Recensione Onimusha: Blade Warriors

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Onimusha: Blade Warriors - 1205

Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • Spin Off, Nintendo
    Way

    Blade Warriors è un progetto
    interessante, sebbene attualmente impossibilitato a raggiungere i vertici del
    successo e, di conseguenza, ad evolversi per sviluppare un concetto di gioco ad
    oggi solo abbozzato. Lo spin off di Onimusha cerca, difatti, di sfruttare il
    successo della saga per portare su Ps2 una sorta di Super Smash Bros. all'arma
    bianca, che necessita, giocoforza, di una mentalità ludica piuttosto estranea al
    panorama di titoli che si apre dalle vette del nero monolite Sony: come la
    celeberrima produzione della grande N sopra citata, l'occidentalizzazione di
    “Buraiden” implica un massiccio uso del multiplayer, ponendosi in sostanza come
    “gioco di compagnia”. Di contro, la tendenza delle SoftCo a studiare titoli
    prevalentemente godibili in single player è sottolineata dallo scarso successo
    dell'Online Gaming e, se vogliamo, pure dal numero di Controller direttamente
    collegabili alla console, che - fra l'altro- ostacola non poco la possibilità
    di vedere su schermo 4 giocatori contemporaneamente, come la confezione di BW
    propone vistosamente e la pubblicità sottolinea. Il fulcro del gameplay è ben
    riconoscibile in un picchiaduro poco profondo per varietà di mosse in modo da
    essere immediato e frenetico. Un unico tasto permette di attaccare con l'arma
    equipaggiata, proponendo varie soluzioni di Combo a seconda dei tempi di
    pressione e dei tasti direzionali associati al colpo. E' inoltre possibile
    sferrare attacchi fisici (calci), per stordire l'avversario o interrompere una
    sequenza. Un tasto dorsale per le parate permette una difesa che necessita si
    tempismo impeccabile, mentre tutto il movimento è gestito dalla leva analogica
    (tranne il salto, anche quello associato alla pressione di un pulsante).
    Rispetto alle arene bidimensionali di SSBM, tuttavia, Blade Warriors propone
    locazioni pluri-planari, sviluppate non solo in altezza ma anche in profondità,
    in cui è possibile muoversi seguendo le linee guida dei piani principali: lo
    spostamento da un piano all'altro è affidato al classico Quadri-Pad. Ovvio che
    il parco mosse a disposizione di ogni personaggio non si esaurisce in semplici
    fendenti e affondi, ma gode di numerosi “Special Attack” ad area, spesso
    collegati con un potere elementale. Inoltre, nelle locazioni è possibile trovare
    vari oggetti, da sfruttare immediatamente nel corso della battaglia o conservare
    per il futuro (il gioco propone un interessante sistema di crescita del
    personaggio), che variano da erbe medicinali ad armi da fuoco (in rari casi
    nuovi oggetti da equipaggiare, comprese spade). Lo sviluppo ruolistico a cui
    sopra si è accennato viene gestito col metodo classico che contraddistingue
    Onimusha: la collezione di anime. Al termine di ogni battaglia (nello Story
    Mode) il giocatore ha la possibilità di acquistare nuove forniture o di spendere
    i “Soul Points” per incrementare i parametri di attacco, difesa, potere magico.
    E' poi possibile sfruttare il personaggio “costruito” con fatica in un apposita
    modalità Custom Versus, la cui unica differenza dal classico Vs. Mode è quella
    appena descritta. Di nuovo, gran parte della longevità e del divertimento
    vengono a perdersi se il titolo è pensato dal giocatore come solo Single Player,
    sebbene la modalità storia permetta di giocare con 12 personaggi diversi
    inizialmente, al fine di sbloccarne altrettanti (con qualche PG segreto,
    ovviamente), pur accompagnando le battaglie con intermezzi narrativi poco
    consistenti e relativamente inutili. Le modalità sopra descritte vanno integrate
    con un Survival Mode (irrinunciabile, vista la sua introduzione in tutti i
    capitoli della saga principale), nascosto fra i meandri della sezione storia: lo
    stesso, minuscolo vecchio che in Samurai's Destiny vi trasportava nel mondo
    infernale vi chiederà, occasionalmente e senza seguire criteri predefiniti, se
    vorrete tentare l'impresa anche in Blade Warriors (l'accesso a questa zona è
    piuttosto utile per la collezione di anime, piuttosto che di oggetti). Il
    comparto tecnico di Blade Warriors non regge minimamente il confronto con quello
    di Demon Siege, uscito quasi in contemporanea per il mercato Europeo. La grafica
    delle locazioni è dettagliata e pulita, ma poco si spreca in virtuosismi di luce
    o altri effetti. Le animazioni dei personaggi, sebbene fluide, sono poco
    variabili e non sempre realistiche, e qualche imperfezione nelle collisioni
    poligonali salta fuori al momento dei passaggi planari. Il frame rate, infine,
    viene a perdere la sua costanza proprio dove dovrebbe rimanere più saldo (almeno
    idealmente): nei casi di numerose entità fisiche in gioco. La resa è comunque
    funzionale, ma non eccelsa. Il comparto sonoro è ancor più bistrattato, e
    l'unico punto a favore sono le musiche che accompagnano il gioco: il parco di
    campionature degli effetti è piuttosto ridotto ed la localizzazione impietosa
    (senza un minimo di coordinazione) lascia pensare ad un “Local Porting” troppo
    veloce e approssimativa. Onimusha: Blade Warriors si propone dunque come un
    esperimento, lanciato sul mercato con qualche mese di anticipo rispetto al tempo
    necessario per una maggior cura dei dettagli. Il coraggio di Capcom è comunque
    da premiare, nella speranza che titoli del genere possano prendere piede e
    diffondersi soprattutto con l'avvento della prossima console Sony (chissà,
    magari dotata di quattro uscite Pad). BW è un titolo molto interessante per chi
    ha da intrattenere molte persone e sfrutta pesantemente il multiplayer
    (soprattutto per chi si dichiara orgogliosamente Offline Gamer), mentre rimane
    una buona fonte di intrattenimento non impegnato per tutti gli altri che,
    tuttavia, possono, senza fretta, prima dedicarsi al capitolo conclusivo della
    saga.

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