Overwatch Switch Recensione: la nuova vita dell'Hero Shooter di Blizzard

Overwatch giunge su Switch in un momento turbolento per Blizzard: vediamo come se la cava questa conversione del popolare sparatutto.

recensione Overwatch Switch Recensione: la nuova vita dell'Hero Shooter di Blizzard
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • L'inizio della mia esperienza con Overwatch risale al 24 maggio 2016: la Legendary Edition giunse come regalo di compleanno e, da allora, l'hero shooter Made by Blizzard non ha più lasciato la PlayStation 4 su cui era installato. Ed anzi si è espanso anche su PC, facendomi aumentare a dismisura le ore passate in compagnia degli eroi dell'universo creato dai ragazzi di Irvine. Il tempo di gioco, diviso - quasi equamente - tra una versione e l'altra, ha visto un'impennata con il debutto della Overwatch League e la susseguente nascita della scena competitiva "inferiore", purtroppo successivamente snobbata dalla stessa Blizzard.

    Capite, quindi, che quando venne ufficializzata l'uscita di Overwatch per la console ibrida di Nintendo, l'entusiasmo si fece palpabile, nonostante i dubbi di natura tecnica che ovviamente sono sorti subito dopo l'annuncio. Eppure, immaginare di poterci giocare ovunque è bastato a creare una certa speranza, soprattutto dopo il buon lavoro fatto con Diablo III. Ora che Overwatch è finalmente approdato sulla piccola console di casa Nintendo è finalmente tempo di tracciare un bilancio e capire se le aspettative - chiaramente commisurate alla potenza tecnica dell'hardware - sono state ripagate.

    Un periodo turbolento

    Overwatch Switch fa capolino in un momento alquanto turbolento per Blizzard. Stiamo parlando, ovviamente, dell'affaire "Blitzchung": una vera e propria bomba, esplosa nelle mani del colosso di Irvine che si è trovato improvvisamente non solo boicottato dalla sua stessa community, ma addirittura interpellato dal Congresso statunitense. L' invito scritto, diretto a Bobby Kotick, prega infatti l'azienda tornare a essere la realtà di sempre, ovvero quella che nella propria mission propugna la libertà di parola e il "think globally".

    In tutta questa vicenda anche il rapporto con Nintendo è andato a logorarsi. Se ci pensate, Blizzard non ha avuto un gran supporto dalla multinazionale nipponica in occasione dell'arrivo del titolo sul mercato. Il mega evento per il lancio di Overwatch su Switch a New York è stato annullato (e Blizzard è stata additata come l'unica responsabile); inoltre, fatto che peraltro non ha precedenti, la grande N ha esplicitamente promesso la possibilità all'utenza di richiedere il rimborso in caso di acquisto del prodotto.

    Ad ogni modo, non sono solo gli scandali internazionali a sconquassare il presente (e il futuro prossimo) di Blizzard. Tra pochi giorni prenderà infatti il via l'appuntamento più atteso dell'anno per il colosso di Irvine e tutti gli appassionati, ovvero la BlizzCon. Un'edizione quella di quest'anno che, se dovesse rispettare i rumor circolanti in queste ore, promette di portarci un bel po' di novità per il prossimo futuro.

    Tra un Warcraft III Reforged (in dirittura d'arrivo) e un Diablo 4 (passando per la declinazione mobile, Immortal, e la Remastered di Diablo 2), ci sarà probabilmente spazio per l'annuncio di Overwatch 2, anche se non è chiaro se sarà un vero e proprio "secondo capitolo" con tutti i crismi oppure una grossa svecchiata/espansione di quanto già conosciamo. In base a quanto emerso dai leak di questi giorni, il gioco in sviluppo includerà una componente PvE, modalità PvE/PvP e un sistema di progressione dei personaggi singoli, inoltre si parla della presenza del supporto cross-play esteso tra console e PC. Sarà tutto vero o dovremo ancora attendere prima di scoprire se questo ipotetico sequel esiste davvero? Intanto, cerchiamo di analizzare i punti di forza e gli inciampi che caratterizzano l'ultima trasformazione dell'hero shooter che già conosciamo come le nostre tasche dal 2016.

    I necessari compromessi

    La vita, si sa, è fatta di compromessi e lo sa molto bene il team che si è occupato del port di Overwatch per la piccola di casa Nintendo. Ovviamente, in questa sede, analizzeremo solo i pro e i contro della nuova versione, senza dilungarci troppo sui contenuti né sulle meccaniche di gioco base già spiegate in sede di recensione di Overwatch, a cui vi rimandiamo per una lettura più approfondita.

    All'edizione Switch, ad ogni modo, non manca davvero nulla: arriva infatti carica di tutti i contenuti e gli update distribuiti sino a oggi. Gli eroi ci sono tutti così come la "nuova" coda dei ruoli e le modalità su cui già abbiamo trascorso centinaia di ore. Ad esempio, ora è attivo l'evento di Halloween che ci porta ad affrontare nuovamente il perfido Dottor Junkenstein.

    Purtroppo, nonostante ci sia la possibilità di collegare il proprio account Blizzard, anche per la versione Switch i progressi non sono condivisibili con le altre eventuali edizioni possedute. Ciò significa ripartire da zero e scordarsi tutte le skin e gli altri oggetti cosmetici accumulati nel corso del tempo.
    Riguardo al comparto tecnico, dimenticate ovviamente la qualità vista su PC o sulle altre console da salotto: Overwatch gira a 900p in modalità docked e a 720p quando si fa portatile.

    La risoluzione non è bloccata, bensì dinamica e scala a seconda della quantità di pixel in movimento sullo schermo.
    La caratteristica più strana del prodotto, quella che va a impattare maggiormente su tutta l'esperienza di gioco, è stato il dimezzamento del frame rate: portato da 60 a 30fps. Il caotico guazzabuglio di personaggi, Ultra ed effetti a schermo che da sempre caratterizza l'azione si è fatto improvvisamente più lento e a nulla vale modificare la sensibilità dei controlli per recuperare un po' di dinamismo.

    30 e non più 30

    I 30 fps, peraltro, non sono granitici e può capitare, soprattutto nelle fasi più concitate, che il flusso subisca un certo calo sotto il profilo prestazionale, seppur mai talmente invasivo da rendere i match ingiocabili. Rimane comunque il fatto che chi possiede familiarità con la produzione ed ha potuto apprezzarla su altre piattaforme, difficilmente riuscirà a scendere a patti con un compromesso simile. Al netto di simili limitazioni, la vera forza della nuova declinazione dell'hero shooter targato Blizzard sta nella sua portabilità. Avere Overwatch tra le proprie mani, portarlo dovunque vogliamo e giocarci quando ci aggrada - disponibilità di connessione permettendo - è qualcosa di davvero unico che, lo confessiamo, ci ha fatto un enorme piacere.

    Il sistema di controllo, personalizzabile in molte sue parti, non riesce proprio a competere con i pad delle altre console. Nell'equazione non inseriamo nemmeno mouse e tastiera, dato che, in quel caso, ci troviamo chiaramente su un altro pianeta. I tasti dei Joy-Con non sono esattamente adatti a uno sparatutto che dispone di una mappatura dei comandi molto ampia, che sfrutta praticamente ogni singolo tasto a disposizione. Bisogna, insomma, farci l'abitudine; soprattutto quando si affrontano le partite in modalità portatile.
    In questo caso, se proprio volete provare qualcosa di diverso, potete sempre avvalervi della funzionalità legata al giroscopio, la quale vi permette di mirare (esiste anche la mira assistita, dato il grado di precisione abbastanza ballerino) spostando la console nella direzione desiderata.

    Tale feature può essere comunque disattivata in ogni momento, anche per evitare i più che prevedibili effetti derivanti dal motion sickness, visto che in un gioco come Overwatch si è in costante - e rapido - movimento.

    Gli eroi non muoiono mai!

    I compromessi di cui vi abbiamo parlato poco fa non potevano non intaccare anche il comparto tecnico. Il team impegnato nell'ibridazione ha dovuto rinunciare a un bel po' di beltà visiva: manca la rotondità degli effetti particellari, difettano riflessi e ombre; gli oggetti ambientali delle mappe e gli stessi modelli poligonali dei personaggi sono qui più grezzi e spigolosi del solito. In generale, l'abbassamento della risoluzione e l'assenza di dettaglio diviene evidente soprattutto quando la console si trova collegata al televisore. Al contrario, in modalità portatile non ci si accorge quasi per nulla delle mancanze appena citate.

    Ciò che invece abbiamo notato nel corso della nostra lunga prova è la presenza di tempi di caricamento un po' troppo lunghi. Questo accade principalmente a inizio partita (ma anche durante il respawn e la killcam), quando addirittura i modelli poligonali dei personaggi non compaiono nemmeno, apparendo semplicemente come dei fuochi fatui che vagano per lo schermo.

    Abbiamo pertanto testato la qualità della connessione, ipotizzando che si trattasse di episodi di lag. Invece, abbiamo scoperto che la latenza non c'entra: si tratta proprio di una debacle nel caricamento dei modelli. Accedere al menu durante la partita, in aggiunta, provoca esattamente il medesimo effetto, ritardando la responsività nei controlli e il rientro in partita. La speranza è che questa problematica possa essere risolta in futuri update. Di contro, una feature sicuramente gradita è rappresentata dalla presenza della chat vocale in game, che ci permette di bypassare l'utilizzo dell'app Nintendo.

    Overwatch OverwatchVersione Analizzata Nintendo SwitchLa conversione di Overwatch per la console ibrida targata Nintendo rappresenta, a nostro avviso, il massimo che il team di sviluppo poteva fare per portare l'hero shooter in un ambiente non esattamente adatto ad accogliere una produzione di tal genere. Al netto dei compromessi di natura tecnica a cui si è andati incontro, resta un'esperienza indubbiamente piacevole stringere Overwatch nelle nostre mani e portarlo con noi per giocarlo ovunque ci sia una connessione wi-fi. Rimane il fatto che questa inedita veste del frenetico FPS targato Blizzard potrà attrarre soprattutto coloro che non hanno mai avuto l'occasione di provarlo su hardware più performanti. Al di là del necessario downgrade grafico e di alcune problematiche relative ai tempi di caricamento dei modelli poligonali, è il dimezzamento del frame a pesare più di tutto sulla godibilità del gioco, il quale può comunque contare sugli stessi contenuti presenti in ogni altra versione.

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