Ori and the Will of the Wisps Recensione: Moon Studios incanta su Switch

Sorprendendo la community, Moon Studios pubblica su Switch il sequel di Blind Forest, realizzando un porting eccezionale.

recensione Ori and the Will of the Wisps Recensione: Moon Studios incanta su Switch
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  • È sempre bello essere sorpresi, restare colpiti da qualcosa di inaspettato, e Moon Studios si diverte senza dubbio a stupire i giocatori: dapprima presentandosi nel mercato con Ori and The Blind Forest, talmente eccellente da ritagliarsi un posto tra le grandi esclusive Microsoft, poi con il passaggio sul catalogo Nintendo e infine con l'annuncio di Ori and the Will of the Wisps su Switch durante l'ultimo Mini Direct. Un momento entusiasmante e inatteso, giacché gli stessi sviluppatori avevano smontato con vigore questa ipotesi. Ori era cresciuto, aveva seguito un percorso di perfezionamento tecnologico strettamente connesso all'identità stessa di Microsoft e aveva raggiunto il traguardo dei 60 fps, il supporto all'HDR e la risoluzione 4K. Forse obiettivi tecnici troppo esosi per l' ibrida di Nintendo. Ma a quanto pare ai ragazzi di Moon Studios piace davvero piazzare una buona sorpresa: il sequel di Ori arriva infatti su Switch grazie a un lavoro eccezionale sul fronte dell'ottimizzazione, regalando alla community uno dei migliori metroidvania del panorama videoludico.

    Dinastia

    Prima ancora di parlare del versante tecnico è giusto ribadire come il fascino del titolo, sviscerato con cura anche nella nostra prima recensione di Ori and the Will of the Wisps, sia imperituro anche dopo mesi dalla prima release. La passione di Moon Studios per lo stile fiabesco è percepibile, e sebbene le vicende del primo capitolo si potessero definire tutto sommato concluse, c'era ulteriore margine per ampliare l'universo di gioco: ad esempio con nuovi personaggi, uno fra tutti Ku, la cucciola del "malvagio" gufo Kuro che ha braccato Ori nella sua avventura d'esordio.

    Adottata dallo spirito e i suoi amici, Ku soffre per la sua incapacità di non poter volare. Quando finalmente il suo problema viene superato con un po' di ingegno, ecco che una nuova corruzione emerge, minacciando il mondo come mai prima d'ora. È in questa situazione che Ori deve non solo ritrovare Ku, ma anche aiutare chiunque necessiti del suo intervento, delle sue doti "naturali". Ecco, Ori and the Will of the Wisps è soprattutto un racconto sulla necessità di trovare un proprio posto nel mondo, venendo a patti con il passato per plasmare il futuro, anche quando questo appare oscuro e ineluttabile.

    Il tutto poi è calato in quel genere metroidvania molto affine ai ragazzi di Moon Studios, che hanno saputo prendere intelligentemente spunto dalle produzioni indipendenti più importanti: non a caso c'è un pizzico di Hollow Knight in Will of the Wisps, insieme a venature action più marcate e una libertà d'approccio - sia nei combattimenti, sia nell'esplorazione - che lascia al giocatore il margine per definire il proprio percorso.

    Ecco quindi che un variegato sistema di "amuleti" aiuta a modificare continuamente le abilità di Ori, offrendo al contempo più stimoli per girovagare per il mondo grazie a numerose sub-quest, affidate proprio a creature inedite nell'universo di gioco. Si tratta, com'è intuibile, di un'offerta variegata ma non soverchiante, profonda ma non bulimica, perfettamente bilanciata tra la linearità del racconto e le innumerevoli diramazioni che il genere dei metroidvania offre per sua stessa natura.

    Il tutto, infine, è calato in un comparto artistico da capogiro, tra una colonna sonora che fa largo uso delle voci femminili, per offrire un sottofondo mistico e affascinante a ogni nuova luce che fende le tenebre della corruzione. Non solo, gli occhi subiscono inevitabilmente il carisma di un mondo che appare, nell'arco di poche pennellate, rigoglioso e arido, tenebroso e lucente. In Ori and the Will of the Wisps, insomma, c'è davvero tutto quello che si cercherebbe in una piccola grande avventura. Ma questa poetica visiva, uditiva e "tattile" è rimasta integra anche su Switch? La risposta, come preannunciato, è indubbiamente positiva.

    I segreti del mestiere

    Il primo aspetto da cui partire nella nostra disamina tecnica è centrale alle valutazioni che ne conseguiranno: a occuparsi del porting del gioco è stato proprio il collettivo di Moon Studios. Quando sono gli stessi creatori a curare la versione Nintendo, il processo di ottimizzazione ne trae estremo giovamento (un caso recente è quello che abbiamo analizzato nella recensione di Metro 2033 e Last Light su Switch). Chi crea un titolo sa esattamente i margini entro cui operare, e attua compromessi intelligenti per non venir meno a una determinata visione creativa. Ori and the Will of the Wisps conferma inequivocabilmente questa "regola non scritta".

    Ecco quindi che il lavoro degli sviluppatori si è concentrato maggiormente sui fondali, realizzati con un mix sapiente di elementi 2D e 3D nelle versioni Xbox: sull'ibrida, è possibile notare alcuni alberi in lontananza meno definiti, e talvolta la vegetazione è stata diminuita. Come spiegato poc'anzi, però, ad attuare i "tagli" è stato chi ha composto le scene e, a patto di non analizzare ogni frame comparando le diverse piattaforme, la potenza artistica del mondo di gioco non risulta affatto indebolita. Allo stesso modo è percepibile un leggero aliasing quando la visuale si concentra sui dettagli dei modelli dei personaggi: ad esempio le zampe di Ku, oppure la peluria di alcuni animali che abitano l'universo di Ori.

    Si tratta quindi di elementi minimi, su cui gli sviluppatori hanno volutamente "giocato" per alleggerire il carico di lavoro dove possibile; anche gli effetti particellari sono stati ridimensionati, ma non eliminati alla radice, e regalano un'atmosfera di grande pregio all'avventura di Ori. Insomma, su questo sapiente lavoro si basa la natura di questo porting.

    Venendo quindi ai freddi numeri, in docked il gioco offre una risoluzione dinamica dai 720p ai 900p, ma in generale mantiene prevalentemente quest'ultima impostazione. I 720p, sono chiaramente la costante con Switch ben salda tra le mani, ma è quando parliamo del frame rate che tutti i compromessi acquistano senso. Il collettivo di Moon Studios è infatti riuscito in una vera impresa: mantenere i 60 fps sia in docked, sia in portabilità. Si tratta di un risultato encomiabile, un aspetto che rende Will of the Wisps un porting clamoroso per l'ibrida di Nintendo, e uno dei traguardi tecnici migliori raggiunti da uno studio third party.
    Il frame rate non solo tocca quelle vette, ma le mantiene anche estremamente fluide perfino in situazioni concitate, in cui l'anima action del metroidvania prende il sopravvento. Di tanto in tanto emerge un saltuario stuttering, ma è così limitato da non incidere in alcun modo sull'esperienza e sulla precisione richiesta per affrontarla. Inoltre, considerando che Switch non supporta l'HDR, Will of the Wisps appare leggermente più oscuro sull'ibrida di Kyoto, ma questo aspetto non è da reputare una vera problematica. Semmai, ha l'unico effetto secondario di rendere il gioco meno fruibile in portabilità all'aperto. In definitiva, al netto dei "tagli" si tratta di un porting che alza l'asticella per tutti i publisher che vorranno pubblicare su Switch, e una versione che si affianca senza timore all'edizione per Xbox One.

    Ori and the Will of the Wisps Ori and the Will of the WispsVersione Analizzata Nintendo SwitchOri and the Will ot the Wisps è uno dei migliori porting su cui abbiamo mai posato lo sguardo. Moon Studios ha infatti operato un lavoro di ottimizzazione miracoloso, che alleggerisce il carico per la console Nintendo senza snaturare in alcun modo la potenza espressiva e artistica dell’avventura. Oltre a essere “bello da vedere”, però, questo sequel è anche una goduria da giocare, grazie all’obiettivo più ambizioso raggiunto dagli sviluppatori: mantenere intatti i 60 fps sia in docked, sia in portabilità. Questo traguardo trasporta Will of the Wisps nell’Olimpo del catalogo Switch, e rende l’edizione per l’ibrida di Kyoto al pari di quelle per Xbox One. Per tutte queste ragioni, il lavoro di Moon Studios rientra meritatamente nell'eccellenza, e regala alla community Nintendo un metroidvania incredibile.

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