Nioh 2: Recensione del DLC Il Discepolo di Tengu

Arriva il primo dei tre contenuti aggiuntivi che comporranno il supporto post lancio del Team Ninja a Nioh 2.

Nioh 2 Il Discepolo di Tengu
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Con la pubblicazione de Il Discepolo del Tengu, il primo dei tre DLC che comporranno il supporto post lancio di Nioh 2, Team Ninja segna l'inizio di un nuovo viaggio fatto di duelli mozzafiato ed esorcismi in punta di spada. Un'avventura che, come anticipato, ci vedrà ripercorrere a ritroso il percorso della storia per osservare in prima persona gli aventi che hanno innescato l'epopea di William e Hide, per quella che può essere considerata a tutti gli effetti una mini saga prequel. Un ciclo delle origini che si apre col piede giusto, ma che al contempo torna a manifestare i limiti della condotta conservativa del team di sviluppo.

    Ritorno al passato

    Ambientato a cavallo tra i periodi Heian e Kamakura, in un'epoca di grandi sconvolgimenti sociali e politici per il Giappone, il primo DLC di Nioh 2 si apre con il nostro protagonista che, travolto da un bagliore di energie mistiche, si ritrova a viaggiare a ritroso nel tempo fino al 1185, culmine del sanguinoso conflitto tra i clan Taira e Minamoto.

    Coerente con la direzione narrativa del titolo di Team Ninja, la breve campagna narrativa del contenuto delinea uno scenario in cui storia e folklore si fondono per dare vita a una riscrittura altamente suggestiva di alcune delle vicende più importanti della storia giapponese: il discepolo di cui parla il titolo è infatti Minamoto no Yoshitomo, che secondo la leggenda sarebbe stato iniziato all'arte della spada - e della magia - da nientemeno che Sojobo, sovrano dei Tengu del monte Kurama.

    Le due missioni principali del DLC ci porteranno quindi a sostenere il prode condottiero - anch'egli un Mutaforma - nella sua battaglia contro le forze del male, lungo un arco narrativo che si conclude frettolosamente e purtroppo manca di dare lustro alle sue intriganti premesse. Da questo punto di vista, Il Discepolo del Tengu non segna alcuna sterzata rispetto alla rotta intrapresa col gioco base, e lo stesso discorso può essere tranquillamente applicato a tutti aspetto del contenuto.

    Le otto missioni secondarie che compongono l'offerta assieme alle due succitate, infatti, non mostrano nessuna alterazione significativa rispetto agli standard ludici e strutturali della produzione di Team Ninja, con incarichi che ripropongono i medesimi modelli già visti nella campagna di un sequel che, a sua volta, si faceva manifestazione di un approccio molto conservativo da parte team di sviluppo (come abbiamo raccontato nella recensione di Nioh 2). Al netto di queste considerazioni, ci preme però precisare che il primo DLC si dimostra comunque in grado di soddisfare le necessità di un utenza che, dopo aver passato ore ed ore a sterminare Yokai nei panni di Hide, non voleva altro che un pretesto per tornare a imbracciare le armi in quello che rimane uno degli action rpg più tecnici e appaganti del panorama videoludico.

    Le due missioni principali de Il Discepolo del Tengu sono peraltro particolarmente lunghe e articolate e, malgrado un evidente riciclo degli asset creativi visti nel primo e nel secondo capitolo, schierano sul cammino del giocatore una manciata di nemici inediti e potenzialmente mortali, tra cui i Bakegani, demoni granchio sorpendentemente coriacei, e i disgustosi Nuppeppo, informi ammassi di carne che nascondono fauci irte di zanne acuminate.

    Per quanto questo ampliamento delle schiere Yokai costringa i giocatori a mettere in campo strategie d'attacco e difesa ricalibrate ad hoc, tra le maglie di un combat system sempre eccezionalmente stratificato e gratificante, avremmo certamente gradito una dose più generosa di nuove minacce da fronteggiare, a maggior ragione considerando come il bestiario di Nioh 2 sia per la gran parte recuperato dal capitolo d'esordio. Oltre ad avversari nuovi e rivisitati, il pacchetto include anche un manipolo di boss fight ben progettate che, nella migliore tradizione della serie, metteranno a dura prova i vostri nervi con pattern d'attacco positivamente infami, che dovrete interiorizzare a dovere prima di riuscire a infliggere il colpo mortale.

    Detto questo, però, abbiamo notato una certa flessione al ribasso del livello di difficoltà rispetto ai canoni - a tratti estenuanti - del season pass del precedente capitolo. Pur non trattandosi di una vera e propria critica, ci è sembrato che anche affrontando il DLC con qualche livello in meno rispetto alla soglia d'ingresso prevista (fissata a 120) il grado di sfida fosse sempre piuttosto clemente, almeno per gli standard storici del titolo. Una considerazione che, come intuibile, non ha nulla a che fare con il nuovo livello di difficoltà NG+ "Il Sogno del Demone", che richiede di aver raggiunto almeno il livello 250 onde evitare di sottoporsi a una sequela senza fine di brutali pestaggi.

    Una tempesta di bastonate

    Il DLC propone anche una buona gamma di nuovi set e pezzi d'equipaggiamento, che però non mostrano particolari variazioni stilistiche rispetto a quelli presenti nel gioco base: si tratta di una mancanza tutto sommato coerente con l'evoluzione militare del Giappone feudale, ma ci saremmo comunque aspettati la presenza di una maggiore diversità nelle soluzioni estetiche dell'armamentario, specialmente considerando il salto temporale al centro della narrazione.

    Tra le aggiunte più significative del pacchetto troviamo un'arma nuova di pacca, tanto versatile quanto potente. Il Bo Composito è un'asta da battaglia divisa in tre sezioni, che può essere utilizzata con due diversi assetti a seconda del tempo di pressione sui tasti d'attacco: premendoli rapidamente si sfrutterà l'arma come un classico bastone, mentre tenendo il dito sul pulsante potremo separarne le diverse sezioni per aumentare sia la portata che la velocità dei colpi. Una varietà di soluzioni offensive che si farà sempre più ampia man mano che sbloccheremo i diversi nodi dello skilltree dedicato all'arma, che non facciamo fatica a definire come una delle più efficienti (forse fin troppo) dell'intero arsenale di Nioh 2. La portata e la frequenza degli attacchi nella modalità "a catena" rende infatti il Bo uno strumento perfetto per infliggere alterazioni elementali o di status, una caratterizzazione battagliera perfettamente in linea con la sua statistica chiave, la Magia, che permette agli utenti di costruire attorno alla nuova arma build Onmyo clamorosamente efficaci.

    Passando alle modifiche alla "qualità della vita" introdotte con l'aggiornamento che ha accompagnato la pubblicazione del DLC, abbiamo accolto con un certo sollievo l'introduzione di condizioni più indulgenti per le Spedizioni (che ora possono essere portate avanti anche dopo aver esaurito il relativo indicatore), e apprezzato molto l'aggiunta delle Pergamene della parata dei demoni, un nuovo oggetto equipaggiabile che permette agli utenti di ottenere bonus di rilievo dopo aver completato degli specifici incarichi aggiuntivi.

    Sebbene la gran parte di questi modificatori sia assegnata casualmente, il discreto drop rate delle Pergamene (ottenibili sia dagli Yokai che dai Revenant nelle modalità NG+) e la possibilità di ripetere (per un numero limitato di volte) queste missioni per alterarne le caratteristiche, contribuisce a mitigare la quota di farming necessaria per mettere le mani su buff adatti alla propria build. Più in generale, parliamo di un elemento che si inserisce bene nel quadro di un percorso di progressione ampliato, in grado di offrire agli appassionati del titolo decine e decine d'ore di divertimento, tra scontri mozzafiato e accumulo selvaggio.

    Nioh 2 Nioh 2Versione Analizzata PlayStation 4 ProIl percorso post lancio di Nioh 2 si apre con un DLC che propone un rapporto qualitàprezzo (€ 9,99) tutto sommato soddisfacente, con cinque ore di contenuti aggiuntivi traboccanti di sfide guerresche e battaglie all’ultimo sangue. Una stima che, nel quadro di una produzione come Nioh 2, ha un valore solo relativo, specialmente considerando che il pacchetto segna l’esordio di un nuovo livello di difficoltà, di un’arma inedita e di elementi di progressione aggiuntivi, che faranno sicuramente la gioia degli appassionati del farming selvaggio. Detto questo, però, non aspettatevi di incappare in novità di grande spessore: la proposta di Team Ninja ribadisce ancora una volta l’approccio conservativo dello studio, tra le maglie di un arco narrativo che si esaurisce fin troppo rapidamente.

    7.6

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