Recensione PixelJunk SideScroller

Q Games recupera l'eredità di Graduis e R-Type

Versione analizzata: Playstation 3
recensione PixelJunk SideScroller
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Q-Games è ormai conosciutissima, fra gli utenti Playstation, per la sua ottima serie PixelJunk. I primi cinque titoli appartenenti a questa eclettica saga videoludica hanno esplorato generi diversi e proteiformi soluzioni artistiche, affascinando i giocatori grazie ad un marcato sperimentalismo, artistico o ludico che fosse. Ancorati quasi sempre alla “logica di genere” (se si esclude il particolarissimo Eden), i titoli di Q-Games hanno sempre cercato di evadere dai confini della categoria d'appartenenza, proponendo come elemento distintivo un colpo d'occhio asciutto e sintetico.
Questo tratto artistico particolare diventa oggi, con SideScroller, la celebrazione dell'epoca d'oro dei videogiochi da sala. Il nuovo arrivato in casa PixelJunk, infatti, è uno sparatutto a scorrimento che più “anni '80” non si può.

Laterale!

Tornate con la mente a Gradius, pensate intensamente alle prospettive di R-Type, e avrete chiarissimo il prototipo di SideScroller. Il nuovo titolo Q-Games, già dal nome, rivendica la sua aderenza ad un canone ben deinito, così funzionale che pare impossibile poterlo cambiare. Sidescroller è dunque uno sparatutto a scorrimento orizzontale, in cui il compito del giocatore è quello di evitare intere galassie di proiettili concrezioni di laser e colpi di luce, sparando all'impazzata per devastare tutto il contingente nemico.
Lo stile complessivo della produzione, a partire dai menù di gioco, è un continuo tributo al videogioco d'antan. Basti la schermata inziale, in cui lampeggia l'insolita scritta Insert Coin, o l'effetto di distorsione agli angoli dello schermo che mima un vecchio televisore a tubo catodico (o, meglio, lo schermo di un cabinato da sala).
Avviati i primi stage, si scopre che il gameplay è semplice ed essenziale. Un tasto per il fuoco (continuo), e uno per cambiare l'arma utilizzata. La mitraglietta rappresenta la bocca da fuoco primaria, concentrando le sue raffiche orizzontalmente ma aggiungendo qualche proiettile sparato in diagonale non appena si raccoglie qualche power up. Anche il laser spara in linea retta, ma viene potenziato aggiungendo il fuoco nelle quattro direzioni cardinali. Il ritmo è più lento, ma i proiettili energetici non si fermano di fronte a niente, distruggendo all'istante le navicelle più deboli e proseguendo la loro corsa fino al margine dello schermo. Le bombe, infine, vengono lanciate verso l'alto e verso il basso, e rimbalzano, in maniera quasi impossibile da controllare, sui margini dello schermo, finchè non incontrano qualche nemico.
Diversamente da molti titoli del genere, SideScroller non mette a disposizione Smarbomb, bensì un attacco caricato con cui è possibile letteralmente investire i nemici, più o meno come accadeva in SuperStarDust HD.
Serve davvero poco tempo per innamorarsi di SideScroller. Il gioco è semplice, veloce e frenetico, grazie ad una fluidità sempre ai massimi livelli, ad un design coinvolgente, a movimento dei nemici ben diretti, che costringono ad una danza giocata tutta in punto di polpastrelli. Ci sono, di tanto in tanto, dinamiche di gioco che servono a vivacizzare la situazione, come una sorta di acido, spruzzato dai nemici o gorgogliante dal terreno, che corrode gradualmente l'astronave, e costringe il giocatore a trovare una pozza d'acqua entro un certo lasso di tempo, per sciacquare via il liquido corrosivo. Ma generalmente, al di là di questi momenti e di altre sezioni in cui evitare trappole e trabocchetti, SideScroller resta un titolo in cui si spara, cercando di utilizzare l'arma più opportuna alla situazione e di raccogliere tutti i potenziamenti. Gli stage sono lunghi e pieni di punti di controllo che permettono di non ricominciare in caso di morte prematura. Purtroppo, però, non sono moltissimi, e la longevità rappresenta uno dei talloni d'Achille del titolo. Fortunatamente ogni livello è ben caratterizzato: costruiti con forme semplici e colori sgargianti, gli stage sembrano uno strano miscuglio fra cibernetico e biologico. Come se le prospettive virtuali del primo Tron fossero state contaminate da strane forme di vita basate sul silicio. Ancora una volta, dunque, la ricerca artistica si conferma uno dei punti di forza della serie: in SideScroller, poi, fa piacere scoprire un carattere diverso per ogni livello, fra concrezioni rocciose in rosa, stage completamente cristallizzati nel ghiaccio, mondi più meccanizzati e altri che sembrano scavati all'interno di vulcani di acido. A fare da sottofondo a questo nostro viaggio, troviamo poi delle sonorità azzeccatissime. A metà fra il Chiptune e l'elettronica di consumo, l'elettro-pop di Sidescroller entra nella testa, ricordando da lontano la pulizia acustica di Shatter, contaminata però dalle distorsioni tipiche della musica 8bit.
C'è da dire però che alcune dinamiche di gioco non convincono pienamente. La modalità cooperativa, ad esempio, non è strutturata al meglio, mentre il sistema di moltiplicatore del punteggio, strutturato come una semplice combo, non si presta del tutto all'esaltazione dell'Hi-Score, presentandosi un po' limitato rispetto a quello di altri titoli immortali.
L'idea di Q-Games, in definita ci è parsa quella di voler produrre uno Shooter comunque “commerciabile”, più adatto alla massa, difficile ma non punitivo, adatto al quick play ma senza l'intenzione di far impazzire gli amanti della perfezione. Da questo punto di vista, il progetto può dirsi decisamente riuscito: SideScroller è un titolo decisamente “popolare” nelle meccaniche di gioco, incantevole per quel che riguarda stile e design, mai proibitivo ma capace, soprattutto ai livelli alti di difficoltà, di proporre un grado di sfida stimolante.

PixelJunk SideScroller SideScroller è un altro centro di Q-Games. La serie PixelJunk, dopo i due “Shooter”, propone un altro sparatutto a scorrimento, ma intensifica finalmente i ritmi (decisamente pacati nelle due ultime uscite) e si avvicina a quelli delle glorie immortali degli anni '80. Sidescroller è ben lontano dall'essere un “arcade perfect”: gli manca un sistema in grado di ingolosire i maniaci del punteggio, e forse dei boss fight più memorabili. Eppure, senza volersi pienamente piegare alla logica del Trial and Error, ma invece puntando molto su immediatezza, rapidità e ritmo, il nuovo titolo della saga Pixel Junk appassiona e diverte. Peccato che il numero di livelli non sia altissimo.

8

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