Pac-Man Mega Tunnel Battle Recensione: un battle royale per Google Stadia

La famelica pallocca gialla compie quarant'anni e Bandai Namco le rende onore con un battle royala a 64 giocatori, nuova esclusiva per Google Stadia.

recensione Pac-Man Mega Tunnel Battle Recensione: un battle royale per Google Stadia
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  • Quarant'anni di vita sono un gran bel traguardo. E ad oggi, in ambito videoludico, crediamo non esista personaggio o icona che possa vantare la stessa, eccezionale tenuta del buon Pac-Man, il vorace cerchio giallo nato nel 1980 -si dice- dall'incontro di Toru Iwatani con un piatto di pizza senza una fetta. Si tratta di un risultato che non è in grado di eguagliare nemmeno Mario, fermo al suo pur rispettabile trentacinquesimo genetliaco, che tutti noi abbiamo festeggiato con sommo gaudio proprio nel corso di questo interminabile 2020.

    È pur vero che rispetto all'idraulico baffuto, o ad altri mostri sacri del gaming, la pallocca mangiatutto non sia più sulla cresta dell'onda da un bel po' di tempo. Forse per questo, nel celebrare un anniversario così importante, Bandai Namco ha ben pensato che sia giunto il momento d'infondere nuova linfa a una serie che, pur con tutte le attenuanti che si devono a un brand storico, si è sempre adagiata sugli allori. E quale modo migliore per "fagocitare" anche la curiosità dei newcomer se non quello d'immergere la consueta, labirintica formula arcade in un tipico contesto da battle royale, uno dei generi più frequentati dall'utenza giovane? Detto fatto: ecco a voi PAC-MAN Mega Tunnel Battle, in esclusiva per Google Stadia.

    Da sessantaquattro a uno

    Un po' come tutti i precedenti multiplayer massivi mutuati dai grandi classici del secolo scorso (da Super Mario Bros. a Tetris, passando per Bomberman), PAC-MAN Mega Tunnel Battle si compone di una manciata scarsa di modalità ludiche, una sola delle quali definisce effettivamente il valore del pacchetto.

    È il motivo per cui non vorremmo soffermarci sull'opzione denominata Sfida a Tempo, un contenuto che non ha ragion d'essere se non sotto forma di "allenamento" in vista del piatto forte della competizione, ossia il cosiddetto Elimination Match (semplicemente Eliminazione, in italiano). Qui risiede la vera essenza della produzione: sessantaquattro giocatori connessi simultaneamente in rete devono affrontarsi in una partita a PAC-MAN con lo scopo di rimanere gli unici in gara. Com'è ovvio, le regole della sfida non sono però completamente sovrapponibili a quelle che il pubblico ha imparato a conoscere nell'arco di quattro decadi. Non che il core gameplay cambi di una virgola: ci si muove fra i corridoi degli stage trangugiando pillole e sfuggendo ai soliti quattro fantasmini che, qualora Pac-Man riesca a ingerire una speciale "pallina di potenza", diventano vulnerabili per pochi istanti e possono quindi essere inghiottiti, salvo tornare poi in campo in men che non si dica.

    Tuttavia ciascun partecipante inizia la sua corsa entro le mura di un labirinto personale, opportunamente selezionato in fase pre-match; ne consegue che il gioco si svolga all'interno di tanti ambienti diversi quanti sono gli utenti in linea, vera e propria griglia 8x8 i cui riquadri, però, sono in qualche modo interconnessi. Durante la sessione è infatti possibile invadere i livelli altrui, semplicemente passando attraverso i portali che li congiungono.

    Non sarà dunque raro trovarsi con due o più avatar giallicci fra i dedali del medesimo schema, il che porta a galla una meccanica tutta nuova. Con la pallina di potenza in corpo, chi impugna il pad può mangiare non solo Blinky, Pinky, Inky e Clyde, ma anche i Pac-Man dei giocatori avversari, sottraendogli uno dei preziosi punti vita esauriti i quali si viene definitivamente eliminati.

    PAC-MAN Mega Tunnel Battle è insomma una tradizionale battaglia per la sopravvivenza che tende a farsi tanto più serrata quanto più ci si avvicina all'obiettivo finale, vale a dire salire sul gradino più alto del podio. Si vince resistendo all'avvicendarsi di ben cinque round, nel corso dei quali il numero di labirinti che compongono il macro-reticolo va man mano riducendosi. Nel mentre lo sfidante deve sfoggiare un'ottima abilità pad (o tastiera) alla mano nonché una certa dose di pensiero tattico. La necessità di essere un po' strateghi deriva dal fatto che il software dispensa periodicamente una serie di oggetti che chi sta giocando può decidere di sfruttare immediatamente oppure assegnare a due tasti per poi usufruirne alla prima occasione propizia.

    Gli aiuti variano dagli elisir che attirano o respingono gli spettri colorati ai bonus che aumentano la velocità del Pac-Man, dalle bombe stordenti fino a delle chiavi e dei lucchetti che rispettivamente allungano/riducono i tempi di apertura/chiusura dei passaggi che collegano un labirinto agli altri adiacenti. Non va infine scordato che ogni singolo campo da gioco segue la classica progressione dell'esperienza originale: ingurgitando tutte le pillole, lo scenario passa perciò a un livello di difficoltà successivo. Un'altra dinamica che, se ben gestita, può mettere non pochi bastoni fra le ruote delle prestazioni rivali.

    Il meccanismo ludico cela poi altre piccole sfumature; per fortuna, a differenza di molti suoi congeneri, PAC-MAN Mega Tunnel Battle ha l'intelligenza di mettere tutto nero su bianco, fra le pagine di un dettagliatissimo tutorial scritto. È un elemento tutt'altro che accessorio, invero molto gradito, che permette di entrare in partita ben istruiti e consci di cosa si possa fare per avere la meglio sugli altri sessantatré famelici contendenti.

    All'ultimo boccone

    PAC-MAN Mega Tunnel Battle è di certo un'iterazione del franchise più che valida. Inserisce nella ricetta primigenia alcune trovate dalla buona carica giocosa, mette in mostra un bel manto grafico cartoonesco ed è piacevolmente metareferenziale (fantastica la citazione al leggendario livello 256, con tanto di effetto "glitchato"). Detto ciò, non è sicuramente il battle royale più trascinante che ci sia capitato fra le mani da quando Tetris 99 (su Everyeye.it trovate la recensione di Tetris 99) ha dato il via a questa nuova tendenza al sapor di nostalgia.

    Questo perché in Mega Tunnel Battle, una volta scesi in pista, tende spesso a prevalere il senso di sfida individuale contro la CPU - una sfida che richiede pratica e concentrazione, come la storia di PAC-MAN insegna - anziché l'impressione di trovarsi concretamente al centro di un duello "extra large", che pullula di un così alto numero di utenti in carne e ossa.

    È forse un problema legato all'impostazione visiva generale, poiché di fatto risulta impossibile avere in tempo reale un'idea sufficientemente chiara di cosa stia succedendo dentro le arene della macro-rete più distanti dalla posizione del giocatore, laddove si può sbirciare rapidamente solo fra quelle confinanti con il proprio labirinto, tramite funzione di zoom.

    È quasi ironico che una veduta a trecentosessanta gradi dell'azione sia possibile solamente qualora si venga sconfitti, momento in cui si palesa l'opportunità di continuare a osservare il match dall'esterno, in Modalità Spettatore. Del resto bisogna ammettere che il team di sviluppo abbia studiato un post-game spettatoriale tutt'altro che passivo e ininfluente. Qui infatti, oltre a scrutare le mosse dei Pac-Man ancora in corsa, tutti gli esclusi saranno chiamati a partecipare a dei mini-sondaggi fulminei, in cui la maggioranza dei voti decreterà quale power-up di un terzetto debba spawnare all'interno della partita. Un modo singolare - indubbiamente creativo - per spronare tutti quanti a seguire ogni gara sino alla proclamazione del vincitore.

    Pac-Man Mega Tunnel Battle Pac-Man Mega Tunnel BattleVersione Analizzata Google StadiaPAC-MAN Mega Tunnel Battle è un buon tentativo di svecchiare il capolavoro di Namco e Iwatani, un PAC-MAN multigiocatore in cui soprattutto i veterani del “waka waka waka” non faticheranno a trovare una ragione per riprendere a divorare pillole e fantasmi a profusione. D’altra parte non è certamente il battle royale arcade con più appeal fra quelli sulla piazza, meno coinvolgente e palpabilmente competitivo dei suoi consanguinei (in primis quelli firmati dalla premiata ditta Nintendo-Arika). Si tratta comunque di una gradevole aggiunta al catalogo di Stadia, oltre che un modo simpatico per rendere omaggio a un videogioco indimenticabile.

    7.2

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