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Planescape Torment Enhanced Edition Recensione

Uscito nel 1999 su PC, Planescape Torment torna con una Enhanced Edition che include numerose migliorie: ecco la nostra recensione.

Versione analizzata: PC
recensione Planescape Torment Enhanced Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

C'è un motivo ben preciso se Torment: Tides of Numenera è riuscito nell'impresa da record di racimolare su Kickstarter 1,7 milioni di dollari in appena 24 ore, e questo motivo si chiama Planescape: Torment.
Pubblicato sul calare dello scorso millennio, il capolavoro di Black Isle Studios rappresenta probabilmente l'apice qualitativo dell'epoca d'oro dell'Infinity Engine, nonché uno dei migliori giochi di ruolo mai scritti. Lanciato il 12 dicembre del 1999, il gioco di Chris Avellone e soci venne acclamato dalla critica ma accolto piuttosto freddamente da un pubblico che, di lì a qualche anno, l'avrebbe poi elevato allo status di cult assoluto. Un flop in gran parte dovuto alla pessima campagna promozionale messa in atto da Interplay, che, dopo aver annunciato il gioco con uno dei trailer più noiosi di tutti i tempi, diede sfogo a un'insospettabile vena trash descrivendo l'immortale Nameless One come "un cadavere con un irresistibile carisma sessuale" ("a corpse with irresistible sexual charisma").
Ecco, vi lasciamo qualche istante per assaporare il ricco bouquet di immagini a sfondo necro-erotico evocato da questo infelice fraseggio. Fatto? Eccellente.
A 18 anni da quel disastro annunciato - e poi, fortunatamente, scongiurato - le cinture nere di nostalgia di Beamdog hanno da poco aggiunto Planescape: Torment alla lista, ormai praticamente completa, dei titoli "Enhanced" basati su Infinity Engine. Un lancio accompagnato, a dire il vero, da una certa dose di apprensione tra le file della community, pronta ad accogliere con torce e forconi cambiamenti troppo marcati ad una formula ritenuta intoccabile. Ora che le strade di Sigil sono di nuovo aperte, e l'immortale senza nome è pronto a risvegliarsi ancora una volta sulla fredda pietra del Mortuario, permetteteci di darvi nuovamente il benvenuto nella Città delle porte.
La Signora del Dolore vi aspetta a braccia aperte.

Cosa può cambiare la natura di un uomo?

Planescape: Torment è con tutta probabilità uno dei più raffinati esempi di storytelling ruolistico degli ultimi 20 anni. Il costrutto narrativo partorito dalla mente di Avellone muove i primi passi a partire da una premessa ai limiti del manierismo, quella dell'eroe senza memoria. Una base sulla quale Black Isle ha saputo però costruire una storia che rifiuta in blocco i cliché del genere fantasy incarnati dal "cugino" Baldur's Gate, raccontando le vicende di un mondo meravigliosamente peculiare e al contempo perfettamente coerente e coeso, colmo di personaggi unici raccolti attorno a un protagonista carismatico. Torment non propone il classico viaggio alla volta di nuove terre e alla ricerca di misteriosi tesori, sotto la continua minaccia di una tirannica nemesi da sconfiggere. No, la storia del Nameless One ha un taglio molto più intimo e filosofico; è un viaggio di scoperta interiore, dove ogni passo è scandito dal recupero di una reminiscenza del protagonista, impegnato a rimettere insieme i frammenti di un passato millenario.
Perché il Senza Nome non è in grado di morire? Cosa può cambiare la natura di un uomo?
Domande che trovano risposta tra le maglie di un'avventura più simile a un colossale "librogame" che a un classico gioco di ruolo, che mette in secondo piano il combattimento in favore di un oceano di righe di testo e dialoghi a scelta (ampiamente) multipla, con conseguenze sorprendentemente profonde non tanto sul dipanarsi della trama quanto sulla caratterizzazione del protagonista, vero perno della narrazione. A seconda delle scelte operate si può arrivare alla fine del gioco con solo una manciata di battaglie all'attivo o, alternativamente, con le mani lorde del sangue di infinite schiere di nemici e alleati. Opzione, quest'ultima, decisamente meno appagante, dato che il sistema di combattimento continua ad essere tutt'oggi uno dei punti deboli del titolo.

Remaster in punta di piedi

Trattandosi di un'opera tanto particolare, unica e memorabile nel panorama di genere, la libertà di manovra a disposizione del team canadese era ragionevolmente ridotta all'osso. Quindi gli sviluppatori hanno optato per la strategia più sensata, ovvero rimanere il più possibile fedeli al prodotto originale, limitandosi a smussare le asperità più anacronistiche. Sotto l'attenta supervisione del buon Avellone, presente in ogni fase del progetto, i ragazzi di Beamdog hanno rivisto diversi aspetti del comparto tecnico di Planescape: Torment, con il chiaro obiettivo di rendere il titolo non solo perfettamente compatibile con le moderne macchine da gioco, ma anche godibile malgrado le quasi due decadi trascorse dal lancio.

L'Enhanced Edition supporta risoluzioni fino al 4K, rese viabili soprattutto grazie a un redesign parziale dell'interfaccia utente, ora ottimizzata e scalabile. Superando i 1080p, sprite e ambienti cominceranno a farsi più spiccatamente pixelati, specialmente utilizzando la neo-introdotta funzione di zoom, che rende immediatamente evidenti "le rughe" nascoste sotto la patina di trucco del remaster.
Messo da parte il vecchio menu radiale legato al tasto destro del mouse, la versione potenziata di Torment facilita la vita dei giocatori disponendo tutti i comandi sulla barra orizzontale posizionata nella parte bassa dello schermo, a portata di click. Parlando di aggiunte più che gradite, vale la pena di spendere due parole sui tempi di caricamento di questa nuova versione, drammaticamente più snelli rispetto a quelli del 1999. A fare la differenza, però, sono soprattutto una serie piccoli accorgimenti messi in atto per "svecchiare" il titolo e migliorare la qualità generale dell'esperienza, come un comodo tasto per l'autoloot, una funzione di ricerca per l'enciclopedico diario del protagonista e la possibilità di evidenziare tutti gli oggetti interattivi con la pressione del tasto Tab.

Il passaggio alle risoluzioni widescreen sottolinea inoltre i meriti di una direzione artistica ancora oggi eccezionale; le inquadrature possono ora ospitare fette decisamente più generose del mondo di gioco, lasciato sostanzialmente intonso rispetto alla controparte originale. Quella di non imporre ai fondali alcun genere di post-processing "modernizzante" è una scelta rispettosa che ci sentiamo di sostenere appieno, ed è sorprendente notare come lo scorrere del tempo non abbia minimamente intaccato il fascino unico delle ambientazioni di Torment, dettagliatissime anche per gli standard attuali. Di contro, gli effetti aggiuntivi attivabili per le sprite dei personaggi (un filtro di "ammorbidimento" e contorni più marcati) generano risultati di qualità altalenante, generalmente meno piacevoli rispetto a quelli ottenuti lasciando da parte le opzioni in questione. A tal proposito, bisogna precisare che gran parte delle limature tecniche di questa nuova edizione di Planescape: Torment rimane totalmente facoltativa, dato che il gioco garantisce a ciascun utente massima libertà nell'individuare il proprio ideale punto d'equilibrio tra impostazioni classiche ed enhanced. In questo senso, le uniche opzioni che vi consigliamo di non toccare sono quelle relative al framerate, visto che alterare il cap originale (30 fps) può far sì che le animazioni si comportino in modo anomalo.
In generale, i miglioramenti introdotti da Beamdog nella versione Enhanced di Planescape: Torment contribuiscono a rendere il gioco accessibile a una nuova generazione di utenti, senza però alterare in alcun modo gli elementi che ne fecero un capolavoro assoluto nel 1999. Proprio per questo motivo, vale la pena ricordare che si tratta di un titolo dalle meccaniche intrinsecamente old school, nelle cui vene scorrono la bellezza di 800.000 parole in un inglese a tratti piuttosto criptico. Per i vecchi fan si tratta di una scommessa già vinta, ma i neofiti potrebbero trovare in Torment un boccone troppo pesante da digerire.

Planescape Torment Enhanced Edition Nel caso siate appassionati di giochi di ruolo “vecchia scuola”, allora sappiate che Planescape: Torment Enhanced Edition è senza alcun dubbio il modo migliore (varianti moddate incluse) per tornare a visitare Sigil nei panni dell’immortale Senza Nome. Il remaster di Beamdog non altera in alcun modo le meccaniche cardinali del capolavoro di Black Isle, ma si limita a svecchiare il titolo introducendo una buona quantità di funzionalità inedite e il pieno supporto a risoluzioni fino a 4K. Malgrado la “mano di fresco”, parliamo comunque di un classico con la bellezza di 18 anni sulle spalle, molto lontano dall’attuale concezione mainstream del genere ruolistico e con una mole di testo - non localizzato - pantagruelica. Se tutte queste sfide non vi spaventato, allora preparatevi a vivere una delle esperienze ludiche più originali e coinvolgenti della vostra vita, e a perdervi nell’abbraccio di un’avventura indimenticabile.

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