Neptunia Virtual Stars Recensione, una parodia giocabile del live streaming

Nato come "parodia" della console war, la serie di Neptunia si è saputa "evolvere" così come gli argomenti trattati, sempre sul pezzo!

Neptunia Virtual Stars Recensione, una parodia giocabile del live streaming
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • A dispetto della gravosa emergenza sanitaria che perduta tuttora e dei numerosi posticipi che si sono accumulati nel corso delle settimane, la prima metà del 2021 è stata davvero straripante, specie per quanto concerne i titoli di produzione nipponica. Da Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy a NEO: The World Ends with You (a proposito, qui trovate la recensione di NEO: The World Ends with You), passando per Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin e Scarlet Nexus, in questi ultimi otto mesi i fan di JRPG sono stati deliziati con tante uscite di rilievo e accomunate da un livello di qualità altissimo, che di conseguenza hanno finito per oscurare quei prodotti di nicchia che purtroppo faticano a emergere anche in condizioni normali.

    Dovendo fare continuamente i conti con mostri sacri del calibro di Bravely Default II, persino noi abbiamo quindi finito per perdere di vista i due più recenti episodi di Hyperdimension Neptunia, una serie che tra alti e bassi è sempre riuscita a divertire i propri affezionati. Approfittando della calma piatta di agosto, siamo subito corsi ai ripari e vi proponiamo pertanto le nostre impressioni su Neptunia Virtual Stars, un curioso ibrido fra action RPG, hack'n'slash e sparatutto già disponibile da qualche tempo su PlayStation 4 e PC.

    Salvatrici da un altro mondo

    Nata originariamente come parodia della console war, negli anni l'esilarante saga di Hyperdimension Neptunia si è burlata più volte dell'universo videoludico e più in generale di internet, scherzando ad esempio sull'eterna faida tra 2D e 3D (per tutti i dettagli lettere la nostra recensione di Super Neptunia RPG), sulle ridicole censure effettuate da Sony, e così via.

    Con Neptunia Virtual Stars gli sceneggiatori di Compile Heart hanno deciso di puntare i riflettori sul fenomeno del live streaming, coinvolgendo per l'occasione una cinquantina di YouTuber virtuali appartenenti alle varie agenzie nipponiche (Hololive, Game Club Project, upd8, Horror Academian, ReVdol!, ecc), i quali hanno conservato la loro caratterizzazione originale. Andiamo però con ordine, spiegando innanzitutto che la vicenda è ambientata all'interno di Virtualand, una realtà digitale in cui Kado, malvagia divinità del pianeta Obsoletia, è intenzionata a trasformare tutto il Content - la fonte energetica dei vari corpi celesti - in ciarpame obsoleto. Non avendo la forza necessaria per proteggere il pianeta Emote e scongiurarne la distruzione, ma benevola dea Faira si vede quindi costretta a evocare da altri mondi delle improbabili salvatrici che possano porre fine alla follia di Kado e degli invasori noti come "Antis", ossia il suo esercito personale di haters.

    Nel sempre strampalato mondo di Gameindustri, intanto, Neptune e le altre tre Console Patron Unit (CPU) principali della serie stanno partecipando alla prima edizione dell'appena inaugurato Gamindustri Game Show, un festival annuale - sul modello del reale Tokyo Game Show - in cui gli appassionati e le stesse divinità hanno modo di provare in anticipo tutti i giochi in uscita.

    Proprio quando queste sono in procinto di sperimentare un nuovissimo titolo in VR, Neptune, Noire, Blanc e Vert si ritrovano improvvisamente al cospetto di Faira, la quale le esorta a collaborare con You e Me (le Vtuber del gruppo esordiente MEWTRAL) per porre fine alla tirannia di Kado e salvaguardare il prezioso Content dell'intera Virtualand.

    Equipaggiate con armi davvero bizzarre, che sfruttando vere e proprie videocamere riprenderanno le loro imprese e le trasmetteranno in diretta sui vari pianeti ispirati, tra gli altri, a Twitter e YouTube, le nostre dee preferite dovranno quindi farsi strada tra orde di nemici agguerriti, salvare tutti gli YouTuber virtuali precedentemente catturati dagli Antis e al contempo ottenere il consenso degli abitanti di Virtualand.

    Etichettabile come un autentico Isekai, Neptunia Virtual Stars è uno dei pochi spin-off del franchise a vantare un impianto narrativo intrigante e spassoso, nonché capace di sollazzare il giocatore per tutta la durata della campagna. Certo, i dialoghi prolissi rimangono un ostacolo insormontabile per chiunque sia avverso all'idea di leggere lunghi di scambi di battute spesso inconcludenti e sconclusionati, ma la simpatia di Neptune e compagne, le immancabili rotture della quarta parete dimensionale, il citazionismo sfrenato e un'esagerata dose di fanservice, giustificano abbondantemente le 15 ore necessarie per giungere ai titoli di coda.

    Almeno sul piano narrativo, l'unico vero elemento sul quale nutriamo qualche dubbio è l'esagerato coinvolgimento dei Vtubers: un fenomeno che in Asia va dilagando, ma che non siamo convinti possa risultare altrettanto appetibile agli occhi del pubblico occidentale.

    Crisi di identità

    Se l'intreccio di Neptunia Virtual Stars ci è parso spiritoso e demenziale in egual misura, come imposto dalla tradizione dell'ormai decennale franchise di Compile Heart, è sul fronte ludico che il titolo ha prestato il fianco a qualche difetto di troppo.

    Il prodotto ha infatti cercato di mescolare i ritmi e le meccaniche tipiche di hack'n'slash e third person shooter, senza però dimenticare del tutto la propria natura da RPG: il risultato è un minestrone dal sapore confuso e sgradevole, che per tutta la durata della campagna non ha mai saputo saziarci completamente. Prima di proseguire è importante specificare che il sistema di combattimento muta radicalmente in base al tipo di personaggio controllato, tant'è che se le nostre quattro divinità preferite sfoggiano meccaniche a metà fra sparatutto e beat'em up, i personaggi originali (per intenderci, le Vtuber) seguono invece la via dell'hack'n'slash. Tra le due soluzioni ludiche, quella che funziona peggio è senza dubbio la seconda, in quanto la totale assenza della parata penalizza enormemente l'approccio hack'n'slash, già inflazionato da schivate e comandi poco reattivi e da un lock-on sul bersaglio incapace di intervenire anche sulla telecamera. Di positivo c'è solo la diversificazione dei ruoli, in quanto You e Me utilizzano rispettivamente un arco e una spada, consentendo attraverso l'apposito tasto di passare in qualsiasi istante dal personaggio dotato di arma a lungo raggio a quello votato allo scontro ravvicinato. Tra l'altro, le Vtuber dispongono di barre della vita individuali, ragion per cui qualora una delle due venga sconfitta, l'altra può tranquillamente continuare a lottare fino all'ultimo respiro.

    Il discorso cambia quando il giocatore sceglie di impersonare le chiassose CPU di Gamindustri, che a differenza delle Vtuber scendono in campo una alla volta (ma possono scambiarsi in ogni dove) e oltretutto condividono i punti salute.

    Diversamente da You e Me, che appunto presentano barre HP individuali e subiscono danni proporzionati ai rispettivi valori di difesa, non solo l'energia di Neptune e le socie è indicata da trapezi che vanno da un minimo di 10 a un massimo di 30 unità, ma per qualche curiosa ragione questi diminuiscono in egual misura dopo ogni colpo ricevuto: il numero di trapezi perduti, quindi, è il medesimo indipendentemente dal fatto che a sferrare l'attacco sia un nemico di basso o di alto livello, rendendo del tutto inutile l'esistenza del parametro di difesa. È una soluzione a nostro avviso scellerata, i cui effetti negativi si fanno sentire in particolar modo quando le graziose divinità del franchise finiscono per essere circondate da folti gruppi di avversari.

    Per il rovescio della medaglia, le meccaniche da TPS si comportano decisamente meglio delle controparti hack'n'slash, difatti durante la nostra prova abbiamo utilizzato prevalentemente Vert e le altre divinità. Innanzitutto va detto che ogni CPU dispone di un'arma diversa, che può risultare più o meno efficace a seconda del nemico affrontato: se ad esempio la bocca di fuoco di Neptune spara colpi a profusione, favorendo la velocità alla potenza, Blanc è invece equipaggiata con un blaster in grado di sopraffare le difese degli Antis corazzati e più coriacei. Peccato soltanto che l'aggancio non fornisca una corretta linea di tiro, restituendo al giocatore la falsa impressione di star andando a segno.

    Sia le Vtuber che le CPU dispongono poi di attacchi speciali e basati sul dispendio di MP, che tuttavia durante la nostra prova ci sono parsi superflui. A essere del tutto sinceri, il titolo è ricco di meccaniche che in realtà il giocatore può ignorare bellamente, come ad esempio l'Emotional Overdrive, ossia una modalità innescabile dopo aver sconfitto un certo numero di nemici: riempendo l'apposita barra, il personaggio controllato può dar vita a una combo micidiale o scatenare tutto il proprio potere attraverso la Special Roulette.

    Tuttavia, dal momento che il gioco può essere "rotto" abbastanza in fretta, gettando alle ortiche il bilanciamento complessivo della difficoltà, all'atto pratico nessuna delle suddette meccaniche risulta davvero necessaria. Il sistema di crescita delle nostre eroine prevede infatti che queste equipaggino cinque V-Cube, oggetti speciali che possono essere rinvenuti nei vari livelli o comunque craftati nel negozio situato nell'HUB principale. Ognuno di essi incrementa almeno un paio di parametri, e dal momento che ciascun cubo può essere migliorato addirittura cinquanta volte, spendendo una delle più comuni valute in-game, già a metà campagna è possibile ritrovarsi con delle combattenti virtualmente invincibili e con statistiche elevatissime. A ragion veduta, avremmo gradito non poco la presenza di varie opzioni di difficoltà, che appunto avrebbero consentito di innalzare il livello di sfida e adattare l'esperienza alle necessità degli utenti. Una mancanza che non abbiamo mai riscontrato nei precedenti titoli targati Compile Heart, ma che a questo giro ci ha lasciati abbastanza perplessi.

    Grossomodo la solita minestra

    Passando infine al comparto grafico, Neptunia Virtual Stars non si discosta granché dagli standard piuttosto scarsi della serie. Anche perché lo sviluppatore ha preferito mettere da parte l'Unreal Engine 4 utilizzato in Cyberdimension Neptunia: 4 Goddesses Online, che sotto il profilo tecnico continua a essere l'episodio più soddisfacente di tutto il franchise (qui trovate la nostra recensione di Cyberdimension Neptunia: 4 Goddesses Online), per rispolverare invece il non troppo evoluto OROCHI4, ossia l'engine di Silicon Studio.

    Seppur traboccanti di colori, i paesaggi sono di nuovo spogli, monotoni e statici, penalizzando una componente esplorativa già limitata dalla natura labirintica e confusionaria dei dungeon. Leggermente meglio si comportano i modelli poligonali, che nonostante un livello di dettaglio sotto la media, sono caratterizzati dai più efficaci chiaroscuri che la serie ci abbia proposto finora: un piccolo passo in avanti che si nota particolarmente sulle capigliature delle CPU, che al netto di qualche spigolo di troppo appaiono più naturali del solito.

    Più che discrete le performance tecniche, grazie a tempi di caricamento ragionevoli e un frame rate, che salvo qualche lieve tentennamento durante le fasi più concitate, su PlayStation 4 Pro si mantiene quasi stabilmente attorno ai 30 fps.

    Se l'accompagnamento sonoro svolge ancora una volta il proprio dovere senza lode e senza infamia, anche grazie alla presenza di melodie cantate (e in questo caso doverose, viste le premesse narrative del prodotto), abbiamo apprezzato la scelta di Idea Factory di lasciare il solo doppiaggio originale nipponico con sottotitoli in inglese.

    Un doppiaggio anglofono, del resto, avrebbe rischiato di compromettere le canzoni e i giochi di parole, che una volta adattati perdono quasi sempre il loro significato originale. Tenendo poi presente che i doppiaggi in inglese di Neptunia sono purtroppo affetti da pessimi accostamenti vocali (specie se paragonati al superbo cast originale), in nessun caso ne sentirete la mancanza.

    Neptunia Virtual Stars Neptunia Virtual StarsVersione Analizzata PlayStation 4 ProDopo il disastroso Super Neptunia RPG confezionato nel 2019 da Artisan Studios, nutrivamo il sincero timore di ritrovarci tra le mani un altro titolo scadente sotto ogni aspetto. Lo sviluppatore nipponico Compile Heart ha invece riprese le redini del proprio franchise di punta, e sebbene Neptunia Virtual Stars presti il fianco a diverse criticità, il risultato è tutto sommato godibile. Il gameplay e il bilanciamento della difficoltà andrebbero rivisti, ma nel complesso lo spin-off riesce a svolgere in maniera efficacia il proprio dovere, ossia intrattenere i fan storici della sega e gli appassionati di YouTuber virtuali.

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