Oculus Rift S Recensione: un piccolo, grande passo per la realtà virtuale

La versione migliorata di Oculus Rift centra perfettamente il bersaglio: rendere molto più accessibile la VR senza scendere a compromessi visivi.

recensione Oculus Rift S Recensione: un piccolo, grande passo per la realtà virtuale
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Lo abbiamo ribadito anche nella nostra recensione di Oculus Quest: l'obiettivo dell'azienda californiana, nel suo cammino di crescita ed ampliamento della propria utenza, non è quello di rivoluzionare la realtà virtuale, né di superarne i confini tecnologici proponendo esperienze sempre più immersive e graficamente sensazionali. Attualmente, lo scopo è quello di rendere la soglia d'ingresso alle bellezze della VR sempre meno proibitiva, sia in termini di prezzo che di accessibilità.

Oculus Rift S, così come il suo fratellino minore standalone, è nato per adempiere questo compito e - ve lo anticipiamo sin da subito - ci riesce alla perfezione. Venduto al prezzo di 449 euro, la versione migliorata del modello Rift cerca di andare incontro alle esigenze del pubblico mainstream riducendo al minimo il tempo necessario per il setup, e velocizzando così il tuffo negli oceani della VR. Per farlo, elimina il bisogno di installare sensori esterni e - tramite il collegamento di un cavo al PC - permette a chiunque di sperimentare le potenzialità di questa tecnologia senza troppo sforzo. Insomma, un piccolo passo per Oculus, un grande passo per la realtà virtuale.

Caratteristiche tecniche e comfort

Il nuovo design di Oculus Rift S, progettato in collaborazione con Lenovo, risponde a precise esigenze pratiche: l'architettura del visore è infatti strutturata per contenere al suo interno i 5 sensori necessari al tracciamento con sei gradi di libertà (6-DOF). Il cambiamento di stile ha portato con sé anche un comfort decisamente superiore al passato: l'headset monta sia una cinghia a strappo nella parte superiore, utile alla regolazione quando viene indossato, sia una rotellina posteriore con la quale adattarlo alle dimensioni della testa.

Sul lato sinistro non può certo mancare il jack per le cuffie da 3,5 mm; in assenza di auricolari, il sistema integrato risulta sufficientemente efficace, al pari di quello saggiato con Quest. Tutti questi accorgimenti al design hanno avuto un inevitabile contraccolpo sul peso complessivo, che ora si attesta sui 563 grammi: l'aumento rispetto al Rift base è davvero impercettibile, ed anzi la rinnovata comodità rende la sua fruizione decisamente meno gravosa.

Allo stesso modo, le dimensioni (275mm x 94mm x 133mm) non causano eccessivo impaccio durante le fasi di gioco: in sostanza, Rift S - sul versante della comodità - è promosso a pieni voti. Anche sul piano tecnico questo nuovo modello prende le distanze dal suo predecessore: il visore monta un display LCD "fast-switch" in sostituzione dello schermo OLED appartenente al primo RIft, ed una risoluzione pari a 2560x1440p totali per un refresh rate di 80hz.

La qualità visiva è sicuramente superiore rispetto al passato, eppure non così immediatamente percettibile, né talmente ampia da parlare di vero "salto generazionale"; il passaggio dall'OLED al modello LCD ha sì avuto un impatto sulla resa del contrasto, che ci è parso un po' inferiore, ma - al pari della risoluzione - non si tratta di un distacco particolarmente significativo né limitante.

Un'altra grande modifica in rapporto alla prima edizione riguarda l'aggiunta di un software interno per modificare la distanza interpupillare: per quel che riguarda la nostra esperienza, non abbiamo avvertito alcun fastidio, ma parliamo comunque di un fattore estremamente soggettivo, e la reale efficacia del software andrà verificata su un campione più esteso di acquirenti.

Passiamo ora all'installazione del prodotto: in virtù della rimozione dei sensori esterni, Rift S garantisce una semplicità d'approccio davvero invidiabile: nella confezione, oltre al caschetto, al manuale e ai due controller Oculus Touch (identici a quelli del Quest) è contenuto un cavo lungo cinque metri che si biforca in due uscite separate, una DisplayPort ed una porta USB 3.0, entrambe da collegare al PC. Il setup del visore, se si esclude l'ovvio download dell'applicazione sul Desktop, è tutto racchiuso in questi rapidissimi passaggi.

Per far funzionare al meglio Rift S, i requisiti raccomandati prevedono una GPU NVIDIA GTX 1060 o AMD Radeon RX 480, una CPU Intel i5-4590 o AMD Ryzen 5 1500X e 8GB di RAM. La nostra prova si è svolta su un sistema che monta una GTX 1080, una CPU Intel Core i7 7820X 3.60GHz e 16BG di RAM: nelle ore trascorse con indosso l'headset, l'esperienza si è dimostrata impeccabile anche dinanzi ai prodotti più esosi in termini di risorse.

Prima di avviare il caschetto, in ogni caso, tenete a mente che occorrerà avere intorno uno spazio d'azione sufficientemente ampio: l'ideale sarebbe un ambiente privo di ingombri da 2m x 2m, come misura minima suggerita da Oculus, ma è possibile giocare con relativa tranquillità anche in un luogo più ristretto, a patto però di avere - prevedibilmente - pochi oggetti intorno. Tramite la funzione del Passthrough+ avremo poi modo di regolare il perimetro di manovra, osservando la realtà esterna anche quando avremo il visore sulla testa, così da impostare il margine nel quale potremo agire. Qualora sforassimo il confine, il sistema Guardian ci avviserà del pericolo mostrandoci un'apposita griglia circostante.

Leggerezza e semplicità

Oculus Rift S non è certo lo strumento che indurrà i più scettici a catapultarsi nella VR, ma rappresenta comunque un mezzo che facilita di gran lunga il viaggio all'interno di questo micro cosmo di possibilità. La leggerezza, la semplicità di utilizzo ed il costo non troppo vincolante sono le colonne portanti che sorreggono le ambizioni di un caschetto davvero eccellente: oltre ad una notevole immediatezza nella fruizione, a fare la differenza è una resa grafica di tutto rispetto, che si esplica tramite un'ampia serie di software.

Il catalogo di Oculus è indubbiamente molto vasto, e comprende più di un migliaio di prodotti, dai videogiochi fino alle esperienze del tutto spettatoriali. Lo store è chiaramente separato da quello del Quest, e sebbene sia presente il cross play ed il cross buy per i titoli in comune tra i due headset, nell'insieme un buon numero di opere sarà appannaggio soltanto delle librerie di Rift S, in virtù della sua superiorità in termini di potenza. Il tracking dipeso dalle cinque telecamere interne funziona inoltre alla grande, e non ha mai mostrato segni di cedimento durante le nostre prove, anche nel caso di produzioni che chiedevano movimenti maggiormente repentini. Per personalizzare l'impatto visivo e massimizzare le performance del visore è possibile agire manualmente sulle impostazioni dell'antialiasing, in modo da trarre il massimo beneficio dal proprio sistema a seconda dei requisiti disponibili.

Avremo infine l'opportunità di operare sul desktop direttamente con il caschetto in testa, grazie alla capacità di osservare lo schermo del PC dall'interno del visore; chiude il quadro di feature la presenza di ambienti tridimensionali da visitare ed arredare a piacimento: non sempre le texture vengono caricate istantaneamente, ed alle volte occorrerà qualche secondo prima che l'impatto visivo si stabilizzi appieno, ciononostante si tratta di piccolezze dinanzi alle quali è facile chiudere ben più di un occhio.

Oculus Rift Oculus RiftVersione Analizzata PCI possessori dell'Oculus Rift originale forse non troveranno sufficienti motivazioni per giustificare l'acquisto della variante S, dal momento che l'upgrade grafico - per quanto tangibile - non risulta certo sorprendente. Tuttavia, anche i veterani potrebbero venir legittimamente attratti da uno snellimento poderoso dei meccanismi di fruizione, tali da semplificare l'utilizzo del visore e rendere una sessione di gioco in realtà virtuale molto più piacevole. Con Rift S, l'azienda americana ha dunque fatto di nuovo centro, presentando sul mercato un headset di ottima fattura, che non rivoluziona interamente il mondo della VR ma rifinisce a dovere il concetto di immersività ed accessibilità.