Observation Recensione: Devolver Digital ci porta sulla stazione spaziale

Ci siamo avventurati nella nuova esperienza sci-fi di No Code e Devolver Digital: il risultato è davvero eccezionale.

Observation
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Quando siamo volati a Glasgow per provare Observation di No Code (già autori di Stories Untold) non avevamo idea di quello che si saremmo trovati dinanzi. Di una cosa però eravamo certi: il modo in cui Jon McKellan l'aveva definito era a dir poco interessante, dal momento che tirava in ballo 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick come fonte di ispirazione primaria. Tra l'altro, non avremmo dovuto impersonare il tradizionale astronauta in difficoltà, bensì il System Administration and Maintenance (SAM), un'avanzata IA deputata alla gestione di una stazione spaziale.

    Ultimata la nostra prova di Observation allo Science Center, a malincuore abbiamo lasciato il pad, impazienti di scoprire in che modo si dipanasse l'intreccio narrativo. Ebbene, ora che abbiamo terminato quello che per noi è un vero gioiellino delle avventure sci-fi, possiamo parlarvene senza indugi né freni, spiegandovi perché dovreste dargli una possibilità in questo (freddo) mese di maggio. Indossiamo il casco e la tuta: è tempo di esplorare i meandri della Observation... e del sistema operativo di SAM.

    Un'epopea spaziale con tutti i crismi

    Schermo nero. Siamo sulla Low Orbit Space Station, a circa 140 km dalla Terra. Una flebile comunicazione radio ci indica che il sipario si è alzato, che il nostro viaggio sta per iniziare. Un grande fascio di luce illumina a intervalli il modulo in cui ci troviamo, segno che l'intera struttura stia ruotando a seguito di una perturbazione anomala.

    La voce che stiamo udendo è della dottoressa Emma Fisher, la quale - tentando invano di contattare i compagni e il Mission Control - assiste SAM durante il ripristino delle funzioni primarie. "Sono qui", le rispondiamo, venendo ricollocati in una telecamera del modulo EAS 09. Ci viene chiesto di effettuare un'analisi sullo stato delle sale adiacenti, in modo da segnalare eventuali danni alle strutture: è successo qualcosa alla LOSS Observation ma né Emma né l'IA sembrano in grado di dare una spiegazione.

    Proprio mentre la Fisher tenta di raggiungere l'EAS 09, degli strani simboli appaiono sulle telecamere di SAM, lasciando lo spazio a una serie di coordinate. Un suono inquietante e assordante fa perdere i sensi alla donna, mentre una scritta a caratteri cubitali appare sui nostri schermi: BRING HER. Non possiamo fare altro che accettare la direttiva, che pare superare qualsiasi password o permesso d'accesso.

    Observation non ha impiegato molto a destare in noi del sano stupore, facendoci scoprire - a neanche mezz'ora dall'inizio del gioco - di non essere affatto nell'orbita terrestre, bensì nei pressi di Saturno. Mentre in Stories Untold si partiva da eventi insoliti per giungere a una conclusione ordinaria, Observation si muove in modo diametralmente opposto e lo fa con un'eleganza che ultimamente sembra mancare al genere sci-fi.

    Raccontando il tutto da un punto di vista inedito, quello di un'intelligenza artificiale, riesce a imbastire un intreccio convincente e dai toni drammatici, forte di un ritmo incalzante e ragionato. In altre parole, le 8 ore necessarie al completamento dell'esperienza saranno ricche di colpi di scena e, sebbene alcuni di questi siano più "telefonati" di altri, siamo rimasti affascinati dalla carica thriller dell'opera di No Code, soprattutto nelle fasi conclusive.

    Alla base della missione occulta di SAM non c'è solo una sceneggiatura credibile ma anche un cast di attori all'altezza, che ha saputo dare il giusto carattere ai protagonisti del racconto. Nel corso del nostro viaggio, infatti, abbiamo percepito la sofferenza di Emma, in ansia per la salute dei suoi compagni, o il nuovo stato dell'IA, che a seguito dell'incidente ha subito un cambiamento per mano di forze sconosciute. Alla buona qualità delle performance bisogna poi aggiungere un'ambientazione realistica, affascinante e a tratti spaventosa, chiaramente ispirata alla Stazione Spaziale Internazionale.

    Nei panni del System Administration and Maintenance

    Prima di proseguire vorremmo fare una premessa: Observation non è un gioco per tutti. Stiamo parlando di un'esperienza solida, fresca e coraggiosa ma che difficilmente potrebbe incontrare le esigenze del grande pubblico. Se siete in cerca di uno sparatutto a tema sci-fi o di un'immensa galassia da esplorare in lungo e in largo, fareste meglio a passare ad altro.

    Al contempo, i patiti del cinema di fantascienza, delle grandi esperienze indie, o - più nello specifico - di Stories Untold non dovrebbero esitare a provarlo. Se dovessimo dare una definizione di SAM, diremmo che è un angelo custode un po' invadente, chiamato a soddisfare le richieste di Emma e a gestire le criticità della LOSS. Non impiegheremo molto ad avere l'accesso alla totalità dei sistemi dell'IA, che vantano un look decisamente ispirato.

    Beneficiano infatti dell'operato di Jon McKellan in Alien: Isolation, presentandosi spesso con una dominante di verde al sapor di anni ‘80: non c'è stata una singola schermata che ci sia apparsa poco chiara o rifinita e ciò ha inciso positivamente sulla risoluzione dei puzzle.

    Ma quali sono le principali funzioni di SAM? Una volta ripristinati i core di memoria, avremo accesso a un utile archivio dati, nel quale catalogare istruzioni per l'uso dei dispositivi, gli audiolog degli astronauti e i frammenti di file.

    Previa combinazione, questi ultimi si trasformeranno in schemi per operare con i pannelli e le altre strumentazioni. Non poteva mancare una sezione dedicata ai parametri vitali dell'equipaggio o l'utile sistema di diagnostica, adibito a segnalare i problemi della stazione. Avuto l'accesso alla console di astrofisica, permetteremo a Emma di inviare e ricevere messaggi dall'esterno, settando le coordinate in puro stile Stories Untold. Giungiamo infine alla base fondante del gameplay di Observation, legata alle telecamere e ai droni.

    Essendo un'entità incorporea, SAM necessita di "vedere" i dispositivi per potervisi interfacciare e, anche a causa dello strano incidente, non potrà far fronte alle emergenze dal suo sistema operativo. Proprio come HAL 9000 nel capolavoro di Kubrick, potremo essere (quasi) ovunque e istantaneamente, accedendo alle telecamere presenti in ogni modulo e segmento della LOSS.
    Grazie a 2-3 inquadrature per stanza, potremo riannettere al SAM Os i pannelli dei moduli, scandagliare ogni anfratto in cerca di documenti e password e - per dirlo gentilmente - farci gli affari dell'equipaggio, partendo dai messaggi alle famiglie, fino alle preoccupazioni per la missione e le questioni amorose.

    Jon e Graeme volevano stuzzicare il lato oscuro del voyeur presente in ciascuno di noi, consentendoci di ficcanasare ovunque: insomma, non sarà soltanto la trama principale a tenervi incollati allo schermo ma anche le piccole/grandi vicende umane che andrete a scoprire. Sebbene sia sorprendentemente efficace, il sistema di telecamere non è l'unico modo per esplorare la Observation.

    Dopo aver ricevuto l'autorizzazione da Emma infatti, ci siamo connessi a una piccola sfera per visitare "fisicamente" la stazione, il che si è rivelato cruciale per proseguire nella seconda parte dell'avventura. Tra l'altro, a patto di trovare gli schemi giusti, la sfera potrà essere potenziata con un piccolo retrorazzo, in modo da agevolare gli spostamenti.

    Fortunatamente, abbiamo trovato migliorato il suo sistema di controllo, che ci era sembrato troppo scivoloso durante la nostra prova a Glasgow. Ciliegina sulla torta, il drone potrà essere utilizzato anche per operare all'esterno della LOSS, immersi nel magico silenzio dello spazio con Saturno sullo sfondo. Tra un rapporto danni e una riparazione delle connessioni tra i segmenti della stazione, abbiamo visitato anche il modulo EAS 12, staccatosi dalla struttura principale sul finire del prologo.

    Una questione di equilibrio

    Senza entrare nello specifico volevamo mettere in luce il buon equilibrio tra narrazione e gameplay, segnalando al contempo qualche piccola mancanza. I ragazzi di No Code sapevano che avrebbero proposto un titolo molto particolare, ecco perché hanno confezionato una prima ora di gioco più guidata, che permette di impratichirsi con il SAM Os e con qualche direttiva meno ovvia.

    Arrivati all'iniezione di plasma nel reattore a fusione - che impone di leggere l'intera schermata prima di avviare l'operazione - Observation ha lasciato la nostra mano, spingendoci a fare da soli. La Fisher infatti non aveva mai lavorato all'apparecchio, quindi semplicemente non sapeva come utilizzarlo a dovere: venuti a capo del problema abbiamo provato una certa soddisfazione, sentendoci realmente una potente IA nonostante le scarse doti matematiche.

    Sebbene possa presentare qualche sfida più articolata, l'odissea di Jon McKellan non perde mai il focus narrativo, mantenendo alta la curiosità del giocatore e impedendo che la frustrazione lo separi dalla LOSS. Tra frangenti operativi, gestione delle emergenze e situazioni allucinanti, abbiamo trovato più che buona la varietà dei rompicapi, che sul finire del viaggio hanno fatto posto a una conclusione sui binari, perfetta per accompagnare il climax narrativo. Tessute le lodi di una struttura ludica ben confezionata, ci sentiamo di fare anche un paio di appunti.

    Il sistema di risposta durante i dialoghi, di cui avevamo parlato brevemente anche nell'anteprima, si è rivelato meno incisivo del previsto e vista la crescita del legame tra l'IA e la Fisher o il verificarsi di alcuni eventi, ci saremmo aspettati un meccanismo più articolato. Sarebbe stato interessante ad esempio poter rivolgere qualche domanda ai protagonisti o arrivare a fare qualche considerazione di natura personale e non strettamente operativa.

    D'altronde l'inizio del gioco ci mostra un evidente cambiamento in SAM, che tra l'altro coincide con il nostro arrivo dall'altra parte dello schermo: questo è forse l'unico frangente in cui HAL 9000 avrebbe dovuto condizionare il collega della Observation. Confermiamo inoltre la presenza dei sottotitoli in italiano, un'aggiunta non da poco che permetterà anche ai non avvezzi alla lingua inglese di godersi appieno la bellezza della trama.

    Vicende di fantascienza in un contesto credibile

    Affermare che SAM ed Emma siano gli unici protagonisti del gioco sarebbe dire il falso. La stessa LOSS: Observation - che potremmo considerare il corpo dell'IA - riveste un ruolo fondamentale per le vicende narrate, al pari della giovane astronauta e rappresenta il fiore all'occhiello della produzione.

    Essendo ambientato nel 2026, il titolo di No Code aveva bisogno di un teatro realistico per ospitare le tribolazioni della Fisher, di un'ambientazione ben lontana dal retro-futuro di Odissea nello Spazio. Per questo motivo, i McKellan hanno speso diverso tempo a studiare la Stazione Spaziale Internazionale, incluse le apparecchiature, la conformazione dei moduli e più in generale la sensazione di trovarsi al suo interno. Grazie a tutto il materiale raccolto e al sapiente utilizzo del motore grafico Unity, No Code ha dato vita a una vera stazione spaziale, modellando ogni centimetro della struttura con una cura fuori dall'ordinario, specie per l'universo indie. La cavetteria, i laptop, i dispositivi da utilizzare: basta fare un confronto con le immagini della ISS per rendersi conto della bontà visiva di Observation.
    Se a ciò aggiungiamo un sistema d'illuminazione di tutto rispetto, attraverso il quale è stato massimizzato l'impatto filmico dei momenti più critici, non possiamo che ritenerci soddisfatti.

    Ci è dispiaciuto costatare la realizzazione non idilliaca delle animazioni facciali e qualche sporadico calo di frame rate su PS4 Pro - che di solito si mantiene sui 30 fotogrammi al secondo - ma si tratta di imperfezioni quasi ininfluenti e in linea con un'opera realizzata da 11 persone. Pur non offrendo una OST nel pieno senso del termine (a eccezion fatta dello splendido tema dei titoli di testa) Observation deve a Omar Khan un eccellente sound design.

    Il co fondatore di No Code infatti ha speso molte ore a registrare una vasta libreria audio, in modo da restituire la sensazione di trovarsi in una stazione spaziale disastrata. Dai rumori dei singoli dispositivi, alle comunicazioni con Emma fino a dei "suoni particolari" di cui preferiamo non parlare, verrete immersi in un contesto ludico che fa del comparto audiovisivo un elemento di primaria importanza.

    Observation ObservationVersione Analizzata PlayStation 4 ProObservation è un piccolo gioiello del genere sci-fi, che sa intrattenere e appagare con i suoi puzzle anche senza perdere il focus sull’intreccio narrativo. Siamo dinanzi a un’opera originale, forte di una sceneggiatura convincente e di una fase conclusiva di grande impatto. L’odissea spaziale di No Code farà insomma la gioia dei patiti del genere e di chi cerca un’esperienza ludica che solo un grande indie potrebbe offrire. Resta il rammarico per un sistema di dialoghi che avrebbe potuto osare un po’ in più, ma nel complesso non possiamo far altro che applaudire ai fratelli McKellan (e a tutto il team) per aver creato un gioco così speciale.

    8.8

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