Ni no Kuni Remastered Recensione: la fiaba di Level-5 rinasce su PS4

Anche a distanza di otto anni dall'uscita su PlayStation 3, il magico JRPG targato Level-5 si conferma un tripudio di suoni, colori ed emozioni.

Ni no Kuni La Minaccia della Strega Cinerea Remastered
Gameplay: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Ad un passo dall'avvento delle console di prossima generazione, la current-gen - da alcuni additata non troppo affettuosamente come "la generazione delle rimasterizzazioni" - aveva ancora un importante ripescaggio da effettuare. Un recupero che i fan di Bandai Namco e LEVEL-5 chiedevano a gran voce da diverso tempo, soprattutto dopo il successo commerciale di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno. Il fiabesco episodio apripista della saga di Ni no Kuni si appresta infatti ad approdare in versione rimasterizzata su PlayStation 4 e PC, mentre la macchina ibrida di Nintendo accoglierà invece il port dell'edizione originale. Ancora ammaliati dalla direzione artistica di La minaccia della Strega Cinerea, che appunto vantava la partecipazione del mai troppo osannato Studio Ghibli, abbiamo trascorso diverse giornate in compagnia dell'edizione PS4, al fine di scoprire se lo sviluppatore nipponico fosse effettivamente riuscito a migliorare un prodotto ancora oggi molto attuale e soddisfacente, nonché in grado di rivaleggiare col proprio successore.

    Il coraggio di rialzarsi e affrontare la vita

    Dopo l'uscita di Ni no Kuni II è stato impossibile non contrapporre sulla bilancia i due episodi della serie targata Bandai Namco, al fine di individuare le principali differenze tra due prodotti che addirittura potremmo considerare agli antipodi: se il secondo capitolo presentava infatti una storia troppo stucchevole ed un combat system frenetico e travolgente, l'originale vantava invece una trama struggente e profonda, affiancata però da un sistema di combattimento articolato e complesso, ma non altrettanto immediato e appagante. Ma andiamo per gradi ed esaminiamo, per cominciare, il racconto propostoci da un JRPG ormai entrato di diritto nella leggenda del suddetto genere ludico.

    Come lasciato intendere dalla collaborazione col già menzionato Studio Ghibli, l'intreccio narrativo alla base di Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è un concentrato di drammi, pericoli e situazioni angoscianti, il cui scopo è quello di valorizzare sentimenti tipicamente umani quali l'amicizia o il coraggio necessario per affrontare le difficoltà della vita e sfidare gli oppressori. Non a caso, i vari incidenti affrontati durante l'avventura vengono esplorati con gli occhi curiosi e incontaminati di un innocente fanciullo chiamato a farsi carico del destino di un mondo parallelo. Il piccolo Oliver è infatti "il Puro di cuore" che, secondo la profezia, sconfiggerà i malvagi che tengono sotto scacco questa seconda realtà (definizione letterale del nome "Ni no Kuni"). Per prevenirne la venuta e impedire che il seme della speranza rappresentato da Oliver possa germogliare, la malvagia Strega Cinerea attenta dunque alla sua vita, ma l'incidente da lei provocato conduce ad un risultato persino più drammatico di quello pianificato. In cambio della propria vita, la madre di Oliver, da sempre malata di cuore, riesce a salvare il proprio figlio, che nelle prime battute della vicenda si ritrova quindi orfano e completamente solo.

    Chiuso in se stesso e in preda a un dolore che non conosce limite, il ragazzino riesce accidentalmente con le sue lacrime a infrangere l'incantesimo lanciato sul suo pupazzo di pezza: questi è in realtà la fata Lucciconio, che nonostante i modi e la parlantina rozza si presenta al fanciullo in qualità del "Gran Sire Supremo delle Fate". Come spiegato dal bizzarro essere parlante, Oliver è l'unico individuo in grado di sconfiggere il perfido Shadar, ossia il Genio Nero che priva gli abitanti dell'Altro Mondo dei propri sentimenti per poi ridurli a meri gusci vuoti.

    Nonostante lo scetticismo iniziale, dovuto soprattutto al recente trauma subito, il ragazzo accetta di seguire il buffo Lucciconio, poiché questi rivela che il completamento della missione potrebbe aiutare lo stesso Oliver a salvare la sua compianta madre: dal momento che i due mondi sono connessi e inscindibili, la realtà da cui proviene la fata è popolata da individui estremamente somiglianti a quelli che albergano nel mondo umano.

    Come se non bastasse, fra le "anime affini" vi è un profondo legame che non si limita alla somiglianza fisica o caratteriale, ma che addirittura potrebbe influenzarne le sorti... Spronato dalla possibilità di ritrovare la madre perduta, Oliver si imbarca dunque in un'avventura magica e affascinante, durante la quale si manifesteranno poco alla volta le sue qualità di eroe, come appunto il coraggio e la determinazione per non gettare la spugna nemmeno dinanzi agli ostacoli all'apparenza insormontabili.

    Attributi rari che finiranno per scuotere e travolgere persino gli animi di coloro che ormai si sono rassegnati a vivere nel terrore di Shadar, e che per questo non esiteranno a supportarlo come possibile nella sua difficoltosa impresa. Al netto di qualche colpo di scena alquanto scontato, il tessuto narrativo rispecchia fedelmente i canoni del genere ludico, proponendo al giocatore il classico viaggio di crescita spirituale dell'eroe, raccontato stavolta con una delicatezza inebriante e irresistibile. La puerile ingenuità di Oliver e una dose generale di buonismo, in definitiva, non intaccano minimamente un'epopea commovente e in grado di far riflettere su tematiche più mature e importanti, come la perdita, il rispetto verso la natura e non per ultima la progressiva disillusione che caratterizza il faticoso percorso di crescita compiuto dall'uomo.

    Fra incantesimi, famigli e calderoni alchemici

    Poiché Oliver è un bambino di soli tredici anni - fisicamente ne dimostra persino di meno - i ragazzi di LEVEL-5 non hanno assegnato a questo inesperto ed improbabile eroe il classico ruolo del guerriero armato di spada, bensì quello del mago. In seguito all'incontro con Lucciconio, infatti, Oliver entra in possesso dell'Abbecedabra, un vecchio libro su cui sono annotati sia i portentosi incantesimi da apprendere, sia delle generiche (ma non meno fondamentali) nozioni sul regno fiabesco e sulle creature che lo popolano.

    Va detto che l'utilità delle formule magiche apprese durante la campagna non si limita soltanto ai combattimenti, ma influenza persino l'esplorazione del vasto mondo di gioco: qualora Oliver si trovi infatti davanti ad un piccolo burrone o ad un fiume di lava, potrà usare i suoi poteri magici per creare un ponte o congelare un masso su cui saltare.

    Altri incantesimi, invece, dovranno essere utilizzati per aprire le serrature, comunicare con animali e fantasmi, restituire l'antico splendore a oggetti e luoghi in rovina, oppure ancora per far crescere velocemente la vegetazione. La magia, quindi, favorirà l'ingresso in luoghi altrimenti inaccessibili e costringerà il giocatore a studiare sistemi efficaci e alternativi per superare i disparati ostacoli cui andrà incontro durante il viaggio di Oliver e compagni.

    Tra gli altri vantaggi del giovane mago troviamo poi il calderone alchemico, necessario per mescolare gli oggetti nell'inventario e creare strumenti nuovi, e i famigli, che come vedremo a breve sono il perno principale del complesso sistema di combattimento. Strappato pari pari da Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto - che ricordiamo venne sviluppato proprio dal team di LEVEL-5 - il calderone alchemico acquisibile nel terzo insediamento umano dell'Altro Mondo è un basilare ed intuitivo sistema di crafting che dona una raison d'etre ai tanti oggetti bizzarri e all'apparenza inutili che vi capiterà di raccogliere durante i vostri vagabondaggi.

    Richiamabile attraverso il menu principale, questo strumento può essere utilizzato in due modi: sfruttando le ricette alchemiche, è possibile creare determinati oggetti, come ad esempio pozioni, armi o armature; mescolando liberamente gli ingredienti, invece, il giocatore può dar sfogo al proprio intuito e, con un pizzico di fortuna, improvvisare item alternativi. Si tratta difatti di un azzeccato espediente per risparmiare denaro e riciclare in maniera intelligente tutti i pezzi di equipaggiamento ormai inutili e obsoleti.

    Come anticipato poc'anzi, sono però i famigli a giocare un ruolo estremamente importante nell'economia del prodotto: bizzarre e colorate, le simpatiche creature che Oliver può arruolare nel proprio esercito personale sono in grado infatti sostituirlo sul campo di battaglia, e ciascuna di esse è dotata di abilità e tipologie differenti.

    La presenza di ben 400 famigli diversi, in ogni caso, non implica che Oliver e gli altri personaggi giocabili non abbiano alcun ruolo nel mezzo dei duelli: a differenza di Pokémon, Digimon o Yo-Kai Watch, gli umani partecipano eccome ai combattimenti, e ognuno è infatti caratterizzato da capacità univoche. Oliver, ad esempio, è l'unico personaggio in grado di utilizzare gli incantesimi elementali e di guarigione riportati sull'Abbecedabra, mentre l'amica Esther, con le melodie della sua arpa angelica, ha la capacità esclusiva di reclutare i mostri sconfitti e tramutarli in famigli della squadra.

    Tanta strategia e sostituzioni

    Prima di addentrarci nell'analisi del combat system vero e proprio è necessario specificare quanto Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea sia una riuscita miscela fra l'Active Tme Battle dei classici giochi di ruolo giapponesi (quindi rigorosamente a turni) e le meccaniche tipiche dell'Action RPG.

    Durante le battaglie, che hanno inizio quando il giocatore entra in contatto coi nemici visualizzati sul terreno di gioco, abbiamo il controllo totale dell'eroe e del famiglio, ma le sue azioni, seppur in tempo reale, non sono frenetiche e immediate come visto nel più recente Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno. Al contrario, il capostipite del brand presenta un menu posto in basso a sinistra dello schermo, dove appare una serie di voci come l'attacco normale, la difesa, le abilità speciali, e così via. Una volta selezionata, ciascuna delle suddette azioni viene eseguita automaticamente e può essere ripetuta dopo qualche secondo, al termine di un ragionevole tempo di ricarica. Va comunque precisato che il sistema permette di interrompere qualsiasi azione in ogni momento, al fine di adottare in maniera tempestiva una contromossa e adattarsi alla situazione. Quando, ad esempio, il nemico si prepara a lanciare un attacco speciale, in Ni no Kuni è assolutamente imperativo assumere una posizione difensiva per ridurre al minimo i danni subiti; in caso contrario, i combattenti potrebbero perdere uno spropositato quantitativo di HP o andare direttamente KO.

    Per rendere gli scontri ancora più coinvolgenti, il team di sviluppo ha deciso di affiancare a ciascun umano un massimo di tre famigli, i quali possono sostituirli attraverso la pressione di un tasto e condividono i loro stessi HP: la sconfitta di una creatura, quindi, manda al tappeto anche il suo partner umano, mentre le formule o gli oggetti di guarigione hanno effetto sull'intero quartetto.

    Occorre inoltre tenere bene a mente che un famiglio può restare sul campo di battaglia per un tempo limitato: il continuo ricambio, quindi, assume una valenza strategica da non sottovalutare, soprattutto nel caso in cui l'utente decida di affiancare a ciascun eroe tre bestiole di tipo diverso e con parametri agli antipodi: una basata sull'attacco fisico o magico, una sulla velocità o sulla precisione, e una dotata di una difesa sopra la media, al fine di attutire i colpi nemici più letali.

    La strategia, insomma, gioca un ruolo preponderante nella rodata formula alla base del sistema di combattimento, ragion per cui il risultato finale potrebbe non essere gradito a chiunque non sia particolarmente avvezzo ai cambi repentini o alle pause tattiche necessarie per studiare le prossime mosse. Anche perché la difficoltà complessiva di Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea non è calibrata alla perfezione, e capita spesso di ritrovarsi dinanzi a nemici potenzialmente in grado di sbaragliare il party in pochi attimi. Se a questo aggiungiamo la costante necessità di aumentare il proprio livello attraverso tediose ore di grinding, un combat system così articolato e complesso da padroneggiare rischia di diventare a tratti macchinoso.

    Questo succede in particolare nelle prime ore della vicenda, quando Oliver e i suoi famigli sono praticamente gli unici a prendere parte alle lotte. Una volta reclutati gli altri due personaggi, invece, la situazione migliora sensibilmente, in quanto il menu "Tattiche" - in maniera molto simile a quanto accade nel brand di Tales of - consente di delegare ai compagni alcune azioni fondamentali, come ad esempio la guarigione del team.

    Purtroppo i compagni sono gestiti da un'intelligenza assai carente, che appunto li porta a sprecare in poco tempo i Punti Magia o a lanciarsi in attacchi suicida (con risultati disastrosi e frustranti), ma la possibilità di passare in ogni momento da un eroe all'altro, anche solo per usare una determinata abilità o sostituire un umano con un suo famiglio, riesce a grandi linee a riequilibrare la situazione. Durante le boss fight in particolare, al giocatore non è dunque concessa alcuna distrazione, poiché questa porterebbe quasi certamente ad una disfatta totale.

    Brillante ma non troppo

    Oltre a un'intelligenza artificiale da rivedere, il primo Ni no Kuni ha qualche ulteriore difettuccio non proprio trascurabile. Il titolo presenta difatti una vasta selezione di missioni secondarie, che consistono in noiose fetch quest. Il più delle volte si è infatti chiamati a eliminare un certo numero di mostri o a consegnare oggetti, ma in generale l'obbiettivo richiesto è sempre dietro l'angolo e non va ricercato nei luoghi più disparati del mondo.

    Come se non bastasse, queste attività (fortunatamente opzionali) non aggiungono nulla alla vicenda principale e alla caratterizzazione dei personaggi, né svelano dettagli aggiuntivi riguardanti la sfera socio-culturale degli insediamenti umani, ma si limitano a premiare i premurosi viandanti con ricompense minime e discutibili. Il completamento degli incarichi secondari e l'abbattimento dei mostri su cui pende una taglia ha dunque un unico vero vantaggio: ciascuna di queste attività conferisce ad Oliver dei timbri accumulabili su apposite schede e scambiabili presso la sede più vicina delle "Soluzioni al Volo" per acquisire una serie di gradevoli vantaggi, come ad esempio le scarpe per correre più velocemente sulla mappa del mondo o gli strumenti per migliorare gli spostamenti in nave.

    Per quanto concerne il comparto artistico, Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered è una gioia per gli occhi, col suo efficace cel shading e il sapiente utilizzo delle cutscene realizzate dallo Studio Ghibli, che nulla hanno da inviare alle migliori pellicole d'animazione del supremo maestro Hayao Miyazaki.

    L'altro mondo su SwitchSenza ovviamente potersi avvicinare agli standard grafici proposti dalla rimasterizzazione per PS4, la conversione di Ni No Kuni per Switch risulta comunque un piacere per gli occhi. Benché la risoluzione sia inferiore, e non ci venga concessa la possibilità di impostare il frame rate, nel complesso il lavoro di adattamento si mantiene su standard piuttosto elevati, dando forma ad una trasposizione quasi identica alla versione PS3. Il merito spetta come prevedibile all'eccellente materiale di partenza, che ha confezionato un cel shading sempreverde, capace di resistere meravigliosamente alla prova del tempo. In modalità TV si nota un aliasing più evidente, specialmente nei panorami della world map, nonché un lavoro non proprio impeccabile sulle texture dell'ambiente: ciononostante l'impatto visivo resta notevole, grazie ad un art design strepitosa e ad una palette cromatica abbagliante. Qualche rallentamento sporadico non inficia poi la godibilità di un avanzamento che si mantiene sempre piuttosto pacato e rilassante. In formato portatile questo port poi il meglio di sé, mascherando gli spigoli che ancora contraddistinguono i modelli poligonali dei personaggi, nascondendo qualche sbavatura sugli elementi dello sfondo e alleggerendo le scalettature degli edifici in lontananza. Insomma: anche su Switch, pur con i suoi inevitabili limiti, il mondo di Ni No Kuni rimane un piacere da esplorare.

    Rispetto alla già ottima versione originale per PlayStation 3, la remastered presenta una maggiore nitidezza, che mette in risalto le tinte pastello dei meravigliosi scenari. L'approdo su PC e PS4 ha giovato ad animazioni e ambientazioni, per non parlare dei rapidissimi tempi di caricamento e del granitico frame rate (a tal proposito, è possibile scegliere tra l'opzione 4K/30fps, e quella 1440p/60fps). Peccato solo per i modelli poligonali, che ancora oggi presentano numerosi spigoli, segno evidente dell'appartenenza alla passata generazione. Nulla da eccepire, invece, sulla memorabile colonna sonora di Joe Hisaishi. Precise e delicate, le varie tracce riflettono perfettamente quanto accade sullo schermo, alternando pause a vere e proprie esplosioni nei momenti più concitati. Passando al doppiaggio, ancora una volta troviamo l'ottima traccia originale giapponese e quella inglese, che nonostante l'elevata espressività presenta qualche errore di traduzione. Durante la nostra prova ci siamo infatti accorti che la traccia parlata inglese e quella sottotitolata in italiano non rispecchiano fedelmente i dialoghi originali: troppo spesso, invece, i testi sono stati alterati, dando un significato molto diverso a determinate frasi. E sebbene questo non influenzi più tanto la comprensione della vicenda, alcuni casi più gravi ci spingono a puntare il dito contro la pessima abitudine di Bandai Namco di basare la traccia in italiano su quella inglese, che di conseguenza porta la prima a ereditare tutte le sviste presenti nella seconda (come accade in Sword Art Online, Tales of e tutti i principali prodotti del publisher).

    Se a questo aggiungiamo l'uso discutibile del dialetto romano nella traccia nostrana - e di cui vi parlammo, a suo tempo, attraverso uno speciale sull'adattamento italiano di Ni no Kuni - il risultato finale appare ben lontano dalla perfezione.

    Ni no Kuni La Minaccia della Strega Cinerea Remastered Ni no Kuni La Minaccia della Strega Cinerea RemasteredVersione Analizzata PlayStation 4A distanza di otto anni dall’uscita nipponica della versione PS3, Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea continua ad essere un JRPG solido, ammaliante e artisticamente superbo, nonché un chiaro esempio di quanto il gioco di ruolo à la giapponese abbia ancora molto da dire. Nonostante la rimasterizzazione non abbia limato gli spigoli dei modelli poligonali o corretto minimamente l'intelligenza artificiale che gestisce i compagni in battaglia, il prodotto rimane un capolavoro senza tempo. I toni drammatici dell’intreccio narrativo e la magistrale colonna sonora del maestro Hisaishi, uniti alla complessità del rodato sistema di combattimento e al soddisfacente tasso di sfida, faranno ancora una volta la felicità di veterani ed estimatori delle tipiche atmosfere dipinte dallo Studio Ghibli. Se a questa formula già straripante aggiungete la presenza di 400 famigli da scovare, reclutare e allenare, Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered diventa un acquisto imprescindibile per chiunque se lo fosse perso nella precedente generazione. Aprite dunque le porte del vostro cuore alla magia e lasciatevi condurre in un fiabesco mondo di incubi, sentimenti e meraviglie.

    8.5

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