Recensione Oxenfree

L'avventura di Night School Studio narra le vicende di un gruppo di ragazzi durante una gita al mare su una piccola isola, nella quale, grazie alla curiosità e una radio portatile, scopriranno qualcosa che li cambierà per sempre.

Versione analizzata: PC
recensione Oxenfree
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Oxenfree è sicuramente un progetto particolare e sin dal primo video di annuncio, comparso quasi dal nulla, ha attirato molte attenzioni sia per il suo lato estetico, minimale e curato, sia per un approccio alla narrazione molto particolare, che tenta un via parallela rispetto allo standard imposto da Telltale e perfezionato da Dontnod.
Dopo quella prima fiammata di popolarità, il lavoro dei quattro ragazzi che compongono il giovane team Night School Studios è quindi tornato a nascondersi per alcuni mesi, sparendo dalle tonnellate di news giornaliere se non per la conferma dell'esclusività Xbox One per quanto riguarda il fronte console. In realtà, di strada il progetto Oxenfree ne ha fatta tantissima, ed è arrivato a convincere anche Robert Kirkman e la sua Skybound, che sta ora sponsorizzando il gioco verso il grande pubblico statunitense grazie ad una campagna annunciata quasi a ridosso dell'uscita. Abbiamo vissuto quindi l'avventura di Alex, dai primi passi sul traghetto che la porterà a scoprire qualcosa di incredibile, fino ad uno dei tanti finali possibili.

Una gita tra amici

Alex è una ragazzina abbastanza comune, mediamente estroversa e a suo agio in mezzo agli altri, con i soli dettagli dei capelli azzurri e della giacca rossa di taglia troppo grande a farla svettare rispetto ai suoi coetanei. Viene trascinata dal suo amico Ren in una gita all'avventura, su una piccola isoletta che si affaccia sulla baia cittadina, un tempo utilizzata dai militari per una base ormai in disuso e abitata solo da poche decine di persone. Uno scoglio incontaminato meta proprio di gite al mare, grazie alla grande spiaggia e ai sentieri che è possibile percorrere nella piccola foresta che ne occupa la parte più interna. Ren ne è entusiasta e per tutto il breve viaggio sul traghetto si agita, scatta fotografie e si prepara psicologicamente per un'uscita tra amici che ha pianificato in ogni minimo dettaglio. Ai due si unisce anche Jonas, fratellastro di Alex appena arrivato in città e che, almeno inizialmente, sembra un po' sulle sue: non conosce nessuno, ha appena incontrato Alex e non sa cosa aspettarsi. È però ben disposto a nuove amicizie, visto che sta cambiando vita, e vuole fare i primi passi nel modo giusto, andando d'accordo con tutti. Ad attendere il trio sull'isola c'è poi Clarissa, glaciale e tagliente come un rasoio, e Nona, vero obiettivo di Ren e forse motivo che l'ha spinto ad organizzare l'uscita, malgrado lo stare vicino ad Alex lo riempia sempre di gioia. I cinque si ritroveranno sulla spiaggia grande dell'isola per una nottata all'insegna di qualche birra, tante chiacchiere e un cielo pieno di stelle. La curiosità li spingerà però ad esplorare le vicine caverne e, complice una radiolina che Alex porta sempre con sé, scopriranno qualcosa che trasformerà le loro vite, radicalmente. La particolarità di Oxenfree è quindi la narrazione: la storia evolve in base al dialogo con gli altri personaggi e la struttura, che inizialmente può assomigliare a quella di un'avventura grafica abbastanza standard, è però priva di inventario o dell'utilizzo di oggetti nello scenario. Si tratta di un passo importante, in quanto la quasi totale mancanza di enigmi fa sì che tutto il peso di Oxenfree si regga sulla scrittura di una sceneggiatura forte, quasi magnetica, per riuscire a catalizzare l'attenzione del giocatore.

Questo si riflette anche sul ritmo: non c'è praticamente un minuto in tutto il gioco nel quale i personaggi su schermo rimangano in silenzio. Ren è praticamente logorroico e Clarissa non perde occasione per lanciare le sue algide frecciate, mentre Nona, la più taciturna, nella seconda parte dell'avventura emerge rispetto agli altri, senza dimenticare Jonas, che solo inizialmente parla poco ma dopo pochi istanti diventa un personaggio chiave. E Alex? Essendo controllata dal giocatore, la sua personalità è stata tratteggiata in maniera volutamente meno incisiva, in modo che ognuno possa riempire il personaggio con il suo modo di essere: durante ogni discorso è infatti possibile decidere se e come intervenire, grazie a tre frasi legate a parole chiave che compaiono sulla sua testa e che è possibile leggere con un colpo d'occhio. Il "se" è un aspetto fondamentale: attendendo pochi attimi, a volte veramente un istante, le parole scompaiono, quindi si può decidere volontariamente di non controbattere, magari perché non si ha un punto di vista preciso sull'argomento in oggetto oppure perché il tempo per scegliere è scivolato via troppo rapidamente.

Poiché le frasi sono legate ai pulsanti frontali del controller, farsi trascinare in una conversazione, anche molto complessa, con i propri compagni di avventura è un procedimento che cattura e funziona istantaneamente, anche grazie alla capacità di scrittura del team, che ha preparato dialoghi e testi mai banali, i quali ben si adattano all'atmosfera e all'ambientazione di gioco. Inizialmente il tono di Oxenfree è infatti leggero e spensierato, come ci si aspetterebbe per una storia a base di un gruppo di amici che partono per una gita al mare. Qualcuno sentirà un gusto già visto nelle sezioni iniziali dell'avventura, dai Goonies a Super 8, ma in realtà il gioco è ambientato ai giorni nostri e la spensieratezza iniziale sarà destinata a cedere il passo. Dopo la prima mezz'ora la sensazione generale virerà verso un malessere strisciante, che dallo schermo passerà lentamente alla mente del giocatore. Le tematiche si faranno progressivamente più complesse, soprattutto man mano che i personaggi si ritroveranno in situazioni estreme, in quanto al cospetto di qualcosa che nessuno è in grado di spiegare. Man mano il loro vero io verrò messo a nudo, anche grazie e flashback e altri espedienti narrativi utili a scoprire perché i ragazzi hanno un determinato stato d'animo. Ecco quindi che, una volta caricato sulla giostra di eventi rappresentato dalla storia di Oxenfree , il peso dei personaggi si equilibra in una storia soprannaturale ben scritta, che rende quasi impossibile smettere di giocare, al punto da poter spingere a vedere i titoli di coda in un'unica, impegnativa sessione. Ciò che poi stupisce una volta visto uno dei finali è il prendere coscienza sulla grandezza vera e propria del gioco: se le cinque ore necessarie a portarlo a termine non sembrano molte, basta farsi un'idea della variabilità della trama in base alle proprie scelte per capire la mole di lavoro alla base del progetto. Il lavoro di sceneggiatura deve essere stata immensa, in quanto il testo è moltissimo, tutto doppiato, e la qualità di scrittura è sempre molto alta, anche nei momenti in cui l'azione prevede il solo passaggio da una zona dell'isola e l'altra, con discorsi sempre interessanti e nei quali è un piacere immergersi.

Oxenfree Oxenfree appassiona, risucchia il giocatore nel suo mondo e appaga fino all’ultima battuta. È però un titolo che chiede molto all'utente, quantomeno in termini di conoscenza dell’inglese. La qualità dell'esperienza dipende infatti dalla comprensione dei dialoghi al volo, in modo da poter davvero sfruttare l’ottimo strumento di botta e risposta messo a disposizione dal team: i personaggi non attendono le proprie scelte, la storia non si ferma e bisogna necessariamente essere sempre pronti. Se quindi conoscete l’inglese, premiate Oxenfree con l’acquisto: si tratta di un’avventura fresca, fuori dagli schemi, che si presenta bene ma non esaurisce nella grafica tutto il suo potenziale. Nel caso poi il gioco dovesse diventare un successo, l’eventuale aggiunta di altre lingue potrà renderlo giocabile a più persone, anche da coloro che, per ora, non riuscirebbero a tradurre con la rapidità necessaria per poterselo godere fino in fondo.

8.5

Che voto dai a: Oxenfree

Media Voto Utenti
Voti: 13
8.3
nd