PGA Tour 2K21 Recensione: l'erede di The Golf Club che non brilla

HB Studios dopo The Golf Club stringe una partnership con 2K Sports, dando vita a PGA Tour 2k21, ma la strada per l'eccellenza è lunga.

recensione PGA Tour 2K21 Recensione: l'erede di The Golf Club che non brilla
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Dopo il buon successo di pubblico e critica raccolto dalla serie The Golf Club, gli sviluppatori di HB Studios hanno guadagnato l'attenzione del publisher 2K Sports, che ha deciso di investire nella licenza ufficiale del PGA Tour. Arriva così PGA Tour 2k21, disponibile a partire da questo 21 agosto per PlayStation 4, PC, Nintendo Switch e Xbox One. Il titolo promette agli utenti una esperienza di golf ampiamente personalizzabile, e si fa forte della presenza di undici celebri golfisti professionisti (tra cui Justin Thomas, Matt Kuchar e Jim Furyk), che saranno nostri rivali sul PGA Tour. Riuscirà HB Studios a compiere il salto di qualità e ad entrare nel cuore di fan di vecchia data e novellini del nobile gioco del golf?

    Si inizia a giocare

    L'azione parte senza troppi preamboli, e veniamo catapultati immediatamente nei tutorial di rito per apprendere i fondamenti di gioco lungo e corto. Iniziamo con il nostro primo swing per poi passare al lavoro di fino con il putt. La spiegazione è abbastanza ricca e riesce ad essere comprensibile anche per i neofiti, ma dobbiamo segnalare alcune inesattezze tecniche: ad esempio, si parla di "loft del colpo" mentre si tratta di una caratteristica propria del bastoni; inoltre, la traduzione del termine inglese "pace" come "peso del putt" è totalmente fuorviante, visto che "avere un buon pace" significa dosare in maniera corretta la forza del colpo, e non si valuta in alcun modo il peso del putter.

    Passiamo quindi alla creazione del nostro avatar. L'editor di gioco consente di personalizzare fin nei minimi dettagli il nostro aspirante campione, scegliendo anche se sia destro o mancino. Tramite la valuta in-game si possono acquistare capi d'abbigliamento di marchi realmente esistenti, come ad esempio Polo Ralph Lauren o Bridgestone Golf. A questo punto arriviamo a ciò che conta davvero per giocare sul Tour: la scelta dei quattordici bastoni con cui comporre la nostra sacca vincente!

    Menzione d'onore per la ricostruzione accurata dei prodotti firmati da brand ben noti ai golfisti - Callaway Golf è solo uno tra quelli disponibili - mentre spiace notare l'insufficienza nel design, tale da sfiorare l'irrealtà, dei bastoni creati ad hoc per il gioco da parte del team di sviluppo, con i quali si inizia l'avventura. Pazienza, guadagneremo presto denaro da spendere per migliorare il nostro equipaggiamento e creare la sacca dei nostri sogni. Siamo pronti per iniziare una luminosa carriera!

    Diventare campioni

    Selezionata una delle sei difficoltà disponibili - da Principiante a Leggenda, una vera sfida anche per chi è golfista nella vita vera - possiamo scalare i tour golfistici americani, a partire dalle Qualifying School, i cui primi classificati possono accedere al più prestigioso Korn Ferry Tour; a loro volta, i migliori giocatori del KFT entrano nell'Olimpo golfistico, quel PGA Tour che ci vedrà contrapposti ad alcuni fra i più famosi professionisti del mondo.

    Ottima la possibilità di selezionare il livello di "bravura" dei nostri avversari, che potranno quindi essere più o meno impegnativi: in generale PGA Tour 2k21 brilla per le numerose opzioni a disposizione del giocatore, offrendo così un'esperienza ampiamente customizzabile nel gameplay. Il gioco è quindi parecchio più accessibile rispetto a The Golf Club, da molti giudicato troppo complesso al primo impatto, ma vi assicuriamo che giocare nelle modalità più avanzate richiederà precisione nell'esecuzione e attenzione alla struttura della buca che viene di volta in volta affrontata.

    Altro punto di stacco rispetto ai precedenti titoli sviluppati da HB Studios è la presenza di celebri professionisti del PGA Tour. I fan più accaniti potrebbero storcere il naso per l'impossibilità di giocare nei panni dei loro beniamini (si può utilizzare soltanto il proprio MyPlayer), cosa possibile nella serie Tiger Woods e in Rory McIlroy.

    Peraltro non vi è alcun tentativo nel rendere riconoscibile lo stile di ciascun pro: sebbene a un occhio poco allenato gli swing possano sembrare tutti uguali, ogni giocatore ha la propria "firma" sportiva e il proprio stile, mentre in PGA Tour 2k21 l'unica cosa che cambia sono i modelli poligonali, oltretutto piuttosto scarni. Tutto un po' troppo standard, quindi, ed è un vero peccato.

    La regia (di stampo piacevolmente televisivo) ci permette di tenere d'occhio l'andamento dei nostri avversari, inquadrandoli durante il giro e mostrando i loro colpi di tanto in tanto. Molto generico e spesso piatto il commento di Luke Elvy e Rich Beem, la cui voce si trasformerà ben presto in un rumore di sottofondo. Per vivacizzare la campagna HB Studios introduce il sistema delle rivalità, che porterà a confrontare i nostri risultati con quelli di uno dei celebri pro, con delle sostanziose ricompense qualora la nostra performance sia stata la migliore. Un ulteriore incoraggiamento a perfezionarsi è costituito dalle sfide degli sponsor, stimolanti anche se spesso non troppo originali. La progressione rimane comunque piuttosto lineare, visto che salire di livello consente di sbloccare abbigliamento e nuovi bastoni, e non si ha alcun aumento delle nostre statistiche, al contrario di quanto avveniva in capisaldi del genere come Tiger Woods PGA Tour 07.

    Il comparto tecnico

    Sotto il profilo tecnico, dobbiamo purtroppo segnalare che la grafica di PGA Tour 2k21 non è allo stato dell'arte. Lo swing è molto meccanico, e dubitiamo che il nostro MyPlayer passerebbe il vaglio di un Maestro di golf. Sono presenti anche ingenuità vere e proprie, come l'eccessiva forza nel caricare i colpi del putt: a fronte di un backswing piuttosto importante, la pallina scivola in maniera innaturalmente lenta, come se ci fosse un cuscino attaccato alla faccia del bastone! Aspetto assolutamente positivo è invece la ricostruzione dei quindici campi da golf realmente esistenti presenti nel gioco: l'accuratezza nello scanning è sbalorditiva, e siamo certi che gli appassionati apprezzeranno la resa di buche iconiche come quelle di Sawgrass.

    Peccato per l'assenza di campi celebri come St Andrews, inserito in passato nei titoli firmati da EA Sports. Nulla che possa pregiudicare l'esperienza di chi è nuovo al gioco del golf, sia chiaro, ma si tratta di mancanze che non faranno piacere agli appassionati. Inoltre, siamo certi che gli esperti faranno scelte diverse da quelle proposte in campo dal titolo, che punta ad un modo di giocare decisamente "safe", come si dice in gergo: facendo qualche aggiustamento, si ha spesso modo di ottenere risultati migliori di quanto suggerito.

    Sfide online

    A dispetto di chi considera il golf come uno sport noioso, molti abili architetti si divertono un mondo a disegnare percorsi di diciotto buche che possano rappresentare una sfida anche per i professionisti più abili. Per questo è assolutamente gradita la presenza del Course Designer, già molto apprezzato dagli utenti dei due The Golf Club.

    Si può quindi creare il campo dei propri sogni o ricreare un percorso già esistente, magari tra quelli non inseriti all'interno del titolo: le opzioni sono numerosissime, e se l'editor non è di certo immediato (vista la soverchiante quantità di elementi a disposizione, come laghi e alberi di vario tipo) regala comunque grandi soddisfazioni dopo qualche utilizzo. Le creazioni possono poi essere testate e condivise con la community dei giocatori. Va segnalata l'assenza al lancio su Nintendo Switch della modalità Course Designer, che HB Studios spera di riuscire ad implementare in un prossimo futuro.E la condivisione, in PGA Tour 2k21, è un aspetto importante, che avvenga in locale o online. Il matchmaking consente di trovare rapidamente un avversario da sfidare su un campo prestabilito e secondo determinate impostazioni selezionabili dall'utente, ma è possibile giocare contro persone specifiche creando delle stanze cui unirsi.

    Interessanti le Online Societies, i cui membri possono competere secondo la schedule organizzata dagli admin: un bel modo per raggruppare più amici appassionati del titolo e sfidarsi in maniera più strutturata rispetto ai match isolati. Per poter competere online o alle difficoltà più alte è necessario ottenere i migliori bastoni disponibili sul mercato virtuale di PGA Tour 2k21. Come abbiamo visto, l'equipaggiamento viene sbloccato vincendo rivalità, sfide degli sponsor o gare del tour.

    Si può anche accedere al negozio virtuale e utilizzare la valuta in-game, frutto dei nostri sforzi in campo, o del nostro portafogli, a suon di microtransazioni. Ma abbiamo una buona notizia per voi: per costruire una sacca competitiva non è assolutamente necessario utilizzare soldi reali. Il sistema di progressione del gioco consente di arricchire il nostro parterre di bastoni in maniera naturale, divertendosi in campo. Non si sente quindi l'esigenza di mettere mano al portafogli, al contrario di quanto avviene in altri giochi sportivi, dove gli investimenti sono praticamente necessari per non essere schiacciati nella modalità online. Sotto questo punto di vista, ci riteniamo piuttosto soddisfatti dalla politica di HB Studios.

    PGA Tour 2K21 PGA Tour 2K21Versione Analizzata PlayStation 4L’ultima fatica di HB Studios ha il sapore dolceamaro di un’occasione colta a metà. La presenza del publisher 2K Sports avrebbe potuto consentire un salto di qualità più ardito allo sviluppatore canadese, comunque autore di simulazioni di tutto rispetto come i tre The Golf Club. PGA Tour 2k21 si pone nel solco dei suoi immediati predecessori, sviluppandone i punti di forza e fornendo un’esperienza ampiamente personalizzabile e adatta davvero a tutti, ma fallisce sotto il comparto grafico e patisce l’impossibilità di impersonare i grandi campioni del PGA Tour. Se cercate un online stimolante e un editor accurato, questo è il titolo che fa per voi. Per il futuro speriamo in una maggiore freschezza nell’approccio al gioco, non sempre fluido, e un’attenzione più rigorosa agli aspetti tecnici del golf: siamo certi che con i giusti investimenti HB Studios abbia tutte le carte in regola per poter proporre un autentico avanzamento nei titoli simulativi del gioco di origine scozzese più famoso al mondo.

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