Planet Coaster Recensione

A 12 anni dall'indimenticabile Roller Coaster Tycoon 3, Planet Coaster arriva a risollevare uno dei generi più amati dai giocatori PC.

recensione Planet Coaster
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  • Questo 2016 verrà ricordato come l'Anno Santo dei cosiddetti "titoli che si sono fatti attendere per oltre 10 anni".
    Non sono infatti bastate le attesissime pubblicazioni di Final Fantasy XV (il fu Versus XIII) e di The Last Guardian (capitolo conclusivo, dopo Ico e Shadow of the Colossus, della storica trilogia ideata da Fumito Ueda) per saturare il contatore dei most wanted ultra decennali: sugli scaffali è approdato un altro titolo dannatamente importante, atteso come il messia di un genere, quello dei "theme park simulator", rimasto latitante sulla piazza per davvero tanto (troppo!) tempo.
    Stiamo naturalmente parlando di Planet Coaster, erede spirituale di quel fantastico (e mai troppo decantato) Roller Coaster Tycoon 3 che dal 2004 a oggi ha impegnato milioni di giocatori con una delle loro ossessioni preferite: costruire e gestire dei parchi di divertimento.
    I più navigati di voi, tuttavia, si saranno accorti che, sempre nelle ultime settimane, su Steam è approdato anche un altro titolo dedicato alla costruzione di bizzarri parchi a tema. Ci riferiamo a Roller Coaster Tycoon World, sequel diretto (anche se forse sarebbe meglio chiamarlo reboot) della sopracitata serie ideata da Chris Sawyer. Ebbene, nonostante il fregio della storica licenza, il titolo sviluppato dai ragazzi di Nvizzio Creations sotto l'egida di Atari non è stato accolto troppo calorosamente dall'utenza (giusto per usare un eufemismo), a causa soprattutto di un editor confuso, di un livello di personalizzazione decisamente limitato e di un comparto tecnico arretrato, che lo hanno costretto a mostrare il fianco a un contendente decisamente più nerboruto di lui: proprio quel Planet Coaster che andremo a recensire nelle prossime righe, e che, fin dall'Early Access, aveva dimostrato di possedere i giusti attributi per poter riportare in auge il genere di riferimento. E infatti il simulatore sviluppato dai Frontier Developments, già autori dello strepitoso Elite Dangerous (la cui data di approdo su PS4 è stata da poco annunciata), è un titolo magnetico, intuitivo e magnifico da guardare, capace di mettere in mostra un potenziale a lungo termine (per via delle mod, ma anche per le probabili espansioni che arriveranno nel prossimo futuro) davvero eccezionale.

    Three Ways of Living

    Prima però di lanciarci nella disamina delle peculiarità costruttive e gestionali offerte da Planet Coaster, è assolutamente necessario introdurvi alle modalità di gioco presenti nel pacchetto di lancio. Ce ne sono tre: Carriera, Sandbox e Challenge.
    La prima, come è facile intuire, consiste in quattro serie di scenari (ognuna con un tema stilistico unico: pirati, fiabe, sci-fi e western) dalla difficoltà incrementale. Verremo quindi messi alla guida di diversi parchi di divertimento già avviati ma con qualche problemino gestionale da risolvere, con lo scopo ultimo di completare almeno uno dei tre obiettivi proposti (suddivisi in oro, argento e bronzo) per poter sbloccare lo scenario successivo. Si va dalla necessità di realizzare un numero sufficiente di attrazioni al raggiungimento di un certo grado di qualità estetica degli scenari che circondano il parco, passando dal raggiungimento di un determinato profitto mensile. È una modalità nel complesso davvero interessante e divertente, perchè oltre a darci la possibilità di apprendere via via le linee guida necessarie alla gestione dei nostri futuri parchi (fondamentale, vista l'assenza di un vero e proprio tutorial, se non attraverso un reindirizzamento a una manciata di video ufficiali su YouTube), permette di avere a che fare con i bellissimi scenari modellati e addobbati direttamente dal team di sviluppo.
    La seconda modalità, invece, è quella Sandbox, ovvero una modalità libera in cui la parola d'ordine è senza dubbio "sperimentazione". Avremo infatti modo, dopo aver selezionato l'apposita regione climatica (a scelta tra alpina, desertica, prateria, tropicale e decidua), di costruire da zero il nostro parco, modificandone all'occorrenza l'aspetto morfologico attraverso il comodo tool per il terraforming. L'aspetto peculiare della modalità è comunque la presenza di un budget illimitato, oltre che di tutte -ma proprio tutte- le attrazioni e le facility presenti nel gioco già sbloccate e pronte per essere posizionate. Si tratta insomma della modalità più rilassata offerta da Planet Coaster, che qui abbandona quindi tutte le sue velleità in termini di sfida e difficoltà per lasciare che la fantasia prenda completamente il sopravvento sull'esperienza di gioco. Potremo quindi sbizzarrirci nella costruzione di un parco tanto bizzarro quanto curato nei minimi dettagli, nella realizzazione delle montagne russe più alte e spericolate che si siano mai viste, oppure semplicemente allenarsi nell'utilizzo del terraforming e nell'organizzazione dello staff e delle strutture principali del parco: non c'è davvero alcun limite, se non appunto la creatività del giocatore.
    La terza e ultima modalità è quella denominata "Challenge", ovvero una modalità del tutto simile a quella Sandbox ma con un budget limitato e con gran parte degli elementi di gioco ancora da ricercare. È chiaro che qui, avendo a che fare con un budget più "umano" e con un quantitativo di attrazioni ed edifici inizialmente limitato, i ritmi tendono a essere più trattenuti rispetto a quelli espressi dalle altre modalità. Tuttavia, è proprio qui che Planet Coaster permette di assaporare la sua anima più completa e potenzialmente divertente, con una buona commistione tra impegni costruttivi e gestionali, e un accenno di sfida (comunque piuttosto blando, come vedremo in seguito) che invoglia il giocatore a spingersi più in là con l'espansione del parco.

    Architetti dei propri sogni

    Costruire un parco di divertimenti non è un affare di tutti i giorni. Ci vuole tanta pazienza e una buona capacità organizzativa; soprattutto nelle fasi iniziali della modalità Challenge, quando lo spazio su cui costruire è tanto e i soldi a disposizione sono insufficienti per esprimere fin da subito la propria creatività.
    Innanzitutto, è necessario provvedere alla creazione di una rete di percorsi efficiente, così da permettere ai visitatori di spostarsi tra le varie aree senza affaticarsi troppo. Il tool messo a disposizione dagli sviluppatori è davvero semplice e intuitivo, con facili opzioni per modificare la trama superficiale del percorso e la sua lunghezza, larghezza e curvatura. Successivamente, bisogna individuare il giusto appezzamento ove costruire le prime attrazioni. In questo caso è necessario tenere conto di diversi fattori, che influenzeranno direttamente la tipologia di clienti che verranno attratti verso il nostro parco. Il più importante è certamente quello relativo alla categoria delle giostra che si vuole realizzare, che può variare tra "Thrill Ride", ovvero la categoria più adrenalinica e quindi più interessante per i teenager e per gli adulti, e "Gentle Ride", cioè quella più tranquilla e quindi più indicata per le famiglie con i piccini al seguito. Sta ovviamente al giocatore selezionare il bilanciamento di giostre che più gli aggrada, tenendo però presente che le famiglie, sebbene spenderanno tendenzialmente meno nelle giostre (dato il prezzo inferiore per il biglietto d'ingresso delle attrazioni più tranquille), saranno più propense a spendere tanti soldi presso i baracchini del cibo e quelli dei gadget. Selezionata l'attrazione e scelto il punto migliore in cui collocarla, è necessario posizionarne l'ingresso e l'uscita, collegandoli poi opportunamente ai percorsi principali; è anche possibile costruire una corsia preferenziale per i possessori di un pass speciale (di cui potremo ovviamente stabilire il prezzo e il grado di priorità garantito).

    Con la giostra costruita e pronta ad aprire i battenti, Planet Coaster tira fuori dal cilindro uno degli aspetti più interessanti della produzione: la possibilità di modificare, oltre al prezzo d'ingresso, i colori, la musica e addirittura le sequenze acrobatiche di ogni singola attrazione. Vogliamo che l'Overpower (un'altalena del tutto simile al glorioso Top Spin di Gardaland) faccia tre avvitamenti rapidi e una sospensione a mezz'aria? Nessun problema! Vogliamo far prendere un doppio infarto al nostro pubblico pagante? Ci basterà impostare lo Screaminator (reinterpretazione dello Space Vertigo) in modo che faccia due cadute libere consecutive invece che una singola. Le opzioni sono tante, e permettono sempre al giocatore di trovare il giusto bilanciamento tra durata e spericolatezza di un singolo giro di giostra. Naturalmente, in caso di modifiche al programma standard, dovremo effettuare -come avveniva già in Roller Coaster Tycoon- un breve test per scoprire la sua efficacia in termini di eccitamento, paura e nausea, valori che, come vedremo in seguito, saranno fondamentali soprattutto nella costruzione delle montagne russe.

    Roller Coaster Mania

    Ma come suggerisce il suo nome, Planet Coaster è soprattutto un gioco inerente alle montagne russe. È qui che le capacità di editing offerte dal titolo spiccano letteralmente il volo. Anche in questo caso, potremo scegliere se collocare una roller coaster già fatta e finita o se costruirla pezzo dopo pezzo, decidendone la lunghezza, l'altezza, la curvatura di ogni singola sezione, e persino dove piazzare i magneti per rallentare la velocità di percorrenza delle carrozze. Ci sono così tante varianti che c'è davvero da perderci la testa, arrovellandosi sulla bontà di inserire un avvitamento a destra con successivo incrocio a "nodo di cravatta", se optare per un più semplice giro della morte o se puntare su una delle altre decine di avvitamenti e torsioni tutte splendidamente realizzate. Entusiasmante è anche la possibilità di posizionare dei "trigger" sul tracciato, ovvero di associare a una specifica sezione del percorso tanti effetti speciali o animatronic che si attiveranno solamente al passaggio del treno con i visitatori. In caso di difficoltà, poi, è possibile selezionare il comando "autocomplete" e lasciare che l'editor ultimi in autonomia la costruzione del tracciato fino alla banchina di partenza. Una chicca non da poco. Badate bene, però: costruire una montagna russa, oltre a richiedere un dispendio monetario non indifferente (motivo per cui tendenzialmente vi ritroverete a costruire una o più roller coaster solamente nelle fasi più avanzate del vostro parco), vi obbligherà a ricorrere a una logica costruttiva intelligente. Vi ricordate i valori di eccitamento, paura e nausea? Ecco. Questi saranno assolutamente fondamentali per rendere appetibile la vostra montagna russa. Troppi picchi di velocità folli? I visitatori saranno troppo spaventati per salirci. Troppa accelerazione laterale o verticale? Nemmeno gli astronauti della NASA oseranno metterci piede. Per aiutarvi, potrete usare una comoda mappatura delle "zone calde" per analizzare l'intero tracciato e individuare i punti in cui i valori di paura e nausea si impennano oltremodo, intervenendo per appianare gli avvitamenti, ammorbidire le curve e ridurre la velocità dei treni.

    C'è anche da considerare il valore relativo alla bellezza dello scenario che circonda la singola attrazione, dato che varierà l'apprezzamento dei visitatori per quella determinata area del parco.
    Costruite le prime attrazioni, sarà la volta delle facility. Ce n'è di diversi tipi: dalle bancarelle per il cibo e per le bevande ai gift shop (per entrambi è ovviamente possibile stabilire i prezzi di tutte le merci), passando per i servizi pubblici e il pronto soccorso. Anche in questo caso Planet Coaster mette sul tavolo alcune feature davvero interessanti e del tutto votate alla valorizzazione della creatività del giocatore. Potremo infatti scegliere se posizionare tante diverse strutture "preconfezionate" con luci e decorazioni, così da rendere molto rapida e indolore la costruzione, oppure se customizzare da cima a fondo l'allestimento di un edificio, arricchendolo con segnaletica colorata, piante, strutture a tema (c'è un galeone dei pirati che è la fine del mondo!), effetti speciali e, perchè no, perfino con degli animatronic davvero meravigliosi. Il tutto avviene attraverso un editor che è davvero straordinario per pulizia e immediatezza, e che permette con un semplice click di spostare e ruotare un qualsiasi oggetto nella posizione desiderata (potendo anche spuntare l'opzione per renderlo automaticamente aderente alla superficie più vicina). Volendo, è anche possibile sbizzarrirsi nella creazione di elementi più complessi e caratteristici, formati dalla combinazione di singoli oggetti più semplici. Un gruppo di travi metalliche apparentemente inutile può essere assemblato con dei fari per dare vita a dei lampioni futuristici; un innocuo barile attorniato di effetti speciali, come fumo e fuoco, può fungere da perfetto barile esplosivo per un ideale scenario western; un paio di animatronic posti dietro qualche scatola e intenti a spararsi contro dei fasci di luce fluorescenti possono inscenare tranquillamente uno scontro a fuoco su qualche galassia lontana lontana. La possibilità con cui Planet Coaster riesce a unire una semplicità costruttiva a la "The Sims" con le potenzialità di editing garantite dai tool in game è qualcosa di incredibile e difficilmente scovabile altrove, soprattutto perchè i risultati sono tanto belli quanto credibili: a lavoro ultimato, la sensazione di aver progettato uno scenario realistico e convincente è davvero tangibile e portatore di grandi soddisfazioni.

    Manager in erba

    La gestione di un parco, comunque, non passa solamente dalla creazione di una buona rete di attrazioni e negozi: necessita anche di un personale sempre all'altezza della situazione. Potremo infatti assumere diverse tipologie di staff: dagli spazzini, necessari per svuotare i cestini dei rifiuti (questi ultimi da mettere capillarmente per evitare di trovarsi con cartacce letteralmente sparse ovunque) e pulire il vomito dei visitatori più sensibili all'uscita delle "Thrill Ride", ai meccanici che si occuperanno di ispezionare le attrazioni e ripararle in caso di guasto, passando per gli intrattenitori, come il Capitano Lockjaw, la Principessa Amelie e il droide Dex-R, che dovranno occuparsi di allietare i visitatori durante il loro girovagare per il parco. Ogni membro dello staff potrà poi essere istruito fino a 4 volte per migliorarne l'efficacia e la felicità (determinata, ovviamente, anche dalla paga); occhio qui, perchè lo staff scontento non ci penserà su due volte prima di licenziarsi.
    Per il resto, per tenere sotto controllo il rating e l'andamento finanziario del parco ci basterà affidarci alle comode schermate gestionali, traboccanti di dati facilmente consultabili, grafici dettagliati e persino i feedback dei visitatori (assolutamente fondamentali per capire quali sono le effettive necessità del vostro parco).
    È a questo punto, però, che la nostra recensione deve necessariamente rallentare per prendersi una piccola ma fondamentale parentesi riflessiva. I titoli a la "Theme Park" non sono mai stati fautori di grandi sfide o difficoltà, proprio perchè il nocciolo della questione è sempre stato quello di rendere il più soddisfacente possibile la progettazione e il respiro creativo del proprio parco dei divertimenti. Planet Coaster non fa assolutamente eccezione: il livello di sfida proposto è blando, e, come ampiamente analizzato nelle righe precedenti, è evidente come l'intenzione della produzione sia quella di fare leva sulla fantasia del giocatore piuttosto che sulle sue difficoltà gestionali. Certamente c'è la possibilità di giocare la modalità Challenge a elevati livelli di difficoltà, dovendosi così confrontare con un budget iniziale ancora più stiracchiato e una velocità di ricerca delle nuove strutture che andrà a rilento, ma niente di facilmente insormontabile con un pizzico di pazienza in più. Superato lo scoglio iniziale, infatti, a meno che non siate proprio dei pessimi gestori, la simulazione scorrerà via abbastanza spedita, con il contatore dei profitti saldamente in positivo. E a poco serviranno i guasti e le costose ristrutturazione delle attrazioni che di tanto in tanto vi metteranno i bastoni tra le ruote e mineranno i vostri guadagni. Bisogna quindi essere consapevoli, prima di procedere a un eventuale acquisto, della filosofia che permea il progetto dei Frontier: una filosofia che, sinceramente, ci viene difficile criticare, proprio perchè ben supportata da un gameplay curato in ogni minimo dettaglio e dannatamente divertente. Se poi, e ce lo auguriamo, nel prossimo futuro i ragazzi del team di sviluppo vorranno approfondire le dinamiche gestionali e renderle più spigolose, ben venga. Ma al momento Planet Coaster è questo: un creativo e curatissimo contenitore di sogni, con una quantità di elementi decorativi in-game e mod di qualità sul Workshop che può già fare tranquillamente concorrenza al divino Cities: Skilines.

    Venendo all'aspetto tecnico, Planet Coaster brilla come nessun altro simulatore presente sul mercato. I ragazzi di Frontier hanno scelto come motore di gioco proprio il loro Cobra Engine (lo stesso che muove Elite: Dangerous), e i risultati infatti sono senz'altro ottimali. Le attrazioni presentano una qualità di dettaglio davvero notevolissima, con tante animazioni ed effetti sonori credibili. Lo stesso si può dire per le animazioni che guideranno a schermo lo staff e i visitatori, i quali reagiranno in maniera realistica sia sulle attrazioni che durante lo spensierato deambulare per il parco, entusiasmandosi alla vista di una mascotte o disgustandosi per una pozza di vomito non tempestivamente pulita dagli inservienti. Ottimi sono anche l'illuminazione e il ciclo giorno/notte, il cui unico difetto è quello di non fornire una finestra in cui poter ammirare il proprio parco svuotato da tutti i visitatori e immerso nel placido silenzio della chiusura notturna (dove si sarebbe anche potuto testare le attrazioni senza creare alcun problema ai visitatori), optando invece per un salto temporale diretto tra l'orario di chiusura e quello di apertura. E le prestazioni? Il titolo è abbastanza scalabile, con tanti preset e tanti filtri di post-processing per personalizzare al meglio la propria esperienza, a seconda ovviamente della propria GPU. Considerato il dettaglio raggiunte con le impostazioni massime, comunque, non ci stupisce che il gioco tenda a mostrare qualche rallentamento di troppo sulle configurazioni un po'datate: niente che comunque non si possa risolvere abbassando un paio di opzioni, come l'antialiasing e le ombre.

    Planet Coaster Planet CoasterVersione Analizzata PCPlanet Coaster è un inno alla spensieratezza e alla creatività. È una droga simulativa, di quelle che chi è abituato a masticare quotidianamente delle esperienze simili finirà per amare in un batter d'occhio. C'è il sapore dei vecchi Roller Coaster Tycoon e la bellezza di un motore di gioco moderno, capace di creare a schermo immagini e colori difficilmente trovabili in altri simulatori di questo tipo. C'è poi una componente di editing vasta, intuitiva, soddisfacente, che ti permette di rendere il tuo parco unico e inimitabile: una creatura allevata e custodita con le proprie idee e la propria manualità. Manca solo un po' di bastardaggine in più nella componente gestionale: resa qui un po' latente e poco ostile, per lasciare invece spazio alla deflagrazione completa della creatività. Quale sarà il futuro di questo "theme park simulator" ancora non ci è dato saperlo. Noi speriamo che la corsa di Planet Coaster non si fermi qui, e che in futuro arrivino nuovi aggiornamenti (ce n'è già uno in programma per celebrare il Natale) e, perchè no, nuove espansioni (magari a tema acquatico e zoologico, come accaduto per Roller Coaster Tycoon 3); e se dovessero anche arrivare nuove dinamiche gestionali, capaci magari di metterci i bastoni tra le ruote in maniera più incisiva, ben venga. Intanto, ci lasciamo trasportare dalla fantasia, riempiendo i nostri parchi con decine e decine di attrazioni, elementi decorativi e creazioni scaricate direttamente dal traboccante Workshop di Steam.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: I5-3570K
    • RAM: 8 GB
    • GPU: AMD R9 280X
    8.5

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