Nioh 2 Recensione: Demoni e Samurai nel nuovo action RPG del Team Ninja

Nioh 2 punta a bissare il successo del sorprendente predecessore, con un'avventura dall'alto tasso di azione ambientata nel periodo Sengoku.

Nioh 2
Recensione: PlayStation 4 Pro
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Nel 2017, a ben tredici anni dall'annuncio del progetto, l'esordio di Nioh segnò un improvviso picco dei livelli di inquinamento acustico del globo terracqueo, scatenato dall'esuberanza imprecatoria di tutti quelli che, nei panni del samurai canuto William Adams, si ritrovarono per le mani una delle esperienza ludiche più hardcore della generazione. Reduce da un "development hell" lungo due generazioni, il brutale figlioletto di Team Ninja era emerso dal limbo con in dote un combat system straordinariamente tecnico, sfaccettato e appagante, nel quale risuonavano gli echi dell'indimenticato Ninja Gaiden. Tre anni dopo, Nioh 2 punta a bissare quel successo con un prequel sul quale ora gravano le aspettative di buona parte del pubblico, ulteriormente fomentate dai rinvii degli ultimi mesi.
    Come si comporta dunque l'ultimo nato in casa Koei Tecmo? Citando un grande classico della didattica mondiale, ci sentiamo di dire: "è bravo, ma non si applica".

    Il demone dagli occhi azzurri

    Nioh 2 trascina i giocatori tra le righe scarlatte di una delle pagine più importanti della storia del Giappone, quello stesso periodo Sengoku che avevamo visto culminare in un conflitto soprannaturale su larga scala nel primo capitolo della saga. A quasi cinquantanni dall'arrivo di William Adams sulle coste di "Zipangu", l'alter ego del giocatore è questa volta un cacciatore di demoni dal passato misterioso, nato sul confine tra il mondo degli umani e quello degli yokai.

    Il protagonista (personalizzabile fin nei minimi dettagli grazie a un editor sorprendentemente ricco di opzioni) è infatti il frutto di un amore proibito, quello tra un possente samurai e una nobile nigitama, una yokai benevola priva degli istinti ferali che caratterizzano i suoi simili. Un retaggio miracoloso che porta con sé grandi poteri e terribili responsabilità, sulle spalle di un condottiero destinato ad arginare con la sua lama l'empia bramosia dei signori della guerra, alimentata da un'entità maligna che minaccia di travolgere il mondo con un'oscura marea fatta di tenebre e sangue.

    Premesse che, seppur in linea con il rodatissimo canone dell'eroe solitario, non mancano di suscitare l'interesse del giocatore con l'ausilio - fondamentale - di una cornice "fantastorica" straordinariamente suggestiva, che riporta su schermo una delle epoche più affascinanti del medioevo giapponese, lungo un percorso narrativo costellato di vicende realmente accadute e piacevoli concessioni al folclore.

    Per quanto ammaliante sia il contesto, però, la campagna ha ereditato buona parte dei difetti visti del primo Nioh, tra le maglie di una trama lacunosa e priva di mordente, fitta di svolte pretestuose e di sequenze che, specialmente nelle fasi finali, appaiono artefatte, messe in piedi solo per allungare il racconto di una manciata d'ore. Uno sforzo tutt'altro che necessario, visto il capitolo finale arriva dopo almeno una cinquantina di ore di gioco, una cifra che è facile raddoppiare affrontando quest secondarie e missioni Crepuscolo, queste ultime caratterizzate da un livello di difficoltà nettamente superiore rispetto alla media del titolo. Va da sé che il mutismo del protagonista non è certo un incentivo al coinvolgimento, al netto di un lavoro di regia tutto sommato efficace, che trae vigore dall'indiscutibile fascino degli scenari al centro dell'inquadratura. Più in generale, la vicinanza tra la campagna di Nioh 2 e quella del primo capitolo, sia in termini di struttura che di trovate narrative, contribuisce a innescare sin da subito un senso di "déjà vu" che, di ora in ora, si fa sempre più forte.

    Sebbene la qualità della narrazione abbia infatti un peso molto relativo nel bilancio di un titolo come quello di Team Ninja, anche le novità sul fronte ludico delineano il profilo di un prodotto forse fin troppo conservativo, che offre un'esperienza per la gran parte sovrapponibile a quella del predecessore.

    A prescindere da queste considerazioni, l'action rpg di Koei Tecmo continua a flettere i muscoli con uno dei migliori combat system del panorama videoludico, capace di infuocare le sinapsi con tonnellate di adrenalina e spettacolarità marziale. Un incendio sedato con dosi abbondanti di appagamento neurochimico, quando il rantolo mortale di un boss vi lascerà con le mani tremanti e la consapevolezza di aver conquistato, a colpi di profanità, un posto alla tavola del demonio. Un posto a capotavola.

    Un combat system affilato come una lama

    Come anticipato, Nioh 2 recupera la quasi totalità delle meccaniche ludiche del capitolo d'esordio, tornando a proporre alla platea dei giocatori uno dei combat system più stratificati, tecnici e punitivi (in senso dolorosamente buono) degli ultimi anni. Per sperare di sopravvivere alle infinite minacce che affollano i livelli del gioco, dovrete quindi imparare a padroneggiare appieno le tre stance disponibili per ciascuna delle nove categorie di armi da mischia (più tre a distanza, dotate di un solido sistema di mira) che compongono il corredo bellico del protagonista, due delle quali completamente inedite.

    I nuovi strumenti del mestiereIn Nioh 2 il giocatore può mettere alla prova le proprie abilità con due armi nuove di pacca: le doppie asce e il falcione a scatto. La prima si presenta come un'interessante via di mezzo tra la doppia katana e i tonfa, sia in termini di velocità di attacco che di portata, e può inoltre contare su un attacco a distanza che offre un'ulteriore opportunità tattica. Il principale punto di forza del falcione è invece la sua estrema versatilità, dato che la lama può assumere forme diverse a seconda della stance selezionata. Si tratta inoltre dell'unica arma basata sulla statistica Magia, ed è quindi la scelta ideale per gli utilizzatori abituali delle abilità Omnyo. In entrambi i casi parliamo di aggiunte di valore, che arricchiscono l'arsenale del protagonista senza generare evidenti sovrapposizioni.

    Ogni posizione di guardia rappresenta il punto di partenza di combo che differiscono per rapidità d'esecuzione, portata e traiettoria di attacco, e che vanno alternate con perizia in base alle caratteristiche e al numero degli avversari, senza tralasciare la conformazione del terreno di scontro. Una varietà che si amplia ulteriormente con la classica divisione tra attacchi leggeri e pesanti, da alternare tenendo gli occhi sempre puntati sulla barra del Ki, la misura della stamina del vostro personaggio e la vostra risorsa più preziosa sul campo di battaglia. Ogni singolo attacco ne consumerà una porzione più o meno abbondante, che potrete ripristinare (per buona parte) quasi istantaneamente attivando col giusto tempismo il Ritmo Ki. Premendo il dorsale destro con tempestività riuscirete infatti ad estendere la lunghezza massima dei vostri assalti o, in caso di necessità, a recuperare energia a sufficienza per parare l'attacco dei nemici e schivare bordate potenzialmente letali. Tenendo a mente che, nella stragrande maggioranza dei casi, bastano due o tre colpi perché l'eroe lasci questo mondo con un'imprecazione tra le labbra, vi consigliamo di dedicare il giusto tempo all'apprendimento del Ritmo Ki.

    Sfruttare con efficacia questa meccanica vi consentirà inoltre di annullare immediatamente il malus alla rigenerazione della stamina causato dalla corruzione degli Yokai, che a loro volta avranno un indicatore del Ki sempre visibile, da consumare con un concerto di fendenti per lasciarli privi di difese e procedere con un affondo particolarmente mortifero. Anche se questa batosta non dovesse porre fine al combattimento, il vostro bersaglio si ritroverà a subire una riduzione permanente della barra, che potrà essere ulteriormente accorciata riducendo in frantumi i suoi punti deboli (corna e deformità di vario genere).

    Tattiche offensive che, di nuovo, devono essere necessariamente interiorizzate se si ambisce a raggiungere i titoli di coda nel pieno delle proprie facoltà mentali, assieme ai pattern d'attacco dei nemici e alle finestre di opportunità ideali per schivate e contrattacchi. Nozioni che diventano ancor più essenziali quando ci si ritrova ad attraversare un'area immersa nella turpe foschia del mondo Yokai, che concede a queste creature bonus a danno e resistenza, limitando in modo consistente la velocità di ricarica del nostro Ki.

    Per dissolvere le tenebre dovremo quindi raggiungere ed eliminare rapidamente i mostri circondati da un'aura composta da sinistri fiori cremisi, o distruggere delle particolari formazioni cristalline traboccanti di potere demoniaco. In entrambi i casi saremo chiamati a soppesare attentamente le nostre strategie d'approccio, in un contesto che tende a valorizzare l'impietosa profondità del costrutto ludico. Una profondità che da il meglio di sé durante le intense boss fight che scandiscono l'avanzamento, in un caleidoscopio di sfide sempre diverse che richiedono sangue freddo, grande adattabilità e riflessi fulminei.

    Fatta eccezione per un paio di casi, gli scontri con questi abomini mitologici risultano sempre impegnativi e ben progettati, capaci di esaltare gli indiscutibili pregi del sistema di combattimento. A tal proposito, una delle aggiunte più stimolanti alla formula di Nioh 2 consiste nella possibilità di interrompere le abilità speciali dei nemici (a volte imparabili e generalmente molto dolorose) con un Contrattacco Esplosivo, una tecnica che permetterà di bloccare il colpo con un sonoro ceffone della vostra forma Yokai.

    In virtù dei vostri particolari natali, sarete inoltre in grado di assumere le fattezze di un demone per un breve lasso di tempo dopo aver riempito (usando efficacemente il Contrattacco Esplosivo e le abilità Yokai) l'indicatore circolare in alto a sinistra, in modo da guadagnare qualche secondo di immunità ai danni (quelli ricevuti riducono la durata della trasformazione), oltre a nuovi e potenti attacchi.

    Il potere degli Yokai

    A seconda allo Spirito Guardiano equipaggiato potrete accedere a tre diverse forme Yokai (Bruto, Feroce e Spettro), ciascuna contraddistinta da moveset differenti, e da un diverso rapporto tra velocità, potenza e portata. Se il Bruto è in grado di scatenare una selva di energiche mazzate, lente ma micidiali, il Feroce è l'ideale per assalti fulminei in punta di pugnale, e bilancia un danno ridotto con una maggiore mobilità e un ritmo d'attacco più sostenuto.

    Seppur non altrettanto agile, lo Spettro può colpire dalla distanza con lame fantasma e strali incantati, in modo da garantirsi un maggior controllo sull'avversario ed evitare così di ritrovarsi a fronteggiare un pericoloso faccia a faccia.

    Per quanto concerne la validità di queste trasformazioni, vale una regola aurea che coinvolge per intero il bilanciamento del combat system in Nioh 2: nessuna opzione è superiore alle altre in senso assoluto, tutto sta nello stabilire quale sia la più adatta in base alle circostanze e alle preferenze d'approccio del giocatore. Una logica che riguarda un'altra meccanica nuova di pacca, quella delle abilità Yokai. Seminando morte in giro per gli scenari del gioco, capita di imbattersi in globi contenenti l'anima corrotta dei mostri appena abbattuti, che possono essere purificati presso un altare e armonizzati con lo Spirito Guardiano equipaggiato. Così facendo potrete aggiungere al vostro arsenale un totale di tre attacchi speciali (con diversi tempi di ricarica) che potranno essere utilizzate attingendo Anima dalla barra violacea posta sotto quella del Ki. Ogni demone soggiogato, oltre a offrire bonus particolari passivi, permette infatti di eseguire una tecnica unica, la cui efficacia dipenderà dalle peculiarità del nemico affrontato e, ovviamente, dalla capacità del giocatore di sfruttarle al momento giusto.

    Queste nuove dinamiche non solo rappresentano un eccellente sostituto per l'Arma Vivente del primo Nioh (fin troppo potente), ma garantiscono al sistema di combattimento un ulteriore substrato di profondità, rendendolo ancora più tecnico, vario ed appagante. La contropartita assume i tratti di una curva d'apprendimento sensibilmente più ripida di quella del capitolo originale, che sulle prime potrebbe perfino scoraggiare l'utenza. A maggior ragione considerando che il primo atto della campagna, a pochi minuti dall'infarinatura offerta dal tutorial, pone la platea dinnanzi a un solido muro di cattiveria, e mostra il lato peggiore di un bilanciamento generale che ancora necessita qualche intervento significativo.

    In attesa di una patch riparatrice vi invitiamo pertanto a portare pazienza, stringere i denti e cercare alla bisogna il supporto di un visitatore online. Il sistema delle evocazioni (eseguibili nei vari santuari in cambio di tazze Ochoko) è rimasto sostanzialmente immutato, e permette di chiamare nella nostra partita fino a due giocatori aggiuntivi, a patto che questi si siano resi disponibili presso il menu del Portale Torii. Ora come tre anni fa, si tratta di una trafila inutilmente macchinosa, ben meno agevole rispetto agli equivalenti standard di un qualsiasi Souls.

    In alternativa potete tentare la sorte riportando in vita un NPC presso le tombe azzurre in giro per le ambientazioni, che nella migliore delle ipotesi si dimostrerà un diversivo di breve durata, a causa di un'intelligenza artificiale con evidenti tendenze suicide. Utilizzando il Portale Torii è anche possibile avviare una Spedizione, ovvero una sessione coop di stampo più tradizionale che consente di unirsi ad un massimo di altri due utenti per affrontare missioni principali e secondarie dall'inizio alla fine. In questo caso, però, la morte di uno dei compagni andrà a intaccare un indicatore che, se esaurito, imporrà di ripetere daccapo l'impresa dopo il decesso dell'ultimo superstite.

    Riportare rapidamente in vita un compagno, piuttosto che costringerlo a rianimarsi da solo, riduce in maniera netta il consumo della barra, che può essere ricaricata sconfiggendo Yokai particolarmente potenti o raggiungendo un nuovo santuario. Vantaggi che non riescono però a riequilibrare una modalità cooperativa concettualmente claudicante e inutilmente punitiva, che rende ancor più gravoso il carico tensivo sulle spalle dei giocatori, aprendo la strada alla frustrazione.

    Tra le modalità online di Nioh 2 figurano anche le Battaglie tra clan, eventi settimanali che richiedono di accumulare Gloria (donando oggetti, sconfiggendo spiriti rossi e aiutando gli altri utenti) per decretare la vittoria della propria fazione e ottenere così ricompense di vario genere: un'appendice ludica che, seppur non particolarmente interessante, può offrire agli appassionati l'ennesima ragione per darsi al farming selvaggio, sulla rotta segnata dalla progressione.

    La lunga strada verso la gloria

    La progressione di Nioh 2 si basa sulla raccolta di Amrita, frammenti spirituali recuperati dai nemici uccisi che potremo investire per potenziare le statistiche del nostro personaggio, aumentando così l'efficienza mortale delle diverse armi. Per farlo dovremo però raggiungere il santuario più vicino cercando di sopravvivere agli assalti delle schiere avversarie, onde evitare di lasciare a terra il nostro Spirito Guardiano assieme a un nutrito tesoretto di "anime".

    In linea con i dettami della "bibbia del dolore secondo Miyazaki", una seconda morte in questa fase segna la perdita definitiva dell'esperienza guadagnata, in genere seguita a ruota da un concerto di urla disumane, blasfemie e gesti autolesionistici più o meno eclatanti. È inoltre presente un secondo sistema di stampo ruolistico, che permette di accumulare punti semplicemente utilizzando le diverse armi in battaglia, oltre ai "jutsu" legati alla Magia Omnyo e agli strumenti da Ninja, che di nuovo contribuiscono a rendere il gameplay ancor più tattico e variegato.

    La scelta di permettere ai giocatori di guadagnare punti Omnyo e Ninja semplicemente usando le rispettive abilità rappresenta un netto passo avanti per le dinamiche di progressione di Nioh, e offre un piacevole invito a una sperimentazione più libera e soddisfacente. A questo proposito, gli effetti di alcune abilità sono stati ricalibrati per evitare di offrire al pubblico facilitazioni eccessive, sebbene incantesimi come "Bradipo" siano ancora straordinariamente efficaci.

    I punti conquistati con la pratica battagliera possono essere spesi all'interno di skill tree suddivisi per categoria, più ampi rispetto a quelli del primo Nioh e costruiti sull'ormai tradizionale modello "sferografico". Così facendo è possibile sbloccare colpi aggiuntivi per ogni moveset, perk passivi, contrattacchi, tecniche di ninjustu e incantesimi.

    La cerimonia del tèMacellando Yokai sui campi di battaglia di Nioh 2 potrebbe capitarvi di incappare in vari oggetti che potrete utilizzare per comporre il vostro personale servizio da tè, da disporre in bella vista all'interno della capanna del protagonista. Una volta posizionati, questi ninnoli ci garantiranno bonus alla fortuna (statistica che aumenta la possibilità di trovare loot raro), aumenteranno la quantità d'oro guadagnato e le chance di droppare nuovi utensili da tè. In generale, si tratta di una meccanica aggiuntiva non particolarmente rilevante, almeno fino all'endgame.

    L'unico ramo a seguire regole diverse è Metamorfo, quello legato alla particolare natura del nostro avatar. Per potenziare i suoi poteri demoniaci dovremo infatti raccogliere e armonizzare quanti più nuclei Yokai possibile, e liberarci di quelli inutilizzati tramite i Riti del Riposo. Ritorna anche il sistema del prestigio, che concede bonus di ogni tipo (energia vitale, Ki, drop rate, durata forma Yokai, ecc.) da attivare con i punti ottenuti soddisfacendo specifiche condizioni, che spaziano dall'uccisione di un certo numero di demoni, alla raccolta di un determinato numero di oggetti rari. Parlando di loot, questa componente della progressione è rimasta fondamentalmente invariata, e come da tradizione vi ritroverete per le mani quantità pantagrueliche di pezzi d'armamentario con diversi livelli di rarità, generalmente dotati di nomi tanto altisonanti quanto incomprensibili.

    La mole dei drop è così massiccia che banalizza - almeno in parte - il sistema di equipaggiamento, mentre il ritmo dei "cambi d'abito" finisce col minare un po' la rilevanza strategica dei bonus offerti dai set. Tra le vittime del looting sfrenato c'è anche un sistema di crafting d'importanza marginale, che tenderete a ignorare per tutta la durata dell'avventura. Una routine che non cambierà almeno fino all'endgame, che permette ai giocatori di tornare ad affrontare la campagna a livelli di difficoltà via via più impegnativi. Anche in questo caso parliamo di una dinamica recuperata in toto dal capitolo precedente. Nel complesso, pur non avendo alterato in maniera radicale il sistema di progressione del predecessore, il team di sviluppo ha provveduto a operare piccole modifiche che snelliscono e rendono più godibile l'avanzamento.

    Fascino antico e nuovi muscoli

    L'ultima versione dell'engine utilizzato da Team Ninja per la saga di Nioh segna un evidente passo avanti sia sul fronte dell'illuminazione globale che su quello dell'effettistica, tra nebbie volumetriche, fiammate particellari e shader ben più credibili rispetto al passato.

    Elementi di spicco di un comparto grafico che di certo non punta a segnare un nuovo standard per l'industria, ma riesce comunque a difendersi bene, con la complicità di una direzione artistica di grande impatto, che sfrutta sapientemente il grande fascino del Giappone feudale per catturare i sensi con una lunga serie di scorci altamente suggestivi, traboccanti di atmosfera.

    Si nota una certa tendenza al riciclo degli asset, in parte ripresi dall'avventura di William, ma questa pratica non arriva mai a compromettere le qualità della messa in scena. Qualità amplificate da un level design di eccellente fattura, tendenzialmente più vario di quello visto nel capitolo d'esordio e strutturato per accordarsi alle necessità del gameplay.

    Una cura per i dettagli che si riflette anche nel design di personaggi, equipaggiamenti e boss, questi ultimi caratterizzati in maniera sostanzialmente impeccabile, e capaci di imporre ai giocatori un senso di soggezione che spesso trascende i limiti del digitale. Peccato che la varietà complessiva degli Yokai lasci un po' a desiderare, con giusto una manciata di aggiunte che a malapena bilancia l'assenza di alcuni dei mostri visti nel capitolo precedente. Se i pattern comportamentali degli Yokai non mostrano però grandi debolezze, quelli degli NPC evocati tendono a manifestare attitudini inspiegabilmente suicide, che tendono a minare l'esito di queste collaborazioni occasionali. Durante le sessioni coop in compagnia di partner umani abbiamo inoltre notato qualche problema di lag, che talvolta a messo a repentaglio la nostra sopravvivenza.

    Tra le note negative ci sono anche i difetti di un'interfaccia utente ereditata in toto dal primo Nioh, che a volte risulta inutilmente dispersiva e macchinosa. Di contro il gioco appare ben più stabile del suo predecessore, sia in modalità Cinema (30 fps a 1080p su console standard e 1800p su PS4 PRO), che in modalità Azione (60 fps con risoluzione dinamica fino a 1080p). In entrambi i casi il frame rate risulta soggetto a qualche piccola fluttuazione anche su console mid-gen, ma niente di particolarmente grave.

    Note positive anche per quanto riguarda il comparto audio, che offre un doppiaggio di ottima fattura (vi consigliamo caldamente l'originale giapponese) e una colonna sonora in grado di valorizzare egregiamente la brutale frenesia di ogni duello. Momenti che fanno sfoggio di animazioni fluide e credibili, che su schermo si tramutano in sanguinose danze di morte. Permane qualche incertezza nella gestione delle collisioni, così come qualche fenomeno di pop-in un po' troppo evidente, ma si tratta di magagne che non inficiano la godibilità generale dell'esperienza.

    Nioh 2 Nioh 2Versione Analizzata PlayStation 4 ProCome il suo predecessore, Nioh 2 travolge i sensi del giocatore con un’overdose di brutalità guerresca, alimentata da un combat system che porta su schermo nuove e intriganti meccaniche. Elementi che contribuiscono a rafforzare il carattere unico della saga di Team Ninja, che con questo nuovo capitolo raggiunge picchi inediti di profondità tecnica e appagamento battagliero. Interessanti anche le piccole modifiche apportate al sistema di progressione, che rendono più semplice sperimentare nuovi approcci al combattimento. Se da una parte queste migliorie alzano sensibilmente l’asticella qualitativa del gameplay, dall’altra è evidente come l’approccio conservativo del team di sviluppo abbia in qualche modo limitato il potenziale di questo secondo capitolo, che tra l’altro eredita molti dei difetti del primo Nioh. A partire da un comparto narrativo raffazzonato e privo di mordente, che si trascina tra i capitoli di una campagna strutturalmente identica a quella del capitolo d’esordio. Nioh 2 resta comunque un acquisto obbligato per gli appassionati delle esperienze ludiche più hardcore, sebbene non possiamo fare a meno di sperare che un eventuale sequel metta in campo idee ben più ambiziose.

    8.2

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