Recensione Pac Pix

Strani disegni, che prendono magicamente vita.

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Disponibile per
  • DS
  • Basta con le pillole!

    La ludoteca per Nintendo DS prosegue nella sua esplorazione e rielaborazione dei generi e dei classici del videogioco.
    Se con Yoshi: Touch & Go, era il genere platform a subire il trattamento DS, con Pac Pix è l'icona forse più rappresentativa del videogioco ad essere protagonista.

    Pac Pix si controlla esclusivamente col pennino. All'abbandono della croce direzionale e dei tasti, consegue un certo disinteresse nel controllo dello sprite del protagonista, mentre salgono alla ribalta quelli che una volta erano gli elementi di contorno: se con Yoshi si disegnavano le piattaforme, con Pac Pix vanno disegnati i muri.
    Il meccanismo di base è semplice. Da sempre Pac Man si diletta nel mangiare fantasmini, percorrendo labirinti disseminati di pillole che lo trasformano da preda a predatore. Ma dopo averne prese per più di venticinque anni, Pac Man di pillole non ne ha più bisogno e in Pac Pix gli basta entrare in contatto coi nemici per fagocitarli.

    Nel gioco Namco si ha a che fare con schermate fisse riprodotte sugli schermi del DS, e presentate come fogli di carta disegnati a matita. Su di essi si animano tutta una serie di fantasmini e interruttori via via più complessi.
    L'interazione avviene tramite lo stilo: per prima cosa si deve disegnare Pac Man, e poi i "muri" grazie ai quali indirizzarlo, impedendogli di finire fuori dallo schermo e mangiando fantasmi a più non posso.
    Appena scartata la confezione la cosa più bella del gioco è proprio questa: vedere come i propri disegni prendano vita. Non c'è bisogno di rispettare esattamente la forma canonica di Pac Man e quindi si dà sfogo alla propria creatività più malata, vedendo che si può pretendere quasi l'impossibile dall'interfaccia stilo-grafica creata da Namco. Anche il peggiore sgorbio può andar bene, se si segue l'unica semplice regola imposta per disegnarlo, e cioè disegnare prima la bocca e poi racchiuderla con un cerchio.
    Tutto ciò è anche "terapeutico": imparare a disegnare velocemente è fondamentale dato che lo scopo del gioco è mangiare tutti i nemici entro il tempo limite (e con un massimo di circa cinque Pac Man disegnabili per ogni livello).
    Un Pac Man a tutto schermo è in grado di mangiare molti più nemici insieme, tutti quelli che incontrano le sue fauci nel suo (lento) incedere. Uno piccolo ha dalla sua una maggiore velocità, utile nell'ingannare certi fantasmini abili nel dribbling, ma è più difficile da contenere entro i bordi dello schermo.
    E' evidente come il touch screen sia l'elemento cardine su cui puntare gli occhi durante il gioco. Lo schermo superiore ospita i dati di gioco (punteggio, tempo rimasto, vite), oltre alla 'via degli oggetti', un percorso su cui mandare Pac Man a recuperare oggetti bonus e in cui a volte trovano asilo anche dei nemici. Questa specie di tunnel è molto utile. Quando vogliamo disegnare più Pac Man contemporaneamente, può servire come disimpegno deviarne alcuni nel tunnel per non impazzire a disegnare muri per tutti.

    Frecce e bombe da disegnare

    Proseguendo nel gioco, l'azione che ci è rischiesta si fa più articolata e oltre a disegnare gli elementi sopra menzionati, si dovrà provvedere anche a frecce e bombe. Con le frecce si attivano una serie di interruttori o si colpiscono determinati nemici o boss. Le bombe servono più o meno allo stesso scopo, anche se l'abilità manuale richiesta è differente.
    Per fare una bomba, prima si disegna un cerchio, poi la miccia, che deve finire sopra la candelina già accesa sullo schermo. E' importante il tempismo, visto che spesso la bomba serve a rompere la corazza di certi nemici, che hanno l'abitudine di scorrazzare in giro per lo schermo eludendo le nostre bombe.
    Con le frecce invece si deve essere piuttosto precisi nel disegnarne l'asta, in modo da scoccarla verso il punto in cui è necessario: le frecce si disegnano sul touch screen, ma spesso vanno mandate a colpire oggetti o nemici sullo schermo superiore.

    Volendo giudicare l'aspetto grafico secondo i criteri canonici, si potrebbe dare a Pac Pix una grave insufficenza. I colori utilizzati sullo schermo sono pochi, ed esso è quasi sempre di un giallino "libro antico", interrotto dalle piccole macchie di colore del fantasmini e del nostro sgorbio amulante. Ma il modo in cui il tutto è disegnato, gli conferisce un certo stile low fi, come per Wario Ware. Stesso discorso per il sonoro. Francamente i motivetti sono pochi, ma tutti simpaticissimi e all'altezza delle immortali note del classico Pac Man.

    Pac Pix Pac PixVersione Analizzata Nintendo DSSe non siete stati delusi dopo aver finito Wario Ware Touched in tre giorni, Pac Pix è un buon gioco. Lo stesso dicasi se siete fra i detentori dei record in Yoshi Touch & Go (o aspiranti tali...). Pac Pix non possiede una "modalità record" come Yoshi, ma ha il famigerato "story mode" che mancava al titolo Nintendo. La sfida sulla lunga distanza non è il fiore all'occhiello del gioco, ma è disponibile un secondo libro sbloccabile, in cui sembra che siano i fantasmini ad aver preso le famose pillole!

    7.5

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