Neon White Recensione: FPS, platform, visual novel, capolavoro

Un FPS che è anche platformer, visual novel e speedrunning game immerso in un immaginario vaporwave e che strizza l'occhio al primo Suda51. Imperdibile.

Neon White Recensione: FPS, platform, visual novel, capolavoro
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  • Pc
  • Switch
  • Ben Esposito è sicuramente una delle figure più eclettiche e visionarie dell'attuale industria videoludica. Dopo l'irriverente Donut County, pubblicato da Annapurna Interactive nel 2018, Esposito e torna infatti sulle scene con il folle Neon White, schizofrenico FPS platform edito dallo stesso publisher californiano e sviluppato assieme alla neonata Neon Matrix (a proposito, la recensione di Donut County è a un click di distanza). Neon White è una delle esperienze più folli, anarchiche e sperimentali che si siano mai viste, figlia di un concept che fa dell'immediatezza e della profondità i propri elementi chiave.

    Stiamo parlando, senza mezzi termini, di uno dei videogiochi indipendenti più interessanti e riusciti degli ultimi anni. Nonostante un passaggio all'interno di un Nintendo Direct e di una comparsata durante la Summer Game Fest di quest'anno, l'impressione è che a Neon White sia mancata una comunicazione efficace capace di far comprendere realmente al pubblico la sua incredibile offerta ludica, ed è un vero peccato perché quella di Neon Matrix è in assoluto una delle vette più alte toccate dal medium nel corso di questa prima metà del 2022.

    Diavoli in Paradiso

    Cosa succede se si mischiano un FPS vecchia scuola, un platform, una visual novel di Suda51 e si prova a farne una speedrun? Neon White, ecco che succede. Il più classico dei videogiochi impossibile da riassumere correttamente a parole, perché più si cerca di spiegarne il concept più sembra assurdo e incomprensibile. Quella a cui si assiste è la storia di White, un giovane assassino deceduto e convocato in Paradiso dalle anime dei credenti per ripulire il giardino dell'Eden dai demoni che ne assaltano a ripetizione i cancelli.

    Non pensiate però ad un atto di magnanima benevolenza dell'altissimo, ma ad una competizione tra anime criminali tenuta nell'arco di dieci giorni, il cui vincitore ottiene in premio un lasciapassare per vivere un anno in Paradiso prima di tornare a confrontarsi con gli altri malviventi. Alla faccia dell'eterna beatitudine.

    White non è solo: in questo Eden lo raggiungono vecchi compagni d'avventure di cui purtroppo non ha memoria (a quanto pare uno degli effetti collaterali della morte è l'amnesia nell'aldilà). Red, Yellow, Violet e il misterioso Green si trovano a competere fianco a fianco per ottenere la salvezza di fronte a un pubblico festante di fedeli ripugnati dalle loro anime impure. Vince la sfida chi stermina più nemici nei cosiddetti dieci giorni del giudizio, e la gara si svolge in brevi stage da attraversare nel minor tempo possibile.

    Se Neon White fosse stato un tradizionale FPS, sarebbe bastato semplicemente armarsi e crivellare di colpi i corpi dei demoni sparpagliati in giro per ogni zona, ma siccome a Ben Esposito le cose banali non piacciono, ecco che entrano in gioco il platforming estremo e la folle corsa contro il tempo. Ogni stage va ripulito dai nemici grazie alle armi che vi si trovano all'interno, strumenti che sono raffigurati sotto forma di carte da gioco e che per questo possono venire "scartate" allo scopo di attivare il loro effetto secondario, che permette a White di compiere movimenti acrobatici con cui attraversare i livelli nel minor tempo possibile. Quando si raccoglie una pistola la si può quindi utilizzare per sparare ai nemici, ma nel caso si decidesse di scartarla si compierebbe immediatamente un doppio salto in aria. Lo stesso vale per i fucili che si trasformano nella possibilità di eseguire uno scatto velocissimo in linea retta, per le mitragliette che permettono di schiantarsi rapidamente al suolo distruggendo nemici e ostacoli, oppure per le mitragliatrici pesanti che si tramutano in ordigni capaci sia di danneggiare i bersagli ad area sia di fungere da propulsori per White.

    E questo è solo l'inizio. Questa semplice ma geniale intuizione rende ogni livello di Neon White una continua corsa contro il tempo nel tentativo di migliorare il proprio record sul percorso, in maniera tale da ottenere le medaglie asso per poter poi scalare le gerarchie delle anime e ottenere vantaggi nella competizione.

    Come le visual novel, ma con le pistole

    Il gameplay loop è così ben affinato, vario e adrenalinico da diventare fonte di estrema dipendenza, ma quanto descritto finora è solo metà dell'offerta del gioco. Una volta registrato un tempo utile per avanzare allo stage successivo, infatti, sarà possibile rigiocare ogni livello al fine di trovare il regalo nascosto al suo interno. A questo punto l'utente è chiamato a ragionare sulla conformazione dello stage e sulle armi e le abilità sparpagliate nelle aree, per utilizzarle in maniera differente e creativa in sessioni di platforming estremo. Insomma, per raggiungere la posizione dei vari regali bisogna stravolgere il proprio approccio a ogni quadro, aumentando così anche la rigiocabilità del titolo. Ma di preciso, a che servono i regali?

    È presto detto: ogni giornata di competizione si divide tra le scorribande nelle zone infestate dell'Eden e le fasi da visual novel classica, in cui sarà possibile trascorrere del tempo assieme agli altri protagonisti della storia.

    In queste fasi potremo ridistribuire i regali tra i vari comprimari, approfondendo così il rapporto di White con ognuno di essi tramite dialoghi unici e missioni secondarie. Il tutto è finalizzato a scoprire i lati nascosti della personalità di ognuno dei personaggi e di far luce sul misterioso passato criminale che White sembra aver condiviso con loro. L'intero gioco è stato anche localizzato in italiano, per quanto la qualità della traduzione in sé non sia particolarmente brillante.

    È proprio in queste fasi che viene fuori la vera anima del gioco, che sotto al suo gameplay meravigliosamente concepito nasconde la voglia e il bisogno di comunicare qualcosa. Neon White è infatti un titolo che parla principalmente di seconde occasioni, di rimpianti e rimorsi, e lo fa nascondendo dietro a dialoghi un po' sboccati e pregni di una comicità sopra le righe una nota nostalgica e per certi versi quasi solenne.

    White è un derelitto a capo di una banda di derelitti; Yellow un giovane con la testa fra le nuvole pronto a dare la vita per i suoi amici; Red la classica femme fatale dipendente dall'adrenalina e incapace di amare davvero; Violet un'adolescente sola e disturbata che ha passato gli anni della propria formazione emotiva creando ordigni e sgozzando persone.

    Ognuno dei personaggi ha una storia dolorosa alle spalle, che viene solamente celata dietro una maschera spaccona: il loro vero carattere emerge dai dettagli di quelli che potrebbero sembrare dialoghi scritti banalmente e in maniera anche un po' tipificata. Non è così, e anzi Neon White si carica di tutti i cliché tipici della narrativa anime anni ‘90 proprio per fare in modo che quegli stessi stereotipi possano raccontare con efficacia quello che la narrazione vuole trasmettere.

    Vale la pena spendere poi due parole sulle missioni secondarie sopracitate: si tratta di sezioni di gameplay ipertecnico costruite attorno a regole specifiche. Ciascun comprimario possiede i suoi incarichi specifici, costruiti a immagine e somiglianza della loro personalità.

    Facciamo degli esempi pratici: Yellow è la classica persona che prima spara e poi chiede "chi va là", e le sue missioni opzionali ruotano attorno al fatto che le armi non sono scartabili ma vanno usate esclusivamente per colpire; Red è scaltra e sfuggente, quindi le sue attività sono incentrate sugli effetti secondari degli strumenti e vanno portate a termine senza sparare un singolo colpo; Violet, dal canto suo, è la più classica delle tsundere e la sua personalità spinosa si traduce in stage in cui il platforming è spinto alla massima difficoltà: pavimenti, soffitti e muri sono infatti coperti di spuntoni e toccarli significa morire all'istante. All'apparenza si tratta di contenuto bonus quasi fine a sé stesso (e, in parte, lo è), ma in realtà è una trovata che permette a quei personaggi di raccontarsi senza ricorrere per forza alle parole. Una chicca di gran classe.

    Come Suda 51, ma vaporwave

    La stessa bipartizione che esiste tra gameplay "action" e sezioni narrative esiste anche per quanto riguarda l'estetica del gioco. Al di là del piccolo miracolo tecnico fatto dal team di Neon Matrix che permette a Neon White di girare a 60fps costanti anche su Nintendo Switch, infatti, uno dei gioielli della corona del gioco è proprio la sua rappresentazione stilistica, che mescola diverse influenze più o meno dichiarate.

    Da un lato ci sono gli infiniti richiami agli esordi di Suda51, con le sezioni narrative che si svolgono su fondali che ricordano da vicino le atmosfere di quel gioiello dimenticato di The Silver Case. A tal punto che in certi frangenti il modo migliore di descrivere Neon White è forse quello di definirlo come un "Killer7 sotto anfetamine". Dall'altro, invece, le sezioni action del gameplay si sviluppano all'interno di architetture neoclassiche, incastonate in spazi eterei e sconfinati fatti di corsi d'acqua e di nuvole. Il tutto è così meravigliosamente low-poly da assumere le fattezze di quello che potrebbe essere un sogno di Windows 95. Neon White riesce a mischiare contemporaneamente vaporwave (sul serio, alcuni scorci sembrano presi di peso dalle copertine di t e l e p a t h), anime e citazioni di tanta produzione videoludica giapponese dell'epoca PlayStation, il tutto in una cornice musicale composta dai machin3G1rl che frulla assieme drum and bass, industrial, jungle e breakbeat, creando un mix che è allo stesso tempo euforico e nostalgico.

    Insomma, Ben Esposito e Neon Matrix sono riusciti nella difficile impresa di dare una coerenza reale ad una serie di influenze e citazioni diversissime tra loro, facendole peraltro confluire all'interno di un'opera unica, che di personalità ne ha da vendere.

    Neon White Neon WhiteVersione Analizzata Nintendo SwitchNeon White è dunque un videogioco assolutamente imperdibile, capace come pochi di mettere in parallelo un gameplay precisissimo, frenetico e totalmente skill-based e una narrativa che abbraccia gli stereotipi per usarli come grimaldello con cui scavare nell'animo umano. Però ecco, per quanto si possa provare a sviscerarne il contenuto a parole, la cosa migliore è dare a Neon White una possibilità e imbracciare il pad, perché tra un rocket jump, un doppio salto e un dialogo volutamente sopra le righe potreste imbattervi in un videogioco di cui non pensavate di avere bisogno, ma da cui staccarsi sarà sempre più difficile. Neon White è un titolo che mischia una lunga serie di ispirazioni estetiche che vanno dalla vaporwave alle visual novel d'esordio di Suda51, passando per un immaginario anime anni '90. Il tutto legato assieme da trovate brillanti e sopra le righe. Un'opera impossibile sulla carta, ma Ben Esposito e NEon Matrix se ne infischiano e la sviluppano lo stesso. Un successo su tutti i fronti, non c'è che dire.

    9.5

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