PaRappa The Rapper Remastered Recensione

PaRappa The Rapper approda su Playstation 4 con un Remaster del gioco originale. Basta la leva della nostalgia per acquistare anche quest'ultima versione?

PaRappa The Rapper Remastered Recensione
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  • PS4
  • PaRappa The Rapper è un autentico classico della prima Playstation! Dopo mostri sacri quali Crash Bandicoot, Tekken e Gran Turismo, si pone di diritto il cane ballerino ideato nel 1996 da Masaya Matsuura. Musicista di nascita, ma game designer per vocazione, PaRappa The Rapper è la sua opera più ricordata, giocata, venduta ed apprezzata. A distanza di vent'anni, con un remaster in HD da poco disponibile su Playstation 4, come non ricordare le peripezie musicali per apprendere le arti marziali, cucinare una torta, ottenere la patente e da ultimo il cuore della dolce Sunny Funny. Difficile, impossibile: per qualche strano scherzo della memoria, che ha già cestinato declinazioni latine e modelli capitale/lavoro, i testi delle canzoni protagoniste del gioco erano cementificati nella corteccia cerebrale e sono riaffiorate limpide in occasione dei test per preparare la recensione del remaster Playstation 4. Proprio come non ci dimentichiamo le combo di Heihachi, il tracciato circolare di Gran Turismo o la posizione dei burroni in Crash Bandicoot (Uncharted 4, prima dell'imminente collection, ha messo alla prova questa reminescenza!), così non facciamo fatica a (ri)conquistare la patente di guida al primo tentativo! PaRappa The Rapper Remastered è scaricabile dal Playstation Store alla cifra di 14,99 euro, o altrimenti per gli abbonati Playstation Plus a 11,99 euro.

    Now step on the gas!

    Masaya Matsuura dice di aver avuto l'ispirazione per PaRappa The Rapper osservando la tecnologia a CD-Rom di Playstation. Impossibile ficcare nelle cartucce di SNES o Megadrive, ma pure nei CD del PC Engine, tanti Full Motion Video in sequenza, capaci di raccontare una storia d'amore adolescenziale affiancata da "lezioni" musicali (e di vita) tenute dagli animali più strambi in town.

    Il primo gioco pesantemente pre-renderizzato della storia è anche il capostipite di moltissime convenzioni dei videogiochi musicali a tutt'oggi, quasi tutti basati nel premere il giusto tasto/bottone quando un indicatore si sovrappone all'icona corrispondente. Non sorprende quasi nessuno tracciare una linea rossa che da PaRappa arriva fino a Guitar Hero e Rock Band, passando per Space Channel 5 e Donkey Kong. Insomma Playstation e solo Playstation grazie alla tecnologia Cd-Rom poté celebrare il matrimonio tra cartoon e rhythm'n game, tra scene di gioco iper-dettagliate e tasti da premere con il giusto tempismo, imitando quanto fatto poc'anzi dall'animale guida. Ma ora che il videogioco del 1996 approda su Playstation 4 in versione digitale, rinunciando volente o nolente alla sua ragion d'essere nel supporto a disco da 700 MB, a cosa si può appigliare per convincervi a sganciare 15 euro, leva della nostalgia a parte? I comunicati stampa menzionano anzitutto una rimasterizzazione dell'audio, seguita dal supporto al 4K ed alla vibrazione via Dualshock 4, tutte feature per forza di cose assenti nel porting del 2006 su PSP. A conti fatti, però, abbiamo storto non poco il naso di fronte alla disarmante qualità dei filmati che anticipano ciascuno stage, riproposti in 4:3 con tanto di generosa cornice attorno, con tanto di sfarfallii e scalette tipiche della bassa definizione degli anni '90. Bisogna anche superare i menù riproposti tali e quali rispetto a Playstation (dove già erano molto scarni e dalla navigazione non troppo intuitiva) per vedere un lavoro ben fatto, relativo ai background ed ai personaggi ballerini degli stage veri e propri. Colori accesi, dettagli facilmente distinguibili ed animazioni di ballo fluide sono state pesantemente riviste per venire incontro alle esigenze del videogiocatore contemporaneo dall'occhio esigente e soprattutto settato sui 16:9. Le musiche rimasterizzate non sono male, anche se si fa sentire il peso degli anni quando la voce dei cantanti non è sempre cristallina ed i canali stereo ridotti all'osso. I brani si salvano anche e soprattutto per la loro capacità di aderire perfettamente al gameplay, tant'è che soprattutto i giocatori più bravi possono persino non guardare gli indicatori a schermo, ma ascoltare il brano e premere i pulsanti a tempo.

    Step on the gas?

    Ma come funziona esattamente il gameplay? Proviamo a rinfrescare la vostra memoria e/o raccontare il gioco ai novizi: in buona sostanza PaRappa si compone di una serie di canzoni dalle sonorità sia rap che pop (le prime sono più orecchiabili e quindi più facili da seguire), sopra le quali i giocatori devono ballare in movenze più o meno sinuose (i personaggi sono sarcasticamente silhouette 2D à la Paper Mario) premendo i tasti del controller Playstation con il giusto tempismo seguendo le indicazioni impartite, poco prima, da uno degli strambi istruttori.

    Si osserva quindi prima la sequenza ed un secondo dopo si è chiamati a replicarla: con la differenza che in questo caso non si suona una canzone bensì ci si limita a cantarla, fattore che permette di accorgersi più facilmente di eventuali stonature. L'originalità di PaRappa, che permane tutt'ora a distanza di 20 anni, risiede nel fatto che l'output del giocatore sono parole cantate tramite i tasti del Dualshock alla stregua di quello che si fa con Singstar: dai musicali Konami e Namco fino a Guitar Hero, il giocatore è sempre stato dotato di uno strumento in plastica ed attraverso questo ha ricalcato gli accordi di sottofondo.

    PaRappa The Rapper Remastered PaRappa The Rapper RemasteredVersione Analizzata PlayStation 4Japan Studio fa il minimo sindacale, aggiornando PaRappa The Rapper solamente alle pretese grafiche del 2017 (il supporto al 4K è tanta roba, bisogna ammetterlo!), senza cogliere l'occasione per rivedere una struttura dei menù francamente datata e riducendo al minimo i cambiamenti agli elementi di contorno, come i filmati animati a corredo delle sequenze giocate, che seppur non funzionali al gameplay hanno aiutato il cagnolino rapper a cristallizzarsi nelle menti dei giocatori Playstation di vent'anni or sono. In PaRappa The Rapper Remastered c'è tanta, troppa leva nostalgica, e poco sforzo per trasformare un mero esercizio di aggiornamento grafico in un remake i grande qualità come pare essere, di contro, la Crash Bandicoot Collection. Ed è per questo che la rimasterizzazione è dedicata per lo più solo ai fan del titolo originale...

    7

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