver subito un attacco per evitare di subire una combo eccessivamente potente. Sul versante del gameplay, in ogni caso, ci troviamo di fronte a una produzione che non ha saputo bilanciare adeguatamente il dinamismo delle mappe e l'azione di gioco: le animazioni dei combattenti risultano fin troppo legnose e povere in termini di varietà e acrobazie - ben lontane dalle danze incredibili che i ninja di CyberConnect2 hanno compiuto nella serie Storm - e la formula ludica, come già accennato, risulta un ibrido poco fluido tra un action game a squadre e una sorta di musou, data la natura fin troppo caotica delle battaglie e la presenza di nemici minori controllati dal computer nel corso delle missioni.
    Sul piano visivo, Shinobi Striker propone una palette cromatica pregevole, che cerca di emulare le pennellate presenti nelle tavole originali del manga di Masashi Kishimoto: il risultato è un gradevole effetto pastello che, tuttavia, presta il fianco a modelli dei personaggi ed elementi presenti sulle mappe di gioco decisamente poco dettagliati nelle fasi in-game. In sostanza ci è sembrato che il team di sviluppo abbia voluto puntare tutto sulla fluidità di movimento, garantendo un'enorme libertà in fase di esplorazione di ciascuno stage, ma sacrificando pesantemente il livello di dettaglio degli elementi action e dei combattimenti, rendendo di fatto Shinobi Striker un contenitore di fan service piuttosto che un'esperienza multigiocatore solida e strutturata.

    A tutto ciò, inoltre, si affianca l'assenza di una vera e propria modalità storia, dal momento che il gioco si pone come obiettivo la crescita costante del proprio avatar in lotte multigiocatore,conducendoci pigramente verso endgame a cui siamo arrivati fin troppo in fretta e con estrema facilità, dopo esserci tuffati in un vortice piuttosto ripetitivo di duelli tra ninja.

    Naruto to Boruto: Shinobi Striker Naruto to Boruto: Shinobi StrikerVersione Analizzata MultiLa nuova generazione dei ninja su console e PC passa per Naruto to Boruto: Shinobi Striker, un titolo alla ricerca di una nuova identità per il brand dopo la gloriosa era di Ninja Storm. Il risultato è un action game a squadre che sfrutta l'elemento sociale per dar vita a battaglie verticali, dinamiche e spettacolari. Purtroppo, la cura posta nell'architettura del level design non ripaga un comparto tecnico traballante, tra animazioni poco fluide durante i combattimenti e un cattivo bilanciamento delle classi disponibili. Pregevole l'idea di regalare al comparto grafico un effetto pastello per omaggiare le tavole originali di Kishimoto, ma i modelli dei personaggi appaiono molto meno dettagliati di quanto fosse lecito aspettarsi. L'assenza di una storia vera e propria, e la presenza di un endgame raggiungibile con troppa facilità, inoltre, ci impediscono di promuovere Shinobi Striker con un giudizio più elevato. La nuova produzione di Bandai Namco ha superato l'esame dell'Accademia per il rotto della cuffia, un po' come è accaduto al protagonista dell'opera originale. Chissà, magari con un corposo supporto post-lancio e con qualche miglioria tecnica, anche Shinobi Striker compirà lo stesso percorso di Naruto: da individuo emarginato a eroe amato da tutti.

    6.3

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