Paper Mario The Origami King Recensione: il Regno di carta torna su Switch

Paper Mario ritorna con un capitolo che abbandona alcune caratteristiche del passato ed esalta l'esplorazione come non mai.

Paper Mario The Origami King
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Vista la quantità di videogiochi in cui compare, tutti estremamente diversi tra loro e discretamente eterogenei per stile e sostanza, si potrebbe quasi dire che il Regno dei Funghi sia il fulcro di un variopinto multiverso firmato Nintendo. Oltre alla versione classica che osserviamo nei platform principali ne esiste una "lanuginosa" popolata dagli Yoshi-gomitolo, spuntata di recente proprio su Switch, una "impressionista" vista sulle console portatili, una bidimensionale divisa a sua volta in due timeline (quella classica e quella dichiaratamente "new"), e infine una prettamente cartacea: come se fosse costruita a mano è tenuta in piedi con scotch e cartone, ed è abitata da personaggi piatti piatti, stampati su un foglio di carta.

    Stiamo ovviamente parlando del mondo di Paper Mario, una saga che che fin dal suo esordio ha mescolato l'immaginario tradizionale di Nintendo con dinamiche da Gioco di Ruolo, reinventandosi di capitolo in capitolo per parlare ad un pubblico sempre più ampio. Se è vero che gli ultimi episodi usciti su 3DS e WiiU sono apparsi un po' troppo leggeri, senza la profondità che invece caratterizzava Il Portale Millenario (uno dei molti capolavori arrivati su GameCube), il nuovo capitolo in uscita su Switch prova a trovare un nuovo equilibrio fra accessibilità e solidità del gameplay.
    Senza raggiungere i livelli del succitato predecessore The Origami King riesce nell'impresa, presentandoci un'avventura vivace, poliedrica e stimolante, non proprio profondissima né impegnativa, ma di sicuro curiosa e spiritosa dall'inizio alla fine.

    La principessa spiegazzata

    Eppure Peach non è più quella di una volta. Sembra diversa, cambiata, non è sottile come la ricordavamo, e anzi si presenta nel castello come una principessa di tutt'altro... spessore. Sarà colpa di quelle pieghe a monte, a valle, a fisarmonica, a libro e rovesciate, che la rendono quasi tridimensionale. Ecco: il problema è che Peach, così come una schiera di Goomba, Koopa e Tipi Timidi, è diventata un origami.

    La colpa è di Oliver, il misterioso "Origami King" che dà il titolo alla produzione: grazie ad una tecnica magica ha piegato al suo volere gli scagnozzi di Bowser e adesso pretende di avere il controllo su tutto il Regno. Pochi minuti dopo l'inizio dell'avventura, anzi, strappa via il castello dalla sua sede e lo avvolge in cinque nastri colorati che lo rendono impenetrabile. Per fortuna che la pacifica sorella del sovrano, la svolazzante Olivia, è pronta a darci una mano per cercare di ricondurlo a più miti consigli. Comincia così un viaggio attraverso le varie regioni del Regno dei Funghi, alla ricerca delle falde variopinte di questi nastri titanici.

    Il racconto di questo Paper Mario The Origami King, lo avrete capito, non brilla certo per inventiva o profondità, vivacizzato da un paio di colpi di scena tutt'altro che elaborati. Eppure la sceneggiatura riesce con disinvoltura a strappare più di un sorriso al giocatore, puntando su scenette buffe e divertite e su una scrittura piena di tocchi di classe. L'adattamento italiano valorizza al meglio le trovate degli autori, che ci stuzzicano costantemente con giochi di parole a tema cartaceo e non. Ci ritroviamo così fra nemici "cartapestiferi" e vecchi macchinari che ci permettono di "telefaxportarci", e se un origami comincia a sghignazzare fragorosamente significa che sta ridendo "a crepapieghe".

    Ad essere estremamente briosa non è soltanto la scrittura, ma anche la gamma di scene e personaggi che incontreremo. Una pigra Bob-omba con un'inspiegabile amnesia, un antico capitano ibernato nei ghiacci, un vecchio nemico che si trasformerà in un alleato improbabile, saranno preziosi compagni di viaggio alla scoperta di un mondo estremamente bizzarro, pieno di sorprese e aree inaspettate. Che sia un bazaar luminoso ai margini del Deserto Cartavetro, oppure un parco giochi a tema Ninja, The Origami King riesce a rileggere e ampliare con molto ingegno l'immaginario "mariesco", tenendoci avvinti anche grazie alla curiosità di scoprire cosa ci aspetta nella prossima tappa del viaggio.

    Una nuova pagina

    La saga di Paper Mario, dicevamo in apertura, è nata abbracciando completamente il canone del gioco di ruolo. Ne Il Portale Millenario c'erano persino queste secondarie e un buon set di abilità speciali. The Origami King non vuole seguire quella strada (percorsa, fino a poco tempo fa, anche dalla serie portatile Mario & Luigi) e si trasforma invece in quello che potremmo chiamare un "Adventure RPG": un gioco cioè che conserva un basilare substrato ruolistico, ma che si concentra anche (e soprattutto) sull'esplorazione.

    La dimensione avventurosa di Origami King ci porta ad esplorare aree di gioco piene di oggetti con cui interagire, collectible e semplici enigmi ambientali. Andando in giro è possibile agitare il martello di cui Mario è dotato, utile in primis a schiacciare oggetti di carta e ottenere così preziosi coriandoli. Questi sono indispensabili per ricoprire dei tetri strappi che si sono aperti qua e là nel mondo di gioco, e che vanno aggiustati per amore del pubblico decoro (e sempre in cambio, per fortuna, di una buona dose di monete).
    Nascosti nei luoghi più disparati troviamo anche i Toad, accartocciati, spiegazzati, sgualciti e arrotolati: anche loro possono essere "stirati" con una bella martellata, in modo che tornino a popolare il loro Borgo o che riaprano le attività a cui si dedicavano, permettendoci di acquistare - ad esempio - oggetti curativi e potenziamenti.

    Per quanto abbastanza classica, l'interazione con il mondo di gioco e la ricerca dei collezionabili (fra cui spiccano i trofei da esporre nel museo cittadino) riescono a tenere sempre alta l'attenzione del giocatore, rendendo l'esplorazione generalmente stimolante. Per avanzare nell'avventura ci sono anche da superare prove di abilità, puzzle tutto sommato semplici ma comunque ispirati, e a volte persino qualche scontro in tempo reale, che rifiuta le meccaniche da gioco di ruolo di Paper Mario e rivendica una dimensione leggermente più action. Niente di troppo elaborato, ma un diversivo che di tanto in tanto risulta comunque piacevole.

    Proseguendo nell'avventura si scoprirà che le aree di gioco si allargano progressivamente, fino a presentarci dei piccolissimi "overworld" da esplorare a bordo di strambe automobili e barche a motore. Anche in questo caso la varietà di Origami King ha superato le nostre aspettative.

    Battaglie di carta

    Questo capitolo di Paper Mario conserva però anche un elemento ruolistico. In particolare la maggior parte degli scontri si svolge, dopo essere entrati in contatto con un avversario, in una specifica arena, seguendo tutti gli stilemi del genere: combattimento a turni, selezione degli attacchi, uso di oggetti curativi e colpi speciali. Come sempre Mario utilizza un set non molto nutrito di armi e oggetti: scarpe per saltare sulla testa dei nemici, martelli per colpirli fragorosamente, fiori di ghiaccio e di fuoco.

    Piegato a dovereDal punto di vista tecnico The Origami King è il solito gioiellino made in Nintendo. Il mondo di gioco è estremamente colorato, ben caratterizzato, ricco di piccoli dettagli che ne impreziosiscono ogni scorcio. Ovviamente è inutile cercare chissà quale complessità poligonale, anche se in qualche caso (per esempio quando si solca la superficie del Mar Grande) la vastità delle aree riesce persino ad essere sorprendente. Il gioco scorre fluido, senza intoppi di sorta, sia in modalità portatile che con la Switch connessa alla TV. L'elemento più convincente resta comunque lo stile, l'incredibile varietà di scorci, di tonalità, di panorami. Da una foresta autunnale in pieno stile giapponese ad un tempio glaciale, da una nave infestata a terme celestiali, Paper Mario è un concentrato di soluzioni espressive confezionato ad arte.

    Per tentare di rendere più interessanti gli scontri, estremamente semplificati nello svolgimento, il team di sviluppo ha pensato di introdurre un elemento puzzle, legato alla disposizione dei nemici. In pratica l'obiettivo del giocatore, durante la fase iniziale del suo turno, sarà quello di ruotare e far scorrere gli spicchi di cui è composta l'arena circolare su cui sono presenti gli avversari, per far sì di posizionarli secondo degli specifici schemi. Goomba, Boo e Snifit andranno raggruppati in blocchi di quattro, oppure disposti in linea, a seconda che si vogliano colpire con il martello o con le scarpe.
    Sulle prime l'idea può sembrare interessante, e in alcune battaglie questo puzzle posizionale può persino mettere in difficoltà l'utente. Purtroppo però sulla lunga distanza la risoluzione degli enigmi diventa abbastanza automatica, e il gioco non riesce ad introdurre nuove variabili per diversificare e vivacizzare questa fase.

    Fase che poi è l'unica che conta davvero, in quanto la selezione degli attacchi è quasi sempre obbligata e prevede pochissima strategia. Bisogna semplicemente scegliere l'attacco più potente fra i due che si hanno a disposizione (salto o martellata, più efficaci a seconda che si eseguano con scarpe vistose, lucenti o dorate).

    Gli scontri risultano insomma poco stimolanti, e anzi abbastanza superficiali. Bisogna considerare anche il fatto che le battaglie non permettono di ottenere punti esperienza, ma solamente soldi da spendere nei negozi: questo fa sì che l'incentivo ad affrontare le battaglie sia veramente minimo, e che anzi ogni tanto queste risultino un po' d'intralcio all'incedere dell'avventura. Uccidere per l'ennesima volta un gruppo di Tipi Timidi mettendo in pratica le stesse identiche strategie, non è certo il massimo della vita.

    Lo "sviluppo" del personaggio, fra l'altro, passa dal recupero di accessori speciali che possono ad esempio aumentare la resistenza ai colpi (stiamo parlando di una risicata manciata di oggetti), o di cuori che incrementano la vita massima di Mario. Ma in entrambi i casi si tratta di elementi che si ottengono principalmente grazie all'esplorazione, che si riconferma come l'elemento principale nell'economia di gioco.

    Discorso diametralmente opposto per le boss fight: in questo caso la struttura circolare delle arene e la componente puzzle funzionano alla grande. Al centro dell'area, questa volta, si trova il nemico, e Mario deve spostare caselle speciali per realizzare un percorso che lo conduca di fronte al suo bersaglio, pronto ad attaccare. In certi casi sarà necessario evitare trappole e attacchi speciali, o utilizzare specifiche tipologie di attacchi a seconda delle azioni del nemico. Le Boss Fight sono prove eccezionali che richiedono spirito di osservazione, sperimentazione e ingegno, e funzionano senza riserve.

    Per fortuna in ognuno dei mondi ce ne sono due: la prima che permette di domare un Cartomagno, un enorme origami con un devastante potere elementare, la seconda invece sempre in tema DIY. Essendo il mondo di Paper Mario The Origami King interamente fatto di carta, quali nemici potevamo aspettarci se non gli strumenti tipici del decoupage, fra astucci di matite, ammassi di elastici e perforatrici?

    Le battaglie con i Boss, purtroppo, non riescono a scacciare la noia degli scontri regolari, che in molti casi cercheremo disperatamente di saltare. La speranza è che il prossimo capitolo di Paper Mario torni ad essere un po' più stratificato e profondo anche sotto questo aspetto: senza troppe complessità, ma almeno in grado di garantire un livello di sfida in linea con le avventure di Mario & Luigi.

    Paper Mario The Origami King Paper Mario The Origami KingVersione Analizzata Nintendo SwitchThe Origami King non raggiunge l'eccellenza del suo predecessore più illustre, Il Portale Millenario, proprio perché decide di mettere in secondo piano la componente ruolistica. Le battaglie a turni, sebbene anticipate da una fase puzzle, sono poco interessante e non tengono botta neppure per metà dell'avventura. D'altro canto, nella trentina di ore necessarie a completarlo, il nuovo Paper Mario lascia che a brillare sia la componente avventurosa, l'esplorazione di mondi sempre nuovi e inaspettati, l'operazione di raccolta di Toad e Trofei, e la risoluzione di puzzle ambientali, chenelle fasi avanzate di gioco si apre anche ad un lievissimo ma piacevole backtracking. Il titolo è impreziosito da una scrittura eccezionale, sempre estrosa e spensierata, e da una varietà di situazioni che stuzzica costantemente il giocatore, lo mantiene attento e lo incuriosisce senza sosta. The Origami King non è un prodotto difficile, non si propone come una sfida eccessivamente impegnativa (se non nelle boss fight, sinceramente avvincenti). Cerca invece, con buon successo, di farci scoprire una versione alternativa del Regno dei Funghi, sorprendendoci con la sua inesauribile e colorata ricchezza.

    8.4

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