Orwell Ignorance is Strenght: Recensione Episodio 2 (Antithesis)

Il secondo episodio di Orwell Ignorance is Strenght, Antithesis, prepara il palcoscenico per un finale sul quale pesa il destino dell'intera produzione.

recensione Orwell Ignorance is Strenght: Recensione Episodio 2 (Antithesis)
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  • A due settimane esatte dall'esordio di Orwell: Ignorance is Streght, Osmotic Studios ha da poco pubblicato Antithesis, il secondo episodio della nuova iterazione della sua serie a base di complotti informatizzati. La nostra seconda giornata nei panni di un agente al servizio della distopica The Nation procede senza grossi scossoni dal punto di vista della giocabilità, ma getta in pasto al pubblico un paio di trovate narrative decisamente brillanti, che lasciano intravedere le maglie di un intreccio ampio, ricco e coinvolgente. La somministrazione del gioco in forma episodica continua a rappresentare un fattore di rischio molto forte per il valore generale della produzione, ma gli auspici, almeno per il momento, sembrano piuttosto promettenti.

    Vecchi amici e nuovi intrighi

    Il secondo episodio di Orwell: Ignorance is Strength si apre all'indomani del nostro primo turno di lavoro come da cane da guardia del regime totalitaristico di The Nation, le cui spoglie libertarie nascondono in realtà una gabbia fatta di controllo informatizzato e manipolazione sociale.

    Con l'istinto dietrologico ancora vibrante per il cliffhanger con il quale si è concluso chiuso Thesis, il primo capitolo di questa seconda iterazione della serie di Osmotic Games, ci siamo lanciati in Antithesis con la speranza che il seguito dischiudesse finalmente le nuove meccaniche anticipate dal team come parte integrante della sua nuova avventura cospirazionista. Sfortunatamente per noi, il secondo episodio di Ignorance is Strength non offre, almeno dal punto di vista strettamente ludico, grandi novità rispetto all'ouverture dello scorso mese, ma questo non vuol dire che il thriller messo in piedi dallo studio tedesco ci abbia lasciato con le fauci amare di delusione. Tutt'altro, in effetti. Se da una parte non riusciamo ancora a comprendere appieno la scelta di "rateizzare" il prodotto con una struttura episodica, dall'altra non possiamo fare a meno di continuare ad apprezzare la ricchezza del quadro narrativo dipinto da Osmotic, specialmente alla luce del guizzo di consapevolezza che rappresenta il cuore di questo secondo capitolo. Dando un'occhiata alle date, e analizzando alcuni degli eventi di contorno dell'etere internettiano di The Nation, già nel primo episodio era facile intuire come gli avvenimenti dei due Orwell si muovessero in contemporanea, tra le maglie di un intrigo che, in Anthitesis, si mostra bel più ampio e complesso di quanto non apparisse all'inizio. Una serie di eventi intrecciati che risuonano fortemente con il titolo dell'episodio, che pare voler offrire ai giocatori un punto di vista differente, quasi antitetico, rispetto all'indagine al centro della storia di "Keeping an Eye On You". Una concertazione che rende la trama corale di Orwell ancor più intrigante, dando un senso alla possibilità, offerta in testa al primo episodio, di importare i salvataggi del titolo d'esordio. Al momento non è facile intuire dove ci porterà il macro-intreccio ordito da Osmotic, ma il ritorno di personaggi e avvenimenti del primo gioco già basta a fornire terreno fertile a congetture piuttosto accattivanti. Sebbene la diluizione episodica del prodotto porti con sé, come anticipato nella recensione di Thesis, un indebolimento della ritmica generale, in Antithesis gli sviluppatori hanno lavorato bene per imporre al pubblico un senso d'urgenza che fa decisamente bene al coinvolgimento.

    Sfruttando sapientemente la nuova meccanica "temporale" di Ignorance is Strenght, che fa avanzare di 10 minuti l'orario del gioco per ogni nuova informazione registrata, il team teutonico sfida i giocatori in una corsa contro il tempo, con l'obiettivo di fermare il piano del dissidente Raban Vhart entro un termine improrogabile. Una nuova circostanza che spinge gli utenti a dedicare ancora più attenzione alla scelta delle informazioni da sottoporre alla supervisione di Ampleford, filtrando le nozioni ritenute non essenziali per raggiungere un traguardo tutt'altro che nobile. D'altronde una delle prerogative del titolo è proprio quella di danzare, tra verità apparenti e meschine convenienze, nelle zone grige che occupano lo spazio tra gli estremi morali, giocando con i concetti di giusto e sbagliato, e con quello, ancor più evanescente, di bene superiore. Anche se il modo in cui il titolo riesce a farci provare soddisfazione nel portare a termine operazioni al limite del criminoso - e spesso ben oltre - risulta sempre genuinamente brillante, anche in questo episodio tornano a farsi evidenti i limiti di una formula caratterizzata da una certa arbitrarietà di fondo, che spezza un po' l'illusione di poter indirizzare l'indagine a nostro piacimento. Analizzando attentamente ogni frammento di testo rinvenuto in rete, non è infatti raro imbattersi in informazioni che, seppur chiaramente rilevanti, non possono essere sottoposte all'attenzione del nostro supervisore. Passo falsi che rendono evidenti i paletti imposti da Osmotic alla progressione del giocatore, pur non inficiando in maniera incisiva la godibilità di un flusso narrativo che, in ogni caso, può sfociare in scenari piuttosto diversi, vincolati alle scelte operate dal nostro avatar durante le indagini. In fondo, a prescindere dal corso delle nostre imprese da braccio informatizzato del regime, il più grande pregio di Orwell rimane la fitta rete di ragionamenti e domane "extra-ludiche" che si agitano nella mente dei giocatori durante ogni episodio, nell'abbraccio di un titolo che porta a riflettere su argomenti di assoluta attualità, come il fenomeno - in continua crescita - delle fake news e quello della manipolazione delle "verità", vero cuore tematico della produzione.
    In generale, Antithesis fa un buon lavoro nel portare avanti gli elementi fondanti di Orwell e le basi narrative del primo episodio, sebbene il bagaglio di aspettative maturate nelle prime due ore di questa seconda iterazione rendano ancor più cruciale l'efficacia del climax di Synthesis, il terzo episodio in arrivo il 22 di marzo. Qualora la culminazione delle vicende di Ignorance is Strenght non riuscisse ad offrire al pubblico una chiusura pienamente soddisfacente, sostenuta - si spera - efficacemente dalle nuove meccaniche promesse dallo sviluppatore, il terzo episodio potrebbe condurci a rivalutare in chiave negativa quanto visto finora. Uno scenario che, in tutta onestà, ci auguriamo venga scongiurato da un epilogo in grado di eguagliare, e perfino superare la forza del finale del primo Orwell.

    Orwell: Ignorance is Strength Orwell: Ignorance is StrengthVersione Analizzata PCSeppur avaro di novità in termini di gameplay, il secondo episodio di Orwell: Ignorance is Streght offre agli utenti un'oretta di gioco che segna un'accelerazione dal punto di vista delle ritmiche, costellata di svolte narrative interessanti e qualche colpo di scena che non mancherà di intrigare i fan della serie. Sebbene la storia proceda in direzioni decisamente promettenti, seppur veicolate in maniera piuttosto evidente da una certa arbitrarietà di fondo, Antithesis appesantisce ancor di più il bagaglio delle responsabilità in carico all'episodio conclusivo, che potrebbe condurre Ignorance is Streght all'incoronazione come degno erede di Keeping an Eye On You, o far crollare clamorosamente il castello di carte messo in piedi da Osmotic Studios.

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