Recensione Overlord per Xbox 360

L'insostenibile fascino del lato oscuro

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • L’insostenibile fascino del lato oscuro

    Diciamoci la verità: vestire sempre i panni del buono nei videogiochi può stancare. L’essere un cavaliere senza macchia e senza paura,disposto a sacrificare la propria vita pur di riportare l’ordine nel mondo ha senza ombra di dubbio il suo appeal: in fondo ogni persona che incontreremo durante il nostro cammino ha fiducia nelle nostre abilità. Ma pensateci solo un attimo, come sarebbero le cose se dovessimo passare dall’altro lato della barricata? Come ci dovremmo sentire nel vestire i panni di un signore delle tenebre pronto a scatenare il suo regno di devastazione? D’altro canto, come Star Wars insegna, c’è sempre un lato oscuro in ognuno di noi...
    Cosa fare allora? Non preoccupiamoci, Codemasters è riuscita a percepire questo dubbio amletico e ci è venuta incontro con la sua ultima fatica: Overlord.

    Come era verde la mia valle

    Riassunto delle puntate precedenti: il nostro bel mondo di fiaba era dominato dall’overlord, ossia dall’incarnazione del male. I poveri esseri umani erano sottoposti al suo regno di terrore e non potevano fare altro che servirlo e riverirlo.Un bel giorno però un manipolo di eroi (sette per l’esattezza) riuscì a penetrare nella bieca dimora dell’oscuro signore e, ponendo fine alla sua vita, a riportare infine l’ordine e la pace sulla terra. Il male però non muore mai...
    Ed infatti eccoci nei panni (alquanto logori) dell’overlord, ridestati dal nostro sonno millenario grazie ai nostri indefessi servitori. La prima cosa che noteremo, dopo aver indossato la nostra fida armatura, è lo scenario di distruzione ed abbandono intorno a noi. Nulla di male, ci verrà da pensare (in fondo impersoniamo nientemeno che il re del terrore), se non fosse che i resti di quella che un tempo era una torre sono ciò che rimane della vostra casa. I paladini del bene infatti hanno ben pensato, una volta avervi massacrato ben bene, di radere al suolo il vostro bell’attico vista collinare, magari per potervi così dare una degna sepoltura.
    Inutile dire che il nostro simpatico alter ego digitale sia pronto a reclamare una tremenda vendetta.
    Il nostro compito sarà quindi quello di ristrutturare la torre oscura (d’altronde non si può vivere mica in un posto così malsano), vendicarsi dei sette eroi (che,approfittando della nostra dipartita, hanno ben pensato di prendersela comoda) e non per ultimo ristabilire il nostro bel regno di terrore e distruzione.

    Uccidere,distruggere,saccheggiare!

    Sin dalle sue prime apparizioni sul web Overlord ha destato la curiosità di una buona fetta di videoplayer, i quali rivedevano nel titolo codemasters il naturale erede di dungeon keeper, vera e propria gemma nel campo degli strategici in tempo reale. Sorpresa delle sorprese, le analogie con il titolo ideato da quel geniaccio di Peter Molyneux si fermano ad un certo appeal nel design grafico ed alla carica di umorismo che permea tutta l’avventura che affronteremo.
    Nel titolo triumph, a differenza della maggior parte degli RTS, saremo noi a scendere direttamente in campo per poter dirigere e dar man forte alle nostre fedeli truppe di serventi (pronti a tutto pur di adempiere ad i nostri servigi): esse sono infatti il cuore pulsante del gioco, il nostro deus ex machina per poter tornare finalmente al trono del regno. Potremo infatti scagliarle all’attacco dei nemici, richiamarli a noi se li dovessimo vedere in difficoltà, spazzare ostacoli che intralciano il cammino, raccogliere oggetti e quant’altro. Restando sul tema dei serventi è utile sottolineare che avremo modo di comandare quattro diverse razze, ognuna contraddistinta da un colore e da specifiche abilità. I serventi marroni sono la fanteria del nostro esercito. Estremamente forti, sono adatti agli scontri corpo a corpo ed al lavoro pesante; tuttavia non hanno poteri speciali che possano tornarci utili. I serventi rossi, figli del fuoco e della lava, sono abilissimi nel lanciare palle di fuoco. Estremamente più fragili rispetto ai marroni, necessitano di stare in retrovia per evitare di essere sbaragliati. Data la loro natura sono immuni agli effetti del fuoco, il che li rende fondamentali di fronte alle barriere di fiamme. I serventi verdi, l’elite a nostra disposizione, gli assassini prezzolati sui quali potremo confidare. Nati dall’incubazione in pozze di veleno, sono in grado di arrivare dietro ai nemici ed ucciderli grazie ai loro artigli acuminati e intrisi di sostanze mortali. Infine i serventi blu, pronti ad insegnarci che non solo con la forza bruta si vincono le guerre. In virtù di questo adagio ecco i misteriosi abietti di natura anfibia. Non hanno alcuna abilità offensiva diretta, ma sono cruciali in quanto capaci di poter scagliare incantesimi sia offensivi che di guarigione (riuscendo a resuscitare i caduti in battaglia).Ci torneranno utili anche nella risoluzione di enigmi ambientati in acqua, in quanto sono gli unici in grado di nuotare.
    Qualcuno noterà diverse assonanze con Pikmin, vi possiamo però assicurare che i due titoli hanno ben poco da spartire, in quanto il titolo di casa Codemasters prende una piega molto più action con alcuni elementi di rpg che quella puzzle del gioiellino di casa Nintendo.
    Durante il nostro peregrinare per le terre fantastiche ci imbatteremo in un’altissima quantità di oggetti nei quali i nostri simpatici serventi potranno rinvenire oro e pozioni di recupero per la nostra persona oppure armi ed armature che indosseranno per poter aumentare il loro potenziale offensivo e difensivo,venendo così a ripercuotersi sull’esito delle battaglie.
    Ma non finisce qui: la cieca fedeltà dei nostri asserviti ci sarà utilissima nel caso dovessimo ripristinare la nostra energia (sia fisica che magica): sparsi sul territorio si trovano infatti degli altari ai quali possiamo dare in sacrificio un certo numero di goblin per poterci ricaricare ed allontanare così la schermata di game over.

    Impavidi eroi morderete il mio acciaio!

    Così dicendo sembrerebbe quasi secondaria la presenza dell’Overlord sul campo di battaglia: riflessione sbagliatissima in quanto senza un capo carismatico in grado di dettare ordini il nostro esercito avrebbe ben poche possibilità di vittoria. Ecco dunque giungere in nostro aiuto un sistema di potenziamento del personaggio che strizza un po’ l’occhio alla categoria dei giochi di ruolo, senza però scendere nella complessità tipica di questi ultimi. All’inizio della nostra avventura potremo solamente comandare uno sparuto gruppetto di goblin, menare fendenti con la nostra fida ascia da guerra e scagliare palle di fuoco; essendo poi appena resuscitati la nostra linfa vitale non sarà poi così elevata. Mano a mano che ci addentreremo nel gioco ci imbatteremo però in diversi potenziamenti (tutti o quasi associati a dei pezzi della torre oscura) che andranno ad aumentare i nostri parametri: avremo così a disposizione nuovi incantesimi, maggior vigore fisico e la possibilità di dirigere uno squadrone della morte più corposo, permettendoci fra l’altro di poter mixare le varie razze descritte poco più su.
    Inoltre, una volta recuperate le parti della nostra magione riguardanti la fonderia, ci sarà data la possibilità (previo esborso di denaro) di forgiare nuove armi ed equipaggiamenti per migliorare i nostri valori di attacco e di difesa; potremo anche sacrificare un certo numero di serventi (quando si dice la fedeltà!) per rendere più efficace la forgia di armi ed armature.
    L’impostazione “ruolistica” la ritroveremo anche nella struttura vera e propria del gioco: per procedere nelle nostre avventure infatti dovremo completare una serie di quest (sia riguardanti la storia principale ,sia secondarie) che ci verranno assegnate dai villici del luogo.

    Sturmtruppen attacchen!

    Nonostante le premesse appena fatte, il gameplay di Overlord risulta estremamente frenetico e, fortunatamente, i ragazzi di Triumph sono riusciti a mettere a punto un sistema di controllo che coniuga sia la facilità di apprendimento e di utilizzo, sia la completezza delle azioni da compiere: avremo sempre sotto controllo la situazione, grazie anche alla sempre pronta risposta dei comandi. Le poche situazioni confusionarie nelle quali ci imbatteremo saranno dovute più che altro alla telecamera, una delle poche note dolenti del gioco: l’inquadratura sarà quella classica degli action in terza persona(quindi da dietro le spalle del nostro avatar), il problema è però dato dall’impossibilità di ruotare la visuale per poter vedere il mondo che ci circonda (le uniche possibilità di manovrare la visuale ci sono date dalla pressione del dorsale sinistro per riportarla di default dietro di noi oppure tramite pressione dello stick destro aumentare o diminuire lo zoom); questo difetto sarà particolarmente noioso in occasione di alcuni combattimenti dove purtroppo saremo costretti a giocare un po’ per riposizionare la telecamera. Nulla di così eclatante da poter inficiare l’esperienza di gioco, tuttavia era doveroso segnalare il problema.

    Hai una zucca in tasca o sei contento di vedermi?

    Per quel che invece concerne l’aspetto tecnico del titolo Codemasters, possiamo affermare che il lavoro compiuto è nel complesso molto soddisfacente, anche se non privo di imperfezioni. Da questo punto di vista Overlord si mostra a noi con una veste grafica di tutto rispetto: ottime texture, colori sgargianti che sottolineano il carattere ironico del gioco ed un chara design che, pur avendo molto in comune con Fable o The Horde, risulta molto accattivante e di sicura presa. Scorrazzare fra i prati e le foreste dei campi dorati, addentrarsi fra le pericolose mura dei domicili dei mezzuomini oppure districarsi fra le paludi di notteperenne è un’esperienza veramente gradevole: il team di Triumph è riuscito a caratterizzare molto bene le varie locations, riempiendole di particolari che aumentano di molto l’immedesimazione del giocatore. Menzione d’onore meritano i nostri beneamati goblin serventi (sono loro i veri protagonisti del gioco, a discapito del cattivissimo Overlord) realizzati in maniera buffissima: vedere la nostra orda armata di tutto punto (zucche e teschi a mò di copricapi; forconi, mannaie da cuoco e falcetti come armi) ci strapperà più di un sorriso.Molto carini anche gli altri personaggi non giocanti, sia amici che nemici, anche se soffrono di una certa ripetitività dovuta al riutilizzo di texture e modelli poligonali; complessivamente buona la figura dell’Overlord che rende bene l’idea di “possanza malefica”, pur essendo però affetto da una certa penuria di animazioni e da un design tutto sommato abbastanza classico.
    Nella media gli effetti speciali come fumo, fiamme ed effetti di luce; stabile invece il frame rate. Molto buono nel complesso il lavoro svolto nella realizzazione tecnica di Overlord che, pur non presentando una grafica “spaccamascella”, risulta estremamente godibile.

    Chi trova un amico,trova un alleato

    Nonostante sino ad ora il gioco possa essere classificato come “solo single player”, alla Codemasters hanno ben pensato di inserire fra le opzioni anche quella Xbox Live. Le modalità presenti in questo caso sono due: cooperativa e versus. Per quel che concerne la prima ci ritroveremo con un nostro amico in una vera e propria modalità di sopravvivenza:noi ed il nostro esercito contro gli assalti sempre più furiosi da parte del nemico. Nel versus invece andremo a rivaleggiare con un altro Overlord “umano” in due tipologie di scontri: carneficina e saccheggio. Entrambe sono né più né meno che le classiche skirmish degli strategici in tempo reale: affronteremo il nostro avversario in un’arena, vince chi allo scadere del tempo avrà totalizzato il maggior numero di punti(nella modalità carneficina) oppure avrà raccolto il più alto quantitativo di oro (in saccheggio). Purtroppo ci duole constatare la scadente qualità di queste modalità online: oltre ad un po' di lag (che non va ad inficiare più di tanto la frenesia del titolo) il vero problema è rappresentato dall’incredibile ripetitività delle situazioni: praticamente gli scontri si risolveranno tramite caotiche battaglie a suon di serventi marroni fra gli avversari (oppure in cooperativa contro il computer), gli unici dotati di buona forza fisica (rendendo così inutile l’uso delle altre tre razze).

    Overlord OverlordVersione Analizzata Xbox 360Una bella sorpresa questo Overlord, ed una boccata di aria fresca per il parco titoli della 360. Il titolo targato codemasters risulta essere un mix riuscito di diverse idee e titoli(Pikmin, stile da rts, Fable) e che coniuga una realizzazione tecnica di tutto rispetto ad un gameplay semplice ed intrigante. Sicuramente non spremerà a fondo i chip grafici della console Microsoft, tuttavia lo stile profuso riesce a rendere Overlord una gioia per gli occhi e per le orecchie. Sufficientemente lungo (circa venti ore per terminare l’avventura), ha anche un discreto fattore di rigiocabilità legato in particolar modo al conseguimento dei famigerati obiettivi. Un vero peccato che tutto quello che c’è di buono venga inficiato parzialmente da una telecamera non sempre perfetta e non arricchito da una modalità online divertente come quella offline. Ci sentiamo di consigliare il titolo a tutti quei player che cercano qualcosa di nuovo e che preferiscono, in questo caldo inizio di luglio, manovrare orde di simpatici goblin piuttosto che impugnare una magnum.

    7.5

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