Omno Recensione: un viaggio verso la Luce, gratis su Xbox Game Pass

Il catalogo Game Pass si arricchisce di un delizioso progetto indie che tuttavia non è esente da qualche difetto.

Omno Recensione: un viaggio verso la Luce, gratis su Xbox Game Pass
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • La Luce ci ha guidato verso Omno, esattamente come il bagliore di un antico ricordo muove il viaggio del suo piccolo protagonista. Incuriositi dall'opera indie realizzata da Jonas Manke e pubblicata da Studio Inkyfox e Future Friends Game, nuova proposta nel sempre più ricco catalogo di Xbox Game Pass, abbiamo imbracciato lo scettro e ci siamo lasciati cullare dalla sua agrodolce sinfonia perduta. Omno è un'avventura platform per giocatore singolo che cerca di ispirarsi, nell'estetica e nel concept, a titoli come Journey (la nostra recensione di Journey è ad un solo click da voi, a proposito): un racconto di viaggio, un pellegrinaggio solitario alla ricerca della verità e di arcani segreti su civiltà perdute e ricordi dimenticati. Omno, tuttavia, non riesce a replicare appieno la poesia e la delicatezza del capolavoro thatgamecompany: dopo una manciata di ore vissute alla ricerca di entità perdute nei meandri della Luce, siamo finalmente pronti ad esprimere il nostro giudizio.

    Alla ricerca della Luce

    Gli echi di un'antica civiltà si riverberano nel cielo, nell'aria, nelle nuvole. Un glorioso popolo di algide creature luminose, che un tempo abitava la Terra prima di spiccare il volo verso l'ignoto. Un mondo verdeggiante, ricco, armonioso, abitato da creature che vivono in pace percorrendo i ruderi di un tempo che fu, troppo arcaico perché qualcuno ne abbia memoria.

    Ed è dal profondo di una radura che comincia il viaggio del protagonista di Omno, una piccola creatura antropomorfa munita soltanto di uno scettro e di un piccolo adorabile spirito guida che lo accompagnerà nella sua missione: ripercorrere le orme degli antichi e raggiungerli al di là del cielo, guidato da nient'altro che la Luce e le memorie dei suoi antenati. Un viaggio di formazione e di scoperta, quello firmato dai ragazzi di Inkyfox, un'epopea che condurrà il nostro eroe attraverso piane, deserti, colline e rovine, fino all'ascesa finale verso il regno situato sopra la volta celeste. Un'elevazione in nome della Luce, unico faro del protagonista e fonte dei suoi poteri crescenti: un viaggio iniziatico durante il quale l'entità avrà modo di capire il vero significato di un legame. Una storia semplice ma delicata, sorretta da un accompagnamento musicale sublime ed intenso. La musica è colonna portante del viaggio silenzioso del esserino, è il sonoro il filo conduttore di un racconto implicito e mai del tutto chiaro.

    Per approfondire (e a tratti persino capire) l'immaginario messo in piedi dal team di sviluppo è infatti necessario cercare dei piccoli prismi di energia, che al contatto liberano ricordi che ci raccontano la storia dei Signori della Luce, rigorosamente in formato scritto. Tutto è al proprio posto nell'ordito di Omno, senza grandi sbavature dal punto di vista della scrittura ma anche senza particolari guizzi sul piano emotivo. La narrazione procede spedita, mondo dopo mondo, fino ad un finale emozionante ma anche troppo frettoloso, giunto al termine di una manciata di ore che abbiamo trovato piacevoli, eppure non troppo memorabili.

    Un'opera umile, non senza problemi

    Dal punto di vista del gameplay Omno fa della ripetitività il suo principale mantra, catapultandoci in una serie di ambientazioni in cui sarà necessario raccogliere fonti di Luce per sbloccare i passaggi verso altre terre. L'ampiezza e il respiro delle mappe cresce man mano che l'avventura prosegue, e in tal senso la ricchezza visiva associata agli accompagnamenti sonori rappresentano forse il grande plusvalore della produzione: una direzione artistica convincente e delicata, coloratissima e suggestiva.

    Dal punto di vista ludico e tecnico, tuttavia, l'opera ci ha dato qualche grattacapo. Una volta sopraggiunto in un nuovo regno, lo scopo è anzitutto trovare un altare di Luce, grazie al quale sarà possibile individuare tutti i punti di interesse presenti nel paesaggio circostante. A tal proposito, premendo uno dei pulsanti frontali del pad il nostro piccolo guardiano sprigionerà dal suo scettro un radar in grado di localizzare le fonti di Luce da raccogliere, semplificando così di molto la navigazione.

    Ogni stage richiede di ottenere almeno tre sfere luminose, in grado di attivare i macchinari verso il prossimo portale. Tuttavia, gli affamati di completismo saranno felici di sapere che i vari regni includono al loro interno ben più di tre Luci, e che sarà necessario raccoglierle tutte per portare la percentuale di completamento al cento per cento. Purtroppo, eccezion fatta per i trofei della community, portare al pieno compimento ciascun mondo non fornisce bonus di alcun tipo nel corso dell'avventura. Per ottenere le Luci il giocatore dovrà costantemente risolvere alcuni enigmi ambientali, che variano dal raggiungere piattaforme sopraelevate all'attivazione di antichi meccanismi.

    Dobbiamo ammettere che la difficoltà dei puzzle è tarata vertiginosamente verso il basso e che, una volta assorbite tutte le basilari meccaniche di gameplay, per superare ciascun mondo potrebbero volerci davvero pochi minuti. C'è però da segnalare che, nonostante un livello di sfida tendenzialmente esiguo, la complessità e la varietà degli enigmi progredisce col passare del tempo, di pari passo con l'acquisizione di nuovi poteri da parte del nostro eroe. Passando da un regno all'altro, infatti, la Luce dota il protagonista di stratagemmi sempre più utili per avallare la sua ascesa verso il cielo: dallo scatto al surf, fino al teletrasporto e alla levitazione. Nonostante la buona direzione artistica, come già detto, nel corso dell'avventura sorgono alcune problematiche: la reiterazione di moltissimi enigmi, che rappresenta la criticità più importante, si unisce ad una realizzazione tecnica altalenante. La bellissima palette di colori e la varietà stilistica delle varie ambientazioni si accompagnano ad un level design scialbo e poco ispirato, ma soprattutto ad un comparto di animazioni non sempre all'altezza delle aspettative. Pur consapevoli di non trovarci di fronte ad una produzione ad alto budget, sorto peraltro dalle ceneri di un progetto Kickstarter e frutto del lavoro creativo di un solo sviluppatore, dobbiamo ammettere che abbiamo trovato le movenze del protagonista un po' troppo ingessate e la responsività di alcuni comandi (su tutti il salto e lo scatto) abbastanza tardiva.

    Nel complesso i difetti pesano sul verdetto finale, ma non rappresentano un ostacolo insormontabile rispetto alla godibilità dell'esperienza: l'avventura di Omno si gioca senza enormi sbavature nonostante i problemi di rifinitura e qualche calo di performance, e potrebbe rappresentare il titolo perfetto per questa caldissima finestra estiva. Senza pretese e con leggerezza, con l'obiettivo di raccontare umilmente un messaggio tanto semplice quanto prezioso: la purezza di un legame.

    Omno OmnoVersione Analizzata Xbox Series XIspirato e delicato sul versante visivo e musicale, il viaggio di Omno non convince fino in fondo, complice anche un finale un po' frettoloso e una morale veicolata con leggera superficialità. Tra puzzle troppo semplici e ripetitivi e una componente tecnica altalenante, l'opera di Studio Inkyfox può comunque regalarvi qualche ora di spensieratezza con un'avventura non particolarmente impegnativa, ideale da giocare nel periodo estivo. Se siete abbonati a Game Pass il nostro consiglio è di dargli comunque una chance.

    7

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