Needy Streamer Overload Recensione: si ispira a Doki Doki, ma non convince

Un dating simulator atipico che fallisce nel suo intento parodistico e si trasforma in un videogioco molto problematico dal punto di vista morale.

Needy Streamer Overload Recensione: si ispira a Doki Doki, ma non convince
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  • All'epoca del suo lancio su Steam, nessuno avrebbe mai pensato che l'impatto culturale di un videogioco come Doki Doki Literature Club! sarebbe stato tanto imponente. Si trattava, almeno ad una prima occhiata, di una visual novel estremamente ordinaria nella presentazione, per certi versi quasi banale. Se è vero che il mondo delle novel interattive in Giappone è stato in grado di produrre opere decisamente più estreme, le rotture della quarta parete di Doki Doki e le sue venature horror hanno lasciato una corposa fetta di pubblico in attesa di un titolo che ne riprendesse atmosfere e caratteristiche (per completezza, vi rimando alla recensione di Doki Doki Literature Club!). Il motivo per cui Needy Streamer Overload, inizialmente presentato come Needy Girl Overdose, ha attirato l'attenzione di una certa parte della rete sembra essere proprio questo.

    Il gioco pubblicato da Why So Serious ha tentato di presentarsi come un titolo simile a Doki Doki, pregno dello stesso gusto "weird" e delle medesime tinte macabre nascoste dietro una patina dai colori pastello e dall'estetica kawaii. I rimandi, in un certo senso, ci sono: è innegabile che Needy Streamer Overload sia un videogioco strano e sopra le righe che punta molto sullo shockare la platea; il suo problema, però, sono le sue premesse, l'idea su cui poggia e, soprattutto, il messaggio che finisce - forse involontariamente, ma è più che lecito pensare il contrario - per comunicare.

    Si tratta di un titolo diretto ad un pubblico adulto, che pur contenendo solo qualche accenno (mai esplicito) alla sfera sessuale, tratta tematiche estremamente forti come la depressione, il suicidio, la tossicodipendenza e l'autolesionismo.

    Una nuova streamer sulla rete

    Needy Streamer Overload catapulta il giocatore nella vita di Ame, una giovane ragazza di Tokyo che si è appena trasferita e cerca di guadagnarsi da vivere vestendo i panni di KAngel come streamer. Noi, invece, assumeremo il punto di vista di P-Chan, che è contemporaneamente il fidanzato e il produttore di KAngel, e la assisteremo nella scalata verso il milione di follower nei suoi primi trenta giorni di carriera. Il gioco è una sorta di Dating Sim di chiara ispirazione orientale, che ci vedrà impegnati nel compito di organizzare la vita quotidiana di Ame e di programmare le dirette nel tentativo di massimizzare i follower e, di conseguenza, le entrate.

    Da una finestra dedicata, costruita come se fosse il task manager di Windows, sarà possibile tenere sotto controllo il numero di seguaci di KAngel, così come il suo livello di stress, la sua affezione nei nostri confronti e la sua sanità mentale. La giornata è divisa in tre periodi (mattino, mezzogiorno e notte), ed è possibile permettere ad Ame di dormire, farla navigare in internet, farla giocare ai videogiochi o organizzare qualche attività di coppia come visite a quartieri particolari della città. Tutto questo ha delle conseguenze sulle statistiche di Ame e sarà in grado di ispirarle nuove idee per le sue sessioni di streaming notturne, in cui il nostro compito sarà invece quello di moderare i commenti della chat, segnalandole quelli da leggere ed eliminando quelli offensivi, per poi chattare con lei per conversare ed ascoltare i suoi pensieri.

    Il tutto è incorniciato da una pixel art francamente stupenda, modellata in maniera tale da ricordare l'estetica dei vecchi videogiochi per PC-98, e da una colonna sonora chiptune che nelle prime fasi di gioco è molto piacevole nella sua semplicità.

    Il gioco non è stato doppiato, ed è disponibile in varie lingue tra le quali è assente l'italiano ma è presente l'inglese. Needy Streamer Overload, ad un primo impatto, sembra un videogioco molto semplice, a tratti spensierato ed estremamente godibile alla vista: un Dating Sim che strizza l'occhio alla comunità di internet e che sembra voler raccontare la vita e le difficoltà di chi decide di guadagnarsi da vivere grazie allo streaming, magari trovando una quadra nel bilanciare il proprio tempo libero, i propri interessi e la propria immagine pubblica. Needy Streamer Overload in realtà non è niente di tutto questo, e nasconde la sua vera - e molto problematica - natura dietro questa patina apparentemente gioiosa.

    Fidanzato, produttore e...aguzzino?

    Basta veramente poco per rendersi conto del fatto che in Needy Streamer Overload c'è qualcosa che non va. Ad essere particolarmente ambiguo è il nostro ruolo nei confronti di Ame: dobbiamo essere dei buoni fidanzati ma non troppo, altrimenti la ragazza capirà di non voler più fare la streamer per godersi la vita assieme a noi (causando un Game Over), e allo stesso modo dobbiamo essere produttori capaci ma abbastanza smaliziati da spingerla a provare format stressanti che massimizzino le entrate. Ame è una persona sicuramente disturbata e incline alla depressione, e durante le chat con lei potremo decidere di aiutarla o fare in modo che diventi vittima dei suoi disturbi in maniera sempre crescente. Proprio per questoil più delle volte P-Chan sembra essere più un aguzzino della povera ragazza che un suo collaboratore.

    Avremo la possibilità di alleviare il suo stress facendole prendere dei medicinali, ma il gioco premia chi sceglie di ignorare le dosi consigliate infischiandosene delle ripercussioni sulla sua salute mentale.

    Portare Ame all'overdose per triggerare nuovi scenari e sbloccare nuove idee per lo streaming notturno è un processo estremamente semplice, che viene ludicizzato dalla possibilità di generare inquietanti glitch dello schermo, sbloccare nuove route narrative e scatenare reazioni imprevedibili. È strano, anzi a dirla tutta è proprio sbagliato, non tanto perché si tratta di un elemento diseducativo ma più per il fatto che Needy Streamer Overload sembra voler premiare il sadismo del giocatore mentre si accanisce virtualmente sulla salute fisica e mentale della ragazza.

    La causa di tutto questo è la scelta del punto di vista adottato: in Needy Streamer Overload non impersoniamo Ame, ma P-chan, che è in qualche modo libero di fare ciò che vuole della vita della ragazza. Non è Ame a prendere droghe e farmaci, siamo noi a darglieli; non è lei a scegliere di scoprire più pelle del dovuto durante le live, ma noi a sceglierlo per lei. La morbosità di sottofondo e il sadismo dietro alle scelte del giocatore nascono proprio da questa strana e disturbante ambiguità narrativa, e peggiorano nei momenti più bui del gameplay: se lo stress di Ame aumenta oltre un certo limite, infatti, sarà addirittura possibile partecipare ad un minigioco incentrato sull'autolesionismo in cui saremo chiamati ad aiutare Ame a tagliarsi i polsi.

    Shockante, sì, ma profondamente sbagliato proprio perché sembra quasi che il gioco voglia premiare in qualche modo le scelte più estreme e moralmente abiette di chi siede da questa parte dello schermo.

    Un gioco non troppo a fuoco

    La sensazione che abbiamo avuto di fronte a Needy Streamer Overload è che emani un certo astio nei confronti di ciò che rappresenta. Il gioco sembra essere pensato per andare a colpire in toto la categoria delle streamer e il loro pubblico, indicando le prime come depravate in cerca d'attenzioni e soldi facili, e i secondi come nerd sfigati.

    Nelle conversazioni private Ame si racconta come una persona disgustosa che si espone di fronte ad una webcam solo perché morbosamente bisognosa di attenzioni. Lei stessa afferma di odiare il proprio pubblico, di vederlo composto esclusivamente da una massa di decerebrati troppo eccitati e vogliosi di supportarla economicamente con l'illusione di poter avere un qualche tipo di rapporto con lei. Va bene ricamare sulla maschera della "tsundere", per carità, ma volerci infilare a forza anche la depressione, il bisogno d'attenzioni, la dipendenza dai farmaci e l'autolesionismo per trattarli con sufficienza e, peggio, ludicizzare il tutto, è davvero troppo. Il fatto è che quelle di Needy Streamer Overload non sono esagerazioni fatte per il semplice gusto di esagerare, ma lasciano trapelare un messaggio profondamente problematico e neanche troppo velatamente misogino.

    Poco importa se, tra i numerosi finali ottenibili (circa una ventina in tutto), alcuni siano tutto sommato positivi. La stragrande maggioranza delle volte si viene spinti a sperimentare sulla pelle di Ame per vedere fino a che punto la si può portare. È possibile farla diventare una tossicodipendente per vederla autodistruggersi in diretta, è possibile trasformarla in una ninfomane e spingerla a diventare una cam girl pronta a vendere il proprio corpo, così come è possibile farla impazzire mescolando farmaci e teorie complottiste internettiane al punto da farle perdere il senno. Ognuno di questi scenari ha lo stesso peso rispetto agli altri, ma il fatto che quelli deviati ed eccessivi siano così tanti rispetto a quelli "normali" tradisce una sfumatura di sadismo che finisce per dare una direzione ben chiara a tutto il gioco.

    Un'esperienza destabilizzante

    Needy Streamer Overload, in definitiva, può avere dei punti di contatto con Doki Doki Literature Club!, soprattutto in certe sezioni più allucinate e violente, ma non condivide in alcun modo l'intento sovversivo e parodistico che Doki Doki aveva nei confronti del suo genere d'appartenenza. Al contrario, quella di Needy Streamer Overload vorrebbe passare come una rappresentazione satirica e in un certo senso irriverente della vita delle streamer ma finisce per essere un commento acido e molto negativo per tutta la categoria, andando così a parlare quasi esclusivamente ad un pubblico incline a concordare con tale posizione.

    A conti fatti si tratta di un gioco che permette alla sua utenza di agire liberamente per "sperimentare" con il corpo e la salute mentale della sua protagonista, premiando i più intraprendenti e smaliziati con nuove route e animazioni che strizzano l'occhio al gore per ottenere uno dei tanti finali possibili. Un'opera che definire moralmente problematica, se non profondamente sbagliata, è un eufemismo, e che peraltro tenta in tutti i modi di farsi notare grazie all'uso di un citazionismo videoludico spesso fine a sé stesso.

    La differenza fondamentale con altre opere simili, in definitiva, è il suo intento primario. Come già detto è vero che esistono opere di finzione capaci di spingersi ben oltre il livello di "efferatezza" raggiunto da Needy Streamer Overload, ma raramente capita di imbattersi in un gioco così esplicitamente schierato e così violento nell'esposizione. Qui, invece, sembra di star giocando ad un titolo nato con l'intento di "vendicarsi" virtualmente di una categoria intera, e ad essere disturbante non è tanto il contenuto del gioco, quanto più la motivazione che sembra stare alla base della sua creazione.

    Needy Streamer Overload Needy Streamer OverloadVersione Analizzata PCNeedy Streamer Overload è un titolo disturbante e moralmente problematico, che mette in luce una natura estremamente ambigua che sembra nascondere un'odio abbastanza evidente nei confronti della figura della streamer. Pur puntando su uno shock value sempre sopra le righe, al gioco manca completamente la sagacia di certe intuizioni di Doki Doki; il suo intento apparentemente parodistico, infatti, finisce per sfociare in un attacco diretto. A dimostrarlo è il fatto che il gioco vada a ludicizzare gesti estremi e destabilizzanti come il causare volontariamente un'overdose alla sua protagonista o il portarla alla follia per sbloccare nuovi scenari narrativi da esplorare. Più una discutibile gioco al massacro che una critica ponderata del fenomeno, che finisce per essere disturbante per i motivi sbagliati.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-9750H
    • RAM: 16gb
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2060
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