Nex Machina Recensione: il nuovo gioco degli autori di Resogun e Alienation

Dagli autori di Alienation, Resogun e Dead Nation arriva un nuovo Twin-Stick Shooter sviluppato in collaborazione con il papà di Robotron e Smash TV.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Nex Machina Recensione: il nuovo gioco degli autori di Resogun e Alienation
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  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Housemarque è sinonimo di Twin Stick Shooter. Non c'è una software house che, negli ultimi tempi, si sia dedicata con così tanto metodo e passione a questo genere, lavorando per ampliarne i confini, per sperimentare nuove soluzioni creative, e trovare inediti impasti per declinarlo in forme sempre diverse. Dai tempi del "primordiale" Superstardust ne abbiamo viste di tutte: incarnazioni con uno spiccato piglio avventuroso e narrativo (Dead Nation), "cilindriche" rivisitazioni di grandi classici (Resogun), furiose scorribande cooperative sostenute da una solida struttura ruolistica (Alienation). In attesa che Matterfall si lanci sullo scorrimento orizzontale -che ancora mancava nel "pedigree" del team di sviluppo- lo studio finlandese ci delizia con Nex Machina, forse il più difficile, accelerato e impegnativo arcade che abbia mai prodotto.
Immaginate i ritmi di Resogun, ma inquadrati attraverso una visuale isometrica, frammentati in tante piccole stanze zeppe di nemici, scanditi da una progressione "a quadri" che ricorda in maniera esplicita i classici da sala di trent'anni fa.
Al netto di una mole di contenuti non proprio soverchiante, che speriamo possa ampliarsi con l'arrivo di update e DLC, Nex Machina è uno sparatutto assuefacente, capace di catturarti quasi integralmente nel suo vortice di voxel, imprecazioni e note sintetiche. Tra i vertiginosi picchi di difficoltà dei gradi Veterano e Maestro, le uscite segrete da scoprire e i mefistofelici modificatori delle sfide nell'Arena, il titolo ideato assieme al creatore di Robotron ci ha conquistati senza riserve.

Death Machine

Nex Machina si ambienta in un futuro ormai senza speranza: proprio come in Resogun, i relitti della razza umana sono soggiogati dallo strapotere delle macchine, e gli ultimi sopravvissuti sono sul punto di essere decimati da una legione di spietati robot assassini. Indossando un casco che sembra uno strano mix tra quello di Dredd e quello dei Daft Punk, armato del suo fidato mitragliatore al plasma, il protagonista si lancia nell'impresa disperata di salvare i superstiti, falcidiando nel frattempo ondate di robot inferociti.

Come di consueto, con gli stick analogici ci si muove e si spara, mentre il dorsale destro serve ad eseguire uno scatto (immancabile nelle produzioni firmate Housemarque) che permette di schivare o travolgere le orde di avversari. Bastano davvero pochi istanti per accorgersi che i ritmi di gioco sono ossessivi, esagerati, quasi travolgenti. Raggiungono e superano quelli di Resogun, e in generale Nex Machina non lascia respiro al giocatore. Anche qui, ad esempio, ci sono gli umani da salvare, ma bisogna farlo davvero in fretta, correndo a perdifiato appena cominciato lo stage. E anche dopo averli messi al sicuro non dovremo fermarci davvero mai, perché lo sciame onnivoro delle macchine scatta compatto e affamato, riempiendo lo schermo di bestie, proiettili, lame, fasci laser. Il gameplay di Nex Machina, insomma, è ritmo e mobilità: richiede spirito di adattamento, riflessi fulminei, studio attento e meticoloso di ogni stage. Non pensate di aggirare le difficoltà, perché il team di sviluppo è stato abbastanza intransigente, in quanto a bilanciamento del grado di sfida. In Nex Machina si muore, senza pietà, e anche piuttosto insistentemente. Basta una disattenzione, un calcolo sbagliato mentre si utilizza lo scatto, e il protagonista si dissolve in un cumulo di lampi cibernetici. Esaurite le vite a disposizione, si schiaccia il tasto "Continue", proprio come in sala, e si va avanti, ma solo a difficoltà Esperto (che poi sarebbe quella "normale"): qui si hanno a disposizione 99 "gettoni", grazie ai quali l'impresa di completare in sequenza i sei mondi di gioco non sembra così improba. Per guadagnarsi il grado di Esperto, invece, bisogna arrivare in fondo con appena 10 continue, e vi assicuriamo che sarà un'impresa davvero spietata.
Non è solo per questa sua pronunciata difficoltà che Nex Machina ci è sembrato il titolo, fra quelli sviluppati da Hosuemarque, che più di tutti incarna la filosofia arcade dei coin-op. L'impulso al miglioramento progressivo delle proprie prestazioni, stimolo che spinge a giocare e rigiocare la condensata (ma intensa) avventura principale, è dato infatti non solo dall'Hi-Score (ovviamente registrato nelle leaderboard mondiali), ma anche dalla presenza di decine di segreti nascosti, tra oggetti da distruggere ed uscite segrete, indispensabili per massimizzare ottenere prestazioni dignitose.

Giocando e rigiocando gli stessi stage si scoprono insomma i radiofari da ridurre in pezzi, i blocchi da spaccare per rivelare stanze extra, i nascondigli dei superstiti opzionali, e ancora le scie di avversari speciali da intercettare prima che svaniscano per sempre oltre il margine dello stage.
Poco a poco, insomma, si acquisisce più consapevolezza: si interiorizzano non solo i ritmi di gioco, ma anche il posizionamento e le reazioni dei nemici, e la presenza di segreti e occasioni per migliorare i propri risultati. Tra power-up che migliorano le caratteristiche dello scatto e armi secondarie capaci di trarci d'impaccio nelle situazioni più delicate, il gameplay resta comunque molto dinamico, sufficientemente vario, vivace e imprevedibile da rendere piacevole ogni partita.

E poi, ovviamente, ci sono le Boss Fight; anche quelle di difficoltà crescente, riescono ad essere davvero epiche non solo per la cattiveria dei pattern d'attacco dei nemici, ma anche per merito di un accompagnamento sonoro che letteralmente esplode al cospetto dei boss di fine livello. Gli arrangiamenti acidi ed elettronici che pompano adrenalina digitale nel cervello dei giocatori raggiungono in questi frangenti il loro apice, trasformando la colonna sonora di Nex Machina in un tripudio di sonorità cibernetiche e incalzanti.
A livello di contenuti si rimpiange l'assenza di una cooperativa online (per il momento si può giocare in due solamente in locale), ma anche di una struttura più efficace per la modalità Arena, in cui dobbiamo sbloccare una serie di sfide e prove di abilità, giocate sugli stessi livelli dell'Arcade Mode. Tra nemici accelerati, modificatori che si impennano solo raccogliendo gli umani, ed altre variazioni su tema, le occasioni per allungare la durata dell'esperienza di gioco non mancano, ma Nex Machina sembra soffrire degli stessi problemi dei suoi predecessori, presentandosi al lancio con un pacchetto non propriamente straripante, pronto magari ad allargarsi grazie al supporto post-lancio.

Nex Machina Sviluppato in collaborazione con Eugene Jarvis, guru dell'industria che ha dato i natali a classici del calibro di Defender e Robotron, Nex Machina è un inno alla filosofia arcade più pura, un tributo a quegli sparatutto che rappresentano di fatto il brodo primordiale del videogame. Gli stilemi di Housemarque si riconoscono, così come i suoni, i colori, gli elementi che hanno reso grande le produzioni del team finlandese. Ma oltre alla mania per i voxel e le esplosioni, che in egual misura affollano lo schermo durante gli scontri, ci sono ingredienti nuovi che rendono unica questa produzione: la struttura a livelli indipendenti, il rifiorire di stanze ed oggetti segreti, il ritmo ancora più indiavolato rispetto a quello di Resogun. E soprattutto un ritrovato amore per la difficoltà intransigente ed esagerata, che sembrava essere stato messo un po' da parte nelle più recenti produzioni del team. Accompagnato dalla sua indelebile colonna sonora, Nex Machina si scaglia sul mercato con un passo feroce e senza pietà per i novellini, fragile solo per quel che riguarda la mole di contenuti. Ma chi non ha mai dimenticato i lunghi pomeriggi passati in sala giochi non deve preoccuparsi neppure di questo: fra sfide e leaderboard, i maniaci dell'esecuzione perfetta passeranno ore incollati a questo nuovo, graffiante twin-stick shooter.

8.5

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