Pathway Recensione: tra nazisti e zombie nelle sabbie del deserto

Pathway è un GDR strategico ambientato nei ruggenti anni '30 che ci catapulta in un'avventura con nazisti, zombie e....

recensione Pathway Recensione: tra nazisti e zombie nelle sabbie del deserto
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  • Pc
  • Il sole del deserto batte con forza sul cruscotto della jeep, oramai così bollente da fregarsene della temperatura della sabbia, smossa dalla lenta ma costante traversata del mezzo. Stordito dalla sete, dal caldo e dalla fatica, per inerzia continui a tenere il pedale sull'acceleratore; senza premere troppo, lasciandoti andare a ripide discese o piccole salite a seconda della conformazione delle colline del deserto. Poco prima, Natalia, il medico della squadra, aveva notato un gruppo di nomadi in movimento verso un punto non meglio precisato del Sahara: forse sono diretti all'oasi di al-shabr, unico punto di ristoro in tutta la zona a sud-est di Casablanca. Incamminandoti verso l'obiettivo, nella speranza di poter commerciare con i Tuareg del luogo, giunto nei pressi dell'oasi noti le tracce fresche, ancora non coperte dalla sabbia, di un'altra jeep.

    "Ma i Tuareg erano a dorso di cammello!", nota Natalia. Imbracciato il fucile, scendete dalla vettura guardinghi e dubbiosi e vi incamminate verso il centro dell'oasi, fin quando un urlo in tedesco conferma il vostro più grande timore: un'imboscata della Wehrmacht! Questa e altre decine di storie potranno essere vissute in maniera assolutamente casuale e spontanea in Pathway, il nuovo gioco di Robotality pubblicato da Chucklefish, team responsabile di alcuni gioielli del mondo indie come Risk of Rain e Stardew Valley. In un gustoso incontro tra uno strategico a turni, un gestionale ed un film di Indiana Jones, lo studio tedesco riesce a costruire un'esperienza solida, equilibrata e ricca, che dopo poche ore presta tuttavia il fianco a una ripetitività leggermente opprimente.

    Ci sono un americano, un tedesco e una russa...

    Lanciandosi con decisione nel sottogenere, esploso negli ultimi anni, dei giochi a turni e gestionali dedicati all'esplorazione di mondi sconosciuti (Renowned Explorer, Archeo Shinar, The Curious Expedition), il team Robotality propone una prospettiva lievemente diversa rispetto allo standard, focalizzandosi molto sulla libertà d'approccio del giocatore più che sull'estrema difficoltà.

    Innanzitutto, il titolo si struttura come il più classico degli strategici a turni: si parte da una fase gestionale iniziale, in cui dovremo scegliere risorse, eroi e missione, per poi ritrovarci con una mappa a zone in cui spostarci liberamente. Una volta selezionato il luogo, ci muoveremo verso di esso, e attiveremo una missione che casualmente sarà stata posizionata dal gioco in quel punto: nemici, alleati, risorse, mercanti, rovine e tesori saranno generati sul momento. L'avanzamento deve essere sempre ponderato e tattico: ad ogni turno dovremo decidere se curare o meno i nostri eroi prima del prossimo passo, e studiare il posizionamento di oasi ristorative e luoghi di riposo. Non esiste un vero e proprio selettore di difficoltà in Pathway, ma si può optare sin dall'inizio per avere nemici più coriacei oppure, al contrario, un quantitativo di risorse maggiori, cosa che renderà immensamente più semplice o difficile la vostra partita. Ogni personaggio disponibile avrà delle abilità specifiche e delle capacità esclusive, e spetterà a voi decidere cosa e chi portarvi in missione: preferite avere due ottimi soldati dalla distanza, che possano gestire l'avanzata di quasi ogni genere di nemico ma che rischiano di essere aggirati facilmente, o vi affiderete a un forzuto combattente d'assalto, magari accompagnato da un medico in grado di curarlo nel momento del bisogno?

    Le prime partite ci permetteranno anche di sbloccare alcuni personaggi inizialmente non utilizzabili, con ulteriori abilità distintive e un equipaggiamento iniziale di livello già elevato (la rarità degli oggetti è indicata dalla classica distinzione cromatica tra bianco, blu, viola e giallo). Queste abilità non avranno un effetto solo nelle fasi di combattimento, ma anche in quelle esplorative.

    Se infatti le fasi di gameplay puro ricalcano a grandi linee la tradizione del gioco a turni, con delle mappe piccole ma ripiene di ripari, strutture e coperture da usare per riuscire a battere in tattica e posizionamento il computer, quelle esplorative vengono sintetizzate da un blocco di testo accompagnato da piccole sequenze animate, che descrivono con efficacia situazioni diversificate e complesse. Le caratteristiche dei personaggi saranno immensamente rilevanti anche in questo caso, dato che un personaggio che parla l'arabo vi permetterà di interagire con tranquillità con i Tuareg del deserto, mentre un ladro scaltro e veloce garantirà al giocatore molta più refurtiva del solito.

    La gestione del party risulta essere l'elemento più importante nell'intera esperienza, ma anche l'abilità tattica del giocatore viene esaltata in Pathway, soprattutto negli stage più avanzati, dove spesso capiterà di dover scegliere quale compagno sacrificare per il bene del gruppo. Inoltre, eventi casuali come un incidente del motore, un'imboscata dei nazisti o il ritrovamento di un tempio perduto generano delle conseguenze decisamente rilevanti, e più sarà alto il livello di sfida, più tutto questo avrà un impatto sulle sorti del nostro gruppi di spie, avventurieri, guerrieri e persino emissari del vaticano.

    Nazisti, Zombi e Cultisti

    Difficile considerare Pathway dal punto di vista della sceneggiatura principale, che rappresenta semplicemente un pretesto per lanciarci in avventure sempre più complesse, difficili e dispendiose. Le vere storie che vivremo saranno quelle che emergeranno dagli elementi casuali e sistemici su cui si poggia il gioco. In modo procedurale, infatti, ci potremo trovare a compiere missioni che riguardano il recupero di tesori (fondamentali nell'economia di gioco, dato che li scambieremo per beni di consumo assolutamente necessari come medikit e strumenti di riparazione delle corazze), lo scontro con i nazisti per il controllo di artefatti mitologici e potentissimi, o semplici azioni di guerriglia contro le forze dell'Asse, per la protezione dei civili.

    Da un lato, tutto ciò rappresenta l'aspetto più particolare, intrigante e ben congegnato dell'intera produzione: le situazioni casuali e le scelte che esse impongono diventano presto il perno intorno a cui si può costruire un'avventura squisitamente personale.
    Al contempo, come detto in apertura, è su questo fronte che il gioco presta il fianco a un limite contenutistico molto evidente, dato che dopo una decina d'ore inizieremo a rivedere costantemente gli stessi schemi. Considerando anche che il gioco stesso spinge all'utilizzo di un gruppo di eroi ben affiatato, fatto livellare di missione in missione, sarà difficile che gli esiti delle missioni diventino particolarmente originali dopo le prime ore.

    Così come la scarsa varietà del racconto dopo un poco rischia di soffocare il potenziale respiro ludico dell'esperienza, allo stesso modo la direzione artistica dell'opera riesce ad appagare la vista e l'udito all'inizio per poi lasciarci indifferenti verso le ultime fasi della storia, dato che anche in questo caso la ripetizione degli schemi e delle strutture estetiche e sonore diventa decisamente percepibile. Nonostante ciò, la splendida pixel art dell'opera Robotality rimane deliziosa da guardare, soprattutto considerando anche un'interfaccia ben studiata e immediata, facilissima da apprendere e perfettamente funzionale.

    Pathway PathwayVersione Analizzata PCPathway raggiunge il suo obiettivo in maniera egregia, non aggiungendo nulla di rivoluzionario alla formula più tradizionale del genere ma senza aderire totalmente alle sue strutture. Il prodotto si distanzia dai canoni quel tanto che basta per risultare decisamente meritevole: schiettamente consigliato agli appassionati del genere, che per una decina di ore riusciranno a sorprendersi ad ogni nuovo bivio, vivendo con curiosità ogni evento, ogni scontro e ogni nuova scoperta casuale. Ciò nonostante, la ripetitività degli schemi ed il riuso di asset rischiano di rendere il prodotto molto meno longevo rispetto agli altri esponenti del genere, riducendo nelle fasi avanzate la varietà delle situazioni, l'originalità dei loro esiti, e più in generale il trasporto per quest'avventura d'altri tempi.

    7

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