Nintendo Switch Lite Recensione: una console portatile per tutte le tasche

Nintendo Switch Lite arriva nei negozi in tre colori (grigio, azzurro e giallo) al prezzo di 219.99 euro: le nostre impressioni sulla console.

Nintendo Switch Lite
Recensione: Nintendo Switch
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Nonostante non sia così piccola da essere definita "tascabile", possiamo indiscutibilmente considerare Switch Lite come la nuova console portatile di Nintendo. Rispetto al 3DS le dimensioni sono generose, soprattutto in larghezza, ma è chiaro che la nuova versione di Switch sia pensata per promuovere una portabilità più accentuata rispetto a quella della sua "sorella maggiore".
Switch Lite ha un form factor davvero perfetto per chi vuole giocare in mobilità, infilando la console nello zaino per portarla in viaggio senza troppe complicazioni. È un hardware compatto, sottile, e soprattutto leggero; al punto che si rimane di sasso ogni volta che lo impugniamo. L'effetto-meraviglia dipende proprio dal rapporto fra la solidità della macchina, robusta e ben assemblata, ed il peso incredibilmente moderato: mentre la versione "tradizionale" di Switch si attesta attorno ai 400 grammi, l'edizione Lite si ferma a 275, rappresentando di fatto un piccolo miracolo ingegneristico.

All over the World

Dopo giorni di prova e persino una traversata oceanica in compagnia della "piccoletta", possiamo assicurarvi che Switch Lite rimane una compagna discreta, esile e modesta, che colpisce semmai per i colori vistosi ma non certo per gli ingombri. Si può dire insomma che la ragion d'essere di questa nuova proposta sia tutta qui: Lite è un hardware pensato per una fruizione meno stanziale, dedicato a chi non ha troppo interesse per le disposizioni "social" di Switch e non ha la minima intenzione di giocare sul maxi-schermo del salotto.

Qualcuno potrebbe obiettare che, privata della possibilità di staccare i Joy-Con e organizzare al volo una partita in multiplayer, così come della capacità di "proiettarsi" sulla TV, Switch perda una parte della sua identità ed al contempo la giustificazione del suo nome. Sul secondo punto si potrebbe quasi glissare: se al momento del lancio Nintendo aveva bisogno di un nome che spiegasse al pubblico le inedite funzionalità della macchina, adesso Switch è diventato un brand riconoscibile e distintivo, che identifica non soltanto l'hardware, ma tutto il valore ludico e creativo ad esso associato.
Per quel che riguarda invece la perdita di alcune caratteristiche rispetto alla versione regolare, c'è poco da dire: dal sacrificio del Rumble HD alla sparizione dei Joy-Con staccabili, Switch Lite non è versatile come il modello originale. E va benissimo così: Nintendo non ha mai fatto mistero che la Switch classica dev'essere considerata la versione "premium" della console, quella più completa e polivalente.

Lite, d'altro canto, viene venduta ad un prezzo ridotto (219.99 euro su Amazon.it), senza nessuna rinuncia in termini di potenza, qualità dello schermo, solidità costruttiva. È anche per questo che l'offerta complessiva risulta ottimamente centrata; un altro tassello della convincente strategia di Nintendo per allargare il bacino d'utenza, incuriosire la sconfinata platea abituata a giocare con il 3DS, ed assicurare un futuro più che roseo alla sua ammiraglia.

Switch Lite esce dalla sua scatola con un look decisamente accattivante. Il merito non è soltanto delle dimensioni minute, ma anche delle superfici satinate: che scegliate una delle due colorazioni più estrose (giallo o turchese) oppure la versione grigia, Lite sembrerà quasi trasmettere una sensazione di allettante morbidezza. Al centro del corpo macchina spicca ovviamente lo schermo, un po' più piccolo rispetto a quello della Switch: l'LCD multitouch si ferma a 5,5 pollici contro i 6,2 della versione base.

Questo rende la macchina estremamente maneggevole: considerando che l'altezza della console supera di poco la larghezza di uno smartphone, Switch Lite si può stringere facilmente nel palmo di una mano.

Lo schermo è della stessa qualità a cui siamo abituati, in termini di luminosità, velocità di risposta, qualità complessiva della resa visiva. Dal momento che la diagonale è ridotta, a parità di risoluzione potrebbe succedere che l'immagine appaia un po' più nitida e pulita, per una sorta di "effetto super-sampling". A tal proposito, proprio come la Switch classica la risoluzione massima è fissata a 720p.
Che Lite sia una piattaforma esplicitamente portatile, pensata per una fruizione più personale, lo ribadisce anche l'assenza del supporto per la posizione verticale sul retro della macchina ed il fatto che la presa USB-C, nuovamente collocata al centro del lato inferiore, non trasmetta l'uscita video: inutile quindi provare ad infilare la macchina nel Dock di Switch; l'attacco serve soltanto per ricaricare la batteria.

A tal proposito, con una carica completa la console riesce a sostenere agilmente cinque ore abbondanti di gioco con titoli del calibro di Captain Toad Treasure Tracker e Donkey Kong Country Tropical Freeze, anche se è importante ribadire che le prestazioni possono variare molto a seconda delle impostazioni (nel nostro caso i test sono stati effettuati con luminosità al massimo e modalità aereo attivata). La batteria dovrebbe comunque durare più della Switch originale ma meno della nuova versione in commercio da questa estate.

Considerando il focus sulla portabilità, forse avremmo preferito una batteria con una capacità maggiore (attualmente ci si ferma a 3570mAh), e restiamo convinti che Nintendo avrebbe potuto fare un piccolo sforzo in più su questo fronte senza influire troppo su peso e prezzo.

Per quanto riguarda i sistemi di input Switch Lite utilizza gli stessi stick analogici, tasti dorsali e pulsanti frontali della console classica; non ci sono differenze sostanziali nell'esperienza di utilizzo, anche se le dimensioni ridotte e quindi la disposizione dei tasti più "contratta" possono avere per certi utenti un'influenza non secondaria. Nel nostro caso abbiamo trovato ottima l'ergonomia di Switch Lite, anche durante sessioni di gioco prolungate.

L'unico cambiamento macroscopico rispetto alla dotazione dei Joy-Con è la presenza di una croce direzionale, al posto dei quattro pulsanti indipendenti appena sotto lo stick sinistro. Nonostante il D-Pad sia abbastanza piccolo si tratta di una sostituzione apprezzatissima, fondamentale per molti giocatori. Dai picchiaduro tradizionali ai platform tecnici come Celeste, la croce direzionale è nettamente preferibile per diverse tipologie di giochi, e averla a disposizione è sicuramente gradevole.

Come accennavamo in apertura, Switch Lite ha comunque alcune limitazioni che vale la pena discutere. Senza la possibilità di staccare i due Joy-Con dal corpo della macchina sarà sostanzialmente più difficile avviare partite multiplayer in un batter d'occhio. È comunque possibile connettere alla console una coppia di Joy-Con, ma di sicuro non si tratta di una soluzione immediata (o economica, se non avete già a disposizione due controller extra).

Switch Lite perde anche il Rumble HD, a discapito dell'immersività, e i sensori infrarossi utilizzati da certi software, che non sono compatibili con la nuova console. In alcuni casi (Just Dance, 1-2-Switch, Super Mario Party) si può ovviare al problema proprio usando due Joy-Con aggiuntivi, mentre i set di Nintendo Labo non possono in nessun modo essere utilizzati con Switch Lite. La console ha comunque accelerometro e giroscopio, ed è quindi pienamente compatibile con quei titoli che sfruttano, anche solo timidamente, dei meccanismi di controllo motorio (come ad esempio il puntamento in prima persona di Breath of the Wild).

Complessivamente le rinunce appena elencate ci sembrano ben poca cosa, e sono pienamente comprensibili se si considera la filosofia con cui questo nuovo hardware è stato pensato. Switch Lite, lo ribadiamo ancora una volta, non è un'edizione "in piccolo" dell'ibrida Nintendo: semmai ne è una reinterpretazione che si focalizza, in maniera convinta e convincente, sulla portabilità.

Nintendo Switch Lite Nintendo Switch LiteVersione Analizzata Nintendo SwitchDopo due anni e mezzo dall'esordio, quella di Switch diventa ufficialmente una famiglia (di console, ovviamente). Switch Lite amplia l'offerta hardware di Nintendo puntando tutto sulla mobilità, grazie ad un form factor snello e accattivante e ad una consistente riduzione del peso. Se la console originale resta ancora il modello “premium”, con tutte le caratteristiche che l'hanno resa unica (ovvero utilizzo casalingo, portabilità, predisposizione “sociale” per il multiplayer), Lite polarizza l'esperienza utente, concentrandosi su un singolo aspetto. Lo fa abbassando il prezzo d'ingresso, senza per fortuna rinunciare alla qualità: pulsanti, ergonomia, schermo e materiali sono ottimi, per un hardware bello da vedere ed eccezionale da maneggiare. Vista la sua naturale propensione all'utilizzo fuori dalle mura domestiche si poteva fare qualcosa di più in termini di batteria, ma una carica completa permette comunque di giocare a sufficienza. Per molti giocatori, avere a disposizione l'incredibile line-up di Switch su una macchina così compatta sarà un sogno che si avvera. Se alcuni prodotti come Astral Chain faticano un po' ad esprimersi al meglio su uno schermo da 5,5 pollici, altri titoli come Link's Awakening e Super Mario Odyssey sembrano brillare ancora di più in un contesto totalmente portatile e non più ibrido. Tutti gli utenti che hanno letteralmente consumato il 3DS (nelle sue varie forme e manifestazioni) possono guardare con interesse ad un hardware minuto, leggero e maneggevole. Alla stessa maniera può farlo chi si è accorto, negli ultimi tempi, di aver utilizzato il Dock di Switch soltanto per ricaricare la console. La nuova proposta di Nintendo si dedica proprio a queste fasce di pubblico, ed in quest'ottica risulta un prodotto efficace, convincente e ben più che riuscito.