Recensione Oddworld: Munch's Oddysee HD

Anche la strana odissea di Munch arriva in versione HD

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Oddworld: Munch's Oddysee HD
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Correva l’anno 2001 quando la software house Oddworld Inhabitants, dopo un lungo periodo di inattività, decise di stravolgere le convenzioni del suo platform bidimensionale di successo, portandolo finalmente nell’era delle tre dimensioni. Abe’s Oddysee ed Abe’s Exoddus avevano fatto la storia della prima Playstation, grazie ad una profonda caratterizzazione dei personaggi, ad uno humor tanto cinico quanto esilarante e all’innovativo sistema “Gamespeak”, ossia la possibilità di interagire con gli NPC dialogando e impartendo loro ordini. Il terzo capitolo della saga di Abe si apriva invece ad uno scenario di gioco totalmente differente, in grado di offrire spunti innovativi agli sviluppatori e nuove interessanti sfide per i giocatori, sfruttando in particolar modo l’utilizzo alternato di due personaggi giocabili. Undici anni dopo arriva sullo store digitale della Playstation 3 Munch’s Oddysee HD, porting in alta definizione del terzo capitolo del popolare platform, al tempo esclusiva Xbox e PC. Dopo il grande successo di Stranger’s Wrath HD (uscito da poco anche per PSVita), lo studio di sviluppo americano vi farà vestire nuovamente i panni del celeberrimo Abe, che ancora una volta sarà chiamato a salvare i suoi compagni Mudokon, con l’aiuto di Munch, una vivace creatura saltellante dalle abilità sorprendenti. Dopo un primo annuncio della versione europea, attesa per fine dicembre 2012, la release di Munch’s Oddysee nel vecchio continente sembra essere slittata a data da destinarsi, lasciando a bocca asciutta i numerosi fan in attesa di mettere le mani sul remake del terzo episodio. Questa recensione si basa quindi sulla versione americana del titolo, che differisce esclusivamente per il doppiaggio in lingua originale.

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E’ proprio vero che per gli eroi non c’è mai riposo. Ne sa qualcosa il coraggioso Abe, che dopo il sabotaggio dei Mattatoi Ernia, la fuga spericolata nelle foreste di Paramonia ed infine la distruzione dello stabilimento Tempesta d’Anime, viene incaricato di un’ultima importantissima missione: salvare una specie molto rara dall’estinzione. Latimire Munch è infatti l’ultimo tripedonte ancora in circolazione; i suoi simili sono stati progressivamente catturati e uccisi a causa dei loro polmoni, risorsa preziosa per i perfidi Glukkon e Saddik. Purtroppo anche Munch cade preda di un’astuta trappola e viene trasportato e imprigionato ai piani bassi del complesso farmaceutico Vykker, dove centinaia di povere creature innocenti sono rinchiuse in attesa di essere “esaminate”. Ben presto però si scopre che gli spietati carcerieri di Munch non vogliono ucciderlo, bensì trasformarlo in una sorta di radar vivente, per cercare e scovare tutti gli altri sventurati animali caduti in trappola, risparmiando in questo modo un bel po’ di soldi e risorse. Fortunatamente il piccolo tripedonte riesce a liberarsi e scappare dal complesso con l’aiuto degli Sferoidi, piccole palle di pelo con denti molto aguzzi (i fan di Stranger’s Wrath non avranno problemi a riconoscerli), a cui durante il gioco potranno essere impartiti ordini proprio come ai Mudokon. Dopo il fortuito incontro con Abe, Munch dovrà impedire che si compia il crudele destino riservato alla sua razza e allo stesso tempo porre fine una volta e per tutte ai malvagi esperimenti dei Saddik.

Munch’ Oddysee è il primo titolo della serie dove è possibile controllare due personaggi distinti, ognuno di loro dotato di abilità peculiari, che alternate con la giusta tempistica saranno fondamentali per il prosieguo dell’avventura. Come i precedenti, anche Munch’s Oddysee ha due finali differenti, legati essenzialmente al numero (indicato nel gioco come livello di Qarma) di Mudokon e Sferoidi che riuscirete a salvare. Appare così chiaro che anche in questo terzo capitolo l’obiettivo fondamentale dell’intera avventura sarà quello di salvare quanti più prigionieri possibile, risolvendo ogni mappa in modo rapido e preciso per ridurre al minimo le perdite.

Parlami...

L'opzione “Gamespeak” nel menù principale servirà a farvi prendere confidenza con l'insolita loquacità dei due protagonisti, che potranno interagire con gli altri bizzarri esseri di Oddworld impartendo loro svariati ordini. Il fulcro del gioco è proprio la cooperazione attraverso il dialogo: Abe può parlare esclusivamente con i Mudokon, così come Munch può farsi intendere solo dagli Sferoidi. Entrambe queste specie si riveleranno d'aiuto: potranno infatti attaccare nemici, difendere i protagonisti, o cooperare con loro per sbloccare le vie d’uscita di fine livello. Alcuni esseri dovranno essere liberati attraverso dei portali, proprio come accadeva in Abe's Oddysee, e sarà quindi prima preoccupazione del giocatore garantire la loro sopravvivenza.

Dualismo

I primi minuti di gioco vi serviranno per prendere confidenza con il mondo tridimensionale di Mudos: è la prima volta che Abe è in grado di spaziare nelle tre dimensioni ed i suoi movimenti sono molto diversi da quelli ammirati in precedenza. Molte delle azioni che si potevano eseguire nei primi due episodi sono state eliminate, e al tempo stesso ne sono state aggiunte di nuove per sfruttare appieno la profondità degli ambienti. Adesso Abe non è più in grado di arrampicarsi, rotolare o camminare silenziosamente per sfuggire all’attenzione degli Slig distratti; può però saltare, correre o raccogliere e trasportare oggetti. Pur non essendo dotato di nessun attacco particolare, Abe è in grado di controllare mentalmente i nemici: una volta ipnotizzati, questi possono infiltrarsi in aree riservate e all’occorrenza eliminare le minacce presenti. Il loro destino è ovviamente crudele, perchè proprio come nei primi capitoli Abe uccide il suo ospite facendolo esplodere dall’interno. Per utilizzare questa abilità, stavolta Abe ha bisogno degli “spooceshrubs”, strani frutti verdi che crescono nelle foreste di Mudos, necessari per sprigionare le potenzialità magiche del Mudokon: più ne raccoglierete, più lo spirito di Abe potrà spingersi lontano. Gli spooce sono anche necessari per aprire porte o sbloccare meccanismi, ed il giocatore dovrà quindi premunirsi di averne sempre una scorta più che abbondante. Per fortuna il canto spirituale di Abe può far germogliare i semi delle piante già raccolte, evitando l’imbarazzante possibilità di restare bloccati in una zona a causa di qualche spooce mancante. Questi frutti possono essere raccolti ed utilizzati allo stesso modo anche da Munch, il quale non possiede però altre abilità simili a quelle del suo stravagante compagno d’avventura. I due protagonisti, comunque, sono effettivamente complementari: come già anticipato, la vera novità di questo terzo capitolo è infatti la possibilità di alternarsi ai comandi di Abe e di Munch, in qualsiasi momento del gioco con la semplice pressione del tasto triangolo. Il dualismo che Oddworld Inhabitants ha istillato nel gameplay di Munch’s Oddysee si intravede persino negli ambienti di gioco, che sono stati meticolosamente sviluppati per impiegare entrambi i protagonisti in modo intelligente: ogni stage è un astuto rompicapo che Abe e Munch potranno risolvere solo cooperando insieme. Laddove Abe non sa nemmeno buttarsi in acqua, il piccolo tripedonte è un nuotatore provetto e può facilmente attraversare i corsi d’acqua o sfuggire ai nemici sguazzando via; grazie alla sua “antenna” può inoltre comandare a distanza alcuni dei macchinari nemici, come imponenti gru o robot di sicurezza, per sbarazzarsi facilmente delle schiere avversarie. Munch è però lento (saltuariamente può usufruire di una sedia a rotelle in miniatura per aumentare la propria velocità in superficie), goffo ed esposto ai pericoli. Per questo sulla terraferma Abe si rivelerà la scelta più oculata, soprattutto in chiave esplorativa. Inoltre se uno dei due dovesse morire, degli appositi portali lo faranno rinascere sotto forma di uovo che il protagonista sopravvissuto dovrà schiudere. In alcune zone sarà possibile persino resuscitare i mudokon caduti per un modesto prezzo da pagare in spooce. Questa curiosa scelta abbassa non di poco il livello di sfida a cui i fan di Oddworld sono sempre stati abituati, dove anche il più piccolo errore veniva pagato con il salatissimo prezzo del Game Over.

In Munch’s Oddysee il giocatore avrà ampie possibilità di sopravvivenza, dovute non solo alla capacità di resuscitare i propri beniamini, ma anche dalla loro sorprendente resistenza ai danni nemici (non morirete neanche calpestando una mina), che permette di fuggire senza troppi problemi dalle situazioni più spinose. Persino i nemici mancano di quella cattiveria e di quel sadismo che li ha resi celebri nei primi episodi. Gli Slig sono spesso sprovvisti di armi (tenteranno di rincorrervi sgraziatamente per picchiarvi a mani nude) e gli schiavi Mudokon non vengono più seviziati o derisi. Tutto ciò si traduce in un gioco palesemente più semplice -oltre che politically correct- dei suoi predecessori: un platform scorrevole con l’introduzione di qualche coraggioso puzzle ambientale che tuttavia riesce a malapena ad offrire un senso di sfida poco più che meritevole, spesso misurando la propria complessità dietro col tempo che impiegherete ad attuare la soluzione, piuttosto con quello speso speso per risolvere l’enigma stesso.

... e dammi da bere!

Tornano anche in questo remake le bibite Rapture, che donano ai nostri eroi inusuali abilità che li aiuteranno nella loro intrepida avventura. “Expresso” ad esempio aumenta la velocità del vostro personaggio, “Invisible” gli consente -per pochi secondi- di passare inosservato tra le file nemiche, mentre “Zap” è un beverone molto gradito a Munch, e potenzia la sua antenna con una scarica elettrica capace di stordire gli avversari. Non vogliamo elencarle tutte per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che queste non sono le uniche bevande che troverete nel gioco e neanche le più strambe.

Un Remake Soddisfacente

Tecnicamente parlando il team di Oddworld Inhabitants ha svolto un ottimo lavoro con il remake in alta definizione di Munch’s Oddysee. I modelli poligonali dei protagonisti sfoggiano un incredibile livello di dettaglio con colori e riflessi del tutto in sintonia con gli originali. Tutti i personaggi del vasto mondo di gioco sono stati completamente rimodellati, con l’aggiunta di texture in alta risoluzione: il risultato è di gran lunga apprezzabile, soprattutto se si pensa alla stabilità del frame-rate, che si mantiene costante anche nelle situazioni molto affollate. Stesso discorso per le ambientazioni che, seppur spoglie di dettagli significativi, rispecchiano in pieno lo stile di Oddworld; in particolare gli ambienti chiusi, dove possiamo ammirare svariati tocchi di classe, arricchiti da quel pizzico di humor nero che da sempre contraddistingue la serie. Le animazioni rimangono sostanzialmente le stesse, così come il numero di azioni eseguibili con ogni personaggio, ma i 60 FPS garantiscono un livello di fluidità incredibile e donano al titolo un aspetto totalmente rinnovato anche pad alla mano.

Sfortunatamente la telecamera, vero e proprio tallone d’achille del gioco originale, non ha subito nessun particolare miglioramento e resta quindi ingestibile e fastidiosa, soprattutto a causa dei comandi di visuale invertiti che non possono essere modificati in alcun modo. Il restyling grafico non ha toccato le cut-scene, e in alcuni casi appare netto il divario rispetto all'engine in-game. Fortunatamente ciò non pregiudica in nessun modo la godibilità del prodotto, che senza dubbio rimane una delle migliori conversioni in alta definizione degli ultimi tempi. Menzione particolare per il sonoro che recupera le vecchie campionature, facendo così ritrovare al fan di vecchia data tutti le voci grottesche e gli osceni rumori a cui è sempre stato abituato. Molte delle frasi più famose erano state riscritte e reinterpretate già nel 2001 (Abe parla in modo più naturale e spesso utilizza frasi differenti per esprimere lo stesso concetto) e gli sviluppatori non hanno reputato necessario rimasterizzarle. La parlata malinconica di Abe ed i teneri gorgoglii di Munch sono spontanei e realistici, identificandosi appieno con la inusuale fisicità dei protagonisti e conquistando in pochi istanti vecchi e nuovi giocatori. Ovviamente l’edizione americana da noi recensita comprende solo la lingua inglese, ma restiamo fiduciosi che la versione europea in arrivo possa vantare almeno i sottotitoli in italiano.

Oddworld Munch's Oddysee HD Munch’s Oddysee HD è un piacevole “remember yesterday”, che vi farà riscoprire i classicismi dei primi platform tridimensionali. Le due dimensioni dei primi capitoli della saga lasciano spazio ad un mondo vasto, di ampio respiro, dove due insoliti eroi intraprenderanno un viaggio epico per salvare le loro specie. Qualcosa si è perso durante questo travagliato passaggio? Sì e no. Meno rompicapi ed la concentrazione sulle fasi platform non ha giovato troppo al titolo, che nell’immediato soffre a causa dei controlli non ancora ben bilanciati e alla lunga risulta un po' ripetitivo (sia a livello di gameplay, sia a livello ambientale). Ma nonostante tutto Munch's Oddysee è un platform come non se ne vedono più in giro, che unisce fasi esplorative a dialoghi surreali, senza dimenticare una sempre presente componente enigmistica (purtroppo non sempre all'altezza delle soluzioni usate nei titoli PsOne). Chi tempo fa ha già giocato l’originale potrebbe riscoprire un titolo divertente, a cui non è stato aggiunto nulla rispetto alla formula iniziale, ma che si presenta in alta definizione, rinvigorito da uno straordinario lavoro di rinnovamento. Chi invece non ha avuto questa possibilità, potrà presto ovviare a questa mancanza, completando la trilogia di Abe con questo scoppiettante capitolo in HD che certo non è il più brillante della saga, ma è ancora capace di regalare momenti piacevoli.

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