Orwell Recensione

Sotto la superficie da thriller investigativo, Orwell nasconde una critica tutt'altro che banale al concetto di controllo per il bene pubblico...

Orwell Recensione
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  • Nel 1949, quando alla Triennale di Milano si sperimentava la video-comunicazione di massa con le prime trasmissioni televisive a 625 linee, lo scorbutico letterato e giornalista britannico George Orwell (al secolo Eric Arthur Blair, grazie Wikipedia) partoriva 1984, un romanzo distopico che ancora oggi offre una prospettiva inquietante e credibile su di un futuro dove gli stessi concetti di "privacy" e libero pensiero sono ridotti a reati perseguibili. Mollo subito i toni da avatar di Piero Angela e passo direttamente a parlare del titolo di Osmotic Studios, che con l'autore inglese condivide tanto il nome quanto i temi trattati. Il 12 aprile del 2017 un ignobile attentato terroristico turba la placida ignavia dei cittadini di The Nation, uno stato distopico nel quale la libertà di pensiero è sacrificata sull'altare di una sicurezza sociale evanescente, utilizzata dal governo come alibi per giustificare un controllo continuo e costante della popolazione. Avere una coscienza politica che sfugga ai dictat dell'unico partito al potere rappresenta di conseguenza una minaccia alla "pace" di questa società terribilmente credibile, che si fa forte del motto "perché avere paura del controllo, se non si ha nulla da nascondere?.

    Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato

    Nei panni di uno degli ingranaggi di questo sistema, un investigatore al servizio del Partito, il nostro compito sarà quello di utilizzare la piattaforma di sorveglianza Orwell per analizzare ogni aspetto della vita digitale dei soggetti indicati come potenziali minacce allo "status quo", al fine di scovare il terrorista a piede libero. Navigando tra le schermate di Orwell dovremmo quindi estrarre (con un sistema drag and drop) frasi e informazioni relative ai soggetti "attenzionati" - opportunamente sottolineate dal sistema - attingendo da profili social, blog, articoli di giornale, registri di polizia, mail personali, chat e perfino dalle trascrizioni di intercettazioni telefoniche in corso.

    Un patrimonio voyeuristico che andrà a delineare i profili personali sottoposti a Symes, l'analista incaricato di trarre conclusioni operative dalla nostra opera di "scavo digitale". Symes, non avendo accesso ai nostri stessi strumenti di ricerca, non potrà in alcun modo conoscere il contesto delle informazioni che gli passeremo di volta in volta, e sarà quindi nostra premura selezionare solo i frammenti di informazione realmente rilevanti, facendo bene attenzione a non travisare i contenuti "rubati" alla vita privata dei potenziali colpevoli. Estrarre una frase apparentemente minacciosa da una conversazione platealmente ironica potrebbe quindi trasformare, agli occhi dei nostri datori di lavoro, un'attivista della domenica in una criminale fatta e finita, con conseguenze potenzialmente disastrose tanto per la nostra indagine, quanto per la vita della persona in analisi. A volte incapperemo in informazioni in aperto conflitto tra loro, e dovremo quindi scegliere, in base alla nostra percezione contestuale, quale dato elevare a verità e quale scartare. La nostra bussola sarà la gran quantità di stringhe testuali che ci troveremo a processare, e la direzione indicata sarà determinata unicamente dalla nostra capacità di riconoscere e scartare i dati fuorvianti. In questo senso, per i giocatori sarà fondamentale una buona padronanza della lingua inglese, dato che il titolo non è localizzato in italiano. Va inoltre detto che, sebbene l'interfaccia di Orwell sia facilmente navigabile (non più complessa del web browser medio), a volte capiterà di rimanere "bloccati" a causa di un frammento di informazione precedentemente irrilevante o "nascosto" nei meandri del web, ma la ricerca non toccherà mai i limiti della frustrazione.

    La menzogna diventa realtà e passa alla storia

    Le scelte operate nel vostro lavoro di profiling saranno inalterabili, e una volta aggiunto un elemento al profilo, quello non potrà più essere rivisto o modificato. Si tratta di una meccanica piuttosto arbitraria, seppur in linea con il "tono" totalitarista del titolo, che sfida a ogni passaggio il nostro concetto di giusto o sbagliato. La fine di una delle nostre giornate di lavoro potrebbe coincidere con la morte di un potenziale innocente, eppure faremo fatica a non sentirci soddisfatti del nostro operato e dell'investitura - altamente manipolatoria - a eroe di The Nation. Allo stesso modo, pur sapendo quanto l'identità digitale di una persona sia spesso lontana dal suo io reale, non potremo fare a meno di bollare superficialmente come "pericolosi" alcuni dei soggetti con i quali avremo a che fare.

    E proprio in queste prese di coscienza "metaludiche" che Orwell mostra il valore del suo concept portante, forte di una scrittura brillante e piacevolmente articolata che, nel corso dei cinque episodi (o giornate) che compongono l'avventura, offre terreno fertile per un buon numero di momenti "ah, cavolo... come ho fatto a non arrivarci", tra personaggi stratificati e credibili, e una storia che non cede mai alla banalità. Per arrivare al termine dell'avventura impiegherete giusto una manciata d'ore, sebbene Orwell abbia dalla sua una buona rigiocabilità, alimentata dall'inevitabile curiosità degli "investigatori" circa le scelte non fatte. Affrontando l'avventura una seconda e una terza volta, scoprirete come gli eventi cardine della storia siano, di fatto, inalterabili, come nella "migliore" tradizione episodica. Eppure il gran numero dei percorsi viabili sulla strada per arrivare a questi "nodi" narrativi è comunque in grado di mantenere vivo l'interesse nel giocatore, bramoso di scoprire l'impatto di condotte diverse. Con tutta probabilità le run successive metteranno sempre più in evidenza la formula forse eccessivamente semplicistica del gameplay di Orwell, nonché alcune discrepanze rilevanti nella strutturazione delle "regole" del gioco (Symes dimostrerà a volte di sapere cose di cui non dovrebbe essere a conoscenza) ma, in generale, l'esperienza si conferma su ottimi livelli.

    Orwell OrwellVersione Analizzata PCSotto la superficie da thriller investigativo, Orwell nasconde una critica tutt’altro che banale al concetto di controllo per “il bene pubblico”. Orwell ci pone dinnanzi un mondo dove la libertà di ribellarsi alle istituzioni viene malvista e mal tollerata perché, in fondo, che senso ha “rompere le balle” in piazza quando il pane, bene o male, è in tavola e il suono della televisione sovrasta il “rumore” dei propri problemi? Un invito al pensiero su di un tema quanto mai attuale, trattato con una satira ludica che, per nostra fortuna, rispetta il giocatore offrendo una formula di gameplay che, per quanto semplice, risulta sufficientemente profonda e offre interessanti ramificazioni decisionali. Come anticipato, per godere appieno dell’esperienza avrete bisogno di una buona conoscenza della lingua inglese, l’unica supportata dal titolo di Osmotic.

    8.5

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