Pokémon Mystery Dungeon DX: Recensione del remake per Nintendo Switch

Analizziamo il remake del dungeon crawler secondo Pokémon. Come se la cava Squadra di Soccorso DX? Il parere di Cydonia.

Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Quando si analizza un remake è sempre difficile darne una valutazione lucida e puntuale: si tratta di prodotti che riesumano gli scheletri di giochi datati, facendo perno innanzitutto sul fattore nostalgia, e che cercano di fornire alla vecchia esperienza ludica una nuova veste grafica, stilistica e talvolta persino di approccio al gameplay. Alla luce di operazioni di successo (come il rilancio di Resident Evil 2 operato da Capcom), è quindi il caso di chiedersi: cosa rende davvero efficace un remake? È meglio pntare su una minuziosa opera di restauro, o è invece necessario reinventare il materiale originale aggiornandolo, anche ludicamente, ai tempi che corrono?

    Credo che reinterpretare un vecchio videogame secondo i canoni moderni sia il fine ultimo di un remake efficace, altrimenti il rischio è quello di presentare solo un more of the same graficamente più appagante. Ed è esattamente questo che tenta di fare Spike Chunsoft con Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX per Nintendo Switch, riedizione degli omonimi titoli (Squadra Rossa e Squadra Blu) che uscivano 15 anni fa su Gameboy Advance e Nintendo DS.Scopriamo insieme se, come e quanto la software house abbia centrato l'obiettivo di ripresentare il primo storico capitolo dell'amato spin-off a tema Pokémon.

    Nelle profondità dei dungeon

    La premessa di Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX è semplice e concisa: il nostro avatar, un Pokémon in cui alberga l'anima di un essere umano, e il suo compagno di avventure, un altro dei tanti starter della serie Pokémon, fanno parte di una squadra di soccorso il cui obiettivo è salvare i Mostriciattoli Tascabili in difficoltà, persi nei meandri dei dungeon più disparati.
    In questo Roguelike, infatti, il ritmo del gameplay del giocatore è scandito proprio dall'esplorazione dei suddetti Dungeon, che vengono visitati sia durante la campagna principale, per far avanzare la trama del gioco, sia durante le missioni secondarie, che saranno in grado di farci ottenere benefici opzionali come oggetti rari o una borsa per strumenti più capiente.

    Ogni dungeon è diviso in piani (dai 10 ai 30), tutti strutturati con una mappa a griglia che consente al giocatore movimenti verticali, orizzontali o obliqui: ogni volta che uno dei tre Pokémon del party compierà un movimento di una casella, lo stesso accadrà anche per tutti i nemici presenti nel piano, causando prima o poi l'avvicinamento di un Pokémon ostile e la necessità di combatterlo. I piani, poi, sono disseminati di trappole che potranno stordire i nostri Pokémon, addormentarli, confonderli, paralizzarli o danneggiarli: l'obiettivo ultimo del giocatore è trovare la scala del piano in cui si trova, che gli permetterà di accedere al piano successivo e proseguire nell'esplorazione del dungeon.

    Le prime scelte strategiche che è necessario compiere, di conseguenza, riguardano proprio lo spostamento del gruppo: consultando la mappa è possibile scoprire dove si trovano oggetti e nemici, ed è possibile quindi valutare se sia conveniente spostarsi proprio verso gli avversari, combattendoli e accumulando esperienza, o se al contrario sia più efficace evitarli ed esplorare il piano in cerca di una scala, magari quando il party ha pochi Punti Salute o quando le iniziano a scarseggiare.

    La gestione delle risorse, infatti, è il secondo cuore dell'esplorazione dei Dungeon. Ogni passo dei nostri Pokémon consumerà la loro "Pancia", segnalata in alto a destra con un valore numerico: una volta arrivato allo zero inizieremo a subire danni ai Punti Salute, come per l'Avvelenamento nella serie principale. Con le Mele, oggetti comunemente collezionabili nei vari piani, è possibile saziare i propri Pokémon e ripristinare così la loro Pancia, permettendogli di spostarsi senza conseguenze negative; a conti fatti, visitare un dungeon è un letterale ping-pong tra movimento, raccolta di oggetti e combattimenti.

    Le lotte di Pokémon Mystery Dungeon DX Squadra di Soccorso sono piuttosto semplici, e richiamano in maniera efficace gli attacchi conosciuti nei giochi della serie principale: ogni Mossa consuma un turno, ha un Tipo specifico, e per l'occasione anche un numero di caselle di hitbox, da tenere bene a mente quando si sta per affrontare un Pokémon selvatico ostile.

    Se Azione per esempio colpisce solamente un Pokémon di fronte a noi, presente nella casella adiacente, Foglielama è in grado di colpire fino a quattro caselle di distanza ed è quindi adatto per danneggiare avversari che si stanno avvicinando, senza rischiare di essere colpiti dai loro attacchi corpo a corpo: queste Mosse a distanza sono quindi le più preziose, dato che permettono al giocatore di minimizzare i danni subiti dal party.
    Accanto alle Mosse di Danno ci sono poi quelle di Stato, come Danzaspada che aumenta l'Attacco del suo utilizzatore, o come le Fielepunte, che in Mystery Dungeon sono state reinterpretate come Trappole che colpiscono i nemici che vi si posano sopra.

    La mappa in griglia, poi, pone un ultimo e fondamentale fattore strategico: se nelle aree più spaziose è possibile accerchiare i Pokémon avversari e colpirli con ogni membro della nostra squadra, nei corridoii la cosa diventa più difficile, dato che solo un Pokémon sarà in grado di posizionarsi di fronte al nemico.
    Il posizionamento della propria squadra durante l'esplorazione, sempre modificabile grazie alla scelta del leader, è cruciale se si vuole sopravvivere all'interno delle sale: per esemplificare, potrà essere conveniente tenere in prima linea un Pokémon con Mosse che colpiscono solo sulle caselle adiacenti, mentre nelle retrovie potrà essere lasciata una creatura in grado di colpire anche dalla distanza, così da massimizzare il danno in maniera efficace.

    Chiaramente, come in ogni gioco Pokémon, ogni Mossa consuma un certo numero di Punti Potenza: il giocatore quindi non esplorerà solo le sale in cerca di Mele per spostarsi in serenità, ma anche di Etere ed Elisir Max, che permetteranno ai propri Pokémon di rimpinguare le proprie scorte. Tenere d'occhio le riserve di PP sarà fondamentale anche per via di una grande differenza tra questo remake e i giochi originali: il "danno bianco" è stato rimosso, e di conseguenza un Pokémon rimasto a secco di PP sarà completamente inutile e incapace di influggere danni ai nemici.

    Se c'è un fronte sul quale quindi Mystery Dungeon DX eccelle è proprio quello strategico: ogni mossa o spostamento del giocatore deve essere ponderato, altrimenti si rischia facilmente di incappare in ingloriosi KO.

    Se la serie principale di Pokémon pone il perno del suo fattore strategico sul combattimento, Mystery Dungeon lo fa sul lato gestionale e organizzativo delle missioni: il segreto per una corretta esplorazione non sta tanto nel collocare in squadra Pokémon poderosi o di alto livello, quanto piuttosto nella capacità di organizzare bene la propria borsa (inizialmente limitata a 32 slot), con strumenti proporzionati alla grandezza e difficoltà del dungeon.
    Difficoltà che, sebbene non estrema, è acuita da un fattore che ho personalmente adorato: come in ogni gioco di questa serie di spin-off, una sconfitta equivale alla perdita di tutti gli oggetti in borsa e di tutti i Pokésoldi in quel momento conservati. Un malus che dunque si riverbera non solo sull'esplorazione in corso, ma anche sulle successive. E c'è di più: il gioco compie costantemente salvataggi automatici, pertanto dimenticate la possibilità di resettare la vostra Switch per cancellare gli esiti di un'esplorazione infausta.

    Ve lo dice un recensore che ha provato a fare il furbo: resettando la Switch dopo una sconfitta vi ritroverete banalmente a riaffrontare la medesima battaglia che vi ha sconfitti, con lo stesso numero di Punti Salute, e subito prima dell'attacco che vi ha mandati K.O. E la cosa è in realtà assolutamente positiva: prendere una scelta di game design del genere significa valorizzare il peso delle scelte strategiche del giocatore, rendendo merito alla componente che rappresenta il fulcro di questo Pokémon Mystery Dungeon.

    Il gioco permette in più modi di minimizzare i danni di un wipeout ma, appunto, anche in quel caso si tratta pur sempre di decisioni che pesano sull'organizzazione delle esplorazioni: in vista di un dungeon difficile è possibile depositare gli strumenti più preziosi al Deposito Kangaskhan per evitare di perderli in caso di sconfitta, oppure ancora ci si può munire di Evadisfera, uno strumento che permette di abbandonare i dungeon a metà strada se stiamo per terminare le risorse primarie.

    Calcando ancora la mano sul fattore della difficoltà, vi rammento che per gli hardcore gamer è possibile persino disattivare la Mappa dei Dungeon, in questo modo costringendosi a giocare la sala in completa blind run e facendo uso solo del proprio senso dell'orientamento. La fase d'esplorazione dei dungeon, quindi, è dove si annidano tutte le difficoltà del titolo, a tal punto da sovvertire uno dei capisaldi di qualsiasi altro videogioco: nella campagna principale, paradossalmente, sarà più difficile affrontare venti o trenta piani di dungeon piuttosto che affrontare l'eventuale boss fight finale, che non richiederà al giocatore gestione di risorse e spostamenti particolari, ma solo una raffica di attacchi dalla giusta superefficacia.

    Se insomma a livello di meccaniche Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX convince, ed è appagante vedere che i nostri sforzi organizzativi si traducono in sessioni d'esplorazione produttive, ci sono però anche delle criticità: la prima riguarda, purtroppo, la varietà del gameplay. La profondità strategica, che si amplia gradualmente, è controbilanciata da una fortissima ripetitività della routine di azioni da compiere: dall'inizio alla fine del gioco si è chiusi in un loop di preparazione ai dungeon ed esplorazione, senza alcun altro segmento di gameplay alternativo con il quale distendere i nervi.

    Le numerose location, che presentano ambientazioni diverse e i Pokémon più vari, di fatto non creano una reale divergenza tra uno e l'altro dungeon: cambia l'atmosfera, la musica di sottofondo e i mostri selvatici, ma la sensazione è quella di giocare continuamente lo stesso livello, ampliato e leggermente modificato nella struttura. Questo sicuramente non è un problema per gli appassionatissimi di Pokémon o di Roguelike, ma lo può divenire per chi orbita raramente attorno all'uno o all'altro mondo: Mystery Dungeon va preso a piccole dosi, magari in portabilità grazie a Nintendo Switch, perché uno dei suoi difetti più grandi è che le sessioni di gioco rischiano di divenire ripetitive dopo poche ore.

    Gotta convincerli 'em all

    Come in ogni Mystery Dungeon, anche in questo titolo è possibile catturare Pokémon nel corso dell'avventura: in realtà sarebbe più corretto dire che è possibile stringere con loro amicizia, dato che in assenza di esseri umani anche il sistema di ottenimento dei Pokémon è completamente differente. E in linea con quanto detto prima, anche piuttosto macchinoso.

    All'interno di un dungeon può capitare, sconfiggendo un Pokémon con il leader del proprio party, oppure offrendo una Mela ad un Pokémon malconcio e stordito, che il selvatico decida di accompagnarci per il resto dell'esplorazione: in caso si accetti l'offerta, questo Pokémon si aggiungerà momentaneamente al nostro party di 3 Pokémon, e benché non sia controllabile direttamente dal giocatore potrà comunque dare manforte durante le battaglie. Una volta concluso il dungeon in questione, se il selvatico con il quale si è fatta amicizia è ancora in vita, questo potrà aggiungersi permanentemente ai Pokémon controllabili dal giocatore: per farlo, tuttavia, bisognerà disporre anche di uno specifico Campo Base.

    In breve, i Campi Base sono delle location nelle quali i Pokémon selvatici incontrati possono andare a vivere, e così rimanere a nostra disposizione qualora avessimo bisogno di loro nelle esplorazioni a venire: abbiamo la Centrale Elettrica dove vivono i Magnemite e Pokémon Elettro, lo Stadio Girino dove dimorano Poliwag e altri Pokémon Acqua, e via dicendo.

    Wigglytuff, un NPC presente nell'unico villaggio visitabile del titolo, si occuperà di costruire i Campi Base sotto un lauto compenso di Pokédollari: di conseguenza, un altro fattore strategico del titolo si annida proprio in questo alternarsi di visita dei dungeon e costruzione dei Campi Base.

    Esplorando un Dungeon per la prima volta, sarà possibile incontrare una serie di nuovi Pokémon che saranno poi costretti ad abbandonarci alla fine dello stage perché non disponiamo del Campo Base adatto: terminata l'area, però, potremo costruirlo, per poi tornare a visitare il medesimo dungeon alla ricerca di quei Pokémon persi durante il primo playthrough.

    Una situazione che, in realtà, non è mai tediosa: giocare nuovamente un dungeon fa parte della routine di base, considerate le molte missioni secondarie che è possibile completare una volta terminate le main quest. In alternativa, poi, esiste la "Sfera Wigglytuff", un oggetto che permette di acquistare Campi Base mentre si è all'interno di un dungeon: è utile portarsi uno strumento del genere in borsa se si sa che è alta la probabilità di trovare nuovi Pokémon sconosciuti, per i quali non è possibile avere la certezza di possedere un campo base adatto.

    C'è dell'altro: rispetto al titolo originale, nel remake le vecchie "Abilità QI" sono divenute "Specialità": ogni Pokémon, oltre all'Abilità tradizionale presa in prestito dai giochi della serie principale, avrà una chance di possederne una seconda, un' abilità passiva condivisa sempre con l'intera squadra.

    Tanto per fare degli esempi, alcuni Nidoking possono avere "Rosicone", una Specialità che fa aumentare di uno stadio l'Attacco di ogni membro del party ogni volta che un Pokémon subisce un danno; con "Salto d'Assalto", invece, i Pokémon possono teletrasportarsi davanti ai nemici affrontati nei corridoi. Ancora, con "Bulldozer", è possibile rompere i muri dei dungeon al prezzo di uno svuotamento della Pancia più rapido: così facendo potrete trovare scorciatoie per raggiungere più velocemente le scale per i piani successivi. Le Specialità dei Pokémon, solitamente, sono innate, ovvero insite nel Pokémon fin dal momento del suo ottenimento: con le Gelatine Arcobaleno e le Gelatine DX, strumenti introdotti in questo remake, avrete però rispettivamente una possibilità o la certezzza di sviluppare una Specialità anche su un Pokémon che ne è sprovvisto. Ed è un bene che sia così: l'alternativa sarebbe stata rendere completamente inutili le catture di Pokémon senza specialità.

    Una volta catturati i Pokémon, e inseriti nei loro rispettivi Campi Base, questi accumuleranno esperienza anche qualora non siano presenti nel party: anche in questo caso la scelta di game design ha assolutamente senso, perché si interseca a doppio filo con il sistema SOS dei Pelipper.

    Come avevo accennato, un wipeout nei dungeon equivale alla perdita di strumenti e Pokésoldi: mandandosi un auto-soccorso, tuttavia, questo esito infausto può essere evitato. In sostanza, se il vostro team è andato totalmente K.O., la partita verrà riavviata, e saremo in grado di organizzare un secondo team di 3 Pokémon, scelti fra tutti quelli presenti nei Campi Base posseduti.

    Questo team andrà a soccorso del primo, e qualora riuscisse a raggiungere il piano del dungeon nel quale è avvenuta la prima sconfitta, il giocatore sarà in grado di ripristinare totalmente strumenti e Pokésoldi posseduti in precedenza.
    Una meccanica salva vita , che ho utilizzato più volte, e che sarebbe stata impraticabile qualora i Pokémon nei Campi Base non fossero cresciuti di livello in automatico: immaginatevi andare a salvare i miei compagni da uno Zapdos impersonando un Rattata livello 3...

    Aggiungo poi che la meccanica di SOS è utilizzabile anche in rete, attraverso un sistema di password: all'uscita del gioco si potranno soccorrere i propri amici, oltre che sé stessi, in un tipico caso di multiplayer asincrono che fa sempre piacere vedere applicato alla serie di Pokémon.

    Il sistema di ottenimento dei Pokémon insomma, benché macchinoso, è divertente e stimolante: quando manca la forza di affrontare la quarta ora di fila di esplorazione intensa, la prospettiva di ottenere nuovi Pokémon viene in soccorso. Se ci aggiungiamo che in questa riedizione ora si possono ottenere anche i Pokémon cromatici, il cerchio si chiude: girovagare per piani e sale di Mystery Dungeon DX non equivale solo a sopravvivere, ma anche a cacciare le vostre creature preferite. E per chi se lo stesse chiedendo, certo che ho preso Houndoom. Ne ho presi due. Poi ho perso un Lickylicky cromatici, ma questo rimane fra me e voi.

    Art Style da Fiaba

    Se dovessi scegliere il più grande pregio di Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX, sarebbbe indubbiamente il suo art style. Spike Chunsoft è stata abilissima nel trasformare uno dei difetti più grandi del titolo originale, un comparto tecnico sottotono su Gameboy Advance e ancor di più su Nintendo DS, in uno dei fiori all'occhiello di questa riedizione per Nintendo Switch: le ambientazioni sono tutte tridimensionali, e i colori dei pastelli a cera applicati sia alle texture degli oggetti inanimati sia ai modelli dei Pokémon creano un contrasto tra vecchio e nuovo che è un vero piacere per gli occhi.

    Alcuni scenari che si manifestnao durante le poche sequenze animate del titolo sono davvero mozzafiato, ed è come se sotto i nostri occhi si concretizzasero le fantasie di una fiaba per bambini: in tutta sincerità, la bellezza delle ambientazioni mi ha fatto sentire ancora di più la mancanza di un overworld maggiormente esplorabile, visto che l'inquadratura dei dungeon, dall'alto, riduce l'impatto di questo stile. Un'altra sbavatura, se proprio la si vuole trovare, sta nelle animazioni: in diverse sequenze di dialogo, tutte caratterizzate da uno spiccato e piacevole humor, è possibile vedere i mugshot dei Pokémon protagonisti, che assumono espressioni diverse a seconda del contesto. Queste espressioni, purtroppo, raramente vengono replicate nei modelli 3D, se non nel caso dei dei due starter protagonisti. Lo stile grafico fiabesco, in ogni caso, ben si sposa con la trama del titolo: si tratta di una storia semplice ma efficace, per tutte le età, con dubbi e misteri che divengono più chiari al giocatore a mano a mano che la main quest prosegue e si avvicina al suo epilogo.

    Siamo, nel bene e nel male, agli antipodi di Pokémon Spada e Scudo: graficamente appagante, il remake di Spike Chunsoft zoppica notevolmente in campo musicale. I brani originali, che erano stati scritti per essere ascoltati su un Gameboy Advance, non sono cambiati di una virgola: certo, i suoni degli strumenti utilizzati sono stati modificati, ma le tracce non sono stati riarrangiate né riorchestrate, e hanno il feeling di un prodotto del 2005, pensato per una portatile a 32bit.

    Comprendo l'effetto nostalgia, ma a mio avviso il lavoro sul comparto sonoro è stato veramente insufficiente, trascurato: a riprova di ciò, un recente tweet del compositore originale delle colonne sonore dei giochi originali, Arata Iiyoshi, conferma di non essere stato coinvolto nella creazione dei "nuovi" brani per il remake in questione.

    Ogni traccia ha dei loop davvero limitati, decisamente poveri per suonare bene sulle casse di un televisore: un gran peccato, dato che le sessioni d'esplorazione possono durare per ore, e la maggior parte delle musiche, anziché tenere alta l'attenzione del giocatore, sono semplicemente un sottofondo dimenticabile. Un paio di brani, però, si salvano in corner: credo che la colonna sonora della Grotta Magma rimarrà per un po' di tempo fra le mie playlist. E andrò a sognare qualche suo bel remix orchestrale.

    Post Game a 99 piani

    Senza girarci intorno, il postgame di Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX è mastodontico. Terminata la campagna principale, che vi prenderà dalle venti alle venticinque ore a seconda di quante missioni secondarie intraprenderete, le attività da svolgere non solo non si concludono, ma si moltiplicano: nuovi dungeon inediti vengono automaticamente sbloccati, e con essi nuovi Pokémon da catturare e nuovi strumenti o meccaniche da utilizzare.

    Senza scendere nel dettaglio onde evitare spoiler, mi limito a dirvi questo: giocando una sorta di Hard Mode di alcuni dungeon già affrontati potrete catturare dei Pokémon leggendari incontrati durante la main quest; in altre occasioni invece troverete nuovi dungeon inediti che saranno la dimora di creature misteriose e dalla potenza inaudita.

    Se il gioco, durante la campagna principale, ha una difficoltà moderata, mai blanda e mai ostica, il post game comincia a divenire molto più esigente con le abilità e la tecnica del giocatore: durante uno dei miei recenti playthrough in un dungeon già affrontato in passato, mi sono scontrato contro il suo boss, che in hard mode ha disintegrato sia la mia squadra che quella mandata in soccorso per riprendermi gli oggetti smarriti.

    Attraverso il sistema della Supercarica, poi, nel post-game saremo in grado di Megaevolvere alcuni Pokémon compatibili con questa meccanica: la buona difficoltà di gioco quindi è controbilanciata da una crescita dei Pokémon del proprio party, che potranno evolvere, Megaevolvere, e quindi divenire all'altezza delle sfide poste dal titolo.Non nascondo di provare invidia per i fan accaniti di Pokémon Mystery Dungeon: un post-game del genere è quello che da anni gli appassionati di Pokémon sognano per i giochi della serie principale.

    Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DXVersione Analizzata Nintendo SwitchCi siamo chiesti se Spike Chunsoft, con questo remake, sia riuscita a reinterpretare in chiave moderna i suoi Pokémon Mystery Dungeon Squadra Blu e Squadra Rossa. L'obiettivo può dirsi generalmente centrato, ma con qualche riserva. Graficamente parlando il titolo acquisce una splendida veste, che francamente mi auguro diventi un marchio di fabbrica della serie spin-off, e al livello di gameplay, con l'aggiunta delle "Specialità", delle Megaevoluzioni e di oggetti come le Gelatine Arcobaleno e DX, lo svecchiamento di alcuni sistemi macchinosi dei vecchi RPG è riuscito correttamente. Dove invece il titolo vacilla, purtroppo, è proprio nel suo DNA: la natura di Roguelike ripetitivo, già lamentata in fase di recensione quindici anni fa, rimane proprio dove l'abbiamo lasciata, facendo sì che Pokémon Mystery Dungeon Squadra di Soccorso DX si rivolga soltanto ai fan del brand, oppure ai cultori dei Dungeon Crawler che richiedono dedizione, pazienza e tanta perseveranza, nel ripetere ciclicamente le stesse routine di attività. Ci auguriamo che questo sia un nuovo inizio per Mystery Dungeon: un punto di partenza stilistico sul quale costruire futuri titoli, che dovranno aggiungere al mix qualche variazione ludica in più per riuscire a parlare ad un pubblico più ampio, oltre alla ristretta cerchia di appassionati che ovviamente non se li lasceranno scappare.

    7.5

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