Recensione Naruto: Uzumaki Chronicles

"Nessuno è più indicato di me per questo compito perchè io diventerò Hokage!!!"

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  • Anime
  • L'ennesimo colpo Namco-Bandai

    Uno tra gli anime più popolari tra grandi e piccini trasmessi negli ultimi anni dal colosso Mediaset è senza ombra di dubbio Naruto.
    Vuoi per un chara design simpatico ed accattivante, vuoi per un intreccio narrativo complesso ed avvincente ma allo stesso tempo adatto a tutte le età, il cartone animato “Naruto”, trasmesso su Italia 1, in meno di un anno ha guadagnato un'infinità di proseliti che hanno immediatamente provveduto a recuperare l'omonimo manga.
    Dal cartone al manga, dal manga al merchandising (gadget, portachiavi, zaini, astucci) siamo arrivati anche all'importazione, ad opera di Namco-Bandai, dei numerosi videogiochi usciti nella terra del Sol Levante.
    L'ultimo della serie è Naruto: Uzumaki Chronicles, titolo sviluppato da Cavia in uscita a fine Maggio su Sony Playstation 2 che si presenta come un picchiaduro a scorrimento con -a prima vista- interessanti innesti RPG.
    Prima di proseguire è bene ricordare che Bandai prima e Namco-Bandai dopo si è prodigata affinchè giungessero nel vecchio continente la gran parte dei prodotti anime-based come Saint Seya, Saint Seya Hades (Cavalieri dello Zodiaco) e i vari giochi ispirati a DragonBall; la distribuzione italiana è stata quindi affidata alle sapienti mani di Atari.

    Voglio diventare Hokage!

    La complessa trama della saga di Naruto (ancora in prosecuzione in Giappone) è così molto brevemente riassumibile: Naruto è un vispo ragazzino di 12 anni che sogna di diventare Hokage (ninja protettore) del villaggio della foglia, uno dei più prestigiosi e potenti villaggi ninja che compongono la Terra in cui la serie è ambientata.
    La dedizione di Naruto alla pratica delle arti ninja è dovuta principalmente ad un sentimento di rivalsa che il ragazzo coltiva dalla più tenera età, da quando si accorse di essere schivato e visto di malo modo da tutti gli abitanti del villaggio della foglia.
    In realtà il piccolo ninja nasconde un terribile segreto del quale, inizialmente, nemmeno lui è a conoscenza: all'interno del suo corpo è rinchiusa una delle cosiddette forze portanti (demoni in forma animale), nello specifico la volpe a nove code.
    Una volta intrecciata la sua quotidianità con il potente maestro Kakashi, con l'inseparabili amico Sasuke (con il quale instaurerà un singolare rapporto di rivalità/amicizia), Sakura (sua fiamma segreta), Gaara (potente ninja della sabbia) e con i ninja leggendari Jiraiya e Tsunade, Naruto verrà pian piano a conoscenza del suo segreto e di come sfruttarne le enormi potenzialità.
    Cresciuto in età ed abilità verra in contatto con i più pericolosi componenti degli altri villaggi, con organizzazioni malvagie e complotti segreti, in un anime/manga ricco du di colpi di scena e di spettacolari combattimenti a colpi di ninjutsu.

    Delusione a 128-bit

    Prima di entrare nel vivo del gameplay di Uzumaki Chronicles è doveroso premettere che, purtroppo, la storia del manga e dell'anime trova pallidi riscontri nel filo narrativo -pressochè inesistente- caratterizzante il videogioco, limitati alla compresenza (videogame e anime) dei personaggi.
    Non si troverà nessun accenno al fondamentale triangolo tra Naruto, Sasuke e Sakura, né al profondo rapporto tra Naruto e Gaara ne tanto meno alle vicende riguardanti Sasuke, suo fratello Itachi e l'organizzazione Alba, fulcro di gran parte della vicenda animata.
    Inutile dire che per un titolo presentato sotto forma di pseudo-RPG la lacuna appena sottolineata è già sinonimo di qualcosa che non va ed è, in qualche modo, sintomatica della pericolante struttura che ci apprestiamo a descrivere.
    Naruto: Uzumaki Chronicles è costituito unicamente da una campagna single player in cui impersoneremo Naruto e andremo ad affrontare una serie di missioni, conseguite dall'Hokage, che ci porteranno a viaggiare in lungo e in largo nella Terra del Fuoco; queste missioni, di grado crescente a partire dal D, non seguiranno alcun filo conduttore comune, risultando -al di là del contenuto che esamineremo poi- assolutamente fine a se stesse.
    Nell'avventura la nostra base operativa sarà sempre il villaggio della foglia, a cui dovremo far ritorno per ottenere nuove missioni, completarne alcune, comprare nuovi oggetti (razioni e medicamenti) e strumenti (shuriken e kunai) e salvare; all'interno del villaggio, tuttavia, non potremo muoverci come in un qualsiasi RPG, bensì solamente attraverso un menù che a seconda della scelta ci porterà di fronte alla scrivania dell'Hokage e al banco dell'Emporio.
    Allo stesso modo (non) potremo muoverci nelle altre città (utilizzate solo in mini-eventi), negli altri villaggi e addirittura nella mappa globale, dove un Naruto in miniatura si muoverà automaticamente attraverso percorsi prestabiliti, contrassegnati da “punti chiave” (villaggi, città o piccoli centri abitati) sui quali potremo muovere il nostro ninja puntando e cliccandoci sopra tramite cursore a forma di kunai.
    L'interazione con questi “punti chiave” ci ricollega al discorso lasciato precedentemente in sospeso sulla struttura intrinseca delle missioni: ogni missione ci condurrà in uno di questi punti, contrassegnato di volta in volta in rosso, per consegnare o recuperare uno o più oggetti o per risolvere i problemi dello sprovveduto di turno, legati sempre alla ricerca di oggetti.
    Queste costanti cacce al tesoro ci porteranno a scontrarci con svariate compagnie di fuorilegge e ad addentrarci quindi nella parte giocata, cuore del gameplay, in cui nonostante un sistema di controlli semplice ed intuitivo, la possibilità di utilizzare tutte le tecniche ninjutsu di Naruto e l'allettante alternativa data dalla sporadica collaborazione dei co-protagonisti, la ripetitività fa sempre e comunque da padrone.
    L'azione scorre fluida e divertente per la prima ora di gioco, poi l'apatia prende il sopravvento: le situazioni di combattimento, come gli scenari, sono sempre le stesse, Naruto, oltre alle tecniche di moltiplicazione, Sexy no jutsu e Rasengan, dispone di un parco mosse davvero limitato (3 o 4 combinazioni marziali al massimo) e non si vedono quasi mai gli scontri tra maestri ninja caratteristici della saga.
    Tutto ciò, unito alla ridicola IA dei nemici, esaurisce presto le risorse di un gameplay incapace di risollevarsi anche supportato da buone idee quali il totale controllo in prima persona, seppur limitato da una barra che ne scandisce il tempo di permanenza in azione, di personaggi “secondari” quali Sasuke, Neji e Choji e i pochi elementi RPG presenti.
    Questi elementi sono legati al potenziamento delle qualità di Naruto e sono caratterizzati dall'acquisto, grazie alle sfere “virtù” recuperabili dai cadaveri dei nemici, dei “chip”, veri e propri potenziamenti all'energia, alla resistenza e alle tecniche (es. più cloni nella tecnica superiore della moltiplicazione) da utilizzare in maniera ragionata, inserendoli nelle “lamine abilità”.
    Le lamine abilità sono il fulcro della parte RPG del prodotto; sono diverse in forma e grandezza, verranno acquisite nel prosieguo del gioco e serviranno a contenere quanti più chip possibili, anch'essi, a seconda della potenza, diversi in forma e grandezza.
    Starà al giocatore individuare, di volta in volta, la combinazione migliore di chip per affrontare al meglio ogni missione, elemento che estrania per un attimo dal piattume generale dell'esperienza videoludica in questione.

    Tecnicamente senza pretese

    Il comparto tecnico, come già il gameplay, non si scosta da un livello di mediocrità e piattezza che potremo a questo punto definire caratteristico di Uzumaki Chronicles.
    I modelli poligonali dei protagonisti, seppur rassomiglianti, sono realizzati in maniera troppo approssimativa e non hanno l'appeal che solo un buon cell shading sa dare; lo stesso vale per gli effetti grafici che accompagnano i colpi più spettacolari che di spettacolarità hanno ben poco; non parliamo poi dei nemici, distinguibili in un massimo di 5-10 modelli poligonali dal ripresentarsi continuo.
    Anche fondali di gioco ed edifici sono realizzati in maniera tutt'altro che curata, utilizzando una serie di texture e una palette di colori che paiono portare l'hardware PS2 indietro di almeno un paio d'anni.
    Qualche soddisfazione la possiamo trarre dal reparto sonoro caratterizzante l'ultima incarnazione digitale di Naruto che presenta un doppiaggio fedele alla versione americana dell'anime (non è la stessa cosa del jappo ma ci accontentiamo) e una buona qualità nelle colonne sonore (anch'esse riprese dall'anime USA) e negli effetti ambientali.

    Naruto: Uzumaki Chronicles Naruto: Uzumaki ChroniclesVersione Analizzata Playstation 2Naruto: Uzumaki Chronicles non ha quasi nulla da offrire al videogocatore medio: completa assenza di filo logico nella narrazione, se di narrazione possiamo parlare, eccessiva ripetitività nelle missioni e scarsa libertà di gioco, rendono le poche idee buone (vedi quei 2 elementi RPG) un lumicino in una profonda oscurità. La realizzazione tecnica mediocre, inoltre, contribuisce a rendere il titolo meno appetibile anche ai fan più sfegatati che avrebbero apprezzato quantomeno la fedeltà del doppiaggio con la versione giapponese, data la presenza obbligata dei sottotitoli.

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