Plants vs Zombies Battle for Neighborville: Recensione del porting Switch

Torniamo a Divertilandia, ormai due anni dopo la nostra prima volta, nella versione Switch del gioco di Electronic Arts: prepariamoci alla battaglia!

Plants vs Zombies Battle for Neighborville: Recensione del porting Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Abbiamo imbracciato di nuovo i nostri cannoni caricati a succo. Abbiamo preparato i fucili d'assalto di mais, e siamo scesi sul terreno di battaglia di Divertilandia, Switch alla mano, a due anni dal nostro primo arrivo a Neighborville. Finalmente, il 19 marzo è arrivata la versione Nintendo di Plants vs Zombies: la battaglia di Neighborville, che ha portato anche sulla console della grande N uno degli spin-off migliori del franchise di PopCap Games.

    Alla sua uscita per PC, PlayStation 4 e Xbox One, nell'ormai lontano ottobre del 2019, la nostra recensione di Plants vs Zombies: la battaglia di Neighborville aveva portato alla luce tutti i grandi pregi (e i piccoli difetti) che ne caratterizzavano una pubblicazione, sicuramente divertente e d'impatto, ma bisognosa di crescita. EA - che ormai stabilmente da tempo detiene i diritti sulla serie - ha supportato in maniera soddisfacente il gioco negli anni, cercando di ovviare per quanto possibile ad alcune sue problematiche.

    Ciò ha permesso la nascita di una community appassionata, che ha abbracciato e coccolato il sequel spirituale di Garden Warfare 2, permettendo a PopCap di investire sulla sua creatura. L'arrivo su Switch (che è di fatto il primo tentativo di utilizzare il motore grafico proprietario di EA Frostbite sulla console) è quindi il culmine di un progetto pluriennale, che di sicuro ha avuto un suo riscontro positivo. Ma cosa ne pensiamo della versione ibrida de La battaglia di Neighborville? È una trasposizione valida? Ma soprattutto, è stata sensata la decisione di provare a dare nuova linfa vitale a un'opera che sembrava aver già concluso il suo ciclo? Scopriamolo insieme.

    Divertilandia ci aspetta di nuovo

    La battaglia di Neighborville, dal punto di vista dell'aspetto generale, ha mantenuto la sua anima anche all'interno del sistema Nintendo. La città-hub di Divertilandia è senza dubbio uno dei punti più alti raggiunti dal team di sviluppo, che ha fatto tesoro delle esperienze passate, e non ha lasciato nulla al caso. Tramite l'esplorazione della piazza e di tutte le vie secondarie (che fungono da vero e proprio menu interattivo), possiamo scegliere se avventurarci nelle numerose attività che fanno parte della campagna di gioco, o se entrare all'interno di una partita multiplayer - online oppure offline - tra classici deathmatch a squadre, e sfide cooperative. La modalità "storia" (affrontabile in singolo o in co-op fino a quattro giocatori) si articola di parecchie missioni, da completare indossando i panni di piante o zombi. Le attività sono molto varie, e si differenziano a seconda della fazione che si sceglie; in uno degli stand presenti a Divertilandia, ci viene data l'opportunità di cambiare in schieramento, o per dirlo in termini di gioco, di "arruolarci" per uno dei due eserciti, quando vogliamo.

    La curva di aumento della difficoltà si amalgama alla perfezione con un sistema ben bilanciato di progressione, rendendo le ore passate a combattere contro i nemici nei suggestivi scenari - che variano per atmosfere e tipo di incarichi da svolgere - ben più di un semplice tutorial volto a evitarci di arrivare agli scontri di squadra senza una preparazione adeguata. Lo sforzo profuso dalla software house canadese per regalare un'esperienza completa anche agli amanti delle avventure non competitive è notevole, e porta a dei momenti di gameplay convincenti, che, senza farci gridare al miracolo, intrattengono e spingono al desiderio di esplorare sempre di più il mondo di gioco.

    È l'ora della battaglia!

    Sebbene la campagna ci abbia stupito in positivo, è innegabile che un prodotto del genere sia stato studiato soprattutto per essere fruito nella sua componente multigiocatore. Dal punto di vista delle tipologie di match, su Switch non è presente alcuna novità sostanziale: in Supremazia Erbosa - partite in PvP 8 contro 8 - l'obiettivo è conquistare o difendere, a turno, alcuni punti strategici in una mappa in espansione. Operazioni giardino e tombe, invece, prevede la collaborazione con altri giocatori per sconfiggere varie ondate di nemici, sempre più numerose e complesse da affrontare. Ogni settimana, in aggiunta, vengono pubblicati eventi diversi che ci immergono in altre divertentissime battaglie, con regole folli. Infine, tramite le sessioni private, l'host ha il potere di selezionare una delle diverse modalità, da provare con i suoi invitati. Grazie a una notevole varietà di personaggi disponibili (venti, più tre che sono sbloccabili in-game), e un ramo delle skill articolato, se paragonato ad altri esponenti del genere, chiunque è in grado di trovare le sue combinazioni preferite. Sono presenti tre mega-classi (attacco, difesa e supporto), ognuna con più membri al suo interno: si passa dai classici tank utili per annientare in fretta gli avversari, a cecchini e healer, più tecnici, e non facili da comandare all'inizio.

    Purtroppo, non abbiamo notato alcuna miglioria nelle meccaniche di movimento e di mira goffe, e a volte confusionarie, difetti già presenti in passato, e che sono rimasti anche su Switch. Spesso alcune sezioni risultano particolarmente frustranti, a causa della difficoltà di spostamento, con movenze non fluide, e una risposta non troppo precisa dei comandi. Una IA non completamente affidabile, frequentemente, ci pone dinanzi ad alcuni nemici squilibrati tra loro per capacità di combattimento e pericolosità, ma comunque in una maniera non troppo invalidante.

    Infine, la grande varietà di arsenali e tipi di munizioni di cui dispongono le classi, rende il gioco molto imprevedibile, ma al tempo stesso poco "competitivo", soprattutto a causa di evidenti differenze tra una serie di personaggi decisamente potenti, e altri che invece non hanno particolari abilità, o equipaggiamenti utili a risolvere la partita in proprio favore. Insomma, il divertimento non manca nel perdersi in lunghe sessioni de La battaglia di Neighborville, ma gli utenti desiderosi di mettersi alla prova in sfide competitive, potrebbero non trovare del tutto pane per i loro denti.

    Porta la guerra dove vuoi

    Fino a questo momento, ci siamo solamente concentrati su tutto quello che già conoscevamo riguardo all'ultimo capitolo di Plants vs Zombies, unito a quanto l'esperienza di un biennio abbia rinforzato le sue solide basi. Ma come gira su Switch? Si può definire un'esperienza totalmente diversa? Iniziamo subito con il dire che sono presenti alcune aggiunte interessanti, che però funzionano solo in parte.

    Sicuramente, la cosa più positiva è la portabilità che la console Nintendo permette, la quale innalza notevolmente le potenzialità di un tipo di prodotto, che fa dello svago la sua arma più importante. Crediamo quindi che aggiungere l'opportunità di giocare quando e dove si voglia, rappresenti un motivo d'interesse per uno sparatutto così compiaciutamente allegro e sopra le righe, che ben si presta a una fruizione "al volo".

    Di tutte le altre aggiunte di cui gode la versione Switch, ciò che possiamo osservare è che, almeno al momento, la loro implementazione non sempre risulta completamente riuscita.

    Eravamo molto curiosi di provare la mira e gli spostamenti di visuale, tramite i sensori di movimento dei Joy-Con: tuttavia, il problema di una scarsa reattività dei comandi non è stato risolto nemmeno per i controller della console della casa di Kyoto, specialmente in modalità docked. Anche aggiustando le impostazioni di sensibilità, l'impressione è che il difetto di sviluppo del puntamento impreciso, in qualche modo nascosto nella versione di Battle for Neighborville per altri sistemi dalla frenesia delle partite, si renda ora più che mai palese su Nintendo Switch. I colpi non vanno a segno come devono, e la reazione ai nostri gesti (regolabile dalle impostazioni), rimane, a seconda dei settaggi, o troppo lenta, o eccessivamente repentina. Il risultato è che siamo costretti a lavorare minuziosamente, parametro per parametro, per trovare una soluzione quantomeno soddisfacente. Fortunatamente, rimuovere l'opzione di mira tramite i sensori, restituisce al giocatore il sistema comunque imperfetto, ma più gestibile, del gameplay classico.

    In aggiunta, e contrariamente alle dichiarazioni di EA sul framerate de La battaglia per Neighborville su Nintendo Switch, ci duole ammettere che i 30 FPS che erano stati sbandierati non sono poi sempre così granitici; ciò è evidente in particolare nelle sezioni di gameplay più movimentate e, soprattutto, durante le cutscene. Sulla risoluzione, invece, ci sentiamo di fare un piccolo plauso a PopCap, che per portare La battaglia di Neighborville all'interno della famiglia Nintendo è stata aiutata dal team polacco QLOC.

    Il primo esperimento nell'utilizzo del Frostbite Engine su Switch ha avuto comunque un esito abbastanza positivo: certo, anche in modalità TV, la massima risoluzione è di 900p, eppure la resa grafica è lo stesso piacevole. Anche in questo caso, però, i risultati migliori si raggiungono in portabilità, con il piccolo schermo della console che permette di fruire al meglio dell'insieme.

    Arrivati alla fine della nostra recensione, proviamo a rispondere alla domanda che ci siamo chiesti all'inizio dell'articolo: la decisione di EA è stata sensata? Questo capitolo di Plants vs Zombies ha la sua identità? La battaglia di Neighborville, in maniera non troppo lontana da Splatoon (che pure può avere un taglio comunque più competitivo), è un passatempo gustoso, se affrontato col giusto spirito, e una buona compagnia di amici.

    A prescindere, però, dall'atmosfera colorata e dallo stile cartoon, in linea con i toni della grande N, il problema nello specifico è in primis di tempistiche. È impossibile, infatti, non chiedersi quanto interesse possa generare una pubblicazione simile, specie se uscita a così tanta distanza dal debutto originale.

    Certo, anche grazie a un costo non proibitivo (39.99€), l'occasione di avere tra le mani un'edizione ancora più snella e votata al divertimento libero di Plants vs. Zombies, non è del tutto da trascurare. Ovviamente, il successo de La battaglia di Neighborville sarà decretato da quanti decideranno di entrare a Divertilandia per la prima volta, spinti magari dall'innegabile appeal di Switch. Presto sapremo se i server Nintendo si riempiranno di piante carnivore e zombi affamati: noi, in ogni caso, ci siamo preparati alla guerra.

    Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville Plants vs. Zombies: La Battaglia di NeighborvilleVersione Analizzata Nintendo SwitchLa versione Nintendo Switch di Plants vs Zombies: La battaglia di Neighborville, mantiene la sua anima scanzonata, fatta di azione innocua, armi deliranti e personaggi assurdi. Si tratta di un titolo che, anche a distanza di anni, si riconferma piacevole e divertente. È ad ogni modo un peccato constatare come, anche in questa edizione, che arriva peraltro molto tempo dopo la sua uscita originale, permangano alcuni dei difetti riscontrati altrove. Sbavature a cui si vanno ad aggiungere le feature poco impattanti dedicate espressamente al sistema ibrido della Grande N, che non si dimostrano davvero in grado di dare nuova linfa - è proprio il caso di dirlo! - a un videogioco che, nel 2021, suona forse come un po' estemporaneo.

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