Recensione Onimusha: Dawn of Dreams

È tempo per un NUOVO Onimusha...

Recensione Onimusha: Dawn of Dreams
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Disponibile per
  • PS2
  • La rinascita di una serie

    Quando i vertici di Capcom comunicarono che il terzo capitolo della serie (Demon Siege) avrebbe chiuso per sempre la saga di Onimusha, erano in molti ad essere scettici. Del resto, in un panorama videoludico sempre più legato al marketing ed attento ai bilanci, la decisione di abbandonare un titolo remunerativo (si tratta del quarto franchise in ordine d’importanza per la casa Giapponese) e molto amato dai fan aveva il sapore surreale di una bugia mal raccontata. Ma nonostante i fatti dimostrino che lo scetticismo non era affatto infondato, ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio per la saga, come sottolineato dalla mancanza della numerazione progressiva e dal suffisso ‘Shin’ (in giapponese, nuovo) nel titolo del gioco. In un certo senso, quindi, Capcom aveva detto il vero. La storia di Samanosuke è conclusa. È tempo per un NUOVO Onimusha.


    L’armata branca leone made in Japan

    Il primo elemento di rottura col passato che balza subito agli occhi è rappresentato dal protagonista. Conclusasi la faida tra il prode Samanosuke ed il malvagio Nobunaga, un nuovo eroe è pronto a calcare gli schermi della console Sony. Abbandonate le velleità cinematografiche (l’alter ego della prima trilogia era stato modellato sulle fattezze dell’attore Takeshi Kaneshiro), il giocatore si trova a vestire i panni del biondo Soki, l’Oni della cenere, soprannominato il demone blu a causa del colore della sua armatura. Un look inusuale per un personaggio che più che un bellicoso samurai ricorda a prima vista una pop star giapponese. Ma ci vuole poco per educare l’occhio al nuovo protagonista, grazie anche ad una caratterizzazione ineccepibile che riesce a trasmettere un alto grado di carisma. Fin dal primo livello appare chiaro che Soki ha un conto in sospeso con Ideyoshi, il nuovo Shogun che, in seguito alla scomparsa di Nobunaga è riuscito a riunire il paese, ponendo fine all’epoca delle grandi guerre. Ma nel corso dei quindici anni che separano questo nuovo capitolo dal predecessore, qualcosa è cambiato nella mente del generale, un cambiamento che ha spinto Soki al tradimento e alla rivolta.
    L’intera vicenda ruota attorno al progetto di Ideyoshi di conquistare il mondo grazie al potere dei Genma (esseri demoniaci della tradizione giapponese). Il suo piano è quello di tramutare l’intera popolazione giapponese in un invincibile esercito di non morti, con il quale attaccare le altre nazioni. Per far questo, Ideyoshi ricorre al potere di alberi di ciliegio posseduti, dalle fattezze demoniache, in grado di spargere l’infezione in tutta la nazione in occasione della tradizionale festa per la fioritura.
    Ad un pubblico occidentale ovviamente la trama non può che apparire bizzarra, intrisa com'è di mitologia, cultura e simbolismi tipicamente orientali. Nel corso del gioco, comunque, le vicende personali del protagonista (e dei suoi compagni) prendono il sopravvento, svelando, in un susseguirsi di colpi di scena, una storia avvincente ed intricante. Da notare che per la prima volta la trama non prende spunto da vicende storiche, presentandone invece di fittizie, con riferimenti solo sporadici alla cultura del diciassettesimo secolo giapponese.
    Dawn of Dreams conferma la sua vocazione all’azione pura nel gameplay: l’intero gioco non è altro che un furioso action in terza persona in cui predomina il combattimento contro orde di demoni e non morti. Torna quindi il sistema di counter già visto nel precedente capitolo, arricchito da nuove mosse e skill che è possibile apprendere nel corso del gioco. A differenza dei predecessori è stata introdotta una componente ruolistica grazie alla quale le abilità dei protagonisti vengono incrementate con l’aumentare dell’esperienza. Statistiche, punti vita e magici, creazione di oggetti e potenziamento delle armi fanno da padroni, per la gioia di tutti gli appassionati di giochi di ruolo. A conferma di questa spiccata tendenza, Dawn of Dreams mette a disposizione del giocatore un nutrito gruppo di avventurieri. In totale, saranno cinque i personaggi che accompagneranno Soki nel suo viaggio, quattro dei quali completamente giocabili. All’inizio di ciascuna missione è possibile selezionare uno tra i quattro possibili compagni, in grado di assisterci nel nostro peregrinare. Al pad digitale sono assegnati quattro semplici comandi impartibili al proprio partner: attacco frontale, assistenza, parata e abilità speciale (si va dal distrarre l’avversario alla recitazione di un mantra capace di esaltare le capacità del giocatore). In questo modo è possibile coordinarsi con l’intelligenza artificiale del proprio compagno per portare morte e distruzione tra le file nemiche.

    Da sottolineare la possibilità di cambiare al volo il personaggio controllato, relegando così Soki al ruolo di comprimario. Se si considera che ciascuno dei personaggi di supporto è dotato di caratteristiche distintive in grado di renderlo unico, si capisce come il gioco possa essere affrontato in maniera completamente diversa. Ovviamente ciascun comprimario avrà il proprio motivo per accompagnare il protagonista nella sua avventura, intrecciando così la propria storia alla trama principale ed arricchendola di spunti interessanti e mai noiosi. L’ottima caratterizzazione ed il fatto che lo sviluppo della trama costringe ad affrontare alcune sezioni di gioco nei panni dei quattro comprimari spingono il giocatore a sviluppare di pari passo ciascun componente del party, dividendo tra loro le risorse e gli oggetti conquistati e potenziandone le capacità. In questo modo il già ricco sistema di crescita e di sviluppo moltiplica le proprie potenzialità mettendo il giocatore di fronte a cinque gameplay diversi tra loro. Soki è il personaggio più bilanciato abile sia nel combattimento ravvicinato che nelle arti magiche; il monaco Tenkai è specializzato nell’uso della magia; Yubei è armata di katana ed ha nell’agilità il suo punto di forza; Roberto (uno spagnolo) combatte a mani nude ed è dotato di una forza sovraumana; Ohatsu è armata di fucile e quindi portata al combattimento a distanza. Il titolo incoraggia l’esplorazione dei livelli già completati, proprio in virtù delle diverse abilità dei personaggi: alcune aree sono accessibili solo grazie all’assistenza del giusto comprimario; un sistema intelligente per aumentare una longevità peraltro già ottima. Dawn of Dreams risiede infatti su due dvd, per una durata complessiva di quasi venti ore di gioco.

    Lo scintillante stridore delle katane

    Capcom ci delizia con un comparto grado di ottimo livello, presentato in tutta la sua magnificenza in scenari completamente tridimensionali, visualizzati attraverso un sistema di telecamere libere: una vera e propria innovazione per la serie, storicamente caratterizzata da inquadrature fisse. Certo, nei (pochi) ambienti angusti la libertà di scegliere l’inquadratura ottimale viene negata al giocatore, ma in definitiva il sistema funziona e permette di avere quasi sempre il completo controllo sull’azione. Le animazioni sono sopraffine, così come i modelli poligonali dei personaggi principali (e, tra eroi e malvagi, parliamo di almeno dieci characters, senza contare anonime mostruosità di fine e metà livello). Il motore grafico è in grado di gestire effetti di luce e particellari con fluida eleganza, senza mai mostrare cenni di incertezza, neppure quando ci si trova ad affrontare nemici grandi quanto palazzi. Certo, la libertà di movimento è comunque sempre limitata all’aerea di gioco visitata (in parole povere ogni livello è diviso in sezioni paragonabili a grandi sale), ma la frenesia del gioco e la magnificenza grafica sono tali che ci si lascia ingannare ben volentieri.
    Come da tradizione, i filmati in computer grafic rasentano l’eccellenza e, pur non toccando i picchi raggiunti da Demon Siege, stupiscono per cura e capacità realizzativi. Va detto che spesso le sequenze d’intermezzo sono rappresentate da grafica generata in tempo reale, a sottolineare la bontà e la versatilità del motore di gioco, capace di replicare realistici movimenti facciali in contesti graficamente eccelsi.
    Il comparto audio si attesta su ottimi livelli, grazie soprattutto ad un utilizzo magistrale della codifica Pro Logic II. Le musiche spaziano da motivi ispirati alla tradizione giapponese, al rock, toccando anche il J-pop nelle sequenze di apertura e chiusura del gioco, curate dalla cantante Ayumi Amasaki. Buono il parlato, presente sia nella traccia inglese che giapponese, entrambe dotate di sottotitoli precisi e puntuali.

    Onimusha: Dawn of Dreams Onimusha: Dawn of DreamsVersione Analizzata PlayStation 2Una piccola rivoluzione copernicana. Capcom rinnova uno dei suoi franchise più famosi e di successo e lo fa mescolando, con la maestria che la contraddistingue, elementi in apparenza lontani tra loro. Un gioco d’azione atipico, in grado di affascinare gli appassionati di giochi di ruolo e di tattica, strizzando maliziosamente l’occhio alle atmosfere della tradizione orientale. Il motore grafico spinge le potenzialità dell’hardware Sony fino ai propri limiti, regalando ancora grandi soddisfazioni agli utenti del monolite nero. Tanta magnificenza grafica è sorretta da un gameplay divertente e frenetico, ma soprattutto capace di reinventarsi nel corso del gioco grazie all’introduzione di ben quattro nuovi personaggi con i loro set di mosse e le loro abilità peculiari. La trama avvincente e ricca di colpi di scena non fa che confermare una valutazione eccellente. Imperdibile per tutti gli appassionati, questo nuovo Onimusha, presentato quasi in sordina, è una nuova pietra miliare per la serie, dimostrazione tangibile che Capcom (come già avvenuto in Devil May Cry) è in grado di rinnovare con successo i suoi titoli più blasonati.

    8.5

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