Oculus Quest 2 Recensione: il visore stand alone più potente sul mercato

La nuova versione di Oculus Quest ci offre, a poco prezzo, un ulteriore passo evolutivo per i visori all-in-one.

recensione Oculus Quest 2 Recensione: il visore stand alone più potente sul mercato
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La famiglia di Oculus continua a espandersi, cercando con ogni nuovo componente di settare nuovi traguardi di accessibilità e potenza tecnologica nell'ambito della realtà virtuale. Come avrete avuto modo di scoprire leggendo la nostra recensione di Oculus Quest, l'azienda ha già imposto importanti metri di paragone per la realizzazione di visori stand-alone, ossia quelli che funzionano in autonomia, senza bisogno di fili né hardware esterni. Il gioiello del colosso americano è però pronto ad essere sostituito dal suo diretto discendente, quell'Oculus Quest 2 in arrivo il 13 ottobre e che promette di amplificare interamente l'esperienza saggiata con il suo predecessore, in maniera tale da immettere sul mercato il visore autonomo per la realtà virtuale più evoluto mai realizzato. Disponibile al prezzo di 349 euro per la variante da 64GB, e al costo di 449 euro per quella da 256GB, Oculus Quest 2 riesce a raggiungere le sue ambizioni quasi alla perfezione: un piccolo concentrato di potenza che solo in alcuni punti mostra il fianco a qualche accettabile compromesso.

Le caratteristiche tecniche e il confronto con Oculus Quest

Partiamo immediatamente dal design: lo stile è più sobrio rispetto a quello del primo Quest, e la colorazione bianca gli permette di differenziarsi maggiormente dal precedente visore. Anche le forme più morbide lo rendono un oggetto più raffinato sul piano estetico, che si inserisce elegantemente nel concept della famiglia Oculus pur preservando una propria personalità.

Sul versante della grandezza, Quest 2 è il 10% più piccolo in rapporto al capostipite: mentre il primo visore misura 193mm x 105mm x 222 mm, il nuovo arrivato presenta dimensioni pari a 191.5 mm x 102 mm x 295.5 mm (con cinghia estesa). Quest'ultimo parametro ci porta a parlare sin da subito del primo difetto di Quest 2, ossia la fascia elastica da regolare per indossare adeguatamente il caschetto.

La soluzione adottata dall'azienda è sensibilmente più economica in confronto al passato, dona al visore un impatto meno solido e, a nostro avviso, risulta anche meno intuitiva in fase di regolazione. Un uso prolungato non comporta eccessivi fastidi, ma abbiamo comunque preferito i cinturini appartenenti al primo Oculus, più rigidi, comodi e facili da adattare quando si indossa l'headset per la prima volta.

Al di là di questo dettaglio, Quest 2 possiede un peso leggermente inferiore, pari a 503 grammi contro i 571 del predecessore: a beneficiarne è, come ovvio, l'usabilità in caso di sessioni prolungate, senza che si avverta troppo gravo né sul setto nasale, né sul collo. Nel complesso, tuttavia, sul fronte della comodità d'uso, questo secondo visore non si allontana molto dal precedente modello, mantenendo una certa continuità con il passato.

Dove si avverte in maniera abbastanza palese un notevole miglioramento è nella qualità visiva: il pannello del display LCD (il precedente montava un OLED) presenta una risoluzione pari a 1832x1920 per occhio (Quest proponeva 1440x1600p) con un refresh rate a 72hz, che verrà aggiornato a 90hz dopo il lancio. Sommando tutti questi valori, la resa ci è parsa piuttosto superiore rispetto allo scorso visore, con benefici evidenti sia nella navigazione dei menù, ora ben più definiti, sia durante le sequenze di gioco. Per quanto concerne il processore, Quest 2 monta un SoC Qualcomm Snapdragon XR2 Platform con 6GB di RAM e, come il primo headset, offre inoltre 4 sensori interni che tracciano la posizione dell'utente, il quale potrà quindi beneficiare dei canonici 6 gradi di libertà (6DOF).

Ritornano infine sia l'ormai conosciuto sistema Guardian, che delimita lo spazio intorno a noi, sia la funzione Passthrough, grazie alla quale osservare l'ambiente circostante e tracciare l'area entro cui agire. Chiudono il quadro i due setup offerti anche dal primo Quest, ossia il "Room scale" e la "Modalità Statica", all'insegna di un'esperienza dal gusto totalmente familiare per chiunque abbia già usufruito di un headset del colosso americano.

Oculus LinkAvete deciso di acquistare Oculus Quest 2 ma percepite un irrefrenabile desiderio di giocare ad Half Life Alyx (su Everyeye.it trovate la recensione di Half-Life Alyx) o a Asgard's Wrath, disponibili unicamente su PC? Non temete: anche col nuovo caschetto stand alone potrete vivere le grandi epopee in VR, ma vi costerà un po' di più: con l'esborso di 99 euro avrete modo di acquistare il cavo da 5 metri di Oculus Link (USB 3 Type C), che vi permetterà di collegare il visore al PC e sostituire così integralmente Rift S. L'esperienza in termini di fluidità è pressoché la medesima di quella del "fratello maggiore", e abbiamo notato solo qualche leggero compromesso sul piano della compressione visiva, difficilmente percettibile a patto di non usare in maniera assidua entrambi i visori. L'esperienza con Half Life: Alyx, ad esempio, è stata davvero appagante, quasi del tutto pari a quella saggiata con Rift S.

Per concludere la disamina puramente tecnica, vale la pena sottolineare che anche Quest 2 contiene speaker e microfono integrati, con ingresso audio da 3,5 mm: anche senza cuffie, la resa dell'audio ci è sembrata decisamente efficiente, in linea con quanto saggiato nella prima versione. Un passo indietro, alquanto rischioso, è invece stato effettuato per il settaggio dell'IPD, la distanza interpupillare: se il primo Quest ci dà l'opportunità di adeguare a mano il suddetto parametro, attraverso un cursore posto nella parte inferiore del visore, e se Rift S propone un aggiustamento tramite software integrato, Quest 2 ci permette di cambiare l'IPD solo agendo manualmente sulle lenti e spostandole con le dita. I settaggi modificabili sono purtroppo soltanto tre, nello specifico 58, 63 e 68mm, una limitazione che potrebbe, insomma, non rendere ideale l'esperienza di quella fascia di pubblico che non rientra precisamente in uno dei suddetti parametri di IPD.

Un ulteriore cambiamento è stato effettuato infine sui Controller Touch, dal design lievemente rivisto e dalle dimensioni pari a 9 x 12cm per singolo PAD: la qualità dell'impugnatura è la medesima di quella del primo Oculus, mentre il peso equivale a 126g contro i 105 della passata edizione. Anche in questo caso, per alimentare il controller occorrono due batterie AA, una per singolo modello, e carica residua può essere come sempre tenuta sott'occhio dalla Home del visore.

A tal proposito, l'autonomia dei Touch ci è sembrata un po' più duratura in confronto ai controller del primo Quest, mentre la longevità dell'headset è esattamente la stessa del modello precedente. Oculus Quest 2 dura all'incirca 3 ore, con oscillazioni che dipendono dal software e dalla modalità di uso: un giro esteso nella home o la visione di contenuti multimediali permettono alla batteria di resistere per 180 minuti, mentre con un gioco attivo la vita in medi assesta intorno ai 150 minuti circa. Nulla di troppo duraturo, ma comunque perfettamente equiparabile alle performance a cui ci hanno abituato i precedenti visori all-in-one. Infine, occorre segnalare che sarà obbligatorio associare il proprio profilo Facebook all'app di Oculus per poter usufruire del caschetto e della sua libreria di software.

Un'esperienza soddisfacente

Snocciolate le informazioni tecniche, arriva il momento di tirare le somme. Oculus Quest 2, se si esclude un pizzico di fatica in più nella fase di regolazione delle cinghie, garantisce un'esperienza assai soddisfacente, un significativo passo in avanti se confrontato al modello precedente. La risoluzione maggiore offre una qualità visiva eccellente, e il sistema di tracking funziona ancora una volta senza mai eccessivi cedimenti.

Per l'occasione abbiamo anche testato nuovamente il tracciamento delle mani, che permette di selezionare le icone o scorrere gli indicatori della Home usando solo le dita: l'interattività risulta piuttosto piacevole, con soltanto qualche leggera imprecisione che rende l'uso dei Touch comunque più immediato e preciso.

La leggerezza del visore e l'incremento della risoluzione massimizzano le potenzialità dei giochi visivamente più appariscenti: abbiamo testato una serie di software come il delizioso Moss, il potente Robo Recall, l'intramontabile Beat Saber, e l'evocativo In Death Unchained (per saperne di più ecco la recensione di In Death Unchained), il tutto avvertendo un tangibile miglioramento sul versante della pulizia grafica.

Oculus Quest 2, per quanto non rappresenti una rivoluzione sostanziale dei sistemi VR stand alone, mette in campo un notevole upgrade, semplice nell'utilizzo e dalle temperature mai troppo alte nemmeno dopo due ore ininterrotte di gioco. Ci sono purtroppo delle evitabili ingenuità che ne minano in parte la piena riuscita, come la già citata cinghia elastica e i meccanismi manuali con cui regolare la distanza interpupillare; tuttavia, se si escludono queste soluzioni poco brillanti, nell'insieme Quest 2 si rivela il degno successore del primo modello. Il prezzo contenuto e la sua potenza lo trasformano in un'ottima alternativa al Rift S (per approfondire, vi rimandiamo alla recensione di Oculus Rift S), soprattutto se si dispone di un Oculus Link con cui collegarlo al PC e permettere la fruizione di kolossal di grosso calibro. In breve, Quest 2 ha soddisfatto quasi integralmente le nostre aspettative: qualora decidiate di catapultarvi nel mondo della VR, e soprattutto se non possedete la prima edizione, il nuovo nato della famiglia Oculus potrebbe dimostrarsi, al momento, la scelta più valida. La realtà virtuale senza fili accoglie quindi un nuovo campione.