Persona Q2 New Cinema Labyrinth: Recensione dello spinoff per Nintendo 3DS

Lo spinoff che riunisce tutti i principali protagonisti del brand di Atlus approda finalmente in occidente, in esclusiva Nintendo 3DS.

recensione Persona Q2 New Cinema Labyrinth: Recensione dello spinoff per Nintendo 3DS
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  • Al tramonto del suo lungo corso di onorato servizio, il Nintendo 3DS ha ancora qualche colpo da sparare con fragore sui nostri scaffali, seppur la release occidentale arrivi con circa un anno di ritardo su quella giapponese. Dallo scorso 4 giugno, infatti, anche in Italia possiamo finalmente giocare Persona Q2: New Cinema Labyrinth, sequel di quel Shadow of the Labyrinth che fa da spinoff all'intera serie di Persona. Se, da un lato, già impazzano in rete ufficialità e rumor sul futuro del franchise dopo il quinto capitolo (è in arrivo, infatti, Persona 5 The Royal), dall'altro tutti i fan del brand potranno ingannare l'attesa con un episodio in "formato ridotto", ma non per questo meno valido rispetto alle iterazioni principali. New Cinema Labyrinth, infatti, non si conferma soltanto un degno successore del suo prequel, ma soprattutto (dopo la nostra prova) si è confermato essere un J-RPG convincente e sontuoso, pur con tutti i limiti tecnici derivati dall'infrastruttura hardware di Nintendo 3DS.

    Persona Assemble

    Cominciamo col dire che Persona Q2 è un J-RPG atipico: si tratta, infatti, di un dungeon crawler con visuale in prima persona, che tuttavia non rinuncia né alle dinamiche narrative, né tanto meno ai virtuosismi artistici, che hanno contraddistinto la serie in questi anni. Non solo: New Cinema Labyrinth rappresenta anche un romantico omaggio ai protagonisti che hanno popolato le più recenti iterazioni del franchise, a partire da Persona 3 fino al quinto episodio, senza dimenticare altri spinoff piuttosto apprezzati come Persona 3P.

    Il comparto narrativo della produzione è, dunque, un compendio di volti già noti, ma che stavolta interagiscono tra loro in un grande "Assemble" in stile Persona. Tutto inizia proprio dalle avventure dei Phantom Thieves, gli eroi che abbiamo potuto impersonare di recente proprio nel quinto capitolo della saga prodotta da Atlus. Durante una delle sue solite avventure nella realtà alternativa di Mementos, il gruppo guidato da Joker (il nostro avatar in Persona 5) si ritrova a percorrere un corridoio lungo e misterioso mentre si trova a bordo del veicolo creato da Morgana. Dopo aver attraversato un misterioso portale, i nostri eroi si ritrovano all'interno di un film, come dimostrano i continui tagli registici effettuati sulle cutscene durante la Campagna. Dopo essere sbucati tra le strade di una misteriosa città, i Phantom Thieves raggiungono un cinema, ma si accorgono di aver perso due loro compagni: Makoto e Haru.

    Presso la struttura, però, incontreranno Nagi e Hikari, due eclettiche ragazzine che sono bloccate in quella dimensione esattamente come i protagonisti. Non solo: un nemico sconosciuto, chiamato DOE (qui è piuttosto palese il rimando ai film hollywoodiani polizieschi), sembra braccarli all'interno di questo modo, proiettando sul grande schermo una serie di lungometraggi in cui i Phantom Thieves potranno spostarsi per viaggiare da una realtà all'altra. La loro avventura inizia in una dimensione in cui un loro vecchio nemico è un supereroe amato da tutti, ma è solo viaggiando da un film all'altro (e completando ovviamente la corsa attraverso i dungeon) che Joker e i suoi amici scopriranno i segreti che si celano dietro le loro nuove peripezie, oltre ad incontrare gli eroi che hanno popolato le storie dei precedenti episodi del franchise, tra Persona 3, Persona 4 e gli spinoff citati. In linea con il primo capitolo, l'ordito alla base della trama non è neanche lontanamente vicino ai temi maturi ed esistenzialisti che hanno caratterizzato la saga madre: il tutto è calato in un contesto decisamente più leggero, che tuttavia non tradisce i meccanismi tipici del brand.

    A spasso tra i film

    Il gameplay di Persona Q2: New Cinema Labyrinth si basa quindi esclusivamente sul percorrere i dungeon proposti da ciascuna dimensione: ogni dungeon è diviso in più mappe, percorribili procedendo con una formazione a scacchiera che genererà incontri casuali con i mostri che popolano ogni dimensione. La feature chiave della produzione, nell'ambito dell'esplorazione degli scenari, è una componente esclusiva della piattaforma Nintendo 3DS, e cioè l'interazione con il pennino e il touchscreen presente nella zona inferiore della console portatile.

    È infatti possibile, in caso si selezioni l'opzione di creazione manuale, disegnare e pilotare la struttura dei livelli in ogni dungeon per percorrere la mappa a propria piacimento. Si tratta di una meccanica ben implementata, che nel corso della progressione dà adito anche a varie possibilità di personalizzazione: molto spesso, infatti, il terreno su cui vi muovete presenta voragini oppure ostacoli di vario genere. Elementi su schermo che, in pratica, costringono a fare il giro lungo, aumentando le possibilità di incappare in nemici.

    Nonostante le battaglie siano fondamentali ai fini dell'avanzamento del vostro party (che include un roster molto ampio, sempre in divenire man mano che sbloccate i vari personaggi), accadrà molto spesso che le condizioni di salute dei membri diventino fin troppo precarie per portare avanti uno scontro, dal momento che - in assenza di oggetti curativi - l'unico modo per ripristinare le statistiche è tornare all'hub presente nel cinema (un meccanismo molto simile a quanto visto in Persona 5 con le stanze adibite al salvataggio).

    Ed ecco che giunge la feature adibita al disegno delle mappe, che vi permetterà di utilizzare icone di vario genere per generare blocchi di muro o di pavimento per agevolare il vostro cammino sulla scacchiera. Questa meccanica torna molto utile, come già detto, in caso vogliate evitare gli scontri, poiché potrete ridurre al minimo sia gli incontri casuali che le battaglie contro dei mini-boss particolarmente potenti, che si aggirano per la mappa pronti a cogliervi di sorpresa in caso incrociate il suo stesso cammino.

    Ovviamente è anche possibile automatizzare il tutto, lasciando i settaggi di default e percorrendo così com'è: questo vi permette, da un lato, di velocizzare l'avanzamento, ma dall'altro vi espone maggiormente ai pericoli e alle battaglie, che si riveleranno sin da subito mediamente impegnative (ma potrete anche modificare la difficoltà a vostro piacimento).
    Veniamo ora al combat system, che recupera i crismi principali delle ultime iterazioni della serie impreziosendo il tutto con qualcosa di nuovo. Gli scontri si svolgono sempre in un sistema di combattimento a turni, in cui ciascun eroe può compiere varie azioni tra cui attacchi base, attacchi speciali (divisi tra quelli che consumano HP o SP, a seconda dell'utilizzo), parate o impiego di oggetti.

    Esattamente come nei canoni del brand, le battaglie tornano a incentrarsi sui meccanismi di boost e soprattutto sull'elemento tattico, che vi spinge a sperimentare varie mosse e ad analizzare le bestie nemiche al fine di trovare il loro punto debole e sfruttare quanto più possibile gli attacchi elementali che provocano i danni maggiori. Raggiunto un certo punto, poi, è possibile scatenare potenti attacchi speciali di squadra, proposti con la stessa verve registica che abbiamo potuto ammirare negli ultimi anni.

    Rispetto ai capitoli classici, inoltre, l'elemento tattico risulta arricchito anche dalla posizione ricoperta da ciascun membro del party sul terreno di scontro. Potrete infatti selezionare i guerrieri secondo uno schema specifico, in modo da porli in una formazione che include uno schieramento in prima linea e uno nelle retrovie.

    Il nostro consiglio è di bilanciare il gruppo in modo che i lottatori meno forti in attacco e con abilità preposte alla cura vengano posizionati indietro, lasciando lo scontro aperto ai personaggi più offensivi: sia chiaro, tutti nel vostro team sono in grado di attaccare, anche chi è posizionato in vie più arretrate, ma così facendo esporrete di meno gli elementi più deboli alle mosse avversarie.

    Venendo al comparto tecnico e grafico, invece, non aspettatevi da Persona Q2 un assetto visivo particolarmente dettagliato o sontuoso: parliamo, a tutti gli effetti, di un prodotto molto modesto, che tuttavia riesce a sopperire all'assenza di un hardware performante con un delicato e grazioso character design in stile chibi. Così facendo, i personaggi risultano ugualmente dettagliati, pur assumendo toni più infantili, ma perlomeno riescono a non soffrire troppo il downgrade dei pixel rispetto alle console maggiori.

    Meno piacevole è invece il level design, un po' raffazzonato sul versante delle texture, mentre le animazioni riescono ad essere tutto sommato soddisfacenti: innanzitutto perché la visuale in prima persona rende la regia meno impegnata rispetto agli episodi della serie principale, visto che la camera cambia soltanto in occasione delle movenze più spettacolari, dando adito al motore di gioco di investire maggiormente nei momenti più consoni all'azione.

    Molte sequenze video, inoltre, sono realizzate in stile anime (seppur mantenendo il design della produzione), altro elemento che strizza l'occhio al franchise proprietario e che regala molto più colore a un comparto grafico non eccezionale. Sempre sopra le righe, invece, sia il comparto sonoro che quello artistico: un'esplosione pop di colori e musiche, che gioca tanto con le immagini quanto con il game design per dar vita al solito, eclettico stile della serie Persona.

    Persona Q2: New Cinema Labyrinth Persona Q2: New Cinema LabyrinthVersione Analizzata Nintendo 3DSPersona Q2: New Cinema Labyrinth conferma tutte le buone intuizioni già intraviste nel primo capitolo. Una trama più leggera e disimpegnata, oltre che meno profonda, riuscirà ad intrattenervi grazie a un'avventura che riunisce tutti i più recenti e principali eroi del brand di Atlus. Le meccaniche ruolistiche restano le medesime che hanno governato la serie negli ultimi anni, ma il valore aggiunto è rappresentato dalla feature che permette di ridisegnare la struttura delle mappe nei vari dungeon per volgere l'avanzamento a proprio favore. Inventiva e strategia si fondono in un J-RPG come sempre atipico e artisticamente sopra le righe.

    8.5

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