Nioh Collection Recensione: la guerra tra demoni e samurai arriva su PS5

La saga di Nioh fa il suo debutto su PlayStation 5 con due remaster di buona fattura, in grado di offrire centinaia d'ore di divertimento.

The Nioh Collection 4K
Recensione: PlayStation 5
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  • PS5
  • A quattro anni dall'uscita dell'originale Nioh, un piccolo gioiello di cattiveria emerso dalle nebbie di un "development hell" più che decennale, la saga di Team Ninja di appresta a fare il suo debutto su PS5 in versione rimasterizzata. Acquistabili singolarmente o assieme nella Nioh Collection (in entrambi i casi con tutti i DLC inclusi), le due avventure dello studio giapponese puntano ad offrire agli utenti PlayStation 5 centinaia d'ore di battaglie al cardiopalma, grazie ai meriti di uno tra i combat system più esaltanti tra quelli visti negli ultimi anni, reso ancor più fluido e appagante grazie alle migliorie apportate per l'occasione dagli sviluppatori.

    Migliorie che chiaramente non alterano in maniera radicale gli equilibri della produzione, in linea con i canoni di una serie che non ha mai fatto della resa grafica uno dei suoi principali punti di forza (per approfondire, qui la nostra recensione di Nioh 2).

    Yokai Next Gen

    Sin dall'approdo di William Adams sulle coste di "Zipangu", teatro dell'eterno conflitto tra le orde demoniache e i campioni dell'umanità, Team Ninja ha continuato ad espandere l'universo di Nioh seguendo una rotta conservativa ma efficace, la stessa alla base di un sequel che, pur non alterando in maniera dirompente la formula della serie, non ha mancato di offrire agli estimatori della serie un ricco banchetto di brutalità e tecnicismi marziali.

    D'altronde l'intento del team di sviluppo è sempre stato chiaro: migliorare la solidità della propria offerta ludica operando piccole modifiche volte ad esaltarne il carattere.

    Un criterio che lo studio ha applicato anche all'evoluzione tecnica della saga, con un secondo capitolo che mostrava un comparto grafico più rifinito ma non particolarmente distante da quello del predecessore.

    In questo senso, l'esordio di Nioh su PlayStation 5 rappresenta una conferma della direzione portata avanti dal team di Fumihiko Yasuda: le nuove versioni dei due giochi rientrano a pieno titolo nella definizione di "remaster", e pertanto non propongono né variazioni contenutistiche né aggiunte tecnologiche (come il ray tracing, ad esempio) di rilievo. Come da tradizione, il lavoro di aggiornamento si è invece concentrato su due aspetti chiave con un peso significativo sulla godibilità generale dell'esperienza, ovvero frame rate e risoluzione.

    Su PS5 entrambi i titoli offrono tre diverse modalità grafiche, da selezionare in base alle proprie preferenze e alle caratteristiche della postazione da gioco. Scegliendo la Modalità Standard, ideale per i possessori di un "vecchio" pannello Full HD, la risoluzione viene fissata a 1080p con un frame rate a 60 fps, in modo da permettere all'engine di investire più risorse sulla resa del sistema d'illuminazione e degli effetti di post-processing (screen space reflection e occlusione ambientale in primis).

    Nel caso stiate valutando di sacrificare la risoluzione in favore di queste migliorie, ci teniamo a precisare che - come si suol dire - il gioco non vale la candela, visto che nella gran parte dei casi parliamo di differenze con uno scarso impatto sulla qualità complessiva dell'esperienza.

    A questo proposito, la Modalità 4K ci è sembrata la migliore soluzione per gran parte dei giocatori: l'aumento della risoluzione delle texture ha un peso piuttosto consistente sull'efficacia della messa in scena, con un frame rate che in genere resta ben ancorato alla soglia dei 60 fps. Se in Nioh 2 ci è capitato solo di rado di assistere a fenomeni di stutter o piccole fluttuazioni nel numero dei frame al secondo, il primo capitolo mostra qualche piccola incertezza in alcune specifiche circostanze, ad esempio quando capita di utilizzare il "roll" per mandare in frantumi casse e vasellame.

    Vale la pena di precisare che si tratta di oscillazioni di scarsa entità, che non alterano in alcun modo la godibilità del gameplay. Come nota a margine, avremmo gradito se il team di sviluppo avesse inserito anche nell'originale Nioh la possibilità di cambiare preset grafico senza tornare al menù principale: un'opzione (presente nel sequel) che avrebbe reso più semplice confrontare rapidamente le diverse modalità.

    Di contro, l'esordio della Photo Mode nell'originale Nioh farà sicuramente la felicità degli appassionati di fotografia digitale, che finalmente potranno immortalare le proprie imprese guerresche grazie a uno strumento dedicato (sostanzialmente

    identico a quello introdotto con la patch 1.09 di Nioh 2). La terza modalità disponibile su PS5 porta la frequenza dei fotogrammi fino a un massimo di 120 fps, spingendo l'acceleratore sulla reattività dei comandi e sulla fluidità generale del gameplay, il tutto con una risoluzione di rendering fissata a 1080p, chiaramente senza i miglioramenti visti con il preset Standard. Si tratta di una soluzione che non mancherà di fare gola ai puristi del frame rate, ma che buona parte dei giocatori potrà permettersi tranquillamente di ignorare. Quale che sia la vostra modalità preferita, ci spiace confermarvi che le cutscene del gioco sono ancora "bloccate" a 30 fps: un limite che ovviamente non altera la piacevolezza dell'insieme, pur generando una certa disarmonia tra le sezioni di gioco e quelle narrative.

    Duelli in punta di DualSense

    Come era emerso nel corso di una recente intervista con il Team Ninja , le versioni PS5 dei due Nioh sfruttano le feature del DualSense per dare aggiungere un'inedita "nota di sapore" alle dinamiche ludiche della serie. Il feedback aptico, in particolare, viene usato per amplificare le sensazioni che accompagnano l'impatto di ciascun colpo, con contributo dell'altoparlante integrato nel pad. Pur non trattandosi di un'implementazione particolarmente sofisticata, la vibrazione ci è parsa decisamente funzionale per quelle che sono le caratteristiche del gameplay, senza mai risultare invasiva.

    Per quanto riguarda i grilletti adattivi, questi vengono utilizzati quando il protagonista si ritrova ad imbracciare un'arma a distanza, simulando la tensione della corda di un arco o la resistenza del grilletto di un fucile, il tutto a favor d'immersione.

    Un elemento su cui influisce anche un comparto audio potenziato grazie al Tempest 3D AudioTech di PS5, che rende ancor più avvolgenti le cupe atmosfere della saga arricchendo il gameplay con nuove sfumature sensoriali. Passando a un'altra delle caratteristiche chiave dell'ammiraglia di Sony, la velocità del suo SSD, possiamo confermarvi che i caricamenti del gioco su PS5 sono praticamente istantanei, fatta forse eccezione per il primissimo che accompagna il giocatore al menù principale, che comunque richiede non più di qualche secondo.

    L'esordio su PlayStation 5 di Nioh e del suo sequel consegna dunque nelle mani dei giocatori quella che è senza alcun dubbio la migliore versione dei due giochi (almeno su console), che varcano il confine generazionale con aggiornamenti tecnici in grado di valorizzare le peculiarità della ricetta ludica composta da Team Ninja.

    La solidità prestazionale, in particolare, si sposa alla perfezione con i tratti distintivi di un combat system tanto frenetico quanto tecnico, permettendo ai giocatori di far

    Importare i progressi su PS5La versione PS5 di Nioh 2 permette di conservare i progressi accumulati con la precedente edizione del titolo, grazie a una funzionalità di cross-save del tutto simile a quella già vista in Marvel's Spider-Man. Per importarli nel remaster dovrete però avviare la versione PS4 del gioco ed effettuare l'upload di uno dei vostri salvataggi scegliendo l'apposita opzione nelle impostazioni. Dopo aver scaricato il file utilizzando la medesima funzionalità nel menù principale del remaster, potrete riprendere l'avventura da dove l'avevate interrotta, e sbloccherete inoltre tutti i trofei già ottenuti su PlayStation 4.

    sfoggio dei propri talenti battaglieri senza dover temere le conseguenze - potenzialmente letali - di un cedimento del frame rate. Su queste note, non possiamo però esimerci dal fare un'ulteriore considerazione: stando alle informazioni disponibili al momento della pubblicazione, lo sviluppatore non sembra avere in programma di offrire un upgrade gratuito ai possessori del primo Nioh su PS4 e, per quanto il lavoro di rimasterizzazione compiuto da Team Ninja sia nel complesso pregevole, fatichiamo a definire immancabile l'acquisto della nuova edizione. Questo perché, lasciando da parte il supporto al DualSense e la riduzione dei tempi di caricamento (già abbastanza rapidi), la distanza tra le diverse edizioni di Nioh può essere notevolmente ridotta utilizzando quella che su "old gen" era l'opzione grafica meno conveniente del pacchetto, ovvero la Modalità Cinema con frame rate sbloccato.

    Selezionando questo preset in retrocompatibilità potrete infatti giocare in 4K (dinamici) senza sacrificare la fluidità dell'azione, che raggiunge agilmente i 60 fps. In assenza di interventi di ottimizzazione mirati, potreste incappare in qualche fluttuazione più significativa, ma in generale otterrete un'esperienza non troppo lontana quella offerta dalla remastered su PS5, specialmente se l'idea di giocare a 120 fps non vi attira più di tanto.

    In generale, la scelta di non offrire agli utenti un upgrade gratuito ci sembra difficile da giustificare, a maggior ragione tendendo a mente il trattamento riservato al secondo capitolo e l'effettiva entità delle migliorie. A prescindere da queste considerazioni, l'uscita della Nioh Collection su PS5 rappresenta comunque un'ottima occasione per recuperare due dei migliori titoli "hardcore" usciti nel corso della passata generazione, in grado di offrire centinaia d'ore di divertimento sanguinario ad alto tasso di tensione.

    The Nioh Collection The Nioh CollectionVersione Analizzata PlayStation 5Nioh fa il suo esordio su PlayStation 5 con una coppia di remaster di buona fattura, che approdano sull’ammiraglia di Sony con alcuni miglioramenti volti ad esaltare i punti di forza della saga, in particolar modo per quel che riguarda l’efficacia di un combat system tanto frenetico quanto tecnico. Le modalità grafiche presenti su PS5 permettono agli utenti di scegliere tra un terzetto di preset ben assortito, pensato per soddisfare le esigenze di tutti i giocatori. Nel complesso, quindi, le remaster di Nioh 1 e 2 vantano un profilo prestazionale solido e appagante, pur non segnando un passo avanti netto rispetto alle precedenti versioni dei due titoli, almeno per quel che concerne la resa generale del comparto grafico. Nel caso non abbiate ancora messo alla prova riflessi e pazienza con la serie di Team Ninja, l’uscita della Nioh Collection rappresenta dunque un’ottima occasione per recuperare due esclusive di valore, mentre l’upgrade gratuito offerto ai possessori della versione PS4 di Nioh 2 offre un eccellente pretesto per tornare a versare ettolitri di sangue yokai tra le lande del Giappone feudale. Per quanto riguarda l’aggiornamento del primo capitolo, nel caso questo sia già nella vostra libreria vi consigliamo di valutare attentamente l’acquisto della versione rimasterizzata, specialmente se non siete interessati a spingere il frame rate oltre la soglia dei 60 fps.

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