Overcooked! 2 Recensione: La (ri)prova del cuoco

Si torna in cucina, tra ricette improbabili e piatti sporchi. Il party game di Ghost Town Games fa il bis, ed il sapore è quello di sempre

recensione Overcooked! 2 Recensione: La (ri)prova del cuoco
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Al cospetto del valoroso Re Cipolla, nei primi momenti di Overcooked! 2, assistiamo impotenti ad una terribile tragedia. Stavolta a minacciare il regno culinario ideato dal duo inglese di Ghost Town Games non c'è il vorace appetito del tentacolare Spaghetti Monster (di matrice rigorosamente pastafariana), bensì l'incantesimo proibito del Necrognammicom, tomo millenario che racchiude ricette prelibate... e terribili maledizioni. Pochi istanti dopo l'inizio dell'avventura ci troviamo quindi assediati da "Pani Malfermi", minacciosi filoncini redivivi che il gruppo di cuochi reali si sbriga ad apostrofare come "panigoldi". Il preambolo appena descritto dovrebbe bastare a farvi capire il tono di questo sequel, scherzoso e strampalato proprio com'era il primo Overcooked. E dal suo predecessore, a dirla tutta, il seguito eredita non solo il fare scanzonato, ma anche struttura, filosofia e gameplay. Overcooked! 2 resta insomma un "simulatore di cucina" (da incubo) pensato per essere giocato in gruppo (o al limite in coppia), urlandosi contro istruzioni, ordini e improperi assortiti. Le novità, a livello concettuale, sono poche, e quasi tutte si concentrano sul fronte dei contenuti, tra ricette inedite, arene più dinamiche ed una modalità Online richiesta a gran voce da una certa parte della community. Lo stesso team di sviluppo sembra suggerire che proprio la voglia di proiettare il multigiocatore sulla rete sia stata la "molla" che ha innescato la produzione del secondo capitolo. E se così fosse, perlomeno, l'online mode di Overcooked! 2 un merito ce l'avrebbe davvero, dal momento che giocando a distanza, senza tutte quelle dinamiche tipiche del "multiplayer da divano", l'impasto della produzione perde un po' di consistenza.

    Vuoi che muoro?

    L'obiettivo di ogni match, in Overcooked! 2, è quello di soddisfare le esose richieste di una clientela molto affamata, che insiste a chiedere poderose insalatone, tonnellate di sushi e sashimi, piatti di pasta, tacos, ravioli e succulenti hamburger. Ciascuno stage ha ovviamente una serie ben precisa di ricette da preparare: solitamente un piatto con un paio di varianti. Insalata liscia o con pomodoro e cetrioli, hamburger con formaggio ed insalata oppure senza groviera (per chi vuole mantenersi in forma). Il compito di chi lavora in cucina è quello di afferrare gli ingredienti, sminuzzarli, cuocerli (quando serve), assemblare il piatto e poi presentarlo sul nastro portavivande. Prima si riesce nell'impresa, meglio è: essere rapidi è indispensabile per incassare una lauta mancia, che a fine partita influirà in maniera consistente sulla valutazione complessiva (rigorosamente da una a tre stelle). Idealmente l'operazione potrebbe sembrare semplice, ma come sappiamo in cucina è sempre un gran trambusto: per riuscire a preparare tutti i piatti e saziare così i numerosi avventori bisogna imbastire una filiera produttiva e dividersi i compiti. Uno taglia, uno cuoce e inforna, uno si occupa della "mise en place", e magari uno lava i piatti. Per dare il meglio, ovviamente, bisogna essere in tanti: Overcooked! 2 è un titolo pensato per mettere alla prova un gruppo affiatato di amici, e giocato in quattro riesce ad esaltare al massimo il suo potenziale. Non pensiate però che sia facilissimo "tirare dentro" il primo che passa, uno che ha poca voglia di impegnarsi e riesce solo a fare casino: per giocare serve attenzione e rispetto delle regole, altrimenti esce fuori un chiasso disordinato divertente per una manciata di minuti e poco più. A quel punto, anzi, meglio essere una coppia affiatata che un quartetto disorganizzato: anche in due Overcooked! 2 è divertente e impegnativo al punto giusto, forse solo un po' ansiogeno per i maniaci dell'Hi-Score. Fermo restando, poi, che si può pure giocare da soli, alternandosi comunque al controllo di due cuochi virtuali. Non è questa la soluzione che vi consiglieremmo, ma per un po' di allenamento si può fare.
    Torniamo comunque alla tenzone gastronomica. Il lavoro in cucina è sempre complesso e operoso. Superati i primi stage già si capisce che non si avrà vita facile: se per cucinare una "pasta al tonno e gamberi" (blé!) basta tagliare gli ingredienti e saltarli in padella, per assemblare i ravioli orientali è necessario usare l'impastatrice (nuova introduzione di questo episodio) e solo dopo cuocere tutto al vapore. E non vi stiamo neppure a raccontare la complessa preparazione dei Pancake al cioccolato, che farebbe impazzire persino i contendenti di Masterchef.

    Da questo breve ricettario (a cui si aggiungono tacos, hamburger, hosomaki, pizze...) avrete già intuite che Overcooked! 2 si presenta con una nutrita serie di piatti inediti, sufficienti a stuzzicare la curiosità dei fan di lungo corso e in qualche caso (pochi) anche ad aumentare la complessità del processo produttivo. A rendere più avvincenti le partite non è però la preparazione, quanto il ritrovato dinamismo delle arene, che non la smettono più di muoversi e variare conformazione. Immaginate la sorpresa degli utenti quando, dopo una tempesta piuttosto violenta, l'improbabile cucina imbastita su una mongolfiera crolla sul ristorante di sushi frequentato fino a qualche livello prima, con tanto di cambio al volo delle ricette.
    Tra gli ostacoli che si devono affrontare in cucina ci sono anche fiamme che si propagano nel locale, portali in grado di teletrasportarci in diverse zone, e persino distanze apparentemente incolmabili fra le aree in cui si recuperano gli ingredienti e quelle in cui vanno lavorate, che vanno superate... lanciando petti di pollo, patate e manciate di riso. La possibilità di scagliare le pietanze (e attenti a non sbagliare mira!) conclude in buona sostanza il menù delle novità del sequel, che come dicevamo in apertura si dimostra davvero molto conservativo. Un fattore, quest'ultimo, che non rappresenta un grande problema, dal momento che la ricetta di Ghost Town Games è ancora saporita, sopratutto se gustata in compagnia. Overcooked! 2, per dirla fuor di metafora, è un sequel onesto e intelligente, eppure per nulla coraggioso, in linea con il predecessore anche per quanto riguarda la quantità di contenuti (in termini di arene e livelli della campagna).

    Bisogna anche dire che in un impasto così essenziale aggiungere anche un solo ingrediente di troppo avrebbe probabilmente rovinato l'equilibrio dei sapori, e tutto sommato capiamo la volontà di non allontanarsi troppo dagli insegnamenti tradizionali: il gioco ha bisogno, per funzionare, di restare accessibile, immediato, difficile ma non complicato. E così fa Overcooked! 2, pur rischiando di avere un sapore già sentito.
    Sorvolando rapidamente sulle questioni squisitamente tecniche (la grafica 3D è stilizzata ed essenziale, con lo stile buffo dei cartoon), resta da citare la presenza del multiplayer online. Una funzione da utilizzare con le opportune cautele, dal momento che non sempre si adatta alle caratteristiche del prodotto. Come dicevamo poco sopra, Overcooked è bello quando si gioca in gruppo, trovandosi naturalmente a replicare quel vociare costante e movimentato delle cucine. Giocando a distanza con degli sconosciuti l'alchimia non si replica: che troviate dei cuochi "precisetti" abituati a monopolizzare le operazioni di preparazione o dei confusionari lavapiatti che incasinano pentole e ingredienti, la partita verrà irrimediabilmente compromessa. E a dirla tutta non è neppure divertente giocare, comunicando via chat, con chi non si conosce, limitandosi a dare qualche imbeccata senza sentirsi pienamente liberi di mandare a quel paese il nostro improvvisato compagno quando sbaglia clamorosamente. Giocare a distanza va bene, ma rigorosamente con amici: quando non si ha il tempo o la voglia di ritrovarsi tutti insieme, l'online può essere un utile surrogato della portata principale. Che, ovviamente, resta quella mangiata tutti assieme, sullo stesso divano.

    Overcooked! 2 Overcooked! 2Versione Analizzata PlayStation 4Persi fra dadini di pollo, rotolini di alga nori, listarelle di cetrioli e impasti a base di latticello, con Overcooked! 2 ci si diverte parecchio, a patto di giocare in due, tre o quattro. Di tanto in tanto si manifesta la consapevolezza che il sequel sia il più classico dei "more of the same", ma non vediamo perché questa espressione debba essere usata con una connotazione negativa, quando il piatto di partenza era piaciuto sostanzialmente a tutti. Un gioco accessibile ma non banale, ben rodato, ancora oggi efficace. Datelo in pasto agli amici per animare le feste, assaggiatelo senza indugi se al primo episodio non avete mai dato neanche un boccone. Se siete giocatori solitari, invece, potete cambiare ristorante.

    7.8

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