Recensione Onimusha 3

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Onimusha 3 - 1125

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Disponibile per
  • Ps2
  • Demon
    Siege

    Qualche tempo fa,
    Capcom era riuscita a diversificare il triviale mondo dei Survival Horror con un
    ispirato titolo che presto divenne serie: “Onimusha”. Era d’immediata visibilità
    l’occasione di trovarsi di fronte ad un gioco che, lontano dai canoni
    dell’action/adventure soprattutto nella scelta del protagonista (un samurai) e
    dell’ambientazione (Giappone feudale), era in grado di impressionare per la
    trama Hollywoodiana e l’immancabile marchio di fabbrica di CAPtive COMpany. Nel
    lontano 2001, quindi, Warlords, pur ricevendo molte critiche per la scarsa
    longevità (circa 7-8 ore di gioco), trovò subito ammiratori, motivati
    soprattutto da uno stile di combattimento frenetico e scatenato. A tre anni di
    distanza, Onimusha 3 è la “Rivelazione”. Chi s’aspetta un classico “minestrone
    riscaldato” si sbaglia di grosso: il terzo episodio è linfa vitale per Capcom,
    che riesce a sfornare, dopo le numerose critiche ricevute per le ultime
    produzioni, un titolo degno di una folta schiera d’ammiratori. Onimusha 3 è
    sviluppato da un team interno del produttore e momentaneamente disponibile
    solamente nella sua versione per il mercato Giapponese. Settembre è la data
    annunciata per la versione Pal. Il titolo si presenta in formula totalmente
    nuova grazie al passaggio dalle due dimensioni ad un più spazialmente moderno
    3D, ottimamente realizzato senza la minima flessione negativa del livello
    grafico. La trama del titolo, conclusione doverosa della trilogia, torna sui
    passi dell’eroe primordiale: Samanouske continua la sua epica lotta contro i
    demoni di Oda Nobunaga (il “cattivo” dei capitoli scorsi) nel Giappone feudale
    dell’ 1500. Novità annunciata dalle immagini che vedevano la digitalizzazione
    del volto di Jean Renò (killer di professione nel film “Leon”), è che,
    parallelamente, nel 2004, un investigatore francese combatte una misteriosa
    invasione demoniaca nei sobborghi di Parigi. Un colpo di scena magistralmente
    diretto farà sì che, tramite un portale dimensionale, si invertano i ruoli dei
    protagonisti. Di una trama originale e ben congeniale, Capcom ha saputo
    sfruttarne tutte le “spigolature”, per arrampicarsi verso la vetta del “must
    have”.

    Tecnically
    Speakin'

    Con Onimusha3 ci troviamo di fronte all’ “olimpo grafico” di PS2: se i
    precedenti capitoli lasciavano l’amaro in bocca a causa d’una presentazione
    bidiminesionale (seppur di ottimo livello), la trasposizione odierna rende
    omaggio al dettaglio grafico precedente, ampliando la complessità ambientale: i
    fondali sono assolutamente magnifici e le facce dei personaggi hanno animazioni
    più che convincenti, oltre ad essere dettagliatissime. Il frame-rate è fisso sui
    60 fps, nonostante gli effetti degli scontri all’arma bianca siano di portata
    notevole! Il gioco gode di un’ottima gestione delle telecamere e di ottime
    inquadrature, probabilmente grazie al fatto che l’editore ha utilizzato alcuni
    nomi di punta del settore cinematografico: l’attore/regista Donnie Yen, ad
    esempio, è responsabile di tutti i filmati generati in Computer Grafica. Il
    gioco gode di una diversità ambientale di prim’ordine: la duplice ambientazione,
    tramite macchina del tempo, permetterà di ammirare paesaggi del Giappone Feudale
    in contemporanea agli scenari di una nuvolosa Parigi. E non c’è che dire: gli
    scontri sotto l’arco di trionfo sono veramente spettacolari! Verranno rivisitate
    anche diverse ambientazioni usate nei precedenti capitoli ma, generalmente,
    Onimusha 3 sfrutta l’innovazione e uno sforzo produttivo che permette di elevare
    il titolo come esempio in materia per tutto il panorama videoludico. Anche
    nell’ambito degli effetti speciali, difatti, Onimusha 3 offre il top della
    gamma: il movimento dell’acqua è a dir poco magnifico, e adattato perfettamente
    ai diversi scenari; i fuochi e le esplosioni fanno dilatare le pupille, ed la
    palette di colori mai stancante, e perfettamente adagiata su un livello di
    dettaglio esageratamente dovizioso per quanto riguarda costumi tradizionali
    giapponesi e architetture dell’epoca. Onimusha 3 non è un “one-way game”: oltre
    ad incorporare il classico stile action/adventure ci offre anche degli enigmi di
    livello medio che s’allontanano dalla banalità spesso caratterizzante i colleghi
    del genere (comprendendo Onimusha 1& 2). Il livello di difficoltà del gioco è
    medio: non si riscontrano (nemmeno se giocato in “lingua originale”) problemi
    insuperabili: indispensabile per una buona riuscita è imparare a gestire al
    meglio le armi che si hanno e si avranno a disposizione. I combattimenti restano
    nello stile delle precedenti incarnazioni: orde di demoni di diverso tipo e
    categoria, contro i quali utilizzeremo armi di accrescibile potenza. Gli
    attacchi speciali sono, come siamo già stati abituati, di grande effetto,
    suddivisi in categorie elementali (“fuoco”; “vento “;ghiaccio”). A seconda del
    livello della vostra arma crescerà l’effetto e la grandezza dell’attacco magico
    che userete. L’assenza di “Finalstage-Boss”è spesso rimpiazzata da enigmi
    ingegnosi e impegnativi che richiederanno, inoltre, buona dose di “pad-muscle”.
    Una novità nel fatto che i personaggi saranno seguiti da una specie di
    “spiritello guida”, a sua volta dotato di diversi poteri: da quelli curativi
    (basterà stare immobili e lo spirito ricaricherà la vostra energia), a quelli
    offensivi (lo spirito attaccherà il nemico più vicino). Inoltre, la mobilità
    aerea dell’improvvisato aiutante farà sì che esso possa aprire per vostro conto
    scatole alle quali voi non avreste altrimenti accesso. Parte dell’azione è
    basata proprio sugli sbalzi temporali dei due protagonisti, che combatteranno su
    entrambi i fronti messi a disposizione, ma ad un certo punto dell’avventura
    controllerete l’immancabile personaggio femminile (soldato dell’esercito
    francese) che si farà strada tra i demoni a suon di mitragliatrice FA-MAS e
    fucile a pompa: impossibile non notare l’eco di un Resident Evil. Il sonoro,
    purtroppo, non si eleva, come l’impatto visivo, al di sopra della norma: il
    gioco propone semplici brani “d’ambientazione” che accompagneranno le nostre
    avventure. Un interessante gioco di silenzi, tuttavia, contribuirà a
    sottolineare i momenti più delicati dell'avventura, creando la “suspance”
    necessaria. I dialoghi sono interamente in giapponese. A confronto con i suoi
    predecessori, Onimusha 3 innalza del minimo grado il tempo medio di
    completamento: la sua “vita” supera le dieci ore di gioco, anche grazie ai
    diversi mini-giochi che verranno proposti durante l’avventura: il già noto “Dark
    Realm”, oppure i livelli d’addestramento.

    Conclusioni

    Per gli amanti della serie Onimusha
    3 rappresenterà sicuramente l’apice della trilogia: la concretizzazione di un
    sogno ludico. La scarsa longevità è l’unico difetto del titolo, che subito
    scompare se si prende in considerazione l’ottima trama, ed una conversione nelle
    tre dimensioni quanto mai fedele e graficamente ricca. “Target Down”: una
    rivincita targata CAPCOM.

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