Oddworld Stranger's Wrath HD: Recensione della versione per Nintendo Switch

Sono passati 15 anni dal lancio di Oddworld Stranger's Wrath, che ora torna in versione HD sulla console ibrida di Nintendo.

recensione Oddworld Stranger's Wrath HD: Recensione della versione per Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Xbox
  • PS3
  • iPhone
  • iPad
  • PSVita
  • Mobile Gaming
  • Pc
  • Switch
  • La serie Oddworld, e il suo affascinante universo condiviso, non ha di certo bisogno di presentazioni. Partita col botto grazie a due titoli peculiari divenuti ben presto dei classici, la saga ha tristemente interrotto il suo cammino ben prima di portare a compimento i piani originali dei suoi creatori, ovvero crescere e svilupparsi fino a diventare una pentalogia a tutti gli effetti. La tiepida accoglienza riservata al secondo capitolo ufficiale (Munch's Oddysee), assieme all'inaspettata "deviazione" dal percorso stabilito rappresentata da Stranger's Wrath (da subito bollato dal team stesso come "episodio bonus" e dunque da considerare come una sorta di esperimento) e a una serie di problemi interni ed esterni, ha infatti compromesso il futuro dell'ambizioso progetto. Un peccato, vista la grande cura riposta nel world building e nella lore dagli Oddworld Inhabitants, che avevano gettato le basi di un affascinante universo narrativo creando un vero e proprio pianeta, con le sue regole, la sua storia, e continenti sui quali collocare, un capitolo dopo l'altro, le avventure di personaggi a tratti misteriosi, a tratti davvero strambi. Un'ambientazione martoriata dall'avidità delle corporazioni e di creature, guarda caso, molto simili nei loro intenti agli umani, che nel nome del profitto non si fanno troppi scrupoli a deturpare irrimediabilmente il proprio mondo.

    Dopo anni di silenzio, però, qualcosa ha iniziato a muoversi: prima New & Tasty, remake dell'indimenticabile Abe's Oddysee, poi un nuovo remake (Soulstorm, rivisitazione di Abe's Exoddus) previsto per il 2020, anticipato dall'approdo, su Nintendo Switch, del succitato Stranger's Wrath, il primo dei tre progetti in arrivo sulla console ibrida. Già riproposta su PS3 in versione rimasterizzata nel lontano 2011, e arrivata successivamente su PC e PS Vita, l'avventura dello Straniero rappresenta dunque un gustoso antipasto, un modo per riaccendere l'appetito dei fan di vecchia data desiderosi di rivivere i primi, gloriosi capitoli (bonus e non) anche in formato portatile, e per offrire ai neofiti un primo assaggio di una saga che senza dubbio merita di essere riscoperta.

    La stessa storia di sempre

    Al suo debutto nel 2005, in esclusiva per la prima Xbox, questo spin-off spiazzò tanto i fan quanto gli addetti ai lavori: anche qui, come in Munch's Oddysee, il 3D aveva ormai definitivamente soppiantato la bidimensionalità degli esordi, ma la novità principale riguardava il gameplay, che ospitava molte dinamiche tipiche degli sparatutto, con una telecamera che permetteva di passare agilmente dalla prima alla terza persona.

    Esplorazione e sezioni platform restavano parte integrante del DNA ludico della produzione, ma il nuovo protagonista, il misterioso Straniero, doveva farsi strada armato di balestra in un mondo inospitale, molto simile al Far West di cui abbiamo visto e letto in lungo e in largo, ma chiaramente reinterpretato in salsa Oddworld.

    Proiettili parlanti

    Ancora oggi, come allora, l'eroe di turno possiede una sola arma, ma estremamente versatile: il merito è delle speciali munizioni che è possibile equipaggiare, vere e proprie creature viventi e pulsanti da raccattare in ogni angolo del mondo di gioco. Ed ecco che il nostro armamentario assume i tratti bizzarri tipici di Oddworld, tra scoiattoli esca con cui tendere trappole attirando in un punto specifico i nemici, ragni le cui tele immobilizzano i malcapitati di turno, pipistrelli esplosivi, api sparate come i proiettili di una mitragliatrice, e persino formiche in grado di trasmettere una potente scossa (dopo qualche istante di carica), utili anche per l'attivazione di interruttori, ponti e altro ancora.

    Molteplici approcci, insomma, fondamentali per un bounty killer impegnato in una missione più grande di lui: per quanto l'amore per la caccia sia uno stimolo potente , lo Straniero ha bisogno di Moolah, tanti Moolah (la valuta di questo West alternativo) per pagarsi una costosa e delicata operazione. Ma dagli Inhabitants era più che lecito attendersi stranezze anche in ambito puramente narrativo, ed ecco che le vicende dell'eroe si intrecciano con quelle degli Steef, popolo ormai estinto il cui nome è tornato a circolare nuovamente tra le polverose strade di Stranger's Wrath. Onde evitare di incappare in odiosi spoiler ai danni di tutti i giocatori che ancora non hanno visitato il folle western costruito dal team, ma sappiate che i colpi di scena non mancano - tutt'altro, in effetti - e riescono a tenere incollati senza mai annoiare per tutte e 15 le ore necessarie al completamento dell'avventura. A quello, purtroppo, ci pensa una certa superficialità nella costruzione degli NPC, sviliti da una caratterizzazione forzata e ripetuta sino allo sfinimento (come i gallinacci che incontrerete già nelle prime battute, tutti uguali tra loro e dotati di uno spiccato accento texano che infastidisce dopo poco), e dei nemici, tutti piuttosto simili e dotati di un'IA molto basilare che mostra tutto il peso dei suoi anni. E non è l'unico aspetto che sfoggia in malo modo i segni dell'età.

    L'ira del tempo

    Le vaste ambientazioni, nonostante la buona rimasterizzazione HD di un tempo sia stata ulteriormente impreziosita da lievi ritocchi qua e là (illuminazione in primis), appaiono spigolose e spoglie, mentre un level design fino troppo semplice e ingenuo, almeno per gli standard odierni, vanifica in parte le grandi opportunità offerte dal gameplay. Ad inficiare la qualità d'esperienza contribuisce anche un tasso di difficoltà non sempre bilanciato alla perfezione, che schiaccia il giocatore con una superiorità numerica a tratti irragionevole, al punto da rendere complessa, se non impossibile, la cattura da vivi di nemici comuni e taglie.

    Un atto di buon cuore che viene premiato con ricompense quasi raddoppiate, a patto di sopravvivere a scontri così " densi" da rendere quasi ingestibile il ferimento o il temporaneo stordimento di un avversario, tanto da spingere il giocatore a lanciarsi in una brutale esecusione, nel caso in cui l'approccio puramente stealth non dovesse andare a buon fine. Anche in questo caso parliamo di una componente sorretta da dinamiche molto basilari: basta infatti nascondersi nella vegetazione o dietro rocce e strutture, tenendo sempre d'occhio l'apposito indicatore a schermo.

    Anche le goffe animazioni, l'imprecisa telecamera e la rozza interfaccia, tanto nei menù quanto per quel che riguarda l'HUD, ci ricordano che dall'uscita sulla primissima Xbox sono ormai passati 15 anni, e in questo senso a poco servono i 60 fps, tra l'altro non sempre solidissimi su Nintendo Switch (almeno nei momenti più concitati).

    Certo, il raddoppio del frame rate influisce un minimo sulla fluidità all'azione, che però viene in parte penalizzata, oggi come allora, da controlli non proprio precisi, al punto da rendere la possibilità di mirare con il giroscopio dei Joy-Con una vera "mano santa". Una nota di demerito va anche alla qualità delle cutscene, renderizzate con una risoluzione palesemente ridotta, e quella sonora, con alcuni effetti e rumori (a partire dalle urla di fatica dello Straniero) rimasti gli stessi di un tempo, a basso bitrate.

    Di positivo, oltre ai caricamenti velocissimi e alla sempre gradita possibilità di vivere l'avventura dello Straniero anche in mobilità, c'è la presenza - per la prima volta - dei sottotitoli in italiano per ogni dialogo del gioco. Al momento di scrivere la recensione non erano presenti, ma ci è stato garantito che verranno inseriti via patch entro 7-10 giorni dal lancio.

    Un valore aggiunto sicuramente gradito, che non basta però a giustificare un secondo o terzo acquisto, sia chiaro. A quello, previa chiusura di un occhio, ci pensa la volontà di recuperare una serie del passato indubbiamente preziosa, per riviverla in attesa di vedere se e come tornerà, o la voglia di colmare una propria lacuna videoludica, nel caso non abbiate mai provato questo Stranger's Wrath o gli altri titoli Oddworld. L'importante è approcciare il titolo in questione con la consapevolezza di ritrovarsi in bocca il dolce sapore della nostalgia, ma anche l'amaro retrogusto di ruggine dovuto a piccole e grandi magagne, alcune fisiologiche e inossidabili, altre frutto della pigrizia che caratterizza l'opera di rimasterizzazione.

    Oddworld Stranger's Wrath HD Oddworld Stranger's Wrath HDVersione Analizzata Nintendo SwitchL'originale Stranger's Wrath ha 15 anni, e anche se la sua remastered in alta definizione ne ha qualcuno in meno, l'età anagrafica si fa sentire tutta. Ludicamente, graficamente e tecnicamente, il gioco non riesce a nascondere i segni del tempo, riuscendo a risultare comunque gradevole e coinvolgente dal punto di vista puramente narrativo, ma pagando pegno lato gameplay, imbolsito e privo della carica innovativa dimostrata al tempo grazie al riuscito mix prima e terza persona, e alla libertà di approccio negli scontri. Eppure la classe di OddWorld Inhabitants e il fascino magnetico di questo "episodio bonus" e del suo decadente mondo fatto di canyon pullulanti di minacce e città pulsanti, bastano e avanzano a giustificare l'amore e il rispetto provato da orde di giocatori, forse un po' in là con gli anni ma dai ricordi ancora vividi. Ai fan più dedicati, o ai neofiti volenterosi di scoprire una gloriosa saga pronta al rilancio, servirà però un po' di motivazione in più a giustificare i 30 € richiesti, forse non proprio pochi per un ripasso di storia del gaming certamente gradito, ma non poi così imprescindibile.

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