Persona 5 Royal recensione: uno dei migliori JRPG di sempre, in italiano!

Forti di una nuova compagna, i Phantom Thieves sono tornati per rubare i cuori dei malvagi e riformare completamente una società perversa e allo sbando!

Persona 5 Royal
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • "Il mondo non è come dovrebbe essere. È colmo di distorsioni, e la ‘rovina' non può più essere evitata. Coloro che si oppongono al fato e anelano al cambiamento, attraverso le epoche, sono noti come Trickster. Tu sei il Trickster... È tempo di insorgere contro l'abisso della distorsione."

    È trascorso ormai qualche anno dalla prima volta che abbiamo udito la suadente voce del narratore di Persona 5, e da allora abbiamo potuto rivivere e approfondire le gesta dei carismatici Phantom Thieves of Hearts attraverso le trasposizioni animate e cartacee del sublime gioco di ruolo confezionato da Atlus, che non troppo tempo fa ha addirittura trascinato l'improbabile banda di ladri sulla pista da ballo con un rhythm game colorato e travolgente (per maggiori informazioni consultate la nostra recensione di Persona Dancing Endless Night Collection). Una dopo l'altra, tutte le suddette opere hanno puntualmente aggiunto innumerevoli e succulenti elementi inediti alla già leggendaria avventura di Ren Amamiya - il nome ufficiale del protagonista, almeno secondo l'anime e svariati prodotti del brand - ma evidentemente il colosso nipponico non era ancora pronto a voltare pagina e congedare in via definitiva la sua più recente combriccola di eroi, poiché custodiva gelosamente un'ultima storia da rivelare.

    Come avvenuto per Persona 3 e 4, il quinto episodio della celebre saga di JRPG si prepara infatti a tornare sulle PlayStation 4 nostrane, in edizione riveduta e corretta, per arruolarci nuovamente nella lotta contro i desideri distorti dell'essere umano e far luce sul funesto passato della nuova compagna dei ladri fantasma. Dopo aver trascorso le ultime settimane nell'irresistibile Metaverso di Personal 5 Royal, siamo dunque pronti a raccontarvi le nostre impressioni su un prodotto eccezionale e sorprendente, che finalmente presenta persino i tanto richiesti sottotitoli in lingua italiana.

    C'è una nuova ladra in città

    Come sottolineato nella nostra introduzione, quella del giovane Ren Amamiya e dei suoi compari è una storia che abbiamo già vissuto in più occasioni, ma che ancora oggi continua ad affascinarci quanto e forse anche più della prima volta, poiché poggia su tematiche profonde, angoscianti e attuali. Il protagonista della vicenda è un sedicenne gentile e dai solidi principi morali, che tuttavia, dopo aver tentato di fermare un'aggressione, è stato ingiustamente incriminato per aver ferito l'autore della tentata violenza. Avendo sporcato la propria fedina pedale, il ragazzo è stato poi costretto a trasferirsi a Tokyo, per poter frequentare l'unica scuola del Giappone disposta ad accettare uno studente tanto problematico e scontare il proprio anno di libertà vigilata.

    Nel corso della sua prima notte nella megalopoli, però, i protagonista si ritrova inspiegabilmente nella Velvet Room tanto cara ai fan di Persona, ossia una misteriosa stanza sospesa "tra il sogno e la realtà, tra il pensiero e la materia", dove lo attendono il vecchio Igor e le sue giovanissime assistenti, Justine e Caroline. È proprio in quel luogo accessibile soltanto da chiunque abbia un "contratto" che Ren apprende di essere destinato ad andare incontro alla rovina: il percorso di riabilitazione, tuttavia, potrebbe consentirgli di trovare dentro di sé la fermezza necessaria per fronteggiare la dilagante corruzione del mondo e ribellarsi al fato avverso.

    Inizialmente propenso a ignorare i suggerimenti ricevuti durante il bizzarro sogno, Ren, da quel momento in poi, si ritrova coinvolto in avvenimenti inspiegabili e al di là di qualsiasi logica, poiché l'incontro con Igor e l'installazione sul suo cellulare di un app navigatore gli conferiscono la capacità di viaggiare tra il mondo umano e i cosiddetti Palazzi, ossia le manifestazioni dei desideri distorti degli individui particolarmente malvagi e corrotti. Dal momento che la distruzione dei dungeon costringe i proprietari a ravvedersi completamente e a confessare le proprie malefatte, Ren e un manipolo di studenti accomunati da una radicata avversione per l'inganno e l'ipocrisia degli adulti decidono quindi di sfruttare i portentosi poteri acquisiti attraverso il risveglio dei loro Persona per "rubare" i cuori dei malvagi e riformare completamente una società perversa e ormai allo sbando.

    Eravamo certi che non fosse possibile impreziosire ulteriormente l'eccelso e coinvolgente tessuto narrativo di Persona 5, già elogiato all'uscita della opera primaria (di cui potrete conoscere tutti i dettagli spulciando la nostra esaustiva recensione di Persona 5), eppure l'operazione compiuta dai ragazzi di Atlus ha del miracoloso.

    In occasione della riedizione del gioco, infatti, il team ha apportato tanti piccoli e al contempo geniali accorgimenti alla sceneggiatura del JRPG, approfondendo e aggiustando passaggi poco chiari e un tantino forzati della campagna originale, affinché stavolta risultassero invece più dettagliati, naturali e convincenti. Per l'occasione, inoltre, sono stati introdotti ben tre personaggi nuovi, fra i quali salta subito all'occhio l'incantevole Kasumi Yoshizawa.

    Studentessa quindicenne dell'Accademia Shujin, l'appariscente fanciulla dai capelli rossi ci è stata presentata sin dal principio come la più recente new-entry dei Phantom Thieves of Hearts, ed essendo questo un gruppo già rodato e abbastanza variegato, abbiamo temuto per mesi che la personalità ed il background della ragazza non riuscissero ad amalgamarsi perfettamente ai ranghi e alle vicissitudini dei fantomatici ladri di cuori.

    Al contrario di quanto avvenuto, ad esempio, con Rin di Catherine: Full Body (qualora vi sfugga, rileggete la nostra recensione di Catherine Full Body per ricordare il ruolo del personaggio), stavolta Atlus ha effettuato un innesto esemplare e a dir poco impeccabile: non solo Kasumi si è incastrata superbamente all'interno della narrazione originale di Persona 5, ma figura oggi tra gli attori meglio caratterizzati dell'intero pacchetto, dotata di un background originale, sofferto e adeguatamente in linea coi drammatici temi affrontati dal gioco.

    Esattamente come le riedizioni di P3 e P4, Persona 5 Royal presenta, oltre ai contenuti della versione precedente, una porzione di storia assolutamente inedita, ricca di colpi di scena sensazionali e ambientata nel cosiddetto "terzo semestre", ossia subito dopo la conclusione del racconto originale. Una serie di ragioni più che valide, insomma, che giustificano l'impossibilità, da parte dello sviluppatore, di aggiornare la precedente edizione di Persona 5, nonché un valido pretesto, per chiunque l'abbia già esplorato a suo tempo, per perdersi ancora e ancora nel Metaverso.

    La doppia vita di uno studente trasferito

    A partire dal terzo episodio in poi, la caratteristica principale e distintiva della serie Persona, a sua volta una "branca" del vasto franchise di Shin Megami Tensei, è stata la natura ibrida capace di mescolare una gustosa componente "slice of life" alle dinamiche dei dungeon crawler, dando forma a un'esperienza ruolistica completa e senza eguali.

    Il Covo dei LadriOgni banda di ladri che si rispetti dovrebbe avere una propria base o comunque un piccolo nascondiglio in cui conservare la refurtiva, non trovate? Evidentemente gli sviluppatori devono averla pensata allo stesso modo, poiché in Persona 5 Royal hanno inserito una divertente modalità chiamata "Covo dei Ladri". Al suo interno è possibile cimentarsi col gioco di carte chiamato Magnate o scambiare le medaglie in proprio possesso con le cutscene ammirate durante l'avventura, le splendide concept art e delle tante immagini promozionali dedicate ai nostri beniamini, per non parlare dei brani della colonna sonora e addirittura di filmati tratti dai concerti tenuti in Giappone durante gli ultimi anni. Una serie di attività e contenuti extra, insomma, che siamo certi vi terranno compagnia per ore e ore.

    Dal momento che un calendario e un orologio scandiscono il passare dei giorni, nei panni del protagonista il giocatore è infatti chiamato ad amministrare il tempo a propria disposizione, spendendolo fra le attività sociali di un qualsiasi adolescente e le mansioni previste dal ruolo di ladro fantasma. Anziché indagare sulle persone da riformare, Ren può quindi trascorrere le proprie giornate lavorando part-time in piccoli negozi, per accumulare quanto più denaro possibile, o chiudersi all'interno di sale giochi, cinema e ristoranti vari, al fine di migliorare una delle cinque statistiche sociali: conoscenza, coraggio, perizia, gentilezza e fascino. Ognuna di queste, se incrementata, consente difatti di accedere a nuove attività e soprattutto sblocca ulteriori opzioni relative alle interazioni con gli NPC. Soddisfacendo determinati requisiti e instaurando solidi legami coi cosiddetti "Confidenti", a prescindere dal fatto che questi siano ladri fantasma o meno, il giocatore ha la facoltà di far salire di livello i loro tarocchi e acquisire delle abilità speciali, nonché utili sia in battaglia che durante le lunghe fasi esplorative.

    Dovendo dividere il tempo fra attività principali e secondarie, la versione originale di Persona 5 richiedeva però molta pianificazione, soprattutto nel caso in cui l'utente fosse interessato a massimizzare sia le statistiche sociali che il livello di fiducia dei vari Confidenti. Come risultato, molto spesso il giocatore finiva per trascorrere intere giornate ripetendo azioni noiose o, dopo determinati eventi, era costretto ad andare direttamente a letto, perdendo la possibilità di compiere un ultimo allenamento.

    In Persona 5 Royal, invece, anche dopo essere uscito da un dungeon il giocatore, all'interno del caffè Leblanc, avrà comunque una ridotta finestra di tempo per studiare, lavare il pavimento, fabbricare strumenti d'infiltrazione, e così via, in modo tale da migliorare ogni giorno almeno una delle statistiche sociali. A ragion veduta, Persona 5 Royal potrà anche presentare un maggiore quantitativo di eventi e attività secondarie rispetto all'opera primaria, ma i genuini accorgimenti come quelli apportati al caffè Leblanc influenzano positivamente il ritmo del gioco e addirittura permettono a un eventuale "utente completista" di giungere ai titoli di coda con almeno venti ore di anticipo rispetto alla volta scorsa.

    Alla conquista dei Palazzi

    Come accennato in precedenza, lo scopo del giocatore in Persona 5 è quello di infiltrarsi nei Palazzi delle persone estremamente malvagie e porre fine ai loro desideri perversi.

    Anche questa meccanica, però, è influenzata direttamente dalla gestione del tempo: non solo i vari capitoli della vicenda vanno completati entro qualche settimana al massimo, ma per poter distruggere un Palazzo è fondamentale raggiungere la stanza con l'inestimabile tesoro del padrone, cercando di tanto in tanto di tornare nella dimensione umana per rimettere in sesto la squadra e acquistare nuovi pezzi di equipaggiamento nei negozi di Tokyo. Tutti i vari dungeon, infatti, sono incredibilmente vasti e ricchi di puzzle ambientali, ragion per cui il loro superamento può anche richiedere diverse ore e qualche sessione di backtracking. Per semplificare alcuni passaggi e, alle volte, fornire un percorso leggermente alternativo, stavolta il team di sviluppo ha dotato il protagonista di un comodissimo rampino con cui raggiungere luoghi specifici di un Palazzo, strade nascoste e forzieri altrimenti fuori dalla nostra portata. Per esempio, in ogni Palazzo sono state inserite delle piccole aree nuove e accessibili soltanto previo utilizzo del rampino, all'interno delle quali sono ora collocati ben tre "Semi della Bramosia", il cui ritrovamento fa recuperare immediatamente una porzione di SP e soprattutto sblocca l'accesso ad accessori inediti e portentosi.

    Se dal punto di vista prettamente esplorativo Persona 5 Royal non ha giovato di grandi modifiche, lo stesso non si può dire per il sistema di combattimento. Partiamo però da un piccola premessa, necessaria soprattutto ai neofiti: il prodotto è un JRPG a turni, ma gli scontri non sono affatto casuali, in quanto si innescano al contatto coi nemici presenti sullo schermo.

    Ogni combattente, poi, ha a disposizione i consueti attacchi all'arma bianca, una serie di magie elementali che sfruttano HP o SP, a seconda delle skill apprese dal proprio Persona, e delle abilità con le bocche da fuoco, che consumano le munizioni in dotazione. Una delle principali e più apprezzate differenza tra P5 e P5R riguarda proprio le armi da fuoco: se nell'originale eravamo obbligati a limitare l'utilizzo delle stesse, poiché i proiettili potevano essere ricaricati solo abbandonando il Palazzo e facendovi ritorno un altro giorno, in Persona 5 Royal le munizioni vengono ripristinate al termine di ogni combattimento.

    Battaglie SfidaTra evocazioni e fusioni di Persona, nell'originale P5 abbiamo tutti trascorso molte ore all'interno della Velvet Room, al fine di potenziare il più possibile i nostri partner e sbloccarne di volta in volta di migliori. In Persona 5 Royal vi sono delle gradevoli opzioni extra, come ad esempio le Battaglie Sfida proposte da Justine e Caroline, che vedrano i ladri fantasma possono alle prese contro piccoli gruppi di Ombre per cercare di ottenere un punteggio sempre più alto, nonché indispensabile per ricevere delle ricompense dalle due custodi. Considerando che il più delle volte si tratterà di oggetti molto rari o di ingenti somme di denaro, il nostro consiglio è quello di provare a superare le suddette non appena vi compariranno, in questo modo ogni volta che affronterete un nuovo Palazzo o avrete bisogno di fondi per rinnovare l'equipaggiamento sarete in parte agevolati. Chissà che non riusciate addirittura a ottenere delle armature esclusive e inedite.

    Questa piccola novità, per fortuna, non semplifica più di tanto gli scontri con le Ombre, anche perché il numero di colpi è molto limitato, ma soprattutto nelle fasi di backtracking permette ora di eliminare con facilità gli avversari più deboli, risparmiando tempo e preziosi SP. Esattamente come una volta, il sapiente utilizzo delle armi da fuoco agevola lo stordimento di tutte le Ombre ingaggiate in battaglia, al fine di circondarle e dare inizio alla sequenza chiamata "Rapina". A patto che tutti i nemici siano a terra, l'utente ha infatti la facoltà di scegliere se ricorrere all'attacco "Assalto", che infligge danni ingenti a tutti gli avversari, o se invece provare a negoziare con le Ombre. Questa seconda opzione è forse la più interessante, perché può risolversi in tre diversi modi: a seconda delle frasi utilizzate dal giocatore, l'Ombra selezionata può lasciar cadere la propria maschera e unirsi ai Persona di Joker (l'unico personaggio in grado di cambiare partner), o semplicemente darsi alla fuga dopo aver ceduto un oggetto raro o una cospicua somma di denaro.

    Staffetta, Showtime e altre novità

    Fra le altre novità degne di menzione troviamo la possibilità di incrementare il rango Staffetta, ossia la funzione che, dopo aver atterrato un nemico, permette di passare il turno extra di un personaggio a un compagno in campo, affinché questo veda migliorate la propria capacità di attacco e quella di guarigione. Attraverso alcune strutture del nuovissimo quartiere di Kichijoji - che tra le altre cose include persino un locale Jazz in cui portare gli altri ladri e migliorare i rapporti molto velocemente - alla Staffetta possono essere conferiti due ulteriori effetti, ossia il comodo recupero di HP ed SP dopo ogni singolo utilizzo.

    Non meno interessanti, poi, sono i cosiddetti attacchi "Showtime" (di cui vi abbiamo già parlato nel nostro recente provato di Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers), ovvero degli speciali assalti combinati fra due diversi ladri fantasma. Completamente casuali e devastanti, questi innescano delle cinematiche splendide e divertenti, a patto però che l'utente abbia in squadra dei personaggi complementari: per esempio, Panther ha due attacchi Showtime in coppia con Mona e Fox, mentre Joker può unirsi soltanto a Crow e Violet, e così via.

    Per par condicio, anche i nemici hanno ricevuto qualche piccolo power-up. Se, in generale, l'effetto delle alterazioni di stato adesso dura un po' meno sulle Ombre avversarie, i boss di fine dungeon dispongono ora di pattern di attacco inediti e talvolta anche molto buffi, nonché in linea con la caratterizzazione del nemico di turno. L'Ombra del professor Kamoshida, ad esempio, ha a disposizione degli schiavetti da scagliare contro Joker e i suoi, mentre il boss successivo è addirittura in grado di creare delle deboli copie di se stesso.

    Se da una parte le suddette tecniche non rendono più difficili i combattimenti di fine capitolo, dall'altra hanno comunque diversificato delle sfide che i fan della serie conoscono ormai a menadito. Ben più interessanti e pericolose sono le "Ombre Sciagura" che in P5R si aggirano nel Metaverso, mescolandosi in mezzo ai nemici casuali: di norma queste non agiscono, ma se attaccate rispondono persino con assalti consecutivi! Piuttosto resistenti, una volta esauriti gli HP tendono a esplodere e a danneggiare le Ombre circostanti, ragion per cui risulta piuttosto proficuo e divertente concentrare le proprie forze sulle prime, infatti più danni subiscono quando vengono abbattute e più ne causano ai loro stessi alleati.

    Grafica e sonoro

    L'unico aspetto di Persona 5 Royal a non essere migliorato più di tanto è, come prevedibile, il comparto tecnico. Per quanto i ragazzi di Atlus abbiano cercato di migliorarne la resa visiva (e supportare la risoluzione in 4K su PlayStation 4 Pro), l'opera primaria era comunque un prodotto cross-gen, di conseguenza la riedizione ha ereditato alcune texture sottotono come quelle utilizzate nei Memento che, a differenza di quelle ammirate nei Palazzi, continuano ad apparire eccessivamente ripetitive e povere di dettagli.

    In compenso lo staff ha utilizzato stavolta i modelli poligonali di Persona 5: Dancing in Starlight, i quali, rispetto alle controparti originali, risultano ben più nitidi e fluidi. Il piatto forte del pacchetto rimane comunque la pepata colonna sonora composta dal maestro Shoji Meguro che, oltre a tracce già note e indimenticabili, come le gettonatissime "Rivers In the Desert" e "Last Suprise" cantate da Lyn Inaizumi, annovera 30 brani aggiuntivi molto ispirati, al fine di variegare il più possibile l'accompagnamento sonoro e rispettare i toni assunti dal movimentato tessuto narrativo.

    Per quanto concerne il doppiaggio, proposto in inglese e giapponese, confermiamo l'ottimo lavoro svolto da ambedue i cast; la traccia originale nipponica, ad ogni modo, presenta accostamenti vocali più azzeccati e, in generale, vanta un livello di recitazione impeccabile. Non a caso, il cast vede la partecipazione di doppiatori esperti e sensazionali come Tomokazu Sugita (Charlotte Katakuri in ONE PIECE), Nana Mizuki (Hinata Hyuga in Naruto) e Haruka Tomatsu (Asuna Yuuki in Sword Art Online), per non parlare dell'inarrivabile Mamoru Miyano (Light Yagami in Death Note) e della new entry Sora Amamiya (Touka Kirishima in Tokyo Ghoul).

    Durante la nostra prova, infine, siamo rimasti molto colpiti dalla traduzione e soprattutto dall'adattamento dei testi in lingua italiana, che hanno addirittura conservato i suffissi onorifici tipici della lingua giapponese. La qualità finale dei sottotitoli, quindi, suggerisce un lavoro certosino e assolutamente consono a una produzione di tale portata, pertanto ci auguriamo che diventi uno standard per la serie Persona.

    Persona 5 Royal Persona 5 RoyalVersione Analizzata PlayStation 4Travolgente e irresistibile, Persona 5 era un prodotto di rara caratura già nella sua forma primigenia, ragion per cui non avremmo mai neanche ipotizzato che Atlus, a distanza di pochi anni dal lancio della versione originale, sarebbe riuscita a migliorare a tal punto il suo titolo più strabiliante e rappresentativo. A dispetto dei pronostici, i personaggi inediti si sono invece incastrati con inimitabile naturalezza nell’epopea dei ladri di cuori, quasi come se fossero stati concepiti per farne parte sin dal principio. I numerosi e sostanziosi accorgimenti apportati al gameplay e soprattutto alla componente “slice of life”, che a conti fatti dona al giocatore molto più tempo libero di una volta, hanno inoltre contribuito a snellire le fasi più ripetitive, tediose o addirittura forzate della campagna, restituendoci un ritmo più serrato e godibile di quanto ricordassimo. La presenza di un’ottima traduzione e di un sopraffino adattamento in lingua italiana, infine, rappresentano l’incentivo perfetto per avvicinare al brand anche i curiosi e chiunque si fosse precedentemente perso un assoluto capolavoro come Persona 5. Qualora siate alla ricerca di un JRPG unico e fenomenale, che possa farvi riflettere su delicate tematiche molto attuali e persino arricchire il vostro bagaglio culturale con innumerevoli nozioni sulla sempre affascinante cultura nipponica, Persona 5 Royal non può che essere la risposta definitiva alle vostre esigenze, che ne siate consapevoli o meno. Unitevi quindi ai mirabolanti Phantom Thieves of Hearts e intraprendete anche voi il serpeggiante cammino che conduce alla riabilitazione della corrotta società umana.

    9.8

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