One Punch Man A Hero Nobody Knows Recensione: Saitama prende vita

Dopo Burning Blood e Jump Force, Spike Chunsoft raccoglie la complicata eredità di One-Punch Man: le avventure di Saitama prendono vita.

recensione One Punch Man A Hero Nobody Knows Recensione: Saitama prende vita
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  • Un eroe che nessuno conosce. Un individuo che agisce all'ombra dei grandi paladini della società moderna, incapace di farsi un nome, ma guidato dalla volontà e dalla determinazione di proteggere l'umanità dalle minacce che affliggono la Terra. Nel 2009 il mangaka ONE racchiudeva questo concetto nel suo web-comic, One-Punch Man: la storia di un uomo invincibile, logorato dalla sua stessa onnipotenza e ossessionato dalla ricerca di un avversario che potesse competere con il suo smisurato potere. L'epopea di Saitama, "rinata" sotto forma di un remake grafico disegnato dal talentuoso Yusuke Murata, ha pian piano scalato le vette editoriali del panorama nipponico e gli indici di gradimento del pubblico, imponendosi come una dissacrante e spettacolare parodia del fumetto supereroistico americano, capace di scardinare gli archetipi concettuali di tanti congeneri e di sovvertire le regole del seinen e del battle shonen.

    Dopo il successo del manga e dell'adattamento animato (curato prima da MADHOUSE e successivamente da J.C. Staff) il team di sviluppo Spike Chunsoft ha preso l'idea originale di ONE e l'ha consegnata agli utenti con One-Punch Man A Hero Nobody Knows. L'eroe sconosciuto non è pero Saitama, bensì l'avatar del giocatore, chiamato a rivivere gli eventi principali dei primi 7 volumi del manga originario da una prospettiva inedita: quella di un salvatore alle prime armi, che proprio come Saitama e il suo apprendista Genos decide di farsi strada tra i ranghi dell'Associazione degli Eroi. Le gesta di Mantello Pelato rimangono invariate, ma a cambiare è il registro narrativo: seguendo la lezione di esperienze come Dragon Ball Xenoverse, i creatori di Jump Force e ONE PIECE: Burning Blood hanno confezionato un prodotto che contamina il classico picchiaduro tridimensionale a incontri con un'avventura ruolistica. Il risultato è un titolo con del potenziale, ma che inciampa maldestramente in una serie di ingenuità.

    Una storia già nota

    Tutto inizia quando il nostro avatar, sul punto di soccombere dinanzi ad un Essere Misterioso, viene tratto in salvo dall'apatico Saitama. L'atto eroico dell'uomo pelato spinge il protagonista a dedicare la sua esistenza all'eroismo e a compiere l'unico gesto possibile affinché il suo sogno possa realizzarsi: iscriversi all'Associazione Eroi. Esattamente come nel manga e nell'anime, in seguito a un test di ammissione l'organizzazione ci fa partire dal suo rango più basso, la Classe C, con l'obiettivo di impegnarsi e guadagnare punti per passare alle più prestigiose categorie B, A ed S.

    La prima fase dell'avventura, subito dopo la creazione del nostro Eroe tramite un editor inizialmente molto povero, consiste in larga parte nel prendere dimestichezza con tutti gli strumenti che la Campagna affida al giocatore: guidati dai consigli di Tutorial Man abbiamo appreso i rudimenti del combattimento e il sistema delle missioni e abbiamo poi iniziato ad esplorare la mappa. Rivivendo le prime avventure di Saitama dal punto di vista del nostro alter ego, infatti, si dovrà progredire in rango e abilità per sbloccare tutte le feature offerte dal mondo di gioco: dalle zone esplorabili ai collezionabili, passando per equipaggiamenti, vestiario e abilità. Abbiamo completato la storia principale impiegando una ventina di ore ed equilibrando sapientemente gli incarichi secondari con la main quest, ma va detto che la longevità dell'esperienza può estendersi considerevolmente in caso siate affamati di completismo. Purtroppo la storyline di One-Punch Man: A Hero Nobody Knows copre soltanto l'arco narrativo incluso nella prima stagione della serie anime.

    L'avventura del nostro avatar procede su due binari: da un lato abbiamo dovuto conquistarci un posto di rilievo tra le Classi dell'Associazione Eroi, interagendo con i professionisti e i criminali che popolano l'universo di One-Punch Man, dall'altro abbiamo seguito il cammino di Saitama rivaleggiando con Genos per diventare apprendisti dell'uomo invincibile.

    La narrativa offerta dall'opera di Spike Chunsoft non ci ha soddisfatti del tutto, dal momento che avremmo gradito la possibilità di ripercorrere le vicende incluse nella seconda stagione dell'anime, che sul piano della scrittura ha introdotto al pubblico alcuni dei personaggi più carismatici di tutto l'universo creato da ONE e Murata. Ma il problema principale della campagna è soprattutto il ritmo e la gestione degli incarichi.

    Alla conquista dell'Associazione Eroi

    Come dicevamo, il nostro personaggio può muoversi in un grande hub diviso in sezioni specifiche. È un'idea che riprende la Conton City creata dai ragazzi di Dimps per Dragon Ball Xenoverse, a cui il nuovo gioco Bandai Namco si ispira totalmente a livello concettuale. Ma mentre nei titoli ispirati al capolavoro di Akira Toriyama la contaminazione tra picchiaduro e RPG si è rivelata col tempo vincente, il rapporto tra esplorazione e progressione ruolistica nel videogioco di One-Punch Man appare sin da subito inutilmente complesso: avanzare lungo la storia permette di sbloccare tutti i quartieri e i vicoli che comprendono lo scenario urbano in cui possiamo muoverci, accedendo man mano a un numero sempre maggiore di negozi utili ad ampliare le nostre possibilità di personalizzazione. Dallo shop per l'arredamento della propria abitazione a quello dei vestiti, passando per i consueti rifornimenti di oggetti e alcuni luoghi chiave per progredire lungo l'esperienza. Al di fuori della città si pone il quartier generale dell'Associazione Eroi, presso il quale è possibile accedere ai vari incarichi: tramite questi mini-hub si possono svolgere missioni utili ad accrescere il proprio grado di eroe, partecipando sia alle quest opzionali sia a quelle della storyline principale.

    Lungo la mappa, invece, sono poste alcune Filiali dell'Associazione: questi punti ci danno modo di accedere a ulteriori missioni del tutto facoltative, utili nelle fasi di grinding per ottenere esperienza e monete. Il mondo di gioco è popolato da altri due tipi di missioni: quelle degli sconosciuti e quelle dedicati ai personaggi dell'opera originaria. Completare queste ultime accresce il livello di sintonia con gli altri eroi professionisti e ci ha permesso di sbloccare molte delle loro tecniche più iconiche, da assegnare al nostro avatar.

    Ma tutti gli incarichi sin qui descritti si riducono a poche, semplici e ripetitive azioni: a seconda della natura di ogni missione dovremo sconfiggere uno o più personaggi, recuperare/restituire oggetti o dialogare con gli NPC. La noia sopraggiunge piuttosto in fretta, soprattutto perché i ritmi tra le quest principali e secondarie sono gestiti in maniera pessima: a fasi alterne durante il nostro cammino da eroe sarà obbligatorio adoperarsi in un corposo grinding per poter proseguire nella storyline principale e, data la scarsissima varietà delle decine di quest presenti, difficilmente sarete stimolati a raggiungere i titoli di coda.

    La fase ruolistica è centrale nell'intelaiatura ludica e la struttura della progressione dell'avatar è piuttosto stratificata: oltre al nostro livello personale, infatti, dovremo potenziare lo stile di combattimento che preferiamo. In One-Punch Man: A Hero Nobody Knows sono presenti numerose specializzazioni, ciascuna ispirata ai talenti dei personaggi che compongono il roster.

    Ad esempio potremo scegliere gli attacchi psichici come Tempesta Infernale e Tornado del Terrore, oppure impugnare un'arma nello stile di Mazza Metallica; o ancora scegliere gli impianti cibernetici à la Genos o quelli robotici di Imperatorino e Metal Knight, e infine utilizzare un corpo a corpo fulmineo sulla falsa riga di Spatent Rider o adottare una "tank mode" imitando la banda dei fratelli Tank Top.

    Considerata l'eccessiva ripetitività dei contenuti, tuttavia, abbiamo faticato nel tentativo di potenziare adeguatamente tutti i talenti: anzitutto perché, una volta adottato un nuovo stile, si riparte da zero ed è impossibile utilizzare le abilità relative agli altri rami, e in secondo luogo perché alcune abilità sono esplicitamente più vantaggiose di altri. È il caso degli Esper, che se potenziati adeguatamente diventano pressoché invincibili grazie alla loro capacità di attaccare in mischia e di scagliare colpi dalla distanza. Un ultimo parametro di crescita è rappresentato dal Contributo, ovvero lo status relativo alla nostra Classe eroica: soltanto completando le missioni assegnate dal QG è possibile progredire attraverso le gerarchie della società degli eroi.

    Raffica di Pugni Normali

    Dal punto di vista dei contenuti, insomma, One-Punch Man: A Hero Nobody Knows è un prodotto incredibilmente ricco, ma l'ago della bilancia pende troppo a favore della quantità a discapito della qualità, rendendo l'esperienza ruolistica troppo monotona. Non ci sono, ovviamente, solo le modalità narrative: presso la base principale si trova l'accesso al Versus per giocare partite in locale e online. I match in rete si svolgono secondo i canonici match liberi o classificati, ma esistono due sezioni distinte per combattere nei panni del proprio eroe (e influire così nelle classifiche dell'Associazione) o utilizzare i combattenti classici.

    Nel momento in cui scriviamo, cioè antecedente alla release per il pubblico, la stabilità dei server e l'andamento del matchmaking ci sono sembrati soddisfacenti, tant'è che abbiamo sfidato giocatori provenienti da tutto il mondo senza riscontrare problemi di sorta. Che sia nel Versus o nella storia, in ogni caso, il cuore pulsante del gameplay risiede nel combattimento uno contro uno con squadre composte fino ad un massimo di tre lottatori. Nel confezionare il combat system della produzione il team di sviluppo ha ripreso quasi totalmente gli asset di ONE PIECE Burning Blood: ciascun personaggio ha a disposizione un pattern di attacchi regolari da alternare alla pressione di un colpo pesante per diversificare le combo. Si aggiungono l'immancabile parata, supportata dalle schivate qualora si inclini la levetta analogica sinistra, e i comandi adibiti allo scatto per avvicinarsi più velocemente all'avversario. Ogni guerriero può poi scatenare tre Colpi Mortali e un devastante Super Colpo Mortale.

    Il roster di One-Punch Man: A Hero Nobody Knows ci sembra alquanto soddisfacente, poiché propone tutti gli eroi principali dell'Associazione e gran parte dei villain affrontati da Saitama e soci nella prima stagione dell'anime, per un totale di 27 lottatori. Ciascun personaggio risulta ben caratterizzato, con stile e abilità propri, ma non tutti hanno a disposizione un colpo finale: sotto questo punto di vista ci saremmo aspettati una cura maggiore, magari attingendo a qualche easter egg proveniente dai più recenti episodi dell'anime.

    Pad alla mano il feeling con il gameplay è stato davvero contrastante: ad una buona dose di spettacolarità, soprattutto durante le mosse più roboanti, il picchiaduro tridimensionale creato da Spike Chunsoft si dimostra fin troppo ingessato, con animazioni poco fluide e movimenti a tratti persino imprecisi. Ne deriva un combat system decisamente poco equilibrato, con lottatori lenti e più svantaggiati di altri, in cui le abilità sproporzionate di certi personaggi indeboliscono la piacevolezza degli scontri. Senza contare la presenza di eventi casuali durante i match, come meteoriti che piovono dal cielo, capaci di modificare l'andamento della partita.

    Gli sviluppatori hanno cercato di mantenere una certa coerenza con le regole dettate dal worldbuilding di ONE e Murata, ma a discapito del bilanciamento ludico: esattamente come nelle pagine del fumetto o negli episodi della serie, Saitama è davvero invulnerabile ed è in grado di annientare i nemici con un solo colpo. Spike Chunsoft ha ovviato a questo problema rendendo impossibile iniziare il duello nei panni del protagonista: Mantello Pelato può essere scelto solo come personaggio di supporto e giungerà sul campo di battaglia al termine di un countdown. Una volta entrato in scena, in ogni caso, basta un solo colpo per porre fine al combattimento.

    Il team ha quindi lavorato in maniera adeguata sul fanservice, caratterizzando a puntino ciascun personaggio del roster di One-Punch Man: A Hero Nobody Knows e puntando totalmente l'asticella visiva sulla qualità artistica: il gioco mette in campo un character design davvero sopraffino, supportato da modelli poligonali eccellenti almeno per quanto riguarda i protagonisti, ricreati con un effetto cell shading pregevole e incredibilmente somigliante ai migliori frame della serie realizzata da MADHOUSE.

    Il comparto grafico perde inevitabilmente qualche punto sul fronte degli scenari e degli NPC, molto meno ispirati sul versante estetico ed esposti a vistosi cali di texture. Abbiamo anche notato qualche rallentamento di frame durante l'esplorazione nell'hub principale: alcuni dettagli, come oggetti e personaggi non giocanti, tendevano a comparire su schermo con qualche secondo di ritardo, ma in linea generale non abbiamo riscontrato gravi mancanze sul piano delle prestazioni.

    One Punch Man A Hero Nobody Knows One Punch Man A Hero Nobody KnowsVersione Analizzata PlayStation 4La straripante ed esagerata potenza degli eroi disegnati da Yusuke Murata nel manga creato da ONE non esplode con lo stesso vigore nell'opera di Spike Chunsoft, primo grande adattamento videoludico di uno dei fumetti nipponici più apprezzati dell'ultimo decennio. One-Punch Man: A Hero Nobody Knows cerca di replicare le sfumature e la stravaganza dell'universo dipinto nell'anime, e in più recupera le formule ludiche e contenutistiche di alcuni recenti congeneri come Dragon Ball Xenoverse e ONE PIECE: Burning Blood. Il risultato è un picchiaduro tridimensionale con una punta da gioco di ruolo e un potente senso di progressione, ma il prodotto non riesce ad esprimere il suo valore a causa di qualche ingenuità di troppo. A Hero Nobody Knows possiede un mondo denso di contenuti, ma talmente ripetitivo da diventare noioso molto prima di arrivare ai titoli di coda. Pad alla mano, purtroppo, il titolo riprende gli stilemi ludici di Burning Blood ma rinuncia all'esplosività di Jump Force e confeziona un gameplay lento, ingessato e a tratti un po' impreciso. Da appassionati di One-Punch Man, in ogni caso, nel nuovo titolo su licenza di Bandai Namco ritroverete con piacere tantissimo fanservice, dalla caratterizzazione di un roster piuttosto ampio fino alla ricostruzione di un universo scoppiettante.

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