Nightmare of Decay Recensione: un ritorno ai giochi horror degli anni '90

Nightmare of Decay è un ottimo indie tributo a titoli storici come Resident Evil e Silent Hill, semplice ma intrigante. Per il suo prezzo, è un must play.

Nightmare of Decay Recensione: un ritorno ai giochi horror degli anni '90
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  • Gli ultimi anni ci insegnato che spesso gli streamer su Twitch si approcciano prima di molti appassionati di videogiochi a progetti indipendenti che meritano di essere notati dal pubblico internazionale: l'ultimo caso esemplare è stato il fenomeno italiano Vampire Survivors (ecco la nostra prova di Vampire Survivors), ancora oggi popolare soprattutto nella community sudcoreana e aggiornato a cadenza settimanale con nuovi contenuti. La sua semplicità ha mostrato che a volte basta uno sviluppatore soltanto per realizzare un gioco dalle caratteristiche giuste per sorprendere un'utenza abituata a seguire il mondo delle triple A, e che lasciarsi sfuggire le piccole gemme è un errore che si dovrebbe cercare di non commettere.

    Una vicenda tanto fortunata quanto quella di Luca Galante potrebbe viverla nei prossimi giorni Checkmaty, sviluppatore indipendente che, dopo il suo esordio con l'RTS Reignfall nel 2018, ha pubblicato l'horror in prima persona Nightmare of Decay, uscito il 3 maggio 2022 su Steam alla modifica cifra di 3,99 euro salvo sconti. Spinto anch'esso da grandi nomi della piattaforma viola e visto da un picco di 28.111 spettatori, in questi giorni sta accumulando momentum mantenendo medie sorprendenti a poco tempo dal lancio, il tutto pur trattandosi di un progetto da lupo solitario che non ha beneficiato di alcuna campagna pubblicitaria. Cosa lo rende così attraente?

    Una storia elementare

    Nightmare of Decay ci accoglie a braccia aperte facendoci immergere immediatamente nel flusso narrativo: un notiziario descrive la ventitreenne Judith Glaslow, segnalata alle autorità in quanto scomparsa dopo una serata di baldoria. Senza indizi alcuni su dove essa si trovi, emerge un solo dettaglio dalla testimonianza di amici e familiari: nell'ultimo periodo, la giovane appariva destabilizzata a causa di una serie di incubi e allucinazioni.

    Come lei anche una decina di altre persone, ognuna di esse svanita nel nulla. In breve tempo comprendiamo che il nostro protagonista potrebbe essere il prossimo e, dopo una fetta di pizza riscaldata per cena (che funge da tutorial per alcune meccaniche base legate all'interazione con gli oggetti di gioco), la prima allucinazione si manifesta sotto forma di zombie con in mano la testa decapitata di una donna, forse la giovane Judith. La notte di sano riposo che si sperava di ottenere ci porta misteriosamente all'interno di una bara, da cui una volta usciti si rimane non poco sbigottiti nell'osservare con sguardo incerto una casa mai vista prima. Così inizia Nightmare of Decay, con un approccio banale ma funzionale. In pochi secondi veniamo trasportati nell'incubo a cui prendiamo parte, tra urla improvvise e un gatto nero parlante che ci avvisa dell'imminente pericolo: nessuno è mai uscito vivo da questo posto, noi ci riusciremo?

    Esplorando l'ambiente interno si troveranno note che narrano le vicende accadute prima del nostro arrivo, introducendoci in primis William - o si dovrebbe dire Lord William -, il cui atteggiamento sospetto e le ignote attività nel seminterrato hanno destato preoccupazione in coloro che si trovavano assieme a lui nell'abitazione, compresa sua moglie Irma. Fra una porta chiusa a chiave, caminetti accesi, saloni colmi di zombie e cultisti che ci aspettano pazientemente intrattenendosi con latinismi, non ci resterà altro che accedere a una stanza dopo l'altra per sbrogliare la trama.

    Ogni passaggio chiave della storia si rivelerà dinanzi a noi con il ritmo giusto per un horror di questo tipo e di questa durata - tra le due ore e le tre ore, se giocato con calma -, ma senza stupire e senza incalzarci con colpi di scena. In tutta onestà, l'intera vicenda non cattura propriamente il giocatore che, anzi, per certi aspetti verrà quasi invogliato a concludere l'avventura con il tempo più basso possibile. Lo stesso Nightmare of Decay nel menù di pausa ci indica continuamente il playtime, ovvero il minutaggio completo; inoltre, una volta sconfitto il boss finale e osservato l'epilogo, anch'esso non poco cliché, ci verrà mostrato al centro dello schermo il tempo finale, a ricordarci ancora una volta che le speedrun sono incoraggiate. Se a ciò aggiungiamo la lista degli achievement disponibile su Steam, unica piattaforma dove acquistare Nightmare of Decay, appare sempre più palese la volontà dello sviluppatore di proporre al pubblico una sfida colma di citazionismo e non propriamente semplice, piuttosto che un'avventura soddisfacente in ogni suo comparto. La storia elementare non intende comunque scoraggiarci, bensì fornirci una cornice appena sufficiente per goderci il gameplay.

    Basta poco per convincere

    Come la narrazione, la villa è tutt'altro che labirintica e, anzi, la moderata libertà nell'esplorazione trova a suo fianco una piacevole linearità di fondo che ci introduce lentamente - e con la giusta inquietudine - a nuove armi e nemici differenti, compresi alcuni terrificanti boss sui quali avere la meglio non è sempre tanto semplice quanto la fuga in una stanza differente, e qualche sorpresa degna dei classici GdR fantasy. A tale proposito, piccola nota a margine: sconsigliamo Nightmare of Decay agli aracnofobici.

    Tra fogne pullulanti di zombie...

    ...e poligoni di tiro bonus

    All'atmosfera lugubre si contrappongono brevi intermezzi in cui le nostre abilità vengono messe alla prova, mediante ad esempio poligoni di tiro dove ottenere il punteggio più alto possibile ci consente di ottenere risorse aggiuntive, come munizioni, sciroppi per risanarci o ulteriori oggetti utili al proseguimento tra i fili di trama. O ancora, immancabili sono gli enigmi da risolvere affinché il nostro protagonista riesca ad aprire altre stanze e scoprire cosa egli stia vivendo e cosa sia accaduto nella villa. Non parliamo poi delle comparse quasi comiche del gatto nero, nostro silenzioso accompagnatore che, in alcuni punti, ci fornirà qualche necessario aiuto.

    Ulteriore fascino viene garantito dalla ormai tradizionale scelta degli sviluppatori indie che si cimentano nello sviluppo di esperienze horror: la grafica alla PlayStation 1. È difficile comprendere a pieno come mai questo espediente risulti così efficace sia nell'incutere timore per ciò che attende il giocatore, sia nel catturarlo e invogliarlo a proseguire nonostante non si tratti della scelta più pulita o di qualità. In Nightmare of Decay l'ambiente è particolarmente curato, per quanto semplice e in certi tratti vuoto, mentre i volti dei personaggi rimangono poco soddisfacenti ma tutto sommato adeguati. Il comparto sonoro non è nulla di eccezionale alla stessa maniera, ma contribuisce comunque a caratterizzare lo scenario senza risultare eccessivamente basilare. Se paragonato a una miriade di altri giochi indie dello stesso genere disponibili su Steam, potrebbe risultare addirittura eccellente.

    Un grado sfida non indifferente

    Imparare a dosare le munizioni sarà cruciale per la nostra sopravvivenza, poiché pochi colpi a noi ben assestati saranno sufficienti a renderci la vita difficile, a meno che non vi concediate più tempo per respirare giocando nella modalità "Normale".

    Ciò emergerà specialmente nelle porzioni di gioco più pullulanti di cultisti, gli unici nemici dotati di armi da fuoco (pistole e fucili a pompa) la cui mira è infallibile: trattandosi di un survival horror, questo dettaglio si delineerà rapidamente come un problema non indifferente e forse uno dei difetti del titolo stesso, sul quale lo stesso sviluppatore ha lavorato post-lancio con dei nerf mirati alla velocità dei loro proiettili e alla loro reattività.Bisognerà essere dunque vigili e parsimoniosi, gentili con il grilletto, ma anche furbi al contempo per capire quando e dove sfoderare la pistola o sguainare l'arma bianca: non sempre saremo costretti a fare affidamento sulla violenza, correre a volte potrebbe bastare. Attenzione, tuttavia, alla stamina veloce a consumarsi e piuttosto lenta ad assisterci nuovamente; a ciò si aggiungono movimenti rallentati durante il caricamento delle armi e ulteriori ostacoli rappresentati da abilità specifiche dei nemici, capaci di bloccarci o debilitarci. Queste meccaniche possono annoiare non poco il giocatore, eppure garantiscono quel grado aggiuntivo di sfida di cui altrimenti si sarebbe sentita la mancanza.

    I combattimenti con i boss sono pochi e non tutti vanno obbligatoriamente completati: alcuni sono ineludibili, altri possono essere portati a termine per ricevere in premio munizioni extra, kit medici o armi rare come l'Acqua Santa, di cui esistono esclusivamente tre fiasche utili in particolar modo contro il boss finale, specialmente se siete amanti delle speedrun. Ogni lotta potrebbe risultare lunga oppure ostica di primo acchito, mentre alcune specifiche risulteranno tediose per varie ragioni: tutte le boss fight richiederanno un utilizzo ponderato della stamina al fine di non rimanere senza quando strettamente necessario, e ciò andrà bilanciato alla lentezza del protagonista mentre ricarica le armi da fuoco.

    Senza considerare attentamente questo fattore, basterà poco per trovarci costretti a ritornare al punto di salvataggio che, in un numero limitato di contesti, potrebbe non perdonarci e forzarci a ripercorrere un'intera porzione del gioco. Due boss nello specifico hanno un design del combattimento criticabile: in un caso, la mancanza di spazio rende pressoché impossibile evitare le offensive; nell'altro, vige la legge "un colpo, un morto", ergo ogni nostro errore sarà fatale, accompagnata dal range lievemente elevato dei suoi attacchi.

    Il kit di armi a nostra disposizione è però piuttosto completo: il tutto inizia con la pistola, la cui efficacia contro gli zombie è determinata da colpi critici che potrebbero salvarci con un singolo colpo, o costringerci a svuotare un caricatore intero. Dopodiché veniamo introdotti al fucile a pompa, ideale per liberarsi degli zombie con pochi colpi, e al revolver le cui munizioni sono però piuttosto rare data la sua potenza. Le uniche armi bianche sono un coltello e, nelle ultime fasi del gioco, un piede di porco con il quale potremo infliggere un colpo pesante ai nostri nemici.

    Ultime ma non meno importanti sono le armi per il danno a nemici multipli: la dinamite, che ci riporta vagamente all'iconico Blood sviluppato da Monolith Productions, e la detta acqua santa.

    Un chiaro tributo...rigiocabile!

    Ciò che traspare sin dai primi minuti di gioco è la somiglianza di alcuni particolari narrativi e tecnici con titoli più noti e celebrati come Resident Evil e Silent Hill: dal primo zombie che incontriamo nel seminterrato della villa, in una breve cutscene che chiunque riconoscerà, a certi elementi dell'interfaccia, alcuni NPC, mostri e meccaniche provenienti da Resident Evil 4 e Amnesia: The Dark Descent (per approfondire, ecco la recensione di Amnesia The Dark Descent). Nightmare of Decay si pone fra i due videogiochi firmati Capcom e Konami, e non solo, puntando sul fattore nostalgia e sulla familiarità con altre creazioni del passato dalla caratura maggiore.

    E ci riesce perfettamente, forse risultando anche eccessivo in alcuni punti: il salone d'entrata della villa è naturalmente ispirato al primo Biohazard, come anche l'uscita sul retro e altre stanze dell'edificio. Non manca, per di più, una ilare e inaspettata citazione a Monty Python e il Sacro Graal. L'esperimento indipendente di Checkmaty potrebbe apparire sempliciotto ad alcuni, eppure un sorriso sul volto rimane al pensiero della dedizione di un'unica persona

    Alla conclusione della campagna verremo quindi sorpresi dall'introduzione di modalità extra imprevedibili, a partire da Dungeon Escape: essa ci porta, come da nome, in un dungeon generato proceduralmente da cui dovremo fuggire accedendo a un numero limitato di risorse tra i vari piani, acquistabili con i crediti ottenibili uccidendo i nemici o sotto forma di loot; ripulire completamente un piano ci garantisce una ricompensa extra di 400 crediti.

    La mappa di un singolo piano sarà completata progressivamente, man mano che apriremo le porte delle stanze dove troveremo orde di zombie e anche qualche nemico speciale, magari dotato di buff alla velocità di movimento o altri bonus. Curiosamente, proprio in questi "minigiochi" extra verremo introdotti ad armi mai viste prima nella campagna: troveremo un machete, una gloriosa Tommy Gun e, a sorpresa, persino un RPG. La modalità Orda si propone come la più tradizionale modalità di sopravvivenza a ondate, giocabile su due mappe soltanto e che ci offrirà una quantità limitata di crediti iniziali per acquistare un loadout preliminare. Avviata la prima ondata, vedremo le creature nostre nemiche provenire da portali demoniaci facilmente riconoscibili e posizionati a una giusta distanza; potremo decidere noi come muoverci negli spazi più o meno ampi offertici. Terminato l'attacco, potremo tornare nella saferoom per acquistare altre armi o munizioni. In termini semplici, è l'alternativa più economica e semplificata della modalità Zombie vista sulla serie Call of Duty.

    L'ultima modalità extra è la più lunga da giocare: il Randomizer, infatti, non è altro che la campagna ufficiale di Nightmare of Decay con nemici e oggetti selezionati e posizionati casualmente. Accessibile in Normal e Hard, strizza l'occhio a chi apprezza specificatamente l'essenzialità del titolo e vuole un'ulteriore challenge, condita da qualche scenario bizzarro.

    Nightmare of Decay Nightmare of DecayVersione Analizzata PCNightmare of Decay non eccelle, poco ma sicuro, specialmente alla luce di alcuni difetti nel design delle boss fight e di certi nemici. Una storia più intrigante sarebbe stata indiscutibilmente preferibile; tuttavia, non si può esigere troppo da uno sviluppatore singolo al suo secondo gioco, per giunta accessibile a poco più di 3 Euro. Il gameplay soddisfa e la semplicità dell’esperienza è un punto di forza non da poco. Se a ciò aggiungiamo la rigiocabilità offerta dalle modalità extra, è innegabile che questa sia una piccola gemma da non perdere, complice il prezzo estremamente contenuto.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: AMD Ryzen 5 5600X
    • RAM: 16GB
    • GPU: NVIDIA GeForce RTX 3070
    8

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