Nioh Complete Edition Recensione: il Soulslike di Koei-Tecmo arriva su PC

Dopo aver riscosso un notevole successo su PlayStation 4, Nioh arriva su PC con una speciale edizione che include il gioco completo e tutti i DLC.

Versione analizzata: PC
recensione Nioh Complete Edition Recensione: il Soulslike di Koei-Tecmo arriva su PC
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  • PS4

Appendere a Nioh l'etichetta "soulslike" potrebbe risultare quasi fuorviante, soprattutto in una realtà videoludica in cui si tende troppo spesso a generalizzare. È vero, il gioco di Team Ninja non nasconde le evidentissime ispirazioni alla saga di Miyazaki: il ciclo combatti-muori-ricomincia, sensazioni che viaggiano sulla sottile linea tra la frustrazione e l'indomabile assuefazione, e pure l'idea di trovarsi in un mondo che non perdona la minima ingenuità. L'insieme agrodolce di tutte queste emozioni è però, in Nioh, infuso in una struttura molto differente da quella dei Dark Souls, talmente tanto che verrebbe da chiedersi come mai le due opere siano state accostate così spesso.
L'action RPG di Team Ninja pesca quindi da numerose ed illustri eredità - tra cui quella di Onimusha, ma risolve tutto in maniera molto originale: riuscendo, sorprendentemente, a far sentire a casa gli appassionati alla formula soulslike e, allo stesso tempo, a sbigottirli per alcune prese di posizione agli antipodi rispetto alle fonti d'ispirazione. Nioh si muove con un fare tutto suo, non sempre ammaliante ed armonioso, questo bisogna dirlo, che però restituisce degli aliti di freschezza assenti negli altri prodotti "ricalcati" sui modelli di From Software.

Sarebbe perciò stato un peccato se un gioco così peculiare fosse rimasto confinato su PlayStation 4, saltando ad esempio piattaforme come il PC, che negli ultimi tempi hanno visto arrivare di tutto, persino alcuni gioiellini di Platinum Games dapprima relegati esclusivamente al mondo console. Detto, fatto: approfittando di un'era davvero rosea per il personal computer, Koei Tecmo ha deciso di lanciare dopo "soli" nove mesi l'edizione Steam di Nioh, comprensiva di tutti i DLC. Il lavoro di porting è stato un po' frettoloso e brutale, e la scelta drastica di non supportare l'accoppiata mouse e tastiera ha scatenato un vespaio di dimensioni ragguardevoli tra i giocatori. Passando sopra alle diverse ruvidità, tuttavia, ci è difficile non consigliare il titolo di Team Ninja a chi non ha potuto goderselo su hardware Sony, oppure ai più pazienti, che hanno atteso speranzosi l'arrivo di questa versione.

Porting a fil di katana

Mouse e tastieraIl fatto che ha più indispettito la community PC, in maniera ancora maggiore rispetto all'ottimizzazione non impeccabile, è il mancato supporto a mouse e tastiera (o meglio, al mouse, poiché la tastiera viene correttamente rilevata). Al di là del fatto che sicuramente gli sviluppatori avrebbero potuto adattare Nioh anche sulle periferiche d'elezione del personal computer - tant'è che cominciano già ad apparire le prime mod, ci è sembrato che molte delle critiche appuntate al gioco siano il frutto di una rabbia cieca ed incondizionata. Recensioni stracolme di fiele hanno fatto capolino su Steam a poche ore dal lancio, a simboleggiare che parte della community non aspettava altro che tramutare il suo astio in un pollice in giù ed una manciata di frasi per lo più deliranti. Come sempre c'è modo e modo di reagire ad eventi spiacevoli, e il gesto compiuto da una parte degli utenti non è certo la maniera migliore per esprimere il disappunto. Se ci pensate bene, inoltre, la limitazione del sistema di controllo al solo pad non è poi così grave, almeno per chi ha la possibilità di utilizzare diverse periferiche. Il combat system di Nioh è così complesso e stratificato, imperniato sul tempismo, sulla conoscenza dei tasti e sulla rapidità nell'esecuzione delle mosse: non può, insomma, essere reso alla stessa maniera su mouse e tastiera senza perdere qualcosa in immediatezza e comodità. Speriamo che Team Ninja si sforzi per sistemare la questione, ma nel frattempo ci sarebbe da chiedersi se tutto questo trambusto sia giustificato, e soprattutto quanti di quelli che hanno ululato di sdegno giocheranno con mouse e tastiera una volta che arriverà il supporto (sempre che non stiano già godendo del comfort di un controller).

Quando qualche studio nipponico decide di portare il suo gioco su PC, nella testa balzano continuamente delle domande insistenti: sarà ottimizzato degnamente? Si tratterà di una conversione uno a uno? Il motivo di tanta titubanza non è poi così infondato, visto che i nostri amici del sol levante hanno spesso dimostrato di saperci fare davvero poco con questo tipo di operazioni. Nioh, come detto in apertura, non si scrolla di dosso questi pregiudizi; rassicuratevi, però, perché la situazione non è disastrosa, nonostante tutto.
I primi segnali di un'operazione poco convincente balzano agli occhi già dall'inizio, quando si scopre che per modificare a dovere tutte le impostazioni tocca armeggiare con un launcher esterno un po' dozzinale. Per farlo partire dovete avere la premura di attivare la modalità "normale" dal menù di avvio di Steam (e non quella "without settings"), per poi trovarvi in una semplice interfaccia orba di molti dei settaggi a cui oramai ci hanno abituati. Da lì è possibile selezionare la risoluzione, che va dai 720p al 4K (non c'è il supporto per il formato 21:9), impostare il livello della risoluzione di rendering e delle ombre, ed attivare inoltre effetti come l'occlusione ambientale, i riflessi dinamici ed il motion blur. Un piccolo pannello consente pure di selezionare il cap al framerate, che può essere impostato solo a 30 o 60 (non esiste nessuna modalità "illimitato"). È possibile anche selezionare uno dei tanti preset a disposizione, ma il nostro consiglio è di saltare a piè pari quel menù e di adattare manualmente tutte le - poche - opzioni a disposizione.
Non ci è concesso di selezionare il livello dell'anti aliasing, e questo ci fa intuire che il gioco riprenda la stessa impostazione della versione PlayStation 4. Manca inoltre la possibilità di giocare con i dettagli delle texture e di variare il grado di alcuni effetti in post-processing: l'impressione è quella di trovarsi di fronte allo stesso gioco uscito nello scorso febbraio, con l'aggiunta di qualche opzione per farlo apparire leggermente più gradevole. Un roster così ristretto di ammennicoli tecnici non sarebbe un problema se alla prova su strada Nioh si fosse rivelato una piuma in quanto a fluidità, invece pure in quel caso arriva qualche stilettata un po' troppo dolorosa.

No, il framerate non è disastroso, ma non è neanche commisurato al livello di dettaglio di un gioco poco sorprendente dal punto di vista della bruta tecnica. E se il cap è un limite su cui si può soprassedere, i fastidiosi balbettii (alcuni evidenti anche nella prima sezione ambientata alla Torre di Londra) sono difficili da sopportare in un action RPG in cui i riflessi sono fondamentali. Fortunatamente la rarità di eventi del genere è molto alta, e il framerate sulla nostra non più giovine configurazione è rimasto in gran parte dei casi incollato ai 45-50, con tanto di picchi positivi e negativi. Tutte le scene d'intermezzo sono invece limitate a 30 FPS, ma questa differenza non pesa assolutamente nulla. Semmai lo stacco più evidente c'è tra le cutscene renderizzate in tempo reale e quelle prerenderizzate, che sono sporcate da evidenti artefatti di compressione.

Ben più gravi gli episodi di crash, per lo più localizzati all'avvio di una missione: state molto attenti, perché qualora il gioco dovesse tornare improvvisamente al desktop mentre state svolgendo un incarico, perderete tutti i progressi fatti dall'ultima volta che avete visitato un altare (lo stesso avviene se uscite dal gioco senza recarvi in una zona franca, ma è per via di un sistema di salvataggio automatico che si attiva solo in punti specifici). La verità, però, è che nel complesso il porting di Nioh è accettabile, pur continuando ad apparire come un'operazione un po' svogliata. Provando a scollare lo sguardo inquisitore dal numeretto nella parte alta dello schermo, in definitiva, l'esperienza col gioco di Team Ninja non può essere che positiva. E se proprio non riuscite a digerire il fatto che un look quasi da scorsa generazione non sia stato coniugato ad una fluidità inappuntabile, provate a sopprimere il vostro fare più fiscale e posate gli occhi sul design dei luoghi e dei nemici: scoprirete un comparto artistico capace di colmare quasi tutte le lacune tecniche.

Nioh Nioh: Complete Edition è una grande portata nell’immenso banchetto del mondo del PC gaming. Magari non è servito con garbo e da un cameriere vestito a puntino, ma il sapore, alla fin fine, è più che mai gradevole. Archiviata la questione porting non troppo lusinghiero, vi troverete davanti ad un action RPG che è solo all’apparenza un “Dark Souls con i samurai”: il gioco di Team Ninja ha infatti una struttura del tutto diversa, un combat system più complesso, vario e dal ritmo molto più sostenuto, oltre che un modo completamente differente di approcciarsi alla narrazione. In aggiunta a tutte le squisitezze del gioco base, inoltre, la Complete Edition raccoglie i DLC Drago del nord, Onore sprezzante e Fine del massacro, i quali ingrossano a dismisura le ore di gioco. Ma Nioh è anche vittima di ingenuità di design piuttosto marcate: un riciclo brutale, sistematico ed incoerente di mappe, solo per ospitare banali missioni secondarie, un loot system troppo opulento e confusionario, che sminuisce la goduria nel reperire un nuovo pezzo d’equipaggiamento, e una tendenza a voler sommergere i giocatori di dati e meccaniche, quando alla fine il core gameplay è meno intricato di come vuole (magari inconsciamente) apparire. Purtroppo anche narrativamente parlando siamo sulla cattiva strada: la commistione tra una asettica narrazione ambientale e l’inerzia dei protagonisti delle vicende toglie a Nioh molto del fascino che invece riesce a trasmettere semplicemente attraverso un’ambientazione esteticamente avvolgente. Il problema più grande - ed ahimè insanabile con un mero porting - dell’opera di Team Ninja sta proprio nei suoi eccessi, nella debordante miriade di elementi che alle volte rendono la progressione troppo soffocante. Ma, davvero, nulla impedisce a Nioh di ergersi fieramente in mezzo alla grande torma di congeneri: è un gioco molto speciale, di grande qualità, ed ora ha rotto gli argini giungendo su PC. Di questo dovremmo esserne felici tutti, nessuno escluso.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: i5-2500k @3.3Ghz
  • RAM: 8GB
  • GPU: NVIDIA GTX 670 2GB RAM
8

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