Panzer Corps 2 Recensione: il wargame che riscrive la seconda grande guerra

Flashback Games e Slitherine pubblicano un wargame che fa della strategia il suo punto di forza, tra conflitti e battaglie all'ultima mossa.

recensione Panzer Corps 2 Recensione: il wargame che riscrive la seconda grande guerra
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  • Panzer Corps 2 è un gioco fieramente di nicchia. Il titolo di Flashback Games e Slitherine bada alla sostanza ed è spesso impietoso, come sa essere solo la matematica del campo di battaglia. È anche molto difficile da assorbire in tutte le sue sfumature e rischia di essere persino frustrante per chi non ha la pazienza di sperimentare: un gioco, insomma, che si sceglie bene il suo pubblico e che fa pochissime concessioni per conquistarsene di nuovo.

    Questo non vuol dire che Panzer Corps 2 sia un prodotto che premia solamente chi ha fatto una gavetta a base di strategici e wargame. Compresi i dettagli più importanti, fatta qualche partita di prova e spulciato il completo manuale da quasi cento pagine, si apre una nuova fase in cui si scopre che, alla fin fine, l'impasse iniziale era solo un muro che andava valicato. In realtà il gioco di Flashback può essere "domato" con una serie di opzioni che facilitano di molto la progressione e permettono di fare errori senza reali conseguenze. Allo stesso modo, è anche possibile disattivare ogni aiuto, ogni indulgenza di sorta e gettarsi in un'esperienza che richiede una perfezione tattica ad appannaggio di pochi.

    Seconda guerra mondiale esagonale

    Panzer Corps 2 attinge a piene mani dal vademecum dei wargame a turni: la costruzione dell'armata iniziale deve dipendere dal tipo di obiettivi assegnati, il posizionamento delle armate è senza dubbio determinante, l'utilizzo delle unità giuste al momento giusto garantisce sempre i migliori risultati.

    Queste sono solo tre delle tante nozioni da tenere a mente e sono quelle che per prime ci vengono comunicate dal gioco di Flashback: preparazione, movimento e attacco. Il gameplay a turni e la mappa suddivisa in caselle esagonali escludono dall'equazione per la vittoria la reattività del giocatore e, in gran parte, il caso. Se è vero che la fortuna riveste di tanto il tanto il ruolo di deus ex machina, affidarsi alla sorte per risolvere le situazioni più difficili è assolutamente una follia (dal menù, peraltro, è possibile impostare a zero il parametro della casualità, così da evitare del tutto i colpi critici o quelli sfortunati).

    Panzer Corps 2 riproduce i brutali campi di battaglia della seconda guerra mondiale, in cui non c'è spazio per azioni eroiche o mosse avventate. Una delle prime cose che si apprende è infatti quanto sia importante il supporto o la superiorità numerica: se un carro nemico è vulnerabile da ogni lato, potrebbe essere una buona mossa circondarlo, per colpirlo con maggior durezza e tagliargli la via di fuga (i bersagli circondati, tra l'altro, non ricevono rifornimento di carburante né munizioni); la fanteria soffre molto nei combattimenti in campo aperto con i corazzati, ma se supportata da artiglieria anticarro potrebbe essere in grado di respingere anche minacce fuori dalla sua portata. Va tenuto poi in considerazione il morale delle truppe, che può essere abbattuto da continui bombardamenti di artiglieria, aerei o forze navali: quando l'unità è soppressa ripiegherà dagli scontri e, se circondata, potrebbe anche arrendersi (i corazzati catturati possono essere schierati in battaglia).

    Bisogna dunque valutare il contesto in cui si combatte: non esiste un jolly su cui fare sempre affidamento o unità così potenti da potersene infischiare di qualsiasi asperità, neanche al livello di difficoltà più basso e con ogni aiuto possibile. È in questo modo che Panzer Corps 2 riesce a valorizzare il suo roster gargantuesco di truppe e mezzi da combattimento. Secondo gli sviluppatori ne sono presenti in totale oltre mille: noi, tra quelle effettivamente selezionabili (vengono quindi escluse le navi e le unità delle fazioni non giocabili), ne abbiamo contate poco meno di cinquecentocinquanta.

    Un numero incredibilmente ampio, che se da una parte non è direttamente proporzionale alla varietà dell'esercito che è possibile imbastire, dall'altra garantisce agli appassionati di storia un tuffo indietro nel tempo di ottant'anni. Ci sono truppe dell'Italia fascista, un numero immenso di corazzati tedeschi, tra Tiger, Panzer e persino il colossale Maus (poco più che un prototipo nella realtà). Nelle fila degli alleati troviamo i classici Sherman, i temibili Firefly britannici; nel roster sovietico non mancano invece i leggendari T-34. Il gioco contiene inoltre un gran numero di velivoli, dagli Stuka e i Messerschmitt tedeschi, fino agli Sturmovik sovietici. Ci sono poi mezzi di trasporto, artiglieria e contraeree: il roster più corposo e vario che ci sia mai capitato di vedere in un gioco sulla seconda guerra mondiale.

    Scenari di guerra

    Il contesto in cui si combatte, dicevamo, è molto più importante dell'effettivo grado di potenza di un'unità: le caselle montagna sono più adatte per la fanteria, dato che i mezzi corazzati non possono oltrepassarle e sono inoltre vulnerabili ad attacchi da terreno sopraelevato. Le città sono quasi imprendibili se non bombardate prima da aerei o artiglieria. Con la conoscenza del territorio e l'attento posizionamento delle truppe in punti chiave (ad esempio delle strozzature o dei ponti) è anche possibile bloccare intere armate con una o due unità, mentre le restanti forze stanno aggirando il nemico per colpirlo alle spalle.

    Durante la campagna di Panzer Corps 2 (divisa in cinque capitoli differenti selezionabili dal menù e giocabile solo controllando la Germania) si presentano situazioni discretamente varie determinate proprio dal tipo di mappa nel quale si agisce. Durante la fase africana della campagna, i combattimenti si svolgono tra piccoli insediamenti, ideali per artiglieria e fanteria, e immense distese desertiche, dove i mezzi corazzati dominano la scena. Nel corso della conquista della Norvegia, invece, il panorama montuoso e i fiordi rendono praticamente impossibile fare un uso efficiente dei mezzi corazzati.

    I dettagli sul territorio e qualche consiglio sul tipo di movimenti e truppe da utilizzare vengono diffusi a inizio missione da un breve briefing che va ascoltato con estrema attenzione. Distrarsi proprio all'inizio del livello può infatti rivelarsi letale a partita già inoltrata, quando si scopre che la grandiosa armata di Panzer reclutata per l'occasione rimane costantemente imbottigliata in strettoie e tenuta a bada da artiglieria e da semplici fanti arroccati sui monti.

    La struttura della campagna riprende alcune dinamiche dalla serie X-COM: le truppe salgono di livello partecipando ai combattimenti, possono essere potenziate e gli può essere assegnato anche più di un "Eroe" che garantisce speciali bonus. Non è sempre conveniente, tuttavia, portare con sé sempre lo stesso assetto, specialmente se scarsamente bilanciato, con il solo scopo di massimizzarne l'esperienza ricevuta.
    Avere al proprio arco una soluzione per qualsiasi avversità è il miglior modo per apprezzare la profondità tattica del gioco di Flashback, che dà le migliori soddisfazioni quando si riesce a rispondere con i giusti mezzi a minacce apparentemente insormontabili. E anche se di solito giochi di questo tipo vengono associati a un modo di fare più distaccato, meccanico, quasi esclusivamente intellettivo, vi garantiamo che è possibile provare un forte brivido d'emozione quando si riesce a fare breccia attraverso una posizione fortificata dopo tanti sforzi, assicurandosi un obiettivo strategicamente importante come un grosso centro abitato o un aeroporto.

    Gli aeroporti sono importantissimi proprio perché base dei mezzi più versatili di tutto Panzer Corps 2. Gli aerei non subiscono, ovviamente, nessuna influenza dal tipo di terreno (ma possono rimanere bloccati per un turno in caso di temporali) e il loro utilizzo è assolutamente essenziale, sia come supporto alle unità di terra (l'IA fa largo uso di bombardieri), sia come unità d'esplorazione e attacco in posizioni ben fortificate. Gli aeroplani hanno però un raggio di azione limitato e all'inizio di ogni turno devono tornare alla base per fare rifornimento.

    Per sfruttare con efficienza i mezzi volanti, e allo stesso tempo ridurre il raggio d'azione di quelli nemici, è fondamentale conquistare le caselle aeroporto presenti sulla mappa. Una trovata assolutamente efficace e che promuove un avanzamento tattico che si fonda sull'importanza di mettere al sicuro punti chiave particolarmente rilevanti, come ad esempio possono esserlo anche le caselle di rifornimento.

    Segnalate da un cerchio diviso a metà da una linea, queste zone della mappa sono indispensabili per garantire carburante e munizioni alle nostre forze, senza le quali non avrebbero possibilità di fare fuoco o spostarsi. Tagliare le linee di rifornimento nemiche con manovre d'accerchiamento è il miglior modo per neutralizzare truppe o gruppi di unità particolarmente pericolose. Nella mappa ci sono poi dei centri cittadini più piccoli che offrono, oltre a posizioni ottimamente difendibili, una buona quantità di punti prestigio, questi ultimi spendibili per mettere in campo nuove unità, potenziarle o rimpiazzare eventuali vittime.

    Tra storia e ucronia

    Per quanto concerne i difetti di Panzer Corps 2, segnaliamo una struttura della campagna un po' piatta e con obiettivi troppo simili tra loro. Una serie continua di operazioni di conquista con un timer (tradotto in numero di turni) che ci spinge a muoverci alla svelta. Solo di tanto in tanto si susseguono dei frangenti in cui è necessario resistere agli attacchi nemici, ma sempre con il classico obiettivo di mantenere il controllo di alcuni punti chiave. È una sbavatura, tuttavia, su cui si passa sopra grazie alla grande varietà di mappe, del tipo di situazioni che è possibile incontrare e della grossa varietà di modalità per affrontarle.

    La campagna, inoltre, sebbene assolutamente spartana in termini di presentazione degli eventi, risulta narrativamente interessante poiché ricalca le vicende storiche reali senza però rimanere sempre ligia agli avvenimenti ufficiali. La vicenda consente infatti, in alcune fasi specifiche, di far scegliere all'utente quale strada prendere, se quella della realtà oppure quella che riscrive le vicende della storia (ad esempio con la vittoria della Germania nazista in Russia).

    Nei vari scenari della campagna, l'IA dei nemici non è sempre adeguata alle situazioni. Il computer non fa svarioni tattici o mosse ingiustificabili, ma la sua efficacia sembra essere legata più alla posizione di partenza che all'effettivo spostamento delle truppe in battaglia. Nelle mappe in cui è necessario conquistare degli obiettivi, l'IA rimane spesso asserragliata nelle sue posizioni, raramente incalzando le forze del giocatore.

    Ci si trova dunque ad affrontare unità scaglionate scarsamente efficaci e che avrebbero fatto un miglior lavoro se impiegate in gruppo. Poco male, in ogni caso, visto che il nemico si trova quasi sempre in una situazione strategica vantaggiosa e con un maggior numero di uomini e mezzi a propria disposizione: preferiamo che il comportamento realistico sia barattato con una migliore godibilità delle missioni, che tra l'altro risultano moderatamente impegnative anche ai primi livelli di difficoltà. Impegnative a patto che non si faccia un abuso del tasto "Undo", utile per cancellare un'azione: se sfruttata senza limitazioni di sorta questa funzione ci permette di rimediare a degli errori - frequenti, considerata la non perfetta leggibilità della mappa di gioco -, ma anche di fare degli "assalti di prova" che possono essere cancellati in qualsiasi momento, facilitando non poco le azioni battagliere.

    Spartano ma piacevole

    Ogni gioco pubblicato sotto l'egida di Slitherine è sempre creato dando priorità al regolamento e alle meccaniche, e solo in ultimo al comparto grafico. Panzer Corps 2 non fa eccezione, ma con qualche gradita nota a margine. Sebbene l'aspetto visivo non tenga il confronto con buona parte degli altri giochi di strategia sul mercato, il titolo di Flashback è piuttosto piacevole. La visuale rialzata aiuta a nascondere una bassa conta poligonale, molto evidente nel menù di selezione delle unità, ma bisogna dire che anche con lo zoom a livelli avanzati Panzer Corps 2 non sfigura.

    La parte più debole, semmai, è l'interfaccia di gioco, ricca di menù che si aprono a tutto schermo e di qualche finestra vetusta e non molto comoda o intuitiva. Nulla che possa comunque risultare invalidante, soprattutto considerato che i veterani dei giochi Slitherine saranno certo abituati a qualche ritrosia nei confronti della modernità.

    Panzer Corps 2 Panzer Corps 2Versione Analizzata PCPanzer Corps 2 è un ottimo wargame a turni che ha dalla sua parte un regolamento complesso e curato. Il roster di truppe a disposizione dell’IA e del giocatore supera le mille unità: si tratta probabilmente di uno dei giochi sulla seconda guerra mondiale in cui è rappresentato il maggior numero di forze belliche (anche quelle di paesi “non canonici”, come Norvegia, Belgio o Australia). In ogni caso, Panzer Corps 2 non è affatto un gioco innovativo, ma neanche prova a esserlo: ricalca anzi la formula dei tattici a turni senza introdurre alcuno stravolgimento, poggiando le basi sulla struttura del primo capitolo perfezionata e modificata quel tanto che basta. Anche per questo motivo il risultato è un titolo solido, con poche sbavature, che sicuramente farà felici gli appassionati della strategia digitale.

    8

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