Plants vs Zombies Battle for Neighborville: torna lo sparatutto di PopCap

Electronic Arts riporta in vita la serie Plants vs Zombies con l'erede spirituale di Garden Warfare: ci siamo gettati nella mischia!

recensione Plants vs Zombies Battle for Neighborville: torna lo sparatutto di PopCap
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'evoluzione della serie Plants vs. Zombies in uno sparatutto in terza persona è stata una delle sorprese più gradite di questa generazione. Esplorando l'immaginario di uno dei giochi mobile più riusciti degli ultimi anni, PopCap ha confezionato un'esperienza colorata e spassosissima, sfidando con coraggio le produzioni più riuscite del genere prima su PC e Xbox One e poi anche su PlayStation 4 con il secondo capitolo di Garden Warfare. Dopo il debutto in formato multipiattaforma, lo spin-off competitivo della saga si è preso una lunga pausa. Sulla base di questi due successi, più di tre anni dopo, Electronic Arts ha sfornato Plants vs. Zombies: Battle for Neighborville, optando per un lancio a scaglioni con una Founder's Edition che ha anticipato il lancio completo previsto per il 18 ottobre. Al di là del nome diverso, Battle for Neighborville è a tutti gli effetti una continuazione della serie Garden Warfare e propone un'offerta tendenzialmente molto simile ai suoi due predecessori, fatta eccezione per alcune novità e accorgimenti. Lo abbiamo spolpato e messo alla prova su PlayStation 4 Pro prima del lancio ufficiale: scopriamo insieme com'è andata!

    Benvenuti a Divertilandia

    La prima cosa che vi troverete davanti agli occhi a ogni avvio del gioco è la piazza principale di Divertilandia, una "città hub" completamente esplorabile da cui è possibile avviare tutte le attività di gioco single-player, multiplayer e cooperative di Battle for Neighborville. Agendo come una sorta di menu interattivo con un fare da area social, Divertilandia è senza dubbio l'aspetto più riuscito di tutta la produzione firmata Electronic Arts.

    Potrete dirigervi verso le destinazioni per avanzare nella campagna, allenarvi presso il poligono di tiro, lanciare il matchmaking per le sfide multiplayer che più preferite, cambiare e personalizzare il vostro alter ego e spendere i soldi guadagnati destreggiandovi in tutte le attività. La zona più interessante di Divertilandia, però, è la parte centrale dominata dalla ruota panoramica, dove potrete sfidarvi in modo totalmente seamless e libero con i giocatori che popolano i server del gioco. All'occorrenza potrete anche modificare la natura del parco giochi inserendo dei bot, eventualmente mescolandoli con gli utenti in carne e ossa o escludendo totalmente questi ultimi. In qualsiasi caso, comunque, si tratta di una caratteristica che evidenzia all'inverosimile la natura viva del gioco, pensato sin dal principio come un'esperienza pulsante e in costante aggiornamento. Il merito va anche agli eventi che andranno a modificare l'aspetto della piazza, oltre che rimpinguare di contenuti l'offerta alla base del pacchetto: nel momento in cui vi scriviamo, ad esempio, sono cominciati i festeggiamenti per Halloween con abbellimenti a tema e oggetti ed equipaggiamenti personalizzati.

    A spasso nel vicinato

    A proposito di personalizzazione, è necessario sottolineare che gli sviluppatori sono riusciti a realizzare un ottimo sistema di progressione che sfrutta a dovere anche la campagna. La storia, infatti, assume i connotati di una modalità con un'identità che ha ragione di esistere al di là della mera preparazione alle battaglie online.

    Affrontabile e apprezzabile in completa solitudine così come in compagnia di tre amici collegati via internet o in locale, la modalità campagna si articola nella sezione dedicata alle piante e quella agli zombie ed è dislocata su tre dense mappe: Bosco Bislacco, Monte Scosceso e il centro città di Neighborville. Dotate di una cura dei particolari molto soddisfacente, ognuna delle tre aree approfondisce delle tematiche molto distanti tra di loro, arricchendo l'immaginario della serie con delle avventure dal taglio classico, western e "pauroso".

    Le missioni a disposizione dei giocatori non sono poi così lontane dall'offerta standard del genere e, anzi, spesso si limitano a trasportare le sfide tipiche degli scontri online nel recinto delle operazioni single-player. Tuttavia, è qui che viene dato ampio spazio a delle lunghe scalate verso delle boss fight davvero molto ispirate, sia dal punto di vista estetico che strutturale.

    Gli scontri con i villain elevano la produzione grazie picchi qualitativi davvero piacevoli da affrontare. Merito anche della caratterizzazione dei nemici, che, a partire sin dai nomi (Rif Yuto e Tip Otosto sono due esempi calzanti), testimoniano la bravura degli sviluppatori nel creare delle esperienze colorate, divertenti e spensierate. Le rivisitazioni dei temi musicali della serie e della storia della musica classica, poi, infiocchettano alla grande il tutto.

    Tra proiettili laser e mais

    Il multiplayer di Plants vs. Zombies Battle for Neighborville, invece, interpreta a dovere tutte le tipologie di partita canoniche del genere.

    Dalle modalità obiettivo alle orde, passando per i sempreverdi deathmatch: rigorosamente denominate con i nomi tipici della saga, le modalità competitive del gioco sono sufficientemente articolate per regalare il divertimento che ci si aspetterebbe da uno sparatutto in terza persona. Quello che cambia rispetto alla concorrenza è il feeling di gioco, che, tra abilità speciali richiamabili con i dorsali e modalità di fuoco disponibili a seconda del personaggio selezionato (e dell'annessa classe), sposta il tutto verso un risultato indubbiamente poco realistico, ma non per questo meno piacevole.

    Il gunplay e il gameplay di Plants vs. Zombies: Battle for Neighborville, esattamente come quelli di Garden Warfare, sono anzi davvero molto apprezzabile nel contesto degli sparatutto cartoon, anche grazie alla possibilità di modellare le strategie di attacco e difesa con scelte mirati. È possibile, ad esempio, modificare l'approccio alle partite strutturando una squadra orientata totalmente all'attacco, oppure affidarsi al posizionamento delle torrette difensive o lo schieramento di minion per un andamento più conservativo.

    La cosa importante, poi, è che l'assimilazione di queste meccaniche va di pari passo con la crescita dei personaggi, potenziabili su più fronti e avanzando in tutte le modalità di gioco. Non ci sono particolari critiche da muovere alla struttura delle mappe e la stratificazione del loro level design, che sfrutta per bene i singoli anfratti di tutte le ambientazioni. Queste donano un bel po' di varietà ai match e valorizzano la deliziosa ispirazione artistica degli sviluppatori che, tra l'altro, sfruttando anche l'HDR hanno messo su un comparto tecnico solido e coloratissimo.

    La più grande pecca di Battle for Neighborville, purtroppo, è l'eccessiva lentezza dei movimenti. Unita a una leggero ritardo nella risposta ai comandi e un pizzico di imprecisione nella ricezione dei colpi, la velocità d'azione ridotta rende tutta l'esperienza forse un po' troppo pachidermica. È un peccato, perché tutto l'impianto ludico è sorretto da un gunplay morbido e divertente, e godrebbe non poco di una maggiore reattività.

    Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville Plants vs. Zombies: La Battaglia di NeighborvilleVersione Analizzata PlayStation 4Plants vs. Zombies: Battle for Neighborville è una buona continuazione per uno spin-off che ormai ha assunto lo stesso peso degli episodi strategici nell’economia della serie. Anzi, a dirla tutta, la variante in salsa sparatutto della saga marchiata PopCap fa anche qualcosa in più ai fini della costruzione del suo immaginario, donando un’identità definita alle singole tipologie di piante e non morti. In qualità di terza iterazione di tale deriva sparatutto, però, Battle for Neighborville si esprime in modo molto simile ai suoi predecessori, discostandosi davvero poco in termini di offerta e gameplay. Stiamo parlando, comunque, di un gioco davvero molto spassoso, con una progressione azzeccata che riuscirà impegnarvi per tanto tempo, soprattutto considerando gli aggiornamenti che arriveranno in futuro. Se siete appassionati delle competizioni online e avete bisogno di staccare la spina dalle produzioni più serie e realistiche del genere, non sottovalutatelo: dietro l’aspetto pacioccoso di Plants vs. Zombies: Battle for Neighborville si nasconde un TPS di razza.

    7.5

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