Ninja Gaiden Master Collection Recensione: il ritorno di Ryu Hayabusa

Il ninja di Koei Tecmo torna sui nostri schermi con la raccolta Ninja Gaiden Master Collection. Come se la cava?

Ninja Gaiden Master Collection Recensione: il ritorno di Ryu Hayabusa
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'operazione remastered non sempre è una garanzia di successo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria crisi d'identità nell'industria dei videogiochi e, soprattutto, a una mancanza di coraggio nel proporre nuove IP. Le software house tendono a seguire la strada più sicura (quella del minor rischio economico) riproponendo vecchi successi del passato attraverso edizioni remake e remastered. "Un ritorno al futuro" che per alcuni classici ha funzionato alla grande, per altri si è trasformato in un effetto nostalgia, un po' canaglia. Gli appassionati, però, sembrano avere le idee ben chiare e tendono ad apprezzare molto di più i remake (come nel caso dell'ultimo Demon's Souls) rispetto alla semplici rimasterizzazioni, soprattutto quando si tratta di titoli che hanno segnato un'epoca. A proposito di storia videoludica, la serie Ninja Gaiden e Ryu Hayabusa hanno sempre avuto un posto speciale nel cuore degli appassionati dei giochi d'azione, e non solo in quelli Xbox. E ora è pronta a tornare con una versione remaster che preserva la qualità dei titoli di partenza. Ma prima di comprendere gli effetti della rimasterizzazione, ripercorriamo brevemente la storia dei tre episodi.

    Un ninja con una X nel cuore

    A cavallo degli anni Ottanta e Novanta, il leggendario ninja è stato protagonista di una serie di vecchi capitoli firmati da Tecmo con il nome di Shadow Warrior (coin-op e conversioni per le console dell'epoca) e, dopo essere sparito per oltre un decennio, era magicamente riapparso nel 2004 sulla scatola a forma di X di Microsoft grazie all'opera del Team Ninja capitanato dall'istrionico Tomonobu Itagaki.

    Considerato come uno dei giochi più belli disponibili per la prima Xbox, Ninja Gaiden era soprattutto un'esperienza impegnativa (possiamo considerarlo tranquillamente il precursore dei vari "Souls-game") caratterizzata da un elevatissimo tasso di violenza (decapitazioni, arti mozzati e schizzi di sangue abbondavano in ogni livello) e da combattimenti feroci tra ninja, puzzle ambientali da risolvere e spaventosi boss da affrontare. Ninja Gaiden era un gioco che esaltava l'hardware della prima Xbox (il frame-rate era sorprendente) e nonostante fosse un titolo "duro e puro" divenne ben presto un grande successo. Il Team Ninja decise di far innervosire ancora di più i fan Xbox di Ryu e della Spada del Drago Nero proponendo una sfida persino più feroce in Ninja Gaiden Black (ecco la nostra recensione di Ninja Gaiden Black), una versione che raccoglieva i primi due DLC del gioco (chiamati Hurricane Pack). Oltre a rendere ancor più tosta la difficoltà, il team guidato da Itagaki aveva finalmente accolto le suppliche di molti giocatori che avevano richiesto a gran voce l'aggiunta di una modalità più permissiva (il "facile" di Ninja Gaiden non era paragonabile a nessun altro gioco del periodo).

    A Itagaki non piaceva la PlayStation...

    L'accordo esclusivo con Microsoft terminò ufficialmente nel 2007 con la pubblicazione per PlayStation 3 di Ninja Gaiden Sigma: l'uscita del gioco fu osteggiata dallo stesso Itagaki che non ne voleva sapere di una versione ad hoc per la console di Sony, tanto da abbandonare la direzione creativa del Team Ninja dopo la realizzazione di Ninja Gaiden II per Xbox 360. Sigma, infatti, introdusse una serie di cambiamenti a livello grafico per limitarne la violenza visiva (il PEGI fu un grosso problema all'epoca), oltre a piccoli ritocchi al gameplay e alla possibilità di giocare nuovi livelli giocabili nei panni di Rachel.

    Come per il primo episodio arrivò l'edizione Sigma anche per il sequel nel 2009: la versione PlayStation 3 di Ninja Gaiden Sigma 2 introdusse altri aggiustamenti rispetto alla controparte originale. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche di alcuni membri del Team Ninja, il terzo capitolo della serie fece rimpiangere a tutti l'assenza della mente creativa del leggendario Itagaki: Ninja Gaiden 3 (vi rimandiamo alla nostra recensione di Ninja Gaiden 3 per saperne di più) venne etichettato come il peggior episodio della serie (il sistema di combattimento venne semplificato troppo), con buona pace di Tecmo che provò a risollevarne le sorti con la pubblicazione della versione Razor's Edge.

    Ritorno al futuro

    Ed eccoci arrivati al 2021: viene pubblicata la Ninja Gaiden Master Collection, una remastered che comprende i sopracitati capitoli Ninja Gaiden Sigma, Ninja Gaiden Sigma 2 e il discusso Ninja Gaiden 3: Razor's Edge. La scelta di inserire le versioni Sigma è stata motivata dal gran boss del Team Ninja Fumihiko Yasuda con la sparizione/danneggiamento dei codici sorgente delle versioni Xbox.

    Il Team Ninja ha scelto così la strada della riedizione per una pura questione di tempo e di risorse (economiche): nessuno di questi capitoli, infatti, era disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4/PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S e PC. Insomma, un'occasione ghiotta per riproporre due ottimi giochi (il terzo lo è meno...) e per far apprezzare questa leggendaria serie a una nuova generazione di videogiocatori.

    Una questione di tempismo

    Il punto di forza della serie firmata dal Team Ninja è da ricercare in un gameplay profondo e frenetico e, soprattutto, in un combat system che funziona alla grande anche nel 2021. Non si tratta solo di eliminare tutti i nemici che riempiono lo schermo o di realizzare spettacolari e maestose combo per abbattere i boss di fino livello: la serie Ninja Gaiden è molto di più. Il sistema di controllo implementato offre al giocatore la possibilità di attaccare e parare i colpi degli avversari con una precisione millimetrica anche nelle situazioni più caotiche (praticamente sempre!). Si ha a disposizione un numero impressionante di attacchi (che variano tra armi da taglio, corpo a corpo e lancio) e dopo qualche ora di pratica con la Spada del Drago Nero è facile capire quando attaccare un altro ninja, usare un calcio per allontanarlo o eseguire una devastante combo.

    Con l'esperienza si impara a selezionare l'arma giusta al momento giusto: la spada, per esempio, è perfetta per gli attacchi in solitudine, mentre le mitiche nunchaku o qualche incantesimo magico (i famosi "Ninpo") sono perfetti per affrontare gruppetti di nemici. Quasi sempre è una questione di tempismo: basta un'incertezza nell'eseguire una combo per vedere il nostro Ryu a terra. Da buon ninja, l'eroe può contare anche su qualche aiutino magico per superare i cattivoni nei livelli più ostici: basta aprire il menu di gioco e abbiamo l'imbarazzo della scelta. Sono disponibili posizioni per recuperare energia e magia e altri oggetti che possono migliorare temporaneamente le performance del nostro ninja. Sempre dai menu possiamo recuperare anche i documenti delle missioni e preziosi appunti per imparare nuove combo per realizzare attacchi ancor più devastanti.

    Il gameplay ideato da Itagaki propone una serie di sfide al giocatore che richiedono un certo sforzo mentale: limitarsi a colpire tutto quello che scorre sullo schermo spesso equivale a morire! I ragazzi del Team Nijna sono stati bravi a mescolare con una certa sapienza le peculiarità degli action game con quelle dei picchiaduro più celebrati (la serie Dead or Alive è opera loro): il risultato è un gameplay che a distanza di anni riesce a essere competitivo e migliore di tanti altri celebrati blockbuster.

    Oltre a Ryu possiamo usare anche altri personaggi in alcune sezioni di gioco (anche in co-op): la compagnia del ninja è composta dalle sensuali Ayane, Rachel, Momiji e Kasumi. Ogni combattente ha uno stile proprio e una dotazione speciale di armi da usare, anche se non raggiungono la potenza di fuoco del nostro Ryu.

    Ninja in 4K

    Abbiamo provato la Ninja Gaiden: Master Collection su una PlayStation 5 (tramite l'emulazione): il team di sviluppo ha riproposto i tre capitoli aumentandone risoluzione e fotogrammi al secondo (si viaggia stabilmente sui 60 fps, fondamentali per un prodotto di questo tipo).

    Nonostante l'aumento della risoluzione, in molteplici situazioni si avverte il trascorrere del tempo: la serie Ninja Gaiden è un po' come il buon vino che migliora con il passare degli anni ed è invecchiata bene. Certi livelli e alcune cut-scene, per quanto siano stati abbelliti e ripuliti, non fanno nulla per nascondere che siano stati sviluppati su un hardware di un paio di generazioni fa, mentre le animazioni di Ryu, Rachel, Ayane, Kasumi e Momiji sono fluidissime, i modelli dei personaggi sono più nitidi e puliti che mai.

    Il sistema di combattimento risponde senza alcuna esitazione ed è un peccato che non siano state sfruttate in nessun modo le potenzialità di un controller come il DualSense. La telecamera ogni tanto si incastra come nelle versioni originali mentre i caricamenti sono stati ridotti come ci aspettavamo sulle console di nuova generazione. Per quanto riguarda la localizzazione, in italiano abbiamo come sempre sottotitoli e testi a video, mentre l'audio è in inglese/giapponese. Infine, al D1 una patch aggiungerà l'opzione per attivare gore e smembramenti, come nei titoli originali, così da rendere l'esperienza ancora più brutale.

    Ninja Gaiden Master Collection Ninja Gaiden Master CollectionVersione Analizzata PlayStation 4Anche a distanza di 15 anni dalla pubblicazione del primo Ninja Gaiden è facile apprezzarne la maestosità e tutte le sfumature del sistema di combattimento proposto da Itagaki: ci vogliono pochi minuti per “rimparare” di nuovo come parare un colpo, attivare una combo devastante o decapitare un nemico ed essere conquistati dal serratissimo ritmo di gioco. Ci vuole davvero poco per un neofita per apprezzare le superbe qualità di un sistema di combattimento e di un gameplay che ancora oggi riescono a tenere testa ai migliori esponenti della categoria action. Perché Ninja Gaiden vuol dire anche segreti, aree da esplorare ed enigmi da risolvere. Nel complesso, il gameplay e il level design dei due Sigma fanno un figurone anche nel 2021, mentre il più debole dei tre si conferma essere il solito Razor's Edge. La serie Ninja Gaiden si è sempre contraddistinta (almeno fino al terzo episodio) per non aver mai offerto un'esperienza che potesse compiacere il giocatore: la Master Collection di Koei Tecmo è l'occasione per apprezzare un'opera videoludica (sono disponibili tutti i DLC pubblicati) che ha segnato un'epoca e ha gettato le basi per i futuri Souls-game. Il voto è frutto della media dei tre giochi e di alcune considerazioni di carattere economico: la remastered viene infatti venduta al prezzo di 39,99 euro mentre l'edizione deluxe a 49,99 euro (offre in più un artbook digitale e la colonna sonora con più di 180 brani). Pur avendo giocato all'originale Ninja Gaiden nel lontano 2004 ci siamo esaltati non poco a rivestire - ancora una volta - i panni di Ryu: le ore in compagnia del leggendario ninja sono passate via via velocemente come ai bei tempi, così come le mazzate prese e le imprecazioni collezionate.

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