Persona 5 Strikers Recensione: un sorprendente Action RPG

Il sequel ufficiale di Persona 5 vanilla approda in Occidente per raccontarci l'entusiasmante avventura on the road dei Fantomatici Ladri di Cuori.

Persona 5 Strikers
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • È sempre doloroso staccarsi in via definitiva dai protagonisti di un capolavoro quale Persona 5, specie dopo aver goduto della loro compagnia per centinaia di ore. Immaginate quindi il nostro entusiasmo quando Atlus, nei primi mesi del 2019, annunciò non solo che avremmo nuovamente indossato i panni dei mirabolanti Phantom Thieves of Hearts nella clamorosa riedizione del titolo originale (per tutti i dettagli rileggete la nostra recensione di Persona 5 Royal), ma che addirittura i nostri beniamini sarebbero stati protagonisti di un sequel in salsa musou e sviluppato dai ragazzi di Omega Force. Purtroppo l'emergenza sanitaria ha fatto sì che il prodotto arrivasse con un anno di ritardo nel nostro lato del globo, ma la lunga attesa è stata abbondantemente ripagata con un titolo a dir poco sorprendente.

    Quanti di voi hanno storto il naso dopo aver scoperto che il sequel ufficiale di Persona 5 sarebbe stato soltanto un musou? Sicuramente tanti, soprattutto se consideriamo che in Occidente il franchise di Warriors è ancora troppo sottovalutato. Persona 5 Strikers, tuttavia, non può essere etichettato propriamente come un musou, in quanto il team di Omega Force è riuscito a sintetizzare stavolta una deliziosa formula ludica che avvicina il prodotto ai canoni tipici di un action RPG. Lasciate dunque che Joker e compagni vi rubino ancora una volta il cuore e scoprite assieme ai noi i pregi e i difetti di un titolo destinato a ridefinire il concetto di "musou su licenza".

    La stagione della caccia al Monarca ha inizio!

    Prima di addentrarci nell'analisi del comparto narrativo di Persona 5 Strikers, che appunto vanta al proprio arco una storia complessa e degna di portare il nome dell'opera maestra di casa Atlus, è doveroso effettuare una piccola premessa: essendo stato sviluppato parallelamente alla riedizione del titolo primigenio, Strikers è a tutti gli effetti un sequel della versione "vanilla" di P5.

    Questo significa che il gioco non tiene conto degli eventi accaduti esclusivamente in Persona 5 Royal, ma nemmeno li esclude a priori, in quanto la campagna ha inizio nel pieno dell'estate successiva ai fatti raccontati in P5 e P5R. Una soluzione furba e pratica al tempo stesso, in quanto, sebbene la mancata inclusione di Yoshizawa/Violet possa indispettire i fan della graziosa fanciulla conosciuta in P5R, l'assenza di gravi incongruenze narrative fa sì che il titolo possa essere fruito sia da coloro che hanno giocato la versione vanilla, che dagli utenti che hanno vissuto sulla propria pelle le rocambolesche imprese dei Phantom Thieves soltanto attraverso l'indimenticabile edizione Royal.

    Terminata la lotta alla corruzione intrapresa dai Fantomatici Ladri di Cuori e scontato l'anno di libertà vigilata cui era stato condannato, il Joker ha dovuto lasciare la capitale nipponica per tornare nel proprio paese. Tuttavia, avendo promesso ai suoi amici di trascorrere assieme la successiva stagione estiva e di compiere un lungo viaggio attraverso il paese, con l'avvento di luglio ed il termine delle lezioni il caro protagonista di Persona 5 torna quindi a Tokyo, ignorando che durante la propria assenza sia sbucata dal nulla una nuova entità che mira a prendere il controllo della società e a privare il genere umano del libero arbitrio.

    Qualcuno sta infatti sfruttando il mondo cognitivo per "risvegliare i cuori" della gente, allo scopo di controllare le masse e trarne profitto. Non a caso, già durante la sua prima notte a Tokyo il buon Joker si risveglia all'interno della misteriosa e ormai iconica Velvet Room, dove la piccola Lavenza lo mette in guardia sulla minaccia che presto lo costringerà a sfidare nuovamente il fato ed il grave pericolo che si appresta a consumare il mondo intero.

    Quasi a voler dimostrare l'ineluttabilità del destino assegnatogli, all'indomani una curiosa serie di coincidenze catapulta Joker, Ryuji e Morgana in una versione distorta di Shibuya, dove le Ombre stanno sottraendo con la forza i desideri della gente comune. Entrati immediatamente in azione, i nostri beniamini realizzano dunque l'esistenza delle Prigioni, ossia luoghi del Metaverso molto simili ai Palazzi che a suo tempo rappresentavano la manifestazione della distorsione e dei pensieri negativi degli individui particolarmente malvagi.

    A differenza dei Palazzi, tuttavia, le cosiddette Prigioni si estendono su intere città e loro rispettivi Monarchi possono sfruttarle per trascinare al loro interno le persone incontrate nel mondo reale, privarle di una preziosa gemma che corrisponde ai loro autentici desideri e assoggettarle completamente al proprio volere.

    Tornati nel mondo reale, i ragazzi scopriranno non solo che in tutto il Giappone sono comparse diverse Prigioni, suggerendo l'esistenza di un complotto più vasto e pericoloso, ma addirittura verranno avvicinati dall'ispettore Zenkichi Hasegawa, il quale spiegherà loro che la polizia è convinta che i responsabili di tutti i recenti incidenti siano proprio i Phantom Thieves e che pertanto si appresta ormai ad arrestarli una volta per tutte. Messi ancora una volta alle strette, i nostri eroi non potranno far altro che stringere un accordo con l'infido ispettore, tirare fuori dall'armadio i loro improbabili costumi da lavoro e viaggiare per tutto il paese, così da rintracciare e sconfiggere di volta in volta i vari Monarchi locali e soprattutto dimostrare la propria innocenza.

    Al pari del gioco originale di Atlus, Persona 5 Strikers vanta insomma un piacevole intreccio narrativo che affonda le sue radici nelle delicate problematiche sociali che affliggono la nostra epoca, come appunto il bullismo, i complotti politici e la corruzione che, più in generale, caratterizza gli individui nelle cui mani si concentra un potere esagerato.

    Non mancano nemmeno le già apprezzate ispirazioni culturali, che soprattutto nei primi capitoli della vicenda richiamano il capolavoro letterario di Lewis Carroll, "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie", o i riferimenti alle innumerevoli light novel nipponiche e al pittoresco universo Sentai. Drammatica e spiritosa dove necessario, la scrittura presenta piccole fluttuazioni qualitative che ricorrono per tutta la durata della campagna, ma nel complesso il canovaccio narrativo riesce comunque ad ammaliare e a imprigionare il giocatore in un vortice di emozioni che tiene banco per le 35 ore necessarie a completare l'avventura. Una longevità più che soddisfacente, che nel caso ci si dedichi con pazienza alle 81 missioni secondarie può addirittura sfiorare la soglia delle 50 ore complessive.

    Una vacanza inusuale e movimentata

    Come accennato nell'introduzione e nella nostra più recente anteprima di Persona 5 Strikers, il titolo confezionato dal connubio Atlus-Omega Force è quanto di più lontano vi sia dal musou "classico" cui Koei Tecmo Games ci ha abituati negli anni.

    Diversamente da quanto fatto col pregevole Hyrule Warriors: L'Era della Calamità, che appunto ha preso in prestito le principali meccaniche di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e le ha innestate sulla propria pelle, con P5S il team di sviluppo ha invece compiuto l'esatto contrario, ossia applicare i ritmi caotici e frenetici della serie Warriors alla formula originale di Persona 5. Di conseguenza, poiché questa è rimasta pressoché intatta, giocando a Persona 5 Strikers si fa presto a dimenticare di avere tra le mani un esponente del brand Warriors, in quanto il titolo - seppur con ragionevoli semplificazioni imputabili alla sua natura di "sequel spin-off" - offre appunto un'esperienza parecchio simile a quella di P5 e P5R, sia dal punto di vista ludico che narrativo. D'altronde, se i meccanismi tipici del musou, come la conquista dei settori o l'annientamento di intere legioni di nemici tutti uguali, vestono alla perfezione licenze sregolate, chiassose e persino un po' sanguinose come Berserk, Gundam o ONE PIECE (come potete leggere nella recensione di ONE PIECE: Pirate Warriors 4), era alquanto difficile immaginare un prodotto che vedesse i Phantom Thieves impegnati in missioni autoconclusive e malamente interconnesse.

    Avendo preservato la struttura dell'indimenticabile Persona 5, lo spin-off non presenta brevi missioni ripetibili e finalizzate alla conquista di determinati territori, ma ripropone a grandi linee lo schema della fortunata serie Atlus. Nei panni di Joker e degli altri componenti della squadra, quindi, il giocatore esplora delle mappe ispirate ai più famosi quartieri di Shibuya, Kyoto o Sapporo, al fine di scoprire le problematiche che angustiano gli abitanti delle varie città visitate lungo il viaggio, raccogliere indizi indispensabili per identificare i Monarchi locali e provare a comprendere le origini turbolente e spesso deprimenti che li abbiano spinti sulla via della perdizione. Sfortunatamente i luoghi visitati in Persona 5 Strikers non sono vivi e ricchi di attività ricreative come i quartieri dell'originale, che pullulavano di locali e mini-giochi, ma nel complesso ci sono parsi abbastanza fedeli alle rispettive controparti reali.

    Peccato solo che in P5S non abbia trovato posto anche la componente social tanto apprezzata del blockbuster nipponico: fatta eccezione per i compagni e altri due personaggi chiave, i numerosi Confidenti di Persona 5 non prendono parte alla vicenda, e in ogni caso non vi sono meccaniche che permettano di rafforzare i legami tra i vari Phantom Thieves (che, in fin dei conti, dopo i fatti di P5 si suppone siano già indissolubili).

    Se da una parte tale mancanza conferisce al titolo una linearità talvolta snervante ed eccessiva, l'assenza delle molte distrazioni che arricchivano l'impianto ludico di Persona 5 è in buona parte giustificata dalla natura "on the road" del racconto e dalla necessità di risolvere l'intero caso nell'arco di un mese circa.

    Ad ogni modo, questo non significa che la nuova avventura del Joker sia interamente focalizzata sulla missione intrapresa dall'allegra combriccola di ladri, tant'è che tra un'indagine e l'altra i nostri beniamini non mancheranno di visitare le principali attrazioni delle mete raggiunte lungo il viaggio e assaggiare le più disparate prelibatezze locali, intrattenendo il giocatore con scenette esilaranti e talvolta quasi didattiche.

    Tra l'altro, sebbene l'immancabile calendario di Persona 5 sia sempre collocato in un angolo dello schermo, questa volta il giro in giostra non avrà limiti temporali e pertanto non costringerà l'utente a pianificare con largo anticipo le attività da svolgere durante l'arco di una singola giornata.

    Difatti, se in P5 e P5R eravamo abituati a scegliere se dedicare un intero giorno alle attività sociali o all'esplorazione di Palazzi e Memento, in P5S il giocatore può spostarsi di continuo dal mondo reale a quello cognitivo, in quanto il passaggio da una realtà all'altra non influenza in alcun modo lo scorrere del tempo. Anzi, dal momento che la giornata termina solo dopo aver raggiunto determinati obiettivi, l'utente è addirittura incoraggiato a rientrare spesso dalle Prigioni, al fine di recuperare HP ed SP perduti, visitare il negozio di oggetti ed equipaggiamenti, fare un salto nella Velvet Room per modificare le Personae del Joker o magari fare rapporto dopo aver portato a termine una missione secondaria.

    Farsi strada nelle Prigioni

    Se l'esplorazione del mondo reale risulta troppo lineare, lo stesso non si può dire per le Prigioni del Metaverso, che a differenza dei vecchi Palace presentano diramazioni e il più delle volte possono essere completate senza seguire un percorso obbligatorio.

    Suddivise in macro-aeree, ciascuna con un proprio checkpoint per salvare la partita e tornare all'occorrenza nel mondo reale, le varie zone delle Prigioni - come ad esempio il famoso incrocio di Shibuya o l'ex ufficio governativo di Hokkaido a Sapporo - offrono infatti una maggiore libertà esplorativa, che mai come in questo quasi trae vantaggio dalla verticalità del level design.

    Se in Persona 5 i nostri beniamini potevano esplorare i Palazzi in modalità stealth, sfruttando a proprio vantaggio qualsiasi riparo, in Persona 5 Strikers è persino possibile arrampicarsi su automobili, cornicioni e piattaforme sopraelevate, al fine di raggiungere i tetti degli edifici e seguire sentieri non convenzionali.

    Anche perché, se il fine ultimo dell'esplorazione dei Palazzi era individuare la stanza del Tesoro, nonché tracciare il percorso migliore per trafugarlo e tagliare la corda, stavolta i nostri eroi saranno invece costretti a raggiungere i vari Torrioni della Prigione, allo scopo di impossessarsi degli oggetti che vi sono solitamente custoditi: veri e propri nuclei che rappresentano il potere di un Monarca, e che una volta caduti nelle mani dei Phantom Thieves disattivano intricati sistemi di sicurezza, rimuovono ostacoli posti sulla mappa e in generale sbloccano l'accesso a zone nuove.

    Passando poi all'analisi del sistema di combattimento, è opportuno precisare innanzitutto che i nemici non affollano il terreno di gioco, come accadrebbe in un qualsiasi musou. Al contrario, un certo numero di Ombre setaccia ciascun settore delle Prigioni alla ricerca di potenziali intrusi e, una volta entrato in contatto col giocatore, fa comparire un ragionevole quantitativo di avversari (neanche tutti uguali) all'interno di una zona circoscritta e delimitata da barriere semi-invisibili. Tra l'altro, proprio come in P5 e P5R, sia i giocatori che le Ombre possono cogliere di sorpresa i nemici e dare il via alle cosiddette Imboscate: una situazione alquanto pericolosa in cui il contendente attaccato alle spalle inizia la fase di battaglia in stato confusionale ed è quindi costretto a subire inerme l'offensiva avversaria.

    Mentre la maggior parte dei Warriors ci ha abituati a travolgere orde di bersagli alternando al massimo un paio di tasti del controller, prestando facilmente il fianco al fattore ripetitività, Persona 5 Strikers presenta una mappatura dei comandi varia e complicata, anche perché i nostri beniamini dispongono di parecchie frecce ai loro archi. Oltre all'attacco standard, legato all'arma bianca in dotazione e necessario per realizzare combo micidiali, e all'assalto speciale, che in genere consiste in colpi più efficaci o comunque in potenziamenti per le abilità, ciascun Ladro di Cuori può infatti ricorrere sia alle armi da softair - le cui munizioni, come in P5R, si ricaricano dopo ogni scontro - sia alle skill delle rispettive Personae.

    Premendo un tasto e innescando una sorta di pausa tattica, il giocatore ha in qualsiasi momento la facoltà di scagliare contro i nemici delle rovinose tecniche elementali o comunque di supportare i combattenti schierati in prima linea con abilità di supporto e guarigione. Proprio come nel gioco originale, sia i Phantom Thieves che le Ombre incontrare nelle Prigioni dispongono di debolezze e altrettante resistenze elementali, le quali spalancano ancora una volta le porta a una squisita componente strategica da non sottovalutare.

    A tal proposito, per sfruttare al massimo i punti deboli delle Ombre è importante non solo inserire nel party titolare i giusti combattenti, ma occorre anche assegnare al Joker una Personae di ciascun elemento. Questo perché, come qualsiasi fan di P5 ricorderà, il carismatico leader dei Phantom Thieves ha sempre avuto l'abilità peculiare di legarsi a più Personae e di poter cambiare il partner in qualsiasi momento della lotta, a seconda delle necessità e del bersaglio ingaggiato.

    Associare al ragazzo una Personae di ogni elemento, per un totale di dieci, fa sì che il Joker diventi virtualmente in grado di prevalere in ogni situazione, riducendo il rischio di riportare una sconfitta. Anche perché durante la nostra prova ci siamo resi conto che Persona 5 Strikers, almeno nelle fasi più concitate e a seconda del grado di difficoltà selezionato (inizialmente sono tre, più uno sbloccabile nel New Game+), tende a punire in malo modo le disattenzioni.

    Guizzo Fantasma e altri attrezzi del mestiere

    Oltre ad aver innestato al frenetico sistema di combattimento della serie Warriors molte meccaniche preesistenti di Persona 5, come ad esempio il feroce Assalto ai danni dei nemici storditi o la Staffetta (che in qualsiasi momento permette, attraverso la pressione di un tasto, di assumere il controllo di un diverso personaggio e di godere di un momentaneo power-up), Omega Force ha elaborato parecchie soluzioni sfiziose per ampliare a dismisura le azioni eseguibili dagli utenti e assicurarsi di tenere a debita distanza la temuta ripetitività del brand.

    Già prestato a suo tempo a Persona 5 Royal, lo Showtime è ad esempio il cinematico attacco speciale che ciascun membro della banda può scatenare dopo aver riempito un'apposita barra, che appunto avanza ogni volta che l'utente sfrutta a proprio vantaggio le debolezze elementali degli avversari. Di tutte le novità introdotte in Persona 5 Strikers, la più utile e interessante è senza dubbio rappresentata dal cosiddetto Guizzo Fantasma, che come suggerito dal nome permette ai Ladri di Cuori di eseguire diverse azioni legate sia all'attacco che al movimento stesso.

    Ad esempio, durante la fase esplorativa il Guizzo Fantasma consente di saltare letteralmente da un punto all'altro dello schermo, in modo tale da evitare ostacoli, aggirare un nemico o comunque sfuggire alla sua vista. In battaglia, invece, il Guizzo Fantasma conferisce l'abilità di interagire con l'ambiente e sfruttare tutta una serie di elementi dello scenario per eseguire attacchi speciali, come roteare attorno a un palo della luce, far esplodere un'automobile o un blocco di ghiaccio per danneggiare tutte le Ombre circostanti, e così via. Un valido esperiente, insomma, che oltre a incrementare a dismisura la rosa degli attacchi dei Phantom Thieves incoraggia a osservare attentamente l'ambiente e servirsi in maniera strategica di tutti gli elementi più utili a portata di mano.

    Uno dei pregi di Persona 5 Strikers è l'aver conferito un ruolo maggiore al personaggio di Futaba Sakura, che essendo in possesso di una Personae priva della benché minima abilità combattiva (come Fuuka Yamagishi di Persona 3 e Rise Kujikawa di Persona 4) è stata sempre costretta a supportare la squadra dalle retrovie e a fungere da navigatrice. I ragazzi di Omega Force, invece, hanno escogitato un simpatico modo per mettere in risalto le straordinarie abilità di hacking della graziosa Navi.

    Durante i cosiddetti "Scontri Hacking", la fanciulla è infatti chiamata a sabotare in maniera del tutto automatica i sistemi di sicurezza delle Prigioni, mentre il giocatore è incaricato di usare i compagni di squadra per proteggerla dalle orde di nemici intenzionati a fermare la manomissione. Frangenti alquanto delicati in cui è fondamentale respingere a più riprese gli assalitori, tenere d'occhio i punti salute di Futaba ed eventualmente ripristinarli con le skill di guarigione.

    Una solida componente ruolistica

    Proprio come i due episodi di Dragon Quest Heroes, Persona 5 Strikers è dotato di una ricca componente ruolistica, che diversamente dai classici musou non si limita all'acquisizione di punti esperienza, indispensabili per salire di livello, ma prevede anche il continuo miglioramento dell'equipaggiamento, l'utilizzo di meccaniche legate alla fusione e al potenziamento delle Personae, e addirittura di una sorta di skill tree che conferisce vari bonus al party.

    Se il livello base dei personaggi contribuisce ad accrescere i punti salute e le loro statistiche, come i valori di forza o agilità, il continuo ricambio di armi da mischia, armature e accessori è fondamentale per far fronte al crescente livello di difficoltà del gioco, ragion per cui, prima di addentrarsi in una Prigione, è importante assicurarsi di fare un salto nei negozi, aggiornare almeno l'equipaggiamento dei combattenti titolari (gli unici che purtroppo ricevono punti esperienza) e magari approfittare dei saldi a tempo limitato per portare a casa qualche oggetto raro.Il level-up, in ogni caso, non conferisce nuove abilità ai Phantom Thieves, in quanto le loro skill offensive e di supporto sono determinate soltanto dal livello raggiunto dalle rispettive Personae. Come in P5 e P5R, anche queste acquisiscono punti esperienza dopo ogni battaglia, e pertanto possono sbloccare nuove abilità attive o passive.

    Tuttavia, se in passato l'acquisizione di una nuova skill costringeva una Personae a dimenticare per sempre una delle abilità conosciute in precedenza, questa volta non è assolutamente necessario, in quanto è il giocatore a scegliere da una comoda lista le skill da lasciare attive o meno. Una scelta che abbiamo apprezzato non poco, poiché in qualsiasi momento consente di alterare il set di skill di ciascuna Personae e ripescare all'occorrenza le abilità da tempo in disuso.

    A proposito delle Personae, se in P5 e P5R il caro Joker poteva aggiungere una nuova Ombra al suo "arsenale" solo dopo averne conquistato la fiducia, attraverso una vera e propria fase di contrattazione - una soluzione ludica che non abbiamo mai apprezzato granché - in Persona 5 Strikers le Ombre sconfitte lasciano cadere di tanto in tanto delle maschere, che una volta raccolte finiscono direttamente nel Registro del Prigioniero posto nella Velvet Room. In questo modo, in cambio di denaro i giocatori possono evocare nuovi partner per il Joker e spendere i preziosi Punti Personae per aumentare il loro livello o comunque migliorarne i parametri di base. Per la gioia dei fan, in P5R è tornata persino la fusione delle Personae, ossia il processo irreversibile che consente di dar vita a partner sempre più rari e potenti attraverso il sacrificio di due o più Ombre possedute.

    Non meno importante è infine il menu LEGAME, che a differenza di quello che il nome potrebbe suggerire ha poco a che vedere con le già solide relazioni tra i protagonisti. Combattendo nel Metaverso e portando a termine eventi sociali nel mondo reale, il cosiddetto livello LEGAME cresce sempre di più e ricompensa gli sforzi del giocatore coi punti da spendere in una specie di scacchiera ricca di abilità extra.

    Tra le più comuni troviamo quelle che consentono di incrementare le statistiche del gruppo, come la fortuna o la magia, ma ve ne sono molte altre che influenzano ad esempio le probabilità di ottenere oggetti al termine di uno scontro, incrementano il denaro ricevuto, l'efficacia degli strumenti curativi, la capacità del Joker di cucinare manicaretti con effetti più forti, senza dimenticare le doti di scasso necessarie ad aprire i forzieri nascosti nelle Prigioni. Tutta una serie di bonus opzionali che in sostanza favoriscono la personalizzazione del gruppo e, per certi versi, anche della progressione stessa.

    Ragionevoli compromessi

    Passando infine all'aspetto grafico, che in genere è uno dei principali punti deboli delle produzioni Omega Force, abbiamo notato con piacere che P5S vanta una resa molto simile a quella dell'originale Persona 5, di cui non bisogna dimenticare la natura cross-gen PS3/PS4.

    Non per nulla, il sodalizio nipponico ha riutilizzato gli ottimi modelli poligonali già apprezzati in Persona 5: Dancing in Starlight (per tutti i dettagli sul rhythm game con protagonisti i Phantom Thieves consultate la nostra recensione di Persona Dancing Endless Night Collection), che tuttavia iniziano ad accusare il peso degli anni e sono per giunta affetti da un anti-aliasing poco efficace. Stesso discorso vale per le texture, che soprattutto nel mondo reale appaiono ancora troppo povere di dettagli. A differenza dell'edizione per Nintendo Switch, i cui loading screen possono richiedere fino a ventisette secondi, l'edizione PS4 di Persona 5 Strikers presenta dei tempi di caricamento pressoché istantanei (soprattutto su PS5) e un frame rate granitico, che durante la nostra prova non ha tentennato nemmeno nel mezzo delle situazioni più concitate.

    Se la versione per l'ibrida di Kyoto non supera i 30 fotogrammi al secondo, per una risoluzione massima di 900p in modalità dock, l'edizione PS4 presenta invece due diverse modalità, le quali privilegiano rispettivamente il frame rate e la risoluzione. La prima garantisce i 60 fps bloccati, con risoluzione pari a 900p su PS4 e 1080p su PS4 Pro, mentre la seconda spinge la risoluzione massima a 1080p su PS4 fat e 1440/2160p su PS4 Pro, con rari cali di frame rate pressoché impercettibili.

    Come prevedibile, il piatto forte del pacchetto è ancora una volta la suggestiva e vivace colonna sonora composta dal maestro Shoji Meguro, che a questo giro include versioni leggermente più rock degli indimenticabili brani cantanti dalla straordinaria Lyn Inaizumi. Se nel complesso ci riteniamo molto soddisfatti sia del doppiaggio giapponese che di quello inglese, lo stesso non si può dire per i testi in italiano, che troppo spesso presentano errori e nei casi più gravi minano la comprensione delle descrizioni delle missioni secondarie.

    Persona 5 Strikers Persona 5 StrikersVersione Analizzata PlayStation 4Eravamo certi che Persona 5 Strikers presentasse un impianto narrativo degno del nome che porta, ma non ci aspettavamo che il titolo disponesse anche di una componente ruolistica e strategica così articolata e coinvolgente. Fatta eccezione per le meccaniche legate alla sfera sociale, che per motivi prettamente legati ai ritmi del racconto è stata messa da parte, lo spin-off ha infatti conservato tutti gli elementi vincenti del blockbuster di Atlus, riproponendoli con una formula semplificata e più che adeguata alla dinamicità del suo sistema di combattimento. È fondamentalmente questa la ragione per cui Persona 5 Strikers non possa essere considerato un semplice musou (non a caso la parola Warriors non compare nel titolo del gioco), bensì un prodotto che emula in tutto e per tutto le caratteristiche tipiche di un action RPG. Poco indicato agli estimatori del “musou classico”, Persona 5 Strikers è in definitiva un titolo irrinunciabile per gli appassionati di JRPG e per chiunque abbia amato l’epopea dei Phantom Thieves of Hearts, nonché l’ultima occasione per vestire i panni del carismatico Joker e partire per un lungo viaggio tra le più belle città del Giappone.

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