Ni No Kuni 2 Recensione: Il Destino di un Regno si decide su Switch

A qualche anno di distanza dal port del primo episodio, anche Ni no Kuni 2 ha ricevuto una conversione per Nintendo Switch. Il regno è ancora in salute?

Ni No Kuni 2 Recensione: Il Destino di un Regno si decide su Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Il franchise di Ni no Kuni sta vivendo un periodo d'oro. Dopo il successo riscosso dall'edizione rimasterizzata del primo episodio, che solo due anni orsono è approdato sulla maggior parte delle piattaforme al tempo in circolazione (per tutti i dettagli consultate la recensione di Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered), e dal titolo mobile che lo scorso giugno ha esordito in Giappone, Taiwan e Corea del Sud (qui trovate invece la nostra più recente anteprima di Ni no Kuni: Cross Worlds), Bandai Namco si è infine decisa a portare su Nintendo Switch anche il secondo titolo della saga, offrendo ai possessori della macchina ibrida la possibilità di gettarsi a capofitto nelle vicende aventi per protagonisti Evan e Roland. Ansiosi di tornare in quel reame fantastico e ispirato alle opere dello Studio Ghibli, che ricordiamo non è stato coinvolto nella realizzazione di Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno, ne abbiamo quindi posto sul banco di prova la cosiddetta Prince's Edition per Nintendo Switch e ve ne raccontiamo le nostre impressioni.

    La nascita di un paese idilliaco

    Esiste un mondo parallelo a quello umano, il cui passato è stato segnato da sanguinosi conflitti che condussero al totale annientamento dei suoi regni più antichi e proliferi. Tale periodo oscuro culminò soltanto con la comparsa di un sovrano giusto e virtuoso, che secondo la leggenda creò un unico grande regno, mutando per sempre le sorti del mondo intero. Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno racconta appunto la storia di Sua Maestà Evan Pettiwhisker Felix, partendo però da quando egli era ancora molto giovane e quindi incapace di comprendere i doveri e le responsabilità di un vero monarca.

    Unico figlio del compianto Re Leopold, Evan è il legittimo erede del pacifico regno di Gatmandù, ma ancora non sa che per poter salire al trono dovrà prima superare una lunga serie di imprevisti e indicibili tradimenti. Stanchi di vivere all'ombra dei "felinidi", il malefico consigliere Ratoleon e i "murinidi" al suo seguito hanno infatti cospirato in segreto per prendere il controllo del florido regno, avvelenandone innanzitutto il suo precedente sovrano.

    Una sorte altrettanto infausta sarebbe dovuta toccare al povero e innocente Evan, ma l'inaspettata comparsa di un umano proveniente dal nostro mondo fa sì che il piccolo sovrano possa lasciare incolume il castello appartenuto ai suoi avi e partire in elisio, in attesa di poter un giorno riconquistare la corona sottrattagli. Costui è nientepopodimeno che Roland, il Presidente in carica degli Stati Uniti, che mentre stava viaggiando in auto con l'intenzione di partecipare ad un importante incontro con gli altri capi di stato è rimasto coinvolto in una misteriosa esplosione e si è risvegliato nel "secondo mondo".

    Nonostante un inizio turbolento, tra il principe ereditario e il presidente nascerà una profonda e sincera amicizia che spingerà il secondo a mettere la propria esperienza al servizio di Evan, che difatti si servirà dei suoi buoni consigli per creare dal nulla il paese di Eostaria - un regno utopistico sotto la cui bandiera dovrebbero unirsi tutti i diversi popoli del mondo - e conquistare la fiducia dei suoi sempre più numerosi sudditi.

    Racconto e DLC

    Sebbene tali premesse potessero lasciare intendere la presenza di un racconto epico e costellato da tribolazioni, il tessuto narrativo di Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno è tutt'altro che struggente o profondo: laddove il primo episodio riusciva a emozionare il giocatore e fargli provare empatia nei confronti dello sfortunato orfanello Oliver, il secondo propone invece una storyline eccessivamente stucchevole e fanciullesca, dove i desideri di un giovane sognatore finiscono per smuovere senza alcuna fatica gli animi degli adulti.

    Se la personalità di Evan (e la sua fastidiosa tendenza a perdonare anche il più acerrimo dei suoi nemici) rappresenta uno dei principali punti deboli del racconto, i comprimari non si comportano di certo meglio, assecondando in tutto e per tutto i capricci puerili di un illuso idealista e impedendogli di crescere per essere realmente all'altezza delle aspettative in lui risposte. Tra sviluppi prevedibili e la scarsa caratterizzazione dei personaggi, Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno è un'autentica favoletta che potrebbe intrattenere e soddisfare un pubblico di giovanissimi, ma che difficilmente appagherà i desideri dei giocatori alla ricerca di un intreccio solido e ricco di colpi di scena. In compenso, l'edizione per Nintendo Switch di Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno include anche i tre DLC pubblicati sulle altre piattaforme, i quali estendono di oltre venti ore la longevità complessiva del prodotto (portando il totale a 50) e soprattutto esplorano in maniera efficace il background del misterioso Roland.

    Se la campagna principale tende infatti a motivare solo in parte le ragioni per cui il Presidente degli Stati Uniti sia finito nel "secondo mondo", nel terzo e ultimo DLC tutte le domande rimaste troppo a lungo in sospeso trovano una degna e convincente risposta. A ragion veduta, i contenuti scaricabili rappresentano il vero finale dell'avventura e oltretutto propongono nuove soluzioni ludiche (per tutti i dettagli vi invitiamo a rileggere la nostra recensione del Season Pass di Ni no Kuni II).

    Incidenti di percorso

    Se sul piano ludico e contenutistico non abbiamo notato alcuna differenza tra la nuova e le precedenti edizioni del prodotto, è sul versante tecnico e grafico che la versione per Nintendo Switch di discosta non poco dalle altre. Per poter girare sulla macchina ibrida il prodotto è dovuto scendere a compromessi notevoli, sacrificando innanzitutto il livello di dettaglio: dalle città ai labirintici dungeon, i già poco particolareggiati paesaggi del "secondo mondo" appaiono ancora più spogli che in passato, mentre i modelli poligonali risultano poco definiti e spigolosi, a causa di un filtro anti-aliasing incapace di espletare a dovere la propria funzione.

    Tuttavia, se le suddette imperfezioni impattano enormemente sulla resa in modalità dock, la fruizione in portabilità riesce a mascherarle in buona parte, restituendo un cel-shading quantomeno delizioso e godibile. È però il frame rate il proverbiale tallone d'Achille di tutta la produzione: il gioco viaggia generalmente in modalità docked a 30 fps, ma ci sono frequenti fluttuazioni nel frame rate, con alcuni cali persino a 20 FPS, indipendentemente dal numero di elementi sullo schermo o dal fatto di trovarsi in battaglia o meno. A pagarne il prezzo più alto sono la vasta mappa del mondo, che di tanto in tanto accusa qualche scatto, e le battaglie campali, dove il frame rate subisci cali più vertiginosi.

    Nulla da eccepire, invece, sull'ipnotica colonna sonora composta dal sempre ispirato Joe Hisaishi (Nausica della Valle del vento, Porco Rosso, Il castello errante di Howl), le cui note accompagnano con delicatezza e allegria il percorso compiuto da Evan e Roland. Ottime e ben recitate le tracce parlare in lingua giapponese e inglese, che in ambedue i casi propongono allo spettatore degli accostamenti vocali adeguati all'età e alla personalità dei vari attori.

    Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno Ni no Kuni 2: Il Destino di un RegnoVersione Analizzata Nintendo SwitchNonostante il frenetico sistema di combattimento in chiave action e la squisita componente tattica rappresentata dall’introduzione dei simpatici Cioffi, già nel 2018 Ni no Kuni 2: Il Destino di un Regno non riuscì a convincerci appieno, a causa di una storia stucchevole ed eccessivamente puerile, che tra l’altro demandava ai contenuti scaricabili il fondamentale incarico di rispondere ai più interessanti quesiti rimasti in sospeso. Comprendendo sia il gioco base che i suoi DLC, la versione Switch ha quantomeno rimediato in parte alle “mancanze” della veste originale, peccato solo che sull’ibrida il prodotto sia affetto da problematiche di natura tecnica difficilmente ignorabili. In definitiva, il futuro del regno continua ad apparire tutt’altro che roseo.

    7.5

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