NBA 2K22 Recensione: schiacciate a canestro con le star del basket USA

NBA 2K torna con un nuovo episodio che porta in dote un buona dose di novità: ecco cosa cambia nel gioco di basket di 2K Games.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con la palla a spicchi virtuale targata 2K e Visual Concepts. Esattamente come accaduto nel 2020, le versioni dedicate alle vecchie console casalinghe divergeranno da quelle pensate per i nuovi hardware. Non ci siamo comunque trovati di fronte a una vera e propria rivoluzione, come in molti auspicavano. Forse i tempi non sono ancora maturi, ciononostante, di novità ce ne sono eccome: una città inedita, l'introduzione di meccaniche di gioco da GDR open world, un restyling (finalmente) delle modalità minori, diverse migliorie sotto il profilo tecnico e stilistico, una nuova esperienza dedicata alla WNBA (a nostro parare la più riuscita del pacchetto).

    Tolta l'ormai consueta presenza dei VC Points e del sistema di microtransazioni, si sono palesate diverse defaillance che potremmo considerare come un punto di partenza su cui lavorare per impostare l'esperienza ludica del prossimo episodio. Noi abbiamo potuto testare a lungo l'edizione per Xbox Series X: ecco il nostro viaggio nel prismatico mondo del basket a Stelle e Strisce. E se avete appena iniziato a giocare non dimenticate di consultare la nostra guida con i trucchi di NBA 2K22.

    Squadra che vince...cambia città

    Iniziamo dalle aggiunte più evidenti. I ragazzi di Visual Concepts hanno deciso di pensare in grande, per il nuovo capitolo del loro storico franchise. Come di consueto la modalità "La Mia Carriera" rappresenta il piatto più succoso dell'offerta ludica, nonostante quest'anno sia affiancata da dei contorni tutt'altro che trascurabili. A proposito, date una rispolverata anche alla nostra recensione di NBA 2K21.

    Ma andiamo con ordine. Al contrario degli episodi passati, in NBA 2K22 il percorso verso la celebrità del nostro ambizioso alter ego viene calato senza grossi preamboli all'interno dello spazio "social free roaming" che, per le edizioni next gen (ovvero PS5 e Xbox Series X), assume le sembianze di una metropoli fatta e finita. Il progetto ci è parso sin dai nostri primi palleggi molto ambizioso e, infatti, come spesso accade alle scommesse dalla posta troppo alta non tutto, agli sviluppatori, è riuscito come probabilmente speravano.

    I Visual Concepts hanno indubbiamente lavorato per migliorare il format che debuttò nel corso del primo periodo di vita della nuova generazione di console. E, per certi versi, ci sono riusciti. Per molti altri, invece, hanno fatto il passo più lungo della gamba. La Città non è altro che un pantagruelico calderone ribollente di attività, in cui ogni giocatore può plasmare il destino del proprio cestista digitale, quest'ultimo creato a partire dal consueto, sconfinato editor, a cui ormai siamo da anni abituati.

    Quest'anno, infatti, le novità che accompagnano MP (questo il nome del nostro rookie per il 2022) non mancano. Partendo dall'assunto secondo il quale ogni giocatore NBA che si rispetti è anche un "brand", gli sviluppatori hanno parcellizzato la modalità principe del pacchetto in decine di attività diverse: abbigliamento, musica, allenamenti, social, sponsorship, il tutto declinato in un sistema di missioni del tutto inedito per il genere.

    In questo senso, gironzolando per la città sembra di trovarsi all'interno di una specie di sandbox in cui è possibile perdere il proprio tempo con una valanga di cose extra da fare come far shopping, giocare in uno dei tanti campetti sparsi qua e là, oppure a completare missioni principali, sfide secondarie, eventi settimanali e stagionali.

    Qualsiasi cosa, all'interno dello spazio condiviso, vi può fornire ricompense, estetiche o in esperienza, con cui arricchire la vostra collezione. Inoltre, qualsiasi cosa facciate vi porta a guadagnare punti MVP, i quali servono sostanzialmente come un indicatore della popolarità all'interno della cerchia metropolitana. Insomma, il focus non sembra essere più sul "semplice" gioco del basket, perlomeno nella modalità La Mia Carriera. La palla a spicchi e le opportunità di perseguire diverse strade come la G League, il College o direttamente il draft della NBA ci sono sembrate relegate alla funzione di mero orpello, rispetto alla priorità che è quella di diventare il giocatore più popolare di sempre. Non a caso il nostro cestista parte già come YouTuber da strada con il pallino della fama...Insomma, non stiamo parlando di una grande storia di riscatto sportivo.

    Comprendiamo la necessità, per Visual Concepts e 2K, di dover dare ogni anno in pasto ai giocatori sempre affamati di contenuti inediti modi per passare il tempo e molti, abbracciando questa virata verso un'esperienza ludica da GDR open world, potrebbero aver trovato la loro dimensione ideale. Certo è che un'impostazione del genere va a snaturare un po' l'essenza e il significato della Carriera. Diviene in effetti molto facile perdersi e non seguire il filo degli eventi, prediligendo semplicemente il farming dei sempre onnipresenti VC points.

    Questo nuovo spazio metropolitano falsamente "open world", ad ogni modo, soffre moltissimo anche sotto un altro punto di vista: quello tecnico. L'enorme mole processi, giocatori e attività da gestire fa singhiozzare persino la Xbox Series X. Lag, stuttering e pop up sono tutte compagne fedeli, quando si gira per la città. Insomma, spostarsi spesso diventa un'agonia. I Visual Concepts, inoltre, hanno dimostrato di non aver estrapolato le migliori caratteristiche del genere a cui si sono voluti ispirare, presentandoci una creatura ancora troppo ambiziosa e troppo grezza.

    La rinnovata WNBA, finalmente si rivede il basket

    A latere della modalità Carriera, si staglia una rinnovata sezione dedicata al basket femminile, la WNBA. A differenza degli anni passati - ricordiamo che la lega femminile ha fatto il proprio debutto in NBA 2K da poco - quest'anno la modalità ha una dignità tutta propria, assimilabile alla modalità Carriera ma sfrondata di tutte le aggiunte viste in Città.

    In questo senso, dopo esser stati storditi dai neon e dalle mille attività della metropoli, la WNBA sorprendentemente ci permette di tornare ad assaporare il vero basket. L'editor del personaggio ci consente di creare la nostra cestista, di cui prenderemo in mano il percorso sportivo dentro e fuori dal campo attraverso un menu dettagliato e preciso in cui poter settare gli allenamenti, gestire i rapporti con le compagne di squadra, salire di livello e guadagnare nuovi sponsor e follower a seconda delle prestazioni e così via. La modalità è adatta a tutti coloro che non amano troppo gli scintillanti lustrini pop della Città e vogliono solo giocare a basket. Chiaramente dovrete tenere conto che il basket femminile è molto diverso rispetto alla controparte maschile. In questo senso i Visual Concepts hanno fatto un lavoro incredibile nel motion capturing delle atlete, nella revisione del gameplay, riadattato a una diversa fisicità e modo di giocare. La WNBA, in sostanza, quest'anno è una delle modalità più interessanti da esplorare.

    MyTeam e le altre modalità di gioco

    Altra pietanza succulenta sulla tavola imbandita da 2K e Visual Concepts è, ovviamente, la modalità MyTeam. Quest'ultima torna sostanzialmente invariata, dopo la mini-rivoluzione dell'anno scorso, quando la modalità "fanta-basket" accolse le Stagioni, contenuto che andò ad ampliare ulteriormente la mole contenutistica messa a disposizione dei giocatori.

    Nel corso di ogni Stagione, come sapete, è possibile prendere parte alle sfide con l'obiettivo di guadagnare punti esperienza, salire di livello e sbloccare nuovi contenuti, modalità temporanee, attività e altre ricompense che permetteranno di personalizzare ancora di più la propria esperienza di gioco.

    Ce n'è davvero per tutti i gusti: all'interno di MyTeam potete sbizzarrirvi a creare il quintetto dei sogni, passando ore sui campi da gioco nel tentativo di completare le missioni e guadagnare gettoni o VC points (ancora loro) per poter acquistare le buste di carte, oppure fare evolvere le carte che avete già e così via. Tutto funziona a meraviglia, come al solito, se solo non si presentasse ogni anno in tutta la sua pervasività il sistema di microtransazioni e la gestione dei VC Points, che costringe il giocatore a scegliere attentamente su cosa dirottare la propria attenzione.

    La quantità di acquisti opzionali che è possibile effettuare richiede infatti moltissimo impegno per risultare effettivamente efficace per chi, di tempo, non ne ha poi così tanto, e la tentazione di metter mano al portafogli per velocizzare il processo di crescita è sempre dietro l'angolo. Insomma, episodio nuovo, vecchie problematiche (su Steam NBA 2K20 è stato bombardato di recensioni negative per le microtransazioni). Sotto questo profilo un po' aiuta il sistema delle missioni, ma a noi è comunque parso che i prezzi per effettuare gli acquisti - soprattutto nella Città - siano aumentati proporzionalmente.

    Dal Mio GM a la Mia NBA (e la Mia WNBA)

    Tornano rinnovate anche tutte le altre modalità di gioco che abbiamo imparato ad apprezzare nel corso del tempo. Forse non per tutti, ma comunque dei graditissimi diversivi dal resto. La Mia NBA (e la Mia WNBA) ci consente di prendere il controllo di una franchigia NBA sotto il profilo gestionale in uno o più anni. Quest'anno la modalità appare ancora una volta rinnovata, per offrire maggiore profondità e sostanza ai giocatori.

    L'introduzione dello staff (sino a diciassette collaboratori, tra medici, fisioterapisti, psicologi, allenatori, osservatori) amplia a dismisura le cose a cui dover fare attenzione per far quadrare il bilancio societario e garantirsi il raggiungimento degli obiettivi stagionali. Inoltre, particolare attenzione sembra sia stata posta sulla fase di preparazione atletica dei giocatori, ora con un calendario interamente personalizzabile a seconda delle esigenze.

    Il sostanziale restyling è andato ad ampliare le opportunità a disposizione del giocatore riguardo alla personalizzazione dell'esperienza di gioco. Si possono, infatti, limitare le cut scene e i dialoghi, saltare o automatizzare determinate dinamiche di gioco (come la gestione del mercato e del roster), lasciar perdere la gestione delle finanze, giocare offline, online o con amici e così via.

    Una gioia da vedere e da giocare

    Nonostante alcune vecchie problematiche e i nuovi inciampi, NBA 2K22 rimane un titolo sontuoso quando si scende sul parquet digitale. Ovviamente nulla da dire sulla colonna sonora, come sempre attestata su vette qualitative sconfinate. Sotto il profilo tecnico le incertezze maggiori rilevate nel recente passato sono state limate e ricomposte, ora il gioco appare - almeno per ciò che concerne la fase prettamente sportiva - solido e fluido.

    L'intelligenza artificiale è stata rivista e riscritta, permettendo così di farci godere di azioni coerenti e maggiormente corrispondenti alle possibili situazioni reali. I giocatori controllati dalla IA infatti sono più propensi ad assumere in campo un posizionamento corretto; a seconda dello schema di gioco scelto potranno attaccare il portatore di palla, pressare, forzare il tiro, giocare in post, correre in aiuto al portatore con un buon blocco e soprattutto eseguire delle stoppate incredibili, recuperare la palla con rimbalzi offensivi e difensivi e così via. Il team di sviluppo si è concentrato sulla revisione del sistema di difesa, da sempre punto piuttosto controverso. In tal senso, abbiamo potuto notare una esecuzione più naturale degli schemi impostati, una maggiore pressione sull'uomo, una convergenza più intelligente a rimbalzo e una migliore forzatura al tiro.
    Tutto questo si traduce in un ritmo di gioco maggiormente fluido, rispetto al recente passato. Sono aumentate le opportunità di contrasto, gli steal d'opportunità sui passaggi, i falli sul blocco. Le stesse animazioni dei cestisti, in tali casi, sono state riviste per donare all'azione un flow naturale.

    Piccoli ma decisi miglioramenti si sono visti anche riguardo alle movenze dei campioni NBA, molto più fluide, reali e naturali, nella maggior parte delle situazioni di gioco. Ovviamente anche la fase di finalizzazione, il tiro, ha ricevuto diverse modifiche quest'anno. Torna la possibilità di utilizzare la levetta destra del pad non solo per eseguire tutte le combo che vi vengono in mente (finte, trascinamenti, sospensioni, alley...) ma anche per tirare. Visual Concepts ha migliorato il gioco in post e, soprattutto, è andato a raffinare ed ampliare il parco mosse adagiato proprio sul Pro Stick. Ci sono oltre 28 stili diversi di palleggio e una trentina di animazioni da combinare per trovare il proprio ritmo di gioco.

    A seconda dell'inclinazione della levetta destra il cestista aumenterà il palleggio per entrare in penetrazione, oppure si stopperà con un palleggio più lento e ragionato in attesa dell'inserimento dei compagni. In NBA 2K22 è stato rivisto l'indicatore a mezzaluna, il quale presenta una finestra ben precisa per la finalizzazione, che cambia dimensioni in maniera dinamica.

    Il momento ideale per finalizzare si espande quando si ha per le mani grandi tiratori, mentre si accorcia notevolmente quando i tiri sono eseguiti sotto pressione o marcatura, oppure portati da cestisti scarsi, stanchi o mai entrati in partita (avete presente il fiocco di neve che contrassegna la vergogna di un giocatore troppo freddo? Ecco). Insomma, NBA 2K22 ha ulteriormente migliorato - non rivoluzionato, attenzione - una componente tecnica che già da tempo si staglia ad altissimi livelli. Un'ottima notizia per il futuro.

    NBA 2K22 NBA 2K22Versione Analizzata Xbox Series XVisual Concepts e 2K rinnovano l'appuntamento con il franchise dedicato al basket a Stelle e Strisce. NBA 2K22 è un titolo molto ambizioso, forse troppo. Tralasciando il comparto tecnico e il sistema di tiro, ulteriormente raffinati, l'edizione "next gen" soffre di alcune défaillance (e scelte troppo ambiziose e piuttosto azzardate) che non rendono di certo indimenticabile l'esperienza di gioco. La nuova esperienza da GDR open world della Città, il sistema di missioni, la diluizione della modalità La Mia Carriera in un calderone di attività diverse relegano il basket sullo sfondo. Per fortuna, il restyling delle modalità - sempre ingiustamente considerate secondarie (La Mia NBA, la WNBA) - e il MyTeam, ci rimettono in contatto con la palla a spicchi. Le problematiche relative alle microtransazioni e al farming dei VC Points, infine, non sono state risolte, né prese in considerazione. Segno che ormai, da quella strada, non si tornerà più indietro. Peccato, perché, al netto di tutto, NBA 2K rimane un titolo sontuoso e una simulazione di altissimo profilo.

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